Capitolo 8 - Il desiderio di nuove certezze!
Se non sbaglio questa era la cifra pattuita per questa prestazione!
1 ora fa
«Veramente, io avrei in mente tutt'altra cosa. Probabilmente quello che ti dirò non solo ti stupirà, ma farà apparire la mia persona come un essere perverso e, nello stesso tempo, una puttana fuor di senno e desiderosa di vivere un'esperienza unica. Devi sapere che, ogni volta che Luca affronta con me l'argomento che riguarda quella particolare sera, in cui io mi son prostituita con te e dove tu, in particolare, hai voluto sfondarmi il culo, lui si eccita così tanto che poi mi chiava in maniera sconvolgente! All'inizio pensavo fosse rabbia, invece mi son proprio resa conto che l'idea che tu potessi pomparmi il culo, lo eccita così tanto da spingermi a chiedergli se, per caso, non fosse disposto a vedermi scopata da te. Mentre glielo chiedevo e, prima di ricevere una risposta, il suo cazzo si è gonfiato così in fretta che, un attimo dopo, mi ha riversato nel ventre una ingente quantità di sperma da Guinness dei primati! Ci siamo guardati in faccia, lui è rimasto in silenzio, ma entrambi avevamo elaborato che la cosa lo aveva eccitato e sconvolto nello stesso tempo e, son sicura che, se noi tre ci dovessimo trovare da soli, in circostanze particolari, lui accetterebbe di vedermi far la troia con te!»
La guardo incredulo, ma, nello stesso tempo, sento che qualcosa si sta muovendo nel mio basso ventre. Durante tutta la cerimonia, ho anche avuto addosso gli occhi di Marina, che, in più di un'occasione, mi ha sorriso e mi ha dedicato più di un brindisi, mentre Antonio, suo marito, è stato coinvolto dai suoi parenti in abbondanti bevute e, giunti alla fine della cerimonia, quando gli sposi, accompagnati da una coppia di amici, salgono sull'auto e vanno verso l'aeroporto per prendere un volo che li porterà in luna di miele, Marina mi si avvicina e, gentilmente, mi chiede se le posso dare una mano a riportare suo marito a casa, in quanto, allo stato, è completamente ubriaco. Anche Luca è particolarmente alticcio e così, con l'aiuto di Simona e di Marina, li carichiamo nella mia vettura e, mentre Marina sale davanti con me, Simona si mette seduta dietro di me, insieme a Luca ed Antonio e, per tutto il viaggio di rientro a casa, ha il suo bel daffare per tenerlo calmo e tranquillo. La prima tappa la facciamo a casa di Marina e Antonio e, una volta che son riuscito a portarlo, insieme a Marina, in camera da letto, lei mi accompagna alla porta e mi ringrazia molto calorosamente.
«Sono sempre più convinta che sei un uomo eccezionale! Ti ho visto per l'intera giornata con il calice in mano e brindare con tutti i tuoi parenti e amici, eppure son convinta che il tuo tasso alcolemico non sia superiore a quello di uno che ha bevuto un semplice bicchiere di vino. Questo fa la differenza tra esser un vero uomo e quel fesso che dorme di là nel mio letto. Credimi, se non dovessi accompagnare tuo figlio e la sua fidanzata, ti chiederei di restar qui con me ed impazzire di nuovo tra le tue braccia, anche se è una cosa che mi ero ripromessa di non fare mai più. Vattene, ti prego, ma non pensare che ti scaccio perché ti odio, lo faccio soltanto perché ho paura che, se mi guardi ancora una volta, non ti mando più via!»
Esco da casa loro, risalgo in macchina e trovo Simona seduta davanti, mentre dietro Luca è sdraiato sul sedile che dorme beato. Arriviamo a casa loro e, insieme, riusciamo a far salire Luca fino al loro appartamento e, una volta sdraiato sul letto, Simona mi guarda e, per un lungo istante, i nostri occhi si fissano in silenzio. Sto per avviarmi verso la porta, quando improvvisamente Luca si sveglia, sembra che l'abbiocco gli abbia alleggerito un po' la sbronza e, nel vedermi lì, in casa sua, si alza dal letto, si avvicina a Simona e, dopo averla abbracciata, si gira verso di me.
«Aspetta non te ne andare, non aver fretta di uscire, resta un momento qui con noi. Da giorni io e Simona stiamo discutendo su una certa questione, che poi è la stessa di cui ti ho parlato questa mattina, mentre mi facevi il nodo della cravatta. In realtà la cosa è molto più complessa, perché, anche se sono ancora mezzo sbronzo, forse è questo che mi dà la forza di dirti quello che sto per chiederti. Da quando son venuto a conoscenza del fatto che hai rotto il culo a Simona, ogni volta che la scopo impazzisco all'idea del fatto che lei è stata fra le tue braccia e, da quello che ho capito, prima di fargli il servizietto dietro, devi averla scopata sicuramente per bene e fatta godere alla grande. Ebbene, questa immagine mi sconvolge e, nello stesso tempo mi eccita da morire e, adesso, vorrei chiederti di rifare ogni cosa come allora qui davanti a me. Voglio che la scopi, perché voglio vederti mentre lo fai. Voglio vedere quanto ne gode e se lo fa come quando sono io a scoparla.»
Lo guardo un po' stranito, giro lo sguardo e vedo Simona che, invece, sembra attendere con ansia la mia risposta. Mi rendo conto di esser in una situazione difficile, perché una parte di me vorrebbe ancora avere questa puttanella tra le braccia, mentre la parte più razionale è consapevole del fatto che questo potrebbe ferire profondamente mio figlio e quindi cerco, in qualche modo, una via d'uscita.
«Luca spogliati, vai a fare una doccia fredda che ti aiuterà a far passare la sbornia; poi vattene a letto, che, per oggi, di cazzate ne hai dette in abbondanza!»
Lui guarda Simona, che allarga le braccia con aria quasi sconsolata, poi viene verso di me con fare deciso.
«Non ti preoccupare per la mia sbornia, che è molto meno evidente di quello che sembra, mentre, invece, sono fermamente convinto che tu non voglia accettare per paura che lei possa godere con te, più che con me e pensi che il confronto possa, in qualche modo, ferire il mio amor proprio, mentre, in realtà, è questo tuo rifiuto che mi crea seri problemi: voglio vederla godere mentre la scopi e, possibilmente, anche mentre le fai di nuovo il culo, perché son convinto che a te lo darebbe ancora! Papà, aiutami a superare questi miei dubbi, queste mie paure ed incertezze nei confronti di questa ragazza, che amo da impazzire, ma di cui voglio esser certo del suo amore, senza ombra di dubbio. Se non accetti quello che ti chiedo, vivrò sempre con il terrore che lei possa aver goduto talmente tanto tra le tue braccia da non poter eguagliare la tua virilità e questo sentire sarà un fantasma contro cui dovrò lottare ogni qualvolta farò l'amore con lei.»
Mi rendo conto di trovarmi in una situazione veramente senza via d'uscita e cerco in qualche modo di alleggerire il discorso.
«Luca voglio aiutarti, ma non ora; adesso non è possibile far quello che chiedi, perché non mi sembri abbastanza lucido e, magari domani, potresti sentirti pentito di avermi chiesto questa cosa, proprio perché avanzata in un momento in cui eri sotto l'effetto dell'alcol. Ti prometto che prenderò in seria considerazione la tua proposta, ma, per cortesia, parliamone a mente fresca tutti e due, anzi, tutti e tre, visto e considerato che anche lei è parte coinvolta in tutto questo discorso. Ti prego, figlio mio, ascolta il mio consiglio: adesso va a letto, dormici su e domani, quando la mente sarà più sgombra dai fumi dell'alcol, ne riparleremo e ti assicuro che troveremo una soluzione, ma senza forzare le cose ora, perché, come ti ho detto, domani potresti pentirtene.»
Mi guarda, scuote il capo sconsolato e si gira verso Simona, che lo abbraccia.
«Amore, ha ragione lui! Anch'io voglio fugare ogni dubbio nel tuo cuore, ma, ti prego, aspettiamo, tanto, un giorno in più o in meno, non farà nessuna differenza! Ti ha detto che è disposto a darti tutto il suo appoggio, ma anch'io ritengo che sia giusto che tutto questo avvenga quando ne siamo tutti ben consapevoli.»
Lui, dopo averla fissata negli occhi ed aver ascoltato le sue parole, si gira verso di me e mi guarda con aria molto seria.
«Mi hai promesso il tuo appoggio ed io lo voglio! Se mi dai la tua parola che manterrai l'impegno assunto adesso, aspetterò.»
Gli ribadisco tutta la mia disponibilità e lo invito ancora a andare a farsi una doccia, seguita da una bella dormita.
«Luca fa come ti ho detto: fai una bella doccia ed una bella dormita e domani venite tutte e due a pranzo a casa mia e riprenderemo questo argomento. Ti assicuro che non mi sottrarrò alle mie responsabilità e, soprattutto, spero che domani, finalmente, tu possa aver la certezza che questa ragazza ama solo te, come realmente penso che sia.»
I due si scambiano un'occhiata e lui inizia a spogliarsi e, dopo avermi fatto un cenno di saluto con la mano, se ne va in bagno. Simona mi accompagna verso la porta e quando sta per aprirla, mi guarda dritto negli occhi e sento nella sua voce un po' di titubanza.
«Sono giorni che sta rimuginando su questa cosa ed io non so più come comportarmi con lui.
Cosa succederà quando sarò di nuovo tra le tue braccia e sarò ben consapevole del fatto che tu sei uno splendido amante, mentre lui non è inferiore a te, ma è semplicemente meno esperto; mentre tu, da maschio maturo, sai chiavare una donna sfruttando la tua notevole esperienza e questo sicuramente farà la differenza ed a lui sembrerà che io, con te godo, molto di più. Paolo, non so cosa fare! Dovrò fingere di non godere con te oppure lasciarmi andare ed essere me stessa, consapevole del fatto che lui potrebbe interpretare quel mio comportamento come quello di una persona che sta impazzendo di piacere tra le braccia di un altro?»
Mi rendo conto della sua titubanza e cerco di rasserenarla.
«Stai tranquilla, a mente fresca, ragionerà in modo diverso e, forse, tutta questa storia è solo un momento dovuto alla forte sbronza. Se domani dovesse voler andare fino in fondo, ricordati che la soluzione migliore è sempre la verità e, quindi se dovesse succedere, cerca di esser te stessa, perché sarà compito mio fargli capire che la differenza tra me e lui è dovuta solo al fatto che io ho il doppio dei suoi anni.»
Lei mi saluta con un bacio sulla guancia ed io, con la mente piena di mille pensieri, rientro in casa e vengo accolto da un silenzio che quasi mi stordisce. Mi spoglio, mi metto nel letto, ma non riesco a dormire, così, vado nel mio studio e mi dedico al lavoro, ma la mia mente non riesce ad esser razionale, quindi lascio perdere. Alla fine torno a sdraiarmi sul letto e, seppur inseguendo i miei pensieri, alla fine, il sonno ha il sopravvento e mi addormento sfinito. Vengo svegliato a metà mattinata dal suono incessante del mio cellulare e, quando guardo lo schermo, vedo che è Silvia.
«Ciao, papà! Siamo arrivati a destinazione: il posto è meraviglioso! Grazie di tutto e, soprattutto, grazie anche a nome di Marco che ha apprezzato molto il pensiero.»
Per un attimo resto un po' stupito nel sentire le sue parole, poi sento la voce di lui che la chiama e lei mi saluta dicendo che è molto felice. Mi alzo, mi faccio una doccia e indossato solo un paio di pantaloncini e una t-shirt, mi siedo al computer per portar avanti il mio lavoro di progettazione, che necessita di uno sviluppo urgente. Dopo circa un'oretta che sto lavorando, sento suonare alla porta e, quando apro, mi trovo Luca e Simona davanti, che mi guardano; li invito ad entrare. Luca sembra molto nervoso, anche se, in qualche modo, cerca di controllare la tensione che lo attanaglia. Gli offro un caffè, accettano entrambi e mentre lo sorseggiano, lui, dopo aver scambiato un'occhiata con Simona, si gira verso di me e mi chiede se ho intenzione di mantenere l'impegno preso. Lo guardo, ha la faccia stanca, l'aria di chi ha dormito poco e male e, dentro di me, speravo che, sfumata la sbornia, la faccenda fosse passata in secondo piano, mentre, invece, mi rendo conto che a guardare le loro facce tutta questa storia dovrà avere un epilogo, comunque vada oggi.
«Luca, fermo restando che son convinto che Simona sia la persona giusta per te perché ti ama, se proprio vuoi andar fino in fondo a questa vicenda, ti dico che son sempre disponibile a dimostrarti che i tuoi dubbi sono infondati, ma, se comunque vorrai procedere, dovrai accettare tutto fino in fondo, qualunque sia l'esito di questa prova.»
Lui guarda Simona che tiene gli occhi bassi, poi si volta verso di me con tono calmo, ma deciso e ribadisce che vuole finalmente metter in chiaro tutto quello che c'è da chiarire. Faccio un profondo respiro, poi, prendo la mano di Simona e con decisione la porto in camera da letto. Luca ci segue in silenzio e, appena dentro la stanza, prendo il portafogli che sta sopra il comò, estraggo alcune banconote e le offro a Simona.
«Se non sbaglio questa era la cifra pattuita per questa prestazione. Se le tariffe non sono aumentate, accetta questa somma come compenso stabilito per quello che ora mi aspetto da te!»
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