La nuora porcella. Vol. I

Capitolo 6 - Le nuove regole del gioco.

Sei un cliente con un bel cazzone e questo mi piace molto!

P
pennabianca

2 ore fa

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Si abbassa con il viso fino al mio inguine, me lo prende in bocca e, mentre lo sta succhiando, allungo una mano e la infilo tra le sue cosce; quando inizio a masturbarla, mi rendo conto che è troppo bagnata per esser solo eccitata. Lei si rende conto del mio stupore e, dopo essersi sfilata il membro della bocca mi sorride.
«Ha fatto sesso con Marco, prima di tornare. Se ti dà fastidio, vado in bagno a lavarmi, ma, preferirei di no, perché in un certo qual modo, mi eccita sapere che fra poco infilerai questo splendido membro dentro di me, percependo che ho dentro il seme di un altro uomo che ha lubrificato la mia vagina e mi farai godere ancora e, quando tu sborrerai dentro di me, sarà come se ribadissi il tuo dominio su di me.»
La bacio e le dico che non mi dà nessun fastidio e lei riprende a succhiarmi il cazzo e, quando è bello duro, vi sale sopra e si impala sulla mia verga; prende a godere ripetutamente.  Viene con due orgasmi in rapida successione, poi si sdraia su di me e, dopo avermi baciato, mi abbraccia con forza quasi piangendo.
«Vienimi dentro! Ha bisogno di sentire il tuo seme che mi scalda! Ho bisogno di sentire che sono la tua donna! Questa sera ho bisogno di avvertire questa sensazione, perché, sia con Marco, che con te, non credo di essermi comportata bene.»
La guardo, senza capire. Mi cavalca ancora ed io inarco le gambe e la sbatto dal basso; ben presto sento l'orgasmo montare e, mentre lei trema per un altro orgasmo, alla fine mi svuoto dentro di lei. Rimane un po’ distesa su di me e poi si mette di lato, si appoggia con il capo sul mio torace. Le chiedo una spiegazione.
«Perché hai detto di non esserti comportata bene con me e Marco questa sera?»
«Questa sera, dopo esser stati al locale, mentre mi riaccompagnava a casa, gli ho chiesto di fermarsi in un luogo un po’ appartato.

Appena fermata l’auto, lui mi ha baciato e voleva far sesso con me, ma io ero un po’ tesa: volevo punirlo. Sono scesa dalla macchina e vi son rimasta appoggiata con le braccia conserte. Lui è sceso e mi è venuto vicino, mi ha abbracciato e baciato, voleva scopare. Io ero incazzata, così, per un po', l’ho lasciato fare e, quando è diventato bello duro, mi son girata ed ho appoggiato le mani sul cofano; gli ho intimato di scoparmi, lì in piedi, come una puttana da strada, che fa una marchetta.
«Dai, ragazzo, scopami in fretta, che il mio tempo è prezioso!»
Lui è rimasto un attimo interdetto, poi ha sorriso ed è stato al gioco, come pensavo.
«Sì, bella puttana, adesso ti scopo! Te li devi guadagnare tutti i soldi che ti ho dato!»
Mi ha preso da dietro e mi ha pompato con vigore.
«Sì, dai, scopami tutta! Sei un cliente con un bel cazzone e questo mi piace molto! Dai, fammelo sentire tutto.»
Eccitato dal gioco, ha preso a pomparmi velocemente e, appena si è reso conto che ho avuto un orgasmo, è venuto dentro di me copiosamente. Sono rimasta immobile e, quando lui si è sfilato, io mi son pulita con dei fazzolettini e poi l'ho guardato dritto in faccia e, senza dir niente, son di nuovo risalita in auto, restando in silenzio. Lui si è reso conto che c'era qualcosa che non andava; così, è salito in auto, e mi ha chiesto perché avevo creato tutta questa messa in scena.
«L'ho fatto perché volevo semplicemente pareggiare il conto con te!»
Lui mi ha guardato senza capire e, allora, io ci son andata giù dura.
«Ma, scusa, che conto avresti dovuto pareggiare con me?»
Io, allora, l'ho guardato dritto in faccia e con parole dure gli ho risposto.
«E me lo chiedi anche? Mi risulta che ti sei divertito molto a far godere quella puttanella che è uscita fuori dalla scatola del regalo dei tuoi amici! Per questo io, questa sera, mi son fatta sbattere come una puttana da un cliente occasionale, che mi ha appena montata appoggiata ad un cofano d'auto! Tu hai fatto le corna a me ed io, questa sera, le ho restituite a te!

Per me ora siamo pari, ma, sia ben chiaro che, a partire da oggi, anzi, da domani, quando saremo marito e moglie, ogni qualvolta avrò il sospetto che tu farai lo stupido con un'altra donna, io farò in modo che tu abbia il sospetto che io abbia pareggiato il conto a modo mio! Diversamente da ciò, come hai potuto appena constatare, noi due possiamo sempre giocare a fingere di esser altre persone e, in questo modo, mantenere sempre vivo il nostro reciproco interesse sessuale. È sbiancato! Poi mi ha guardato e, un attimo dopo, ha realizzato che tutto il gioco era semplicemente per fargli capire che volevo che, fra di noi, non ci fossero malintesi, né sospetti. Mi ha abbracciato e baciato e poi, con un tono molto serio, mi ha promesso di essermi sempre fedele. Poi si è scusato con me, affermando: ti chiedo scusa per averti offeso: in questo momento ho compreso quanto sia stato stupido e ti prometto che, da oggi in poi, non ci saranno più malintesi tra di noi. Per quanto concerne quello che hai appena detto, per un attimo, mi son sentito veramente perso, ma poi ho capito che hai ragione tu; se tra di noi ci sarà dialogo e intesa, possiamo giocare in mille modi e, ti assicuro, amore mio, che troverai in me sempre un complice, pronto a realizzare ogni tua più splendida fantasia, come hai fatto qualche minuto fa! Ti rendi conto che questa cosa apre scenari inimmaginabili, che potremmo mettere in pratica ogni qualvolta ne avremo voglia? Ti amo e non vedo l'ora che venga domani per averti finalmente accanto a me, come moglie! Mi ha riaccompagnato a casa e, quando stavo per scendere dall'auto, ho visto te che uscivi dalla casa insieme a Marina e così, per un attimo, l'ho abbracciato e baciato dicendogli di voler restare ancora un attimo fra le sue braccia e questo gli ha impedito di vedervi, mentre vi allontanate da casa. Capisci, papà, che non sono stata onesta con lui! L'ho fatto sentire in colpa, nonostante io avessi abbondantemente pareggiato il conto con te. E anche con te non sono stata onesta, perché non avevo nessun diritto di giudicarti, anche se sei andato a letto con la mia futura suocera. Non sono affari miei ed avrei dovuto, in ogni caso, dominare la mia gelosia. Tienimi stretta. Voglio passare quest'ultima notte abbracciata a te, con la certezza che, in qualunque momento ne avessi bisogno, tra queste braccia potrò sempre trovare il mio porto sicuro.»
Mi dà un ulteriore bacio e poi, lentamente, si addormenta. Anch'io mi addormento, ma, stranamente, il mio sonno è più tormentato del suo e, quando mi sveglio, alle prime luci dell'alba, scivolo fuori dal letto, vado in cucina e mi preparo il caffè. Rifletto su tutto quello che è accaduto e mi auguro che sia tutto finito qui, specie con Silvia, perché in nessun modo voglio mettere a repentaglio la sua unione con Marco, anche se mi rendo conto che mia figlia è già una donna matura, in grado di prendere le sue decisioni, di farsi rispettare e, come nel mio caso, di farsi rimpiangere. Mi sento strano, avverto la mancanza di mia moglie Giulia, vado nel mio studio, accendo il PC e, all'interno di un file segreto, apro alcune cartelle che contengono immagini molto particolari di me e Giulia insieme. Sono foto che la ritraggono nuda, scattate una domenica che, per caso, eravamo finiti in una spiaggia nudista e, anziché tirarsi indietro, Giulia era stata al gioco e, facendosi ammirare nuda, era stata oggetto delle attenzioni di altri maschi, che, osservando il suo magnifico corpo, si erano eccitati al punto di masturbarsi per lei. Avevo scattato quelle foto quasi di nascosto e lei si era divertita ad esibirsi davanti a quelli, scosciando ripetutamente, fin quando uno di essi, un po' più intraprendente degli altri, si era avvicinato e, con molto tatto, le aveva chiesto se poteva osservarla più da vicino, mentre lei non smetteva di accarezzarsi ovunque. Giulia si era girata verso di me e, avendo ricevuto un cenno d'assenso da parte mia, lo aveva fatto avvicinare. Il soggetto era un bel maschio sulla quarantina, con un’ottima dotazione; si era inginocchiato a poca distanza da lei, mentre lei, con un languore incredibile, si accarezzava la patata e lui si era segato, emulando il suo stesso ritmo. Anch'io mi ero avvicinato ed avevo preso a masturbare Giulia, che, d'improvviso, era esplosa con un orgasmo molto intenso, che le aveva provocato un lungo fremito in tutto il corpo. Anche il tizio era venuto nello stesso istante e, avvicinatosi ancor un po' a lei, aveva educatamente chiesto di poterle sborrare su un piede, cosa che lei gli aveva concesso. Guardo la foto del suo piede completamente ricoperto dello sperma del tizio e ricordo quanta eccitazione avevo provato nel seguire quel gesto, che, in buona sostanza, era stato solo un omaggio alla sua provocante bellezza di femmina piena di esuberanza da esternare.
Ricordo che Giulia aveva afferrato il mio membro ed aveva preso a segarmi, mentre il tizio, dopo esser venuto, con la mano aveva spalmato lo sperma sul piede di Giulia e poi era rimasto ad ammirarla, mentre lei, distesa, si era allungata verso di me ed aveva preso il mio cazzo in bocca. Aveva preso a succhiarlo lentamente, immergendosi nel piacere di sentirsi osservata. Il tizio l'aveva esortata ad ingoiarlo tutto e Giulia, con un sorrisetto beffardo, aveva spalancato la bocca e si era infilata il mio randello più a fondo, fino alla radice. Il tizio aveva esultato complimentandosi con lei, per esser una splendida bocchinara. Aveva assistito a tutto l'ottimo lavoretto di bocca che mia moglie mi aveva riservato, mentre io avevo allungato una mano e, con due dita piantate nella sua fica, la masturbavo facendola gemere. Mentre lei continuava a spompinarmi, il tizio aveva continuato ad accarezzarle il piede e, rivolgendomi lo sguardo solo per attimo, mi aveva invocato il permesso di allungare le mani sull'inguine di mia moglie. Anche in questo caso avevo annuito e, per la prima volta, la mano di un estraneo aveva accarezzato le cosce di mia moglie, fino ad arrivare nel suo scrigno d'amore. Io mi ero tolto per fargli spazio e lui aveva subito iniziato a masturbarla con vigore, con due dita, che muoveva velocemente ruotandole, oltre che farle uscire ed entrare velocemente. Il cazzo del tizio era tornato ben duro e, allora, presi la mano di Giulia e, mentre lei continuava a succhiare il mio, la portai fino ad appoggiarla su quel membro; il tizio era stupito, oltreché immensamente eccitato: aveva gioito nel sentir mia moglie impugnare il suo bel randello e segarlo con devozione. Era stato un gioco di incredibile erotismo, che ci aveva portato velocemente a godere tutti e tre. La prima era stata Giulia, che era stata squassata da un orgasmo molto intenso, poi, quando ero prossimo anch'io a sborrare, l'avevo fatta distendere supina e, guardando il tizio negli occhi, gli avevo fatto intendere che volevo che anche lui le sborrasse su seno e ventre di mia moglie. Il tizio aveva intuito il gioco, si era segato velocemente e, insieme, ricoprimmo i seni e la pancia di Giulia. Ero così preso a guardare quelle foto, che me lo avevano già fatto diventar duro, che non mi son accorto che, silenziosamente, mi si era accostata alle spalle Silvia. Quando mi son girato, mi son reso conto che aveva comunque visto buona parte delle foto e vedendo il mio cazzo duro, si era avvicinata e inginocchiata davanti a me, prendendomelo subito in bocca.

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