Passa velocemente un altro anno e le due ditte, lavorando in ottima sinergia, completano i lavori nei tempi stabiliti e, poiché, al momento della verifica, risultano perfettamente pari, i due titolari decidono di dividersi il compenso metà ciascuno. Organizzano un'altra cena, ma io non vi partecipo. Torno a casa, passano i mesi e la mia vita riprende il normale ritmo di sempre. L'unico cambiamento è il fatto che mio figlio ha deciso di andare a vivere per conto suo e, dopo essersi trovato un bell'appartamento, trasferisce tutte le sue cose e io mi ritrovo solo con Silvia in casa. Anche lei non resterà ancora per molto, perché sta organizzando il suo matrimonio e la cosa mi riempie di gioia, perché Silvia è una ragazza tosta, precisa, scrupolosa e molto attenta. Anche Marco, il suo fidanzato, è un ragazzo molto in gamba. Mi piacciono molto come coppia, perché sono due persone veramente attente e responsabili. Organizzano l'evento nei minimi dettagli e anche per il nubilato di Silvia fanno qualcosa di veramente simpatico e carino. Le sue amiche la portano a fare rafting e canoa in una delle zone più belle della nostra regione, mentre gli amici di Marco, organizzano una bella bisboccia e, alla fine, ho scoperto che, da una grossa scatola, è emersa anche una bella porcellina, che, in ogni caso, ha fatto divertire il ragazzo. Silvia mi tampina giornalmente per le prove del giorno delle nozze, ma io sono impegnato con la costruzione di una strada in una zona terremotata, che ha la massima priorità e, quindi, riesco quasi sempre a tenermi lontano da questa cosa, che valuto alquanto noiosa. Alla fine, il giovedì, sono costretto a partecipare almeno all'ultima prova, quella generale e definitiva. Nel primo pomeriggio, raggiungo la chiesa scelta per l'evento, che si trova nella parte alta della città. Lasciata la vettura al parcheggio, salgo dal retro della chiesa e, anziché entrare dalla porta principale, accedo dalla Sacrestia, che è di lato. Entrando nella navata centrale, la scena che mi trovo davanti è la seguente: voltato di spalle c'è mio figlio, con una ragazza mora accanto a sé, lui sarà il testimone di sua sorella, dall'altro lato c'è il miglior amico di Marco con sua moglie, che saranno i suoi testimoni e, nella navata centrale, oltre a mia figlia ed allo sposo, c’è anche Antonio e Marina, i suoi genitori, e ci sono anche altre tre o quattro persone che non conosco.
Il mio arrivo viene notato subito da Silvia, che solleva un braccio e mi saluta e il suo gesto costringe tutti gli altri a voltarsi dalla mia parte. Mi sto avvicinando alle spalle di mio figlio e, quando vede il gesto della sorella, si gira insieme alla ragazza mora che è accanto a lui e, in quel momento, mi prende quasi un coccolone! La ragazza mora che è accanto a lui non è altro che quella puttanella a cui ho rotto il culo! La guardo per un attimo stupito e vedo anche lei fare una faccia alquanto sorpresa, ma subito Silvia mi abbraccia e mi bacia contenta del mio arrivo.
«Papà, finalmente, non ci speravo più! Dai, vieni, facciamo questa prova generale e spero che tu sarai molto attento, perché non abbiamo più molto tempo per provare! Impegnati, perché voglio che sia tutto perfetto!»
Mi trascina in fondo alla navata e, partendo dall’ingresso principale, subito inizia la marcia nuziale; mentre ci avviciniamo all'altare, sottovoce, mi chiede come mai son rimasto così sbalordito nel vedere la ragazza che si accompagna a suo fratello. Non ho nessuna intenzione di rivelare il vero motivo del mio attonito stupore, così invento una scusa.
«Amore mio, vederti qui in questo momento, mi ha fatto capire che anche tu te ne andrai ed io resterò in quella immensa casa da solo! In questo momento, mi sono veramente reso conto che sono diventato vecchio!»
Mi stringe il braccio e mi guarda con una faccia carica di disappunto! Non replica, perché siamo giunti davanti all'altare e il prete simula tutta la cerimonia e, alla fine, siamo tutti soddisfatti del risultato. Per tutto il tempo ho evitato di guardare la ragazza in faccia e anche lei si è concentrata sulla prova. Una volta ultimata la prova generale, saluto i consuoceri, due persone che conosco e ammiro moltissimo e mentre sto quasi per andarmene, mio figlio si avvicina e mi presenta la ragazza. Faccio un profondo respiro, per rimanere il più possibile impassibile.
«Papà, lei è Simona, la mia fidanzata!»
La guardo e, nonostante abbia i capelli neri, che probabilmente è il suo colore naturale, mi rendo conto che è proprio lei la puttanella che ho avuto nel letto quella sera. Le stringo la mano e mantenendo una distaccata indifferenza, mi comporto come se non ci fossimo mai visti
Lei ha intuito il fatto che io non voglio far casini e, di conseguenza, anche lei si comporta come se fosse la prima volta che ci vediamo. Mi sento profondamente a disagio e, dentro di me, penso che dovrò raccogliere altre informazioni per capire chi sta conquistando il cuore di mio figlio. Sono così assorto nei miei pensieri che, quando Marco mi parla, quasi non lo ascolto.
«Paolo! Paolo stai bene?»
Lo guardo e mi scuso con lui, adducendo lo stesso pretesto fornito poco prima a Silvia e cioè: che il matrimonio comporterà un cambiamento nella mia vita come nella loro. Lui mi chiede una cosa un po' particolare.
«Vorrei chiederti una cortesia. Silvia mi ha detto che, una di queste due sere che mancano al matrimonio, vorrebbe uscire a cena con te. Poiché ho organizzato per domani sera di farle una serenata, volevo chiederti se, per cortesia, la portavi a cena questa sera in modo che domani sera, lei non esce di casa, altrimenti tutto il mio lavoro andrebbe in fumo.»
Lo guardo, gli sorrido e gli assicuro la mia totale complicità, complimentandomi con lui per la splendida iniziativa. Giusto il tempo di finir di parlare ed il mio braccio viene stretto da Silvia.
«Papà ho bisogno di un favore da te: o questa sera o domani sera, vorrei uscire a cena con te.»
La guardo e le assicuro che non ci sono problemi, ma questa cosa la dobbiamo fare questa sera, perché domani sera io ho già un impegno. Nel sentire le mie parole, vedo i suoi occhi brillare di gioia.
«Grazie, papà, non ci speravo proprio! Adesso ti lascio perché ho alcune cosine da sistemare, ma ti prometto che per le ore 20:00 sarò pronta per venire a cena con te. Non ti azzardare a prenotare da nessuna parte, perché provvedo a farlo io!»
La guardo un po' stupito, cerco di capire che cosa abbia in mente, ma non riesco a trovare alcun motivo plausibile. Mentre mi avvio all'uscita dalla chiesa, Simona mi si avvicina, da sola, per un attimo mi fissa negli occhi.
«Paolo, io vorrei... Credimi io… Voglio darti una spiegazione, ma non mi sembra questo il posto giusto. Ti prego, dammi un'opportunità di spiegarmi. Luca ha riempito tutta la mia vita e non posso perderlo per un errore di una sola volta! Ti prego, concedimi una possibilità! Te ne chiedo una sola!»
La guardo tra l'arrabbiato e l'imbarazzato.
«Domani mattina, alle 11:00, devo esser presso un ufficio del Comune, devo solo depositare un foglio e il tutto non dovrebbe richiedere che pochi minuti. Sulla via laterale all'ufficio comunale, c'è un piccolo bar, aspettami lì!»
Lei mi sorride, fa un cenno d'assenso con il capo e se ne va. Rientro in casa e mi chiudo nel mio studio, mi dedico a sistemare alcune cose di lavoro che per me sono importanti. Mi passa il tempo che quasi non me ne accorgo e, d'un tratto, sento la voce di Silvia che mi cerca.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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