La nuora porcella. Vol.III

Capitolo 3 - Nuovi nodi da sciogliere!

Simona ha detto solo una cosa: fortunatamente ci ha pensato "San Paolo". Questa risposta mi ha convinto che Simona l'aveva data in riferimento non al reale santo, ma a te e così abbiamo un po' insistito e loro ci hanno raccontato tutto per filo e per segno.

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pennabianca

1 ora fa

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Quella scena era stata per me qualcosa di destabilizzante. Ricordo che il mio membro è diventato subito duro, quasi a farmi male. Sentivo mio nonno che parlava a voce alta, mentre continuava a pompare mia madre.
«Guarda, cornuto, come la inculo! Pensavi che una mezza sega come te, venuto dalla città, poteva far godere questa vacca di mia figlia? Cosa credevi di fare con il tuo cazzetto? Lo vedi come glielo sfondo! Se non l'avessi ingravidata io, col cavolo che avevo un nipote! Cornuto, guarda come gode questa vacca nel vederti far le seghe con le sue mutandine!»
Ricordo che, nel guardare, ho leggermente spostato la persiana e, mentre essi erano distratti da ciò che stavano facendo, mia madre, che era girata verso la finestra, mi ha visto. Per un lungo interminabile istante i nostri occhi si sono incrociati, poi io sono scappato via di corsa, perché ero certo che mi avesse visto e, quindi pensavo che mi avrebbe punito. Son corso in camera mia e mi son nascosto sotto le coperte con la testa sotto il cuscino, fissando la porta della mia camera, in attesa del momento in cui l'avrei vista comparire per venirmi a dare la punizione. Non è mai entrata da quella porta, però, da quella volta, il suo atteggiamento nei miei confronti è cambiato. Dopo quel giorno, è diventata molto più affettuosa con me e, infatti, me ne sono accorto subito, il giorno dopo, quando ci siamo incontrati: lei mi ha abbracciato, mi ha dato un bacio, mi ha sorriso e questo mi ha letteralmente sconvolto. Non riuscivo a capire quello strano gioco che facevano tra di loro e, soprattutto, non capivo le parole di mio nonno. L'unica cosa che però mi aveva fortemente eccitato era aver visto mio padre che si segava sulle mutandine di mia madre. Era una cosa che mi ha incuriosito moltissimo e così ho cominciato a rovistare nel cesto dei panni sporchi, ma la nostra domestica, ogni mattina, riempiva la lavatrice e quindi io non trovavo mai niente. Mi son accorto, però, che la domenica mattina, non faceva questa operazione e, quindi, proprio una domenica mattina, ho trovato le mutandine di mia madre ed ho fatto esattamente come avevo visto fare da mio padre, cioè le ho annusate, ho sentito uno strano odore pungente che mi ha eccitato moltissimo, poi le ho messe arrotolate sul mio membro ed ho preso a smanettarmi su e giù, come faceva mio padre, e subito dopo son venuto!

La prima volta, sono rimasto davvero impaurito da questa cosa! Le sue mutandine erano completamente inzuppate della mia crema bianca e questo mi ha terrorizzato, pensando che, se lei se ne fosse accorta, questa volta mi avrebbe punito per davvero! Ho rimesso tutto a posto e, il lunedì mattina, la domestica ha lavato gli indumenti senza neanche far caso a questo ed io, tranquillizzato, ho capito che potevo sfruttare questa situazione a mio vantaggio. Così la sera, quando tutti erano andati a dormire, io me ne andavo in bagno e mi segavo sulle sue mutandine e la domestica, la mattina, le lavava e nessuno se ne accorgeva. Una domenica mattina, in cui tutti avrebbero dovuto esser fuori di casa, sono andato come al solito a rovistare nel cesto ed ho trovato ancora una volta un paio di mutandine di pizzo nero bellissime, che erano completamente inzuppate all'altezza del cavallo e così ho preso a leccarlo e a succhiarlo, assaporando quel particolare odore che emanavano. Ho preso a segarmi, poi ho messo le mutandine sul membro e, nel momento stesso in cui venivo, la porta del bagno si è aperta ed è entrata a mia madre. Son rimasto paralizzato! Mi aspettavo un gran casino, schiaffi e vergate, perché pensavo di averla combinata grossa e, invece, lei mi ha guardato, mi ha sorriso e, prima che potesse dire qualcosa, io sono letteralmente fuggito. Da quel momento le cose tra noi sono cambiate totalmente! Lei ha cercato di minimizzare la cosa, ma io, nel frattempo, ero riuscito a capire che mio padre era stato umiliato da mio nonno e, anche se ci ho messo un po' di tempo a capirlo, mi era ormai chiaro che era stato lui ad ingravidare mia madre e questo mi ha portato a sentirmi solidale con mio padre che, in qualche modo, aveva subito la loro prepotenza. È questo che ho sempre pensato, che fosse stato umiliato dalla forte personalità di mio nonno che, con la complicità di mia madre, ne avevano fatto il loro zimbello! Così ho cominciato a guardare mia madre sotto occhi diversi e, in tutto questo tempo, ho cercato di evitare di stare alla larga da lei, perché avevo paura che avrei fatto la stessa fine di mio padre. Le cose sono anche peggiorate dopo la morte di mio nonno; lei ha cercato in tutti i modi di conquistare la mia fiducia, ma, più lei insisteva, e più io la vedevo come una persona infida, da cui stare alla larga. L'unica persona che proprio non capivo, era mio padre. Nonostante tutte le umiliazioni, lui ha sempre adorato e amato mia madre e questo mi ha ancor più destabilizzato. Quando ho conosciuto Silvia, ho sentito forte il desiderio di formare una famiglia con lei e la sua presenza, in qualche modo, ha attenuato l'astio che avevo nei confronti di mia madre, ma la cosa che mi ha stupito di più è stato il fatto che, quando mi son reso conto che lei era innamorata di te, stranamente, dentro di me, non ho provato nessun odio. Forse, in quel momento, ho capito che mio padre aveva dimostrato a mia madre il suo amore, lasciando che lei si facesse montare da mio nonno. Credetemi, questa cosa mi ha letteralmente spiazzato! Considerando il rapporto che c'è fra voi due, è stato più facile per me capire quello che c'era tra mia madre e mio nonno, ma, soprattutto, mi ha fatto anche comprendere la posizione di mio padre. Quando ho capito che non ero figlio suo, mi son reso conto che mio padre aveva accettato il gioco semplicemente perché consapevole del fatto che mio nonno avrebbe fatto godere mia madre molto più di quanto fosse stato capace lui. Purtroppo ora le cose tra me e mia madre sono arrivate ad un punto di stallo completo. È vero che le ho telefonato giorni fa mentre ero in vacanza, ma è stata una cosa profondamente difficile per me: se da un lato avrei voluto dirle tante cose, dopo tutti questi anni non ero in grado nemmeno di mettere insieme due parole in fila. Ormai credo che il nostro rapporto sia completamente deteriorato!»
Ascolto con estrema attenzione tutte le sue argomentazioni e mi rendo conto che il ragazzo ha una gran confusione in testa. Prima che io possa dire o fare qualcosa, Silvia lo bacia, lo abbraccia e si stringe a lui.
«Amore, ti amo! Amore ti adoro per il fatto che sei riuscito ad aprirti con noi! Paolo, digli cosa ti ha detto Marina e, soprattutto, fagli capire che esiste un'alternativa.»
Marco mi guarda con occhi carichi di speranza ed io cerco di rassicurarlo.
«Tutta questa storia è emersa casualmente, in circostanze che non sto neanche a spiegarti; ma, la cosa importante, è che tua madre stessa vuole riappacificarsi con te! Non credo che lei sappia tutto questo che c'è dietro, ma ti assicuro che la cosa che più vuole al mondo è la tua felicità e, soprattutto, vuole che tu non sia più in astio con lei. Ora datemi un passaggio a casa e lasciatemi qualche giorno di tempo: di certo riuscirò a trovare il modo per giungere ad una soluzione che si riveli la migliore possibile. Tu, Marco, mi devi garantire però la tua totale disponibilità e, soprattutto, devi renderti conto che, la maggior parte delle cose che tu pensi nei confronti di tua madre e tuo padre non sono corrette. Sono convinto che sono una coppia che hanno fatto le loro scelte, dettate da motivi più che disparati, ma, in ogni caso, rappresentano scelte che loro hanno voluto per sé stessi e, quindi, anche se non le condividi, le devi accettare per quelle che sono!»
Lui guarda Silvia, poi me.
«Credimi, Paolo, ho promesso a Silvia che avrei fatto tutto il possibile per appianare le divergenze con mia madre, quindi, ti assicuro che ti darò il massimo della disponibilità e sarò pronto ad accettare qualunque sacrificio tu mi chiederai, pur di tornare a stabilire un rapporto con loro, che sia davvero bello, oltreché soddisfacente.»
Mi abbracciano entrambi, poi Silvia, che indossa velocemente una semplice tuta da ginnastica, mi dice che sarà lei ad accompagnarmi. Appena in auto, mentre io guido verso casa mia, mi giro, guardo Silvia e le faccio una specifica domanda.
«Mentre cercavi di convincer Marco a parlare, tu hai detto una frase che mi riguardava: hai detto che ero bravo a risolvere le situazioni e che voi due sapevate bene di cosa stavate parlando. A cosa ti riferivi in particolare?»
Silvia mi guarda, mi butta le braccia al collo e mi dà un bacio sul collo.
«Mi stavo riferendo al fatto che mio fratello mi ha raccontato di come sei riuscito a convincere i genitori e, in particolare, il padre di Simona ad accettare che quei due ragazzi si sposino! Ieri sera, quando siamo tornati, essi erano ad aspettarci qui e abbiamo passato due ore insieme, durante le quali loro ci hanno comunicato che, finalmente, potevano iniziare a organizzare il loro matrimonio! Io ero rimasta al fatto che c'erano dei problemi con il padre e, quando ho chiesto loro come avevano fatto a risolverli, entrambi si son guardati e Simona ha detto solo una cosa: fortunatamente ci ha pensato "San Paolo". Questa risposta mi ha convinto che Simona l'aveva data in riferimento non al reale santo, ma a te e così abbiamo un po' insistito e loro ci hanno raccontato tutto per filo e per segno. È per questo che ho poi consigliato Marco a fidarsi. Papà, sei la persona più buona del mondo. Luca e Simona hanno detto che, grazie a te, la loro vita è diventata veramente speciale. E soprattutto Simona ci ha raccontato di come l'avevi conosciuta: mi avevi detto una bugia in chiesa, però avevo intuito che ci doveva esser qualcosa che ti aveva, in qualche modo, sorpreso quel giorno.»
Le sorrido e le dico che, ora come ora, la cosa più importante era quella di riuscire a riportare in carreggiata il rapporto tra Marco e sua madre.
Lei mi abbraccia e mi bacia, poi, mentre sto scendendo, mi fissa un attimo negli occhi.
«Per un attimo, sono stata gelosa quando ho sentito Simona che raccontava di come tu le avevi fatto il culetto in maniera così dura. Non tanto perché lo avevi fatto a lei, ma perché era una sensazione che io avevo già provato e sapevo esattamente il piacere che me ne era derivato e, sicuramente, era quanto anche lei doveva aver provato. Quando ha finito di parlare, ho capito che tu le avevi impartito una sonora lezione ed è la stessa conclusione a cui è giunta anche lei ed io, in quel momento, sono stata fiera di te. Papa, a questo punto, è chiaro che sia io che lei siamo le tue puttanelle rotte in culo! Papà, son convinta che anche Simona, provi la stessa sensazione piacevole ogni qualvolta che tu le faccia il culetto ed è la stessa cosa che provo anch'io. Papà, quando tutta questa storia sarà sistemata, voglio trascorrere di nuovo una sera con te!»
Le do un bacio e ci salutiamo. I primi due giorni della settimana successiva, sono molto impegnato con il lavoro, ma il mercoledì mattina chiamo Marina e la invito a prendere un caffè con me. Quando la vedo arrivare, resto piacevolmente sorpreso nel vedere che anche per questa occasione ha adottato un abbigliamento alquanto sexy. Fa caldo e lei indossa una mini molto sottile, abbastanza trasparente con sopra una camicetta, anche questa molto sottile e trasparente, sotto cui si intravede il reggiseno. Calza dei sandali a zeppa che le inarcano il suo splendido culetto e, quando mi vede, mi abbraccia e mi fa sentire il piacere del suo seno, che si schiaccia contro il mio petto.

«Paolo, sei sempre uno splendido maschio!»
Io sorrido e ribadisco che lei è sempre una splendida femmina e, desiderare di averla nel letto, è sempre un piacere! Sorride ed aggiunge che, per me, è sempre disponibile!

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