Capitolo 2 - Un lavoro ben fatto!
Mi sembra un po' paradossale ricevere tanti complimenti anche da parte di un marito, cui ho appena sfondato il culo alla moglie.
1 ora fa
«Preparati, perché appena le avrò sborrato in culo, tu dovrai prendere il mio posto. Silvia, fai in modo che il cazzo di Carlo sia ben pronto!»
Al sentir le mie parole, vedo gli occhi di Carlo che brillano e sembra che non veda l'ora. La sbatto velocemente e, anche se non la sento godere, mi rendo conto che si sta rilassando veramente tanto e, d'un tratto, mi sento pronto e, dopo averle dato altri colpi, mi svuoto dentro di lei.
«Ti sto sborrando nel culo! Angela, la senti la mia sborrata? Lo senti come ti sto riempiendo il buco del culo! Angela, sto sborrando!»
Lei urla di piacere.
«Sì, finalmente, sì! La sento e sei bollente! Mi fa impazzire questa cosa! Ho desiderato questo momento da tanto tempo!»
Guardo Carlo e, dopo esserci scambiati un segno di intesa, faccio rimettere a pecora Angela e, quando lui è pronto, di colpo mi sfilo e insieme constatiamo che quel buchetto è diventato veramente una voragine, dove lui penetra in un sol colpo.
«Accidenti, amore mio! Paolo ti ha davvero ridotto il culo ad una voragine! Adesso entro anch'io e così completiamo l’opera!»
Lo spinge tutto dentro con forza e, mentre entra, schizzi di sborra colano da quel buco ormai spanato. Angela urla di dolore e piacere nello stesso tempo.
«Sì, amore, così! Bravo, entrami dentro anche tu! Che bello, amore! Finalmente mi puoi inculare anche tu! Dai, amore, fammi impazzire!»
Lui la pompa con colpi fortissimi e allora io, dopo che l'ho sentita godere due volte, li fermo e, sempre tenendola ben piantata sul suo membro, faccio distendere Carlo con lei sopra e, quando Angela si trova cosce aperte, Silvia si reca subito a guardare suo marito e lo invita a partecipare al gioco.
«Dai, Marco, facciamola impazzire! Adesso entra tu davanti, così Angela andrà via di testa! Angela, amica mia, preparati perché ora ti faranno raggiungere il paradiso!»
Il tempo di posizionarsi e subito dopo Marco riesce ad infilare la fighetta di Angela, che, per un attimo, rimane a bocca aperta, poi, quando lui comincia a pomparla assecondando i movimenti di Carlo, incomincia a godere, senza soluzione di continuità. È un orgasmo continuo e lei viene stravolta dal piacere, fin quando i due maschi non le riversano dentro le loro ingenti sborrate. Mentre loro sono intenti a far godere Angela, Silvia ha preso il mio membro in bocca e, dopo averlo sapientemente succhiato e leccato, lo ha riportato alla giusta consistenza e, dopo avermi fatto sdraiare, mi sale sopra volgendomi le spalle; appoggia il mio randello al suo buchetto e, lentamente, si lascia inculare da me. Si muove con lo stesso sincronismo dell'amica e, quando quella raggiunge un altro orgasmo, anche lei gode. Rimane immobile, mentre il suo corpo viene scosso dal piacere, poi, sollevate le gambe, ruota sul mio membro come un perno e si gira, finalmente rivolgendo il suo viso verso di me. Si sdraia su di me, e mi bacia mentre sento il mio membro che sta quasi scivolando fuori dal suo buco ben aperto. Marco, che ha seguito tutta la scena, mentre continua a scopare Angela, si gira verso Silvia e si complimenta con lei.
«Brava, amore, così si fa! Finalmente posso vedere come godi con tuo padre! Dai, Paolo, falla impazzire! Sapessi quante volte ho sognato questa scena, ultimamente!»
Silvia si sfila il membro da dietro e, con un semplice movimento se lo infila davanti e comincia a danzare sopra di me, muovendo il corpo avanti e indietro, fin quando raggiunge due orgasmi uno dopo l'altro. Quando i due maschi si svuotano dentro Angela, anche Silvia, che si è sdraiata su di me, mi chiede di schizzare dentro di lei. Io però non son d'accordo e, appena Marco si è sfilato da Angela, lo faccio avvicinare e chiedo a Silvia di continuare a succhiare il suo cazzo, affinché resti ben duro. Lei per un attimo esita, poi dopo, mentre lui glielo mette in bocca, lo succhia e lo fa restare abbastanza duro, ma sono io che riesco ad eccitarlo ancora di più.
«Dai, Marco, preparati che adesso prendiamo anche Silvia in doppia! Forse lo avrai già fatto con Carlo, ma son sicuro che prendere tua moglie in doppia con me, debba eccitarti molto di più!»
Vedo lo stupore negli occhi di Silvia.
«Accidenti, amore! Le parole di mio padre ti hanno fatto un effetto dirompente! In un attimo il tuo cazzo è diventato durissimo! Dai, amore, mettimelo tutto nel culo, che voglio sentirvi entrambi!»
Un attimo dopo, le entra dentro con una spinta secca e decisa, che la fa sussultare e poi ci mettiamo a pomparla abbastanza ben sincronizzati e, questa volta, è Silvia che delira, mentre Angela, dopo essersi sfilata anche da suo marito, rimane distesa con la testa appoggiata sul petto di Carlo ed osserva l'amica che impazzisce di piacere. Silvia viene rapidamente due volte e, alla terza, l'eccitazione è talmente forte che Marco urla che sta sborrando!
«Amore, è sconvolgente! Amore, sto sborrando nel tuo culo! Amore, quante volte ho sognato questo momento! Amore, sto sborrando! Silvia ti sta sborrando in culo!»
Lei gode all'istante e anch'io mi svuoto dentro di lei.
«Vengo anch'io Silvia! Ti sto sborrando dentro!»
Rimane immobile, mentre noi due ci svuotiamo dentro di lei per farcire i suoi buchi di crema bollente. Ci sfiliamo e, sfiniti, restiamo sdraiati sul letto, con Silvia che, prima bacia Marco, poi me e, infine, si gira verso Carlo e Angela, che subito la baciano e l'abbracciano. Gli occhi delle due donne si riempiono di lacrime di gioia.
«Silvia, amica mia, sei stata fantastica! Vederti godere così, ha fatto impazzire anche me, perché sto ancora tremando dal piacere che ho provato, con loro due! Ma la cosa che effettivamente mi sta mandando via di testa, è il bruciore che sento nel mio culetto ed è una sensazione assolutamente meravigliosa! Avevi ragione tu! Sentirlo bruciare è qualcosa che ti prolunga il piacere! Grazie anche a te, Paolo, per esser stato così deciso e risoluto nel rompermi il culo! Se non avessimo incontrato te, non avrei mai provato un simile piacere!»
La guardo e sorrido, cercando di minimizzare.
«Ma no, dai, non è così! Prima o poi Carlo avrebbe trovato il coraggio di spingersi oltre!»
Lei guarda Carlo, poi si alza in piedi e, malferma sulle gambe, viene verso di me, mi abbraccia e mi bacia.
«Sì, forse è come dici tu, ma intanto sono immensamente felice che uno splendido maschio come te mi abbia letteralmente sfondato il culetto! Spero che il bruciore continui il più a lungo possibile, perché è una sensazione talmente forte che mi fa impazzire! Tua figlia è una donna fortunata ad avere un padre come te!»
Anche Carlo si avvicina, mi tende la mano, perché congratularsi con me.
«Come hai detto ad Angela, probabilmente, alla fine ci sarei riuscito anch'io, ma voglio complimentarmi con te per lo splendido lavoro che hai fatto!»
Mi sento un po' a disagio, in quanto mi sembra un po' paradossale ricevere tanti complimenti anche da parte di un marito, cui ho appena sfondato il culo alla moglie! Loro due si rivestono e se ne vanno, lasciando noi tre ancora un po' storditi dal piacere. Silvia è ancora nuda sul letto e prima che ritorni Marco, mi fa sdraiare di nuovo accanto a lei.
«Papà visto che siamo rimasti noi tre, vorrei con il tuo aiuto riuscire a risolvere anche un altro piccolo enigma!»
La guardo e intuisco quello cui si riferisce, per cui annuisco. Quando torna Marco e ci vede ancora sdraiati insieme nudi, si unisce a noi sdraiandosi dall'altro lato di Silvia. Lei, per un attimo guarda me, poi si gira verso di lui e lo bacia con amore.
«Amore, ora che ho soddisfatto il tuo più grande desiderio, che era quello di vedermi godere tra le braccia di mio padre, ho bisogno che tu, adesso, vinca il tuo disagio e, insieme a lui, che già conosce l'altra parte della storia, ci spieghi per quale motivo non riesci a superare il disagio che provi con tua madre.»
Vedo che per un attimo si irrigidisce, poi, tenendo lo sguardo basso, si gira verso di lei e scuote un attimo il capo, cercando di sviare il discorso.
«Amore ti prego… Ti ho detto che ne avremmo parlato, ma… vuoi proprio adesso, davanti a lui?»
Silvia lo bacia ed abbraccia forte, cercando di rasserenarlo.
«Amore, ti amo, sei tutta la mia vita e, come hai potuto constatare, ti ho reso partecipe di ogni mio segreto, persino questo che, in qualche modo, è sicuramente uno di quei segreti che si devono custodire gelosamente. Lui ha parlato con tua madre e non siamo riusciti a venire a capo di nulla. Amore, io voglio vivere la mia vita serenamente insieme a te e sapere che c'è qualcosa che ti turba nel profondo dell'anima, mi mette un'ansia addosso e mi intristisce, perché significa che non riesco a farti aprire con me, come io ho fatto con te! Amore, lo hai detto tu stesso che lui è una persona di cui ci si può fidare, quindi, dopo che ti ha dimostrato che è capace di risolvere le più intricate situazioni, ed io e te sappiamo di cosa stiamo parlando, perché non provi a raccontarci che cosa è successo, che ti ha portato a condurre con tua madre un rapporto così duro e conflittuale? Amore, io e lui ti vogliamo tanto bene e, se ci concedi la tua fiducia, se ti apri con noi, son sicura che troveremo una soluzione anche a questo!»
Lui rimane in silenzio e a testa bassa. Silvia lo scuote e lo sprona a parlare.
«Amore, ti prego, parla! Non rifiutare il nostro aiuto!»
Lui continuando a tenere la testa bassa, cominciò il suo racconto.
«Era un ragazzino, avevo 12/13 anni ed abitavo con i miei genitori nell'immensa villa che era di proprietà di mio nonno Pietro. Lui era un proprietario terriero, dall'aspetto imponente. Era molto alto e forte ed io lo ammiravo perché lui mi portava sempre con sé, in ogni occasione e vedevo con quanto rispetto e ammirazione lo guardavano. Era il mio idolo! Una sera d'estate, eravamo stati ad una festa che avevamo organizzato per la fine della trebbiatura e, tornando a casa, io mi ero addormentato e loro mi avevano messo direttamente a letto. Non so quanto ho dormito, ma ricordo che mi son svegliato con una gran sete, perché era estate, faceva molto caldo ed avevo anche mangiato molto, in ogni caso, son sceso al piano inferiore, dove c'era la cucina per andar a bere.
Risalendo le scale, ho visto, prima di rientrare nella mia camera, che la porta della camera dei miei genitori era aperta e, quando ho guardato dentro, ho visto che il letto era fatto, ma non c'era nessuno. Incuriosito, mi sono guardato intorno ed ho visto che, da sotto la porta della camera di mio nonno, filtrava della luce. Mi son avvicinato, ho provato a guardare dal buco della serratura, ma non si vedeva niente, così sono uscito sul terrazzo, perché quel piano della casa aveva tutte le camere comunicanti tra loro, in quanto ruotava tutt'intorno. Mi son avvicinato alla camera di mio nonno, che, come sempre, aveva la finestra aperta, ma la persiana accostata, e guardando ho visto una scena che mi ha lasciato di stucco.
Mia madre era inginocchiata sul letto, con mio nonno che, da dietro la stava inculando e mio padre si masturbava con le sue mutandine.
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