Capitolo 7 - Il giorno delle nozze!
Ti supplico, papà: sfondami il culo ancora un’ultima volta!
2 ore fa
«No, Silvia, basta! Ti prego, smettila! Devi andarti a preparare, perché tra poco arriveranno le persone che ti aiuteranno per il matrimonio.»
Lei continuando ad impugnare il mio membro, ha alzato gli occhi e, sorridendo, mi ha risposto.
«Stai tranquillo che abbiamo tutto il tempo. Quando avrai più tempo, mi spiegherai il senso di queste immagini dove vedo mamma che gioca con un'altra persona, oltre te. Sono convinta che deve esser stato qualcosa che vi ha emozionato ed eccitato tantissimo, perché ora sento che tu lo hai così duro da far paura! Dai, prendimi ancora! Mettimelo ancora dietro! Rinnova in me il piacere di sentirlo ancora nel culo! Ti prego, fammi male! Lascia che mi bruci durante tutta la giornata!»
La guardo cercando, in qualche modo, di sviare il suo proposito, ma lei si solleva e si posiziona davanti a me, voltata di spalle e piegata a 90°, con entrambe le mani si apre le sue splendide chiappe.
«Dai, ti voglio! Ti voglio dentro! Voglio sentir bruciare questo buco per tutta la giornata! Ti supplico, papà: sfondami il culo ancora un’ultima volta! Solo per quest'ultima volta! Ti prego! Non pensare a me, ma a quel gioco che hai fatto con la mamma, immortalato nelle foto! Sono sicura che ti ha eccitato moltissimo, perché sento il tuo splendido membro duro da far paura ed è per questo che lo voglio dentro così, tutto, fin in fondo!»
Incapace di resistere a una simile tentazione, mi sono alzato in piedi e, dopo aver bagnato la punta con un po' di saliva, l'ho appoggiata a quel forellino che, di lì a breve, avrei martoriato inesorabilmente. Ho iniziato a spingere e, quando lei si è resa conto che ero pronto a sfondarle il culo, ha spinto il suo corpo indietro per farlo entrare tutto quasi in un colpo solo.
«Oddio, sì! È tremendo! Me lo stai sfondando in maniera pazzesca! Mi fa un male del diavolo, ma è esattamente quello che voglio sentire in questo momento! Dai, pompami forte! Fammi male e fammi godere! Dai, non aver riguardi e, dopo avermelo slargato per bene, riempimelo con il tuo seme!»
La prendo per i fianchi e la pompo come se non ci fosse un domani. Urla e non so se di dolore, piacere o entrambe le cose, ma, alla fine, sento che i suoi muscoli anali hanno ceduto ed ora il mio membro scivola quasi agevolmente tutto dentro di lei. Gode e mi esorta a sborrarle dentro!
«Vieni, ti prego! Dai, riempimelo tutto!»
L'avevo pompata ancora un po' e poi, alla fine, le son venuto dentro: lei aveva preso ad esultare di gioia.
«Sì, papà, ti sento! È bellissimo sentirti dentro, mentre mi inondi il culo!»
Son rimasto immobile dentro di lei per un po', poi, quando, mi sono sfilato, ho osservato quel forellino che ora era diventato una voragine e, un po' preoccupato, le ho chiesto come pensava di fare per il resto della giornata.
«Silvia, tu sei una pazza! Ora che hai il culo ridotto ad una galleria, sentirai colare la sborra per tutto il giorno e, mi chiedo, cosa racconterai a Marco questa sera?»
Lei si mette una mano fra le chiappe e mi dice di non preoccuparmi; corre a rifugiarsi in bagno. Ho giusto il tempo di farmi una doccia e subito casa si riempie di persone, che dovranno aiutare mia figlia a prepararsi per la cerimonia. Ricevo gli ospiti e, d'un tratto, arriva anche Luca con Simona, che mi salutano molto cordialmente.
«Buongiorno, papà, anche se non mi crederai, ho sempre ancora bisogno che tu mi faccia il nodo alla cravatta!»
Ci mettiamo a ridere e, mentre lui resta in camera mia, Simona raggiunge Silvia nella sua camera, per controllare che la sposa non abbia bisogno del suo ulteriore supporto. Mentre annodo la cravatta a mio figlio, i nostri occhi si fissano per un attimo e lui, con un certo imbarazzo, mi chiede una cosa.
«Non mi fraintendere, ma vorrei sapere che sensazione hai provato a rompere il culo a Simona?»
Lo guardo incapace di capire.
«Ma adesso come ti viene? Abbiamo stabilito che è un discorso chiuso, finito, perché lo vuoi riaprire?»
Lui mi rasserena e mi fornisce una ulteriore spiegazione.
«Come ti ho detto, non voglio esser frainteso, ma amo Simona ed ho fiducia in lei; però, per quanto mi sia messo d'impegno, non c'è stato modo di poterle far rivivere ancora quell'esperienza. Non so se, all'epoca, già te ne eri reso conto, ma lei per me è un'esperta bocchinara. Lo succhia che è una meraviglia, lo prende tutto giù per la gola, senza alcun fastidio. È brava anche a scopare. Gode molto intensamente e, quando le vengo dentro, lei ha già raggiunto diversi orgasmi, ma, se le sfioro anche solo con un dito il buchetto, scatta sulla difensiva come una molla. Le ho chiesto una spiegazione per questa sua reazione e tutto quello che mi ha detto è stato che una sola volta le è bastato e non ha più alcuna intenzione di ripetere una simile esperienza.»
Lo guardo, scuoto il capo e cerco di rassicurarlo.
«Questo mi dispiace, perché è stato di sicuro per colpa mia se lei non ha più intenzione di provare il rapporto anale. Ammetto che, quella sera, ci sono andato giù un po' pesante e, sicuramente, come prima esperienza non deve esser stata delle più esaltanti, e nemmeno di quelle che l'hanno fatta di certo godere molto. Per rispondere alla tua domanda, posso solo aggiungere che mi è piaciuto molto profanare quel pertugio così stretto.»
Lo vedo un po' sconsolato e gli aggiungo che, con un po' di pazienza, prima o poi riuscirà di nuovo a convincere Simona a fargli provare questo piacere. Poi viene il tanto atteso momento in cui la sposa esce dalla casa e, mentre tengo mia figlia sotto braccio, incrocio per un attimo lo sguardo di Simona, che mi fa un sorrisino particolarmente strano. Annuisce col capo e poi sorride con aria sorniona. Ci rechiamo in chiesa e, finalmente, faccio questa lunga passeggiata lungo la navata, tenendo sotto braccio mia figlia che, durante tutto il percorso in auto ho visto un po' tesa. Quando l'ho invitata a rilassarsi, prima di entrare in chiesa, lei si è stretta a me e mi ha sussurrato che non era tesa per il matrimonio, ma per il fatto che aveva introdotto nel culetto un piccolo plug con un gioiello. La guardo stupito e lei mi dice che lo ha fatto per ottenere un duplice scopo: uno, impedire alla mia sborra di colar fuori e l'altro, perché vuole continuare a sentir il buchetto dolorante e, nello stesso tempo, pronto per ricevere il membro di Marco, perché, questa sera, vuole che lui, per la prima volta, la chiavi anche nel culo. La osservo per tutta la durata della funzione e vedo con quanta naturalezza lei si muove: sapere che ha un gioiello piantato nel culo, mi suscita sensazioni contrastanti, ma anche fortemente eccitanti. Dopo tutta la funzione in chiesa, ci trasferiamo in uno splendido agriturismo per partecipare al banchetto nuziale e, quando tutto sta per volgere al termine, è Simona che mi si avvicina e, in un momento in cui siamo soli, mi fa una domanda ben precisa.
«Hai dato a Silvia la stessa lezione che desti a me?»
La guardo fingendo di non capire, ma lei mi incalza per avere una spiegazione.
«Sta tranquillo, il tuo segreto è al sicuro! Quando sono entrata da Silvia, lei mi ha chiesto se le potevo far un favore, una cosa che poteva chiedere solo a me. Siamo entrate in bagno e, da una scatolina, lei ha estratto un plug anale con tanto di gioiello e mi ha chiesto se, delicatamente, glielo potevo inserire nel culo. Naturalmente le ho dato la mia disponibilità, lei si è piegata e, dopo aver sollevato il vestito nuziale, e spostato il perizoma, mi ha chiesto di inserirlo tutto dentro, fino in fondo e, nel vedere il suo buchetto ben irritato e ancora abbastanza dilatato, ne ho dedotto che solo tu, quella stessa mattina, potevi averle fatto lo stesso servizio che avevi fatto a me quella sera. Ne ho avuto conferma quando ho iniziato a inserire il plug e lei mi ha chiesto di far piano, perché aveva ancora bruciore e, questo, ma ha dato conferma che potevi esser stato solo tu. L'ho spinto dentro piano e, mentre glielo infilavo, le ho chiesto come mai lo avesse così arrossato e lei si è giustificata dicendo che usava il plug da giorni, perché questa sera vuol fare un regalo speciale a suo marito. Ho finto di credere a quella spiegazione, sebbene sapessi che il suo culetto non poteva esser arrossato per l'utilizzo del plug, ma semplicemente perché qualcuno, poco prima, doveva averglielo sfondato a dovere! Come ti ho detto il tuo segreto è al sicuro, ma vorrei solo sapere se per lei è stata come sottoporsi ad una punizione o, piuttosto, come un sottile piacere personale.»
Mi rendo conto che Simona ha intuito tutto e, a questo punto, decido di capire dove vuole andare a parare con il suo discorso.
«Ammesso e non concesso che tu abbia ragione, io son disposto a darti una spiegazione, ma ne voglio un'altra in cambio da te: prendere o lasciare, decidi tu!»
Ora è lei a rivolgermi uno sguardo sorpreso, poi, dopo aver riflettuto un attimo, accetta questo scambio di confidenze che, a questo punto, son diventate molto intime.
«Sì, è vero, questa mattina ho sfondato il culetto di Silvia, dietro sua specifica richiesta, perché voleva sentirlo dolorante per tutto il giorno, proprio perché questa sera doveva esser perfettamente pronto a ricevere il membro di suo marito. Adesso, però, spiegami perché, nonostante sia convinto che il dolore ti si abbondantemente passato, neghi il rapporto anale a Luca?»
Simona mi guarda un attimo imbarazzata, ma anche abbastanza sorpresa dalla mia affermazione.
«Ma... cioè, io... Scusa, come fai a sapere che io nego a Luca il rapporto anale?»
La scruto in viso e ribadisco che la cosa non ha nessuna rilevanza, intanto, però, lei non ha ancora risposto alla mia domanda.
«All'inizio, pensavo che fosse solo per non voler più provare quel terribile ed atroce dolore che provai quella sera. Ero sicura che, con la sua dotazione, che è di poco inferiore alla tua, anche se credo che col passare degli anni diventerà esattamente come il tuo, mi avrebbe fatto provare lo stesso dolore provato con te e, per questo motivo, ho cercato in tutti i modi di evitare di aver un rapporto anale con lui. Col passare del tempo e l'aumentare della sua insistenza, ho provato ad inserire piccoli oggetti nel mio forellino anale e, devo ammettere che, a parte il fastidio dell'intrusione, la cosa diventa sempre più piacevole. Ora sono combattuta tra il fatto che amo Luca, ma anche che vorrei farlo felice nel dargli il culo; ora però, anche se quanto sto per dirti, mi farà apparire una puttana ai tuoi occhi, ora come ora, se dovessi riprovare ancora una volta un'esperienza anale, vorrei farla con te.»
La guardo dritto negli occhi, lei regge il mio sguardo e, stranamente, dentro di me, sento che la cosa, in un certo qual modo, mi intriga.
«Ti rendi conto che sarebbe come tradire di nuovo Luca e, questa volta, con la consapevolezza di regalargli un bel paio di corna? Quella volta è stato per un insieme di circostanze a farci incontrare in un determinato posto, in un determinato momento, inconsapevoli del fatto che, prima o poi ci saremmo ritrovati, mentre ora sarebbe qualcosa che potrebbe ferire mio figlio in maniera irreparabile?»
Simona mi lascia parlare ascoltandomi in silenzio, poi mi lancia una proposta che mi lascia ancor più stranito.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo capitolo, sii il primo a commentare!

