Capitolo 5 - Il cerchio si allarga
Papà da quanto tempo ti scopi Marina?
2 ore fa
Nonostante mi imprigiona la testa, continuo a leccarla e lei mi riempie la bocca di nettare dolcissimo. Poi, ad un tratto, riapre le cosce e mi costringe a sollevarmi in piedi, davanti a lei. Subito si inginocchia ai miei piedi, apre quasi con furore la cintura ed i miei pantaloni cadono per terra. Mentre li sfilo, lei afferra i miei slip e li tira verso il basso: subito si trova davanti il mio scettro, che ammira a bocca aperta.
«Accidenti che bel cazzone che hai?! Allora esistono! Ho sempre pensato che fosse solo roba da film porno! Paolo, hai un cazzone stupendo!»
Lo impugna con entrambe le mani e comincia a leccarne la punta, muovendo la lingua velocemente, dal prepuzio a scendere giù lungo l'asta, fino alle palle, che accarezza con una mano, mentre ci passa sopra la lingua ripetutamente. Lo copre di saliva e, ogni tanto, ci sputa sopra e, con le mani, spalma la saliva lungo tutta l'asta. Quando ritiene di averlo ben lubrificato, spalanca la bocca e, un po' per volta, se lo fa sparire tutto in fondo alla gola. Sento la punta del suo naso battere contro il mio inguine, lei resta immobile con tutto il mio cazzo piantato in gola. Muove ripetutamente la lingua, poi, se lo sfila lentamente, centellinando per bene sia la consistenza che lo spessore. Ripete l'operazione altre due o tre volte e poi sono io che glielo sfilo di bocca, la faccio allungare un po' sul letto e mi inginocchio tra le sue cosce; dopo aver appoggiato la punta sullo spacco, le sollevo le gambe e inizio a scivolare dentro di lei. La sento stretta e, quindi, mi muovo lentamente, lasciando che i suoi muscoli vaginali si rilassino, si adeguino alle dimensioni del mio membro. Lentamente le entro tutto dentro e, quando la punta sbatte sul fondo, mi rendo conto che ce n'è ancora un po' prima che lo abbia completamente dentro di lei. Lei spalanca la bocca, quando mi sente arrivare in fondo, mi guarda con occhi stralunati e poi, con un flebile filo di voce, mi annuncia un orgasmo.
«Pazzesco! Sentirti entrare già mi ha fatto venire! Paolo, sei fantastico! Mi sembra di averlo completamente piantato nello stomaco! Ti prego fammi impazzire! Vengo!»
Resto immobile per qualche secondo, poi inizio a limare la sua fica, facendo scorrere il mio membro, lentamente, dentro e fuori e, ad ogni affondo glielo spingo sempre più in fondo, fin a che il mio corpo aderisce al suo. Per lei è un orgasmo continuo. Inizia a godere senza soluzione di continuità e, d'un tratto, mi abbraccia e mi stringe forte, bloccandomi!
«Fermati, ti prego! Fermati, perché non sono abituata a godere così tanto! Con mio marito non ho mai goduto così tanto! Ti prego, dammi il tempo di respirare un attimo!»
Resto sorpreso da quelle sue parole e, tenendola stretta a me, mi sdraio sotto di lei in modo da farla trovare impalata su di me.
«Ora sei tu sopra, così potrai calibrare la penetrazione a tuo piacimento. Prenditi tutto il tempo che vuoi e, soprattutto, goditi per bene e fino in fondo ogni orgasmo! Voglio che ogni attimo di piacere che stai provando, resti impresso nella tua mente indelebilmente!»
Resta immobile sdraiata su di me. Sento il suo respiro accelerato che lentamente si va normalizzando. Poi si solleva ed inizia prima a fare un saliscendi su di me, dopo, invece, preferisce tenerselo ben piantato tutto dentro e muove il suo corpo, facendolo scivolare avanti e indietro sul mio; questo movimento le fa subito raggiungere un altro orgasmo, che vedo dipingersi sul suo viso con una smorfia di piacere sconvolgente!
«Oddio, no! Vengo di nuovo! Paolo, sto impazzendo con te! Credimi, non ho mai goduto così tanto, come con te questa notte!»
La guardo piacevolmente stupito, sollevo le mani ed afferro i suoi seni, prendendo a torturarne i capezzoli, facendola gemere ancor di più. Gode ancora, poi, sfinita, si distende su di me e la sua bocca torna ad incollarsi alla mia in un bacio davvero sconvolgente. Mi abbraccia, mi trascina di lato e, sollevata una gamba, la porta dietro di me e mi chiede di venire.
«Ti prego, vieni! Sono stremata e tu ancora non sei venuto; questo mi fa impazzire, quindi, ti prego: adesso vieni anche tu! Voglio sentire il tuo getto caldo che mi inonda Il ventre! Dai, Paolo, sborrami dentro!»
La fisso negli occhi e subito prendo a pomparla con un ritmo più veloce e, poco dopo, nell'attimo stesso in cui lei mi grida il suo ennesimo orgasmo, mi svuoto dentro di lei con una copiosa sborrata che la fa davvero impazzire.
«Vengo, Marina, ti sto sborrando dentro! Marina, vengo! Eccomi!»
Lei stringe la gamba che ha sul mio fianco per impedirmi di muovermi, mentre sente l'ondata di piacere che le riempie la vagina.
«Paolo, sei meraviglioso! Ti sento tutto dentro! Non solo il tuo cazzone mi riempie, ma adesso sento anche il tuo orgasmo, che sta inondando il mio ventre! Sei meraviglioso!»
Restiamo immobili, mentre i nostri corpi continuano a sussultare, scossi dagli spasmi. Sento il membro che sta perdendo di consistenza e, quando faccio per uscire, lei, per un attimo, mi blocca, poi si abbassa davanti a me e me lo prende in bocca. Lo lecca e lo pulisce, raccogliendo tutta la crema di cui è ricoperto e, dopo averlo reso lindo e pulito, solleva lo sguardo con un po' di soggezione.
«Scusami! Probabilmente penserai che sono una gran puttana! Avevo solo voglia di sentire il sapore della tua crema, perché anche questa mi manca da molto tempo.»
La guardo, la sollevo e la porto vicino al mio volto, la sorprendo mentre la bacio con passione, assaporando tra le sue labbra anche il mio piacere. Lei rimane stupita da quel gesto e, prima ancora che riesca a dire qualcosa, le chiedo una spiegazione.
«Mi stai continuando a ripetere che non provi queste sensazioni da tempo, quindi mi piacerebbe capire come stanno realmente le cose.»
Lei mi guarda con occhi languidi, mentre parla con tono malinconico.
«Quando mi son sposata con Antonio, ero vergine, ma questo non significa che fossi completamente illibata. Prima di lui aveva avuto due fidanzati: il primo amava molto farselo succhiare e così ho imparato a tenerlo in bocca ed oggi, con te, la mia esperienza, allora maturata, è stata molto utile, perché, lasciatelo dire, la tua è una verga di tutto rispetto! Il secondo, invece, era uno che impazziva a leccarmi la patata ed io lo ricambiavo con sontuosi bocchini! Facevamo degli interminabili 69, durante i quali lui mi faceva venire ripetutamente mentre mi leccava ed io, come minimo, accoglievo in bocca due o tre sue sborrate. Amara è stata la scoperta quando ho sposato Antonio ed ho capito che a lui non piaceva, né farselo succhiare, né tantomeno leccarmela. Per lui il massimo del piacere è quello di accarezzarmi un po', salirmi sopra, infilarmi dentro il suo cazzetto, che è sì e no la metà del tuo, darmi quattro colpi e venire, ed è tutto finito lì. In tutti questi anni di matrimonio, mi restava sempre la voglia godere e, così, dopo che lui era venuto, me ne andavo in bagno e, mentre mi lavavo, mi masturbavo fino a godere. Adesso capisci perché con te son giunta allo stremo delle forze? Non avevo mai provato tanti orgasmi e tutti insieme, come è successo con te stasera. La prima volta che ti ho visto, ho avvertito un brivido lungo la schiena e, dentro di me, ho desiderato vivere questo momento tante di quelle volte, che non puoi capire e, immaginando, mi sono masturbata seduta sul bidet, mentre mi ripulivo della viscida sborrata di mio marito! Questa sera ho assecondato una richiesta di mio figlio nella speranza di poterti rivedere e non pensavo che saremmo arrivati a questo, anche se, dentro di me, l’ho desiderato così tanto che quasi ancora non mi sembra vero. È stato bellissimo, ma non vorrei che questa storia faccia sorgere una crisi tra i nostri figli, quindi devo chiederti di non cercarmi, anche se ciò che ho provato questa notte con te resterà per sempre dentro di me, come la cosa più bella che abbia mai vissuto! Sei un maschio stupendo, un vero toro da monta, un uomo che avrei voluto sempre avere con me nel letto! È vero che non sono sempre stata una santa in tutti questi anni, ma con nessuno ho goduto come con te! Adesso, per cortesia, riportami a casa.»
Lei scende dal letto, indossa di nuovo le mutandine mentre io la guardo e lei, sorridendo, mi dice che non importa: questa volta non vuole lavarsi, perché vuole sentire ancora colare la mia crema nelle sue mutandine. Usciamo e la riaccompagno a casa; quando torno ed entro in casa, ci trovo mia figlia Silvia che mi guarda scrutandomi. Mi avvicino a lei e le chiedo come mai non è ancora a letto dal momento che l'indomani sarà una giornata piuttosto impegnativa. Lei mi fissa in maniera seria e poi parla, con un tono pacato ma deciso.
«Da quanto tempo ti scopi Marina?»
La guardo stupito e cerco di capire se tira a indovinare, oppure ne ha la certezza.
«Silvia, non scherzare! Ho solo dato un passaggio a Marina, perché voi vi eravate dimenticati di lei ed era rimasta a piedi!»
Lei si avvicina a me, mi prende per mano e, varcata la soglia della camera da letto, mi mostra il letto sfatto e poi mi ripete la domanda.
«Papà da quanto tempo ti scopi Marina? Non vorrai certo dirmi che questo letto si è sfatto da solo? È chiaro che tu, prima di riaccompagnarla, te la sei scopata qui, in questo letto! Ti prometto che non faccio casini, ma voglio sapere cosa c'è tra voi due?»
Mi rendo conto di esser con le spalle al muro, quindi cerco di limitare i danni.
«È successo questa sera e basta! È stato un reciproco momento di debolezza che ha coinvolto due persone adulte e consenzienti. Non vogliamo crear dissapori tra voi ragazzi, quindi abbiamo deciso che questa sarebbe stata l'unica e irripetibile volta in cui abbiamo fatto sesso insieme.»
Silvia fa un profondo respiro, rimane un lungo istante in silenzio, poi si gira verso di me e mi mette le braccia al collo.
«Scusami, papà! In fondo non ho nessun diritto di proibirti di andare a letto con chi vuoi. Vi ho visto uscire insieme e, fortunatamente, non se n'è accorto Marco, perché quando vi ho visto insieme, io l’ho abbracciato e baciato, impedendogli di vedervi. Lui è molto legato a suo padre e, se avesse visto sua madre tradirlo con te, ne sarebbe rimasto decisamente sconvolto. Ti chiedo anche scusa perché, quando sono entrata in casa ed ho visto il letto sfatto, ho sentito dentro di me una spina di gelosia, di cui mi vergogno veramente. Io ti amo, papà, ma, nello stesso tempo, sono felice se ti rifai una vita con qualche altra donna, anche se mi piacerebbe che, quest'altra donna, non fosse mia suocera. Stai tranquillo, custodirò gelosamente questo segreto.»
Continua a baciarmi e a tenermi stretto a lei, poi mi chiede ancora di dormire con me un'ultima volta.
«Lasciami dormire ancora con te, questa sera. Domani diventerò la moglie di Marco, ma questa sera voglio ancora esser una donna libera di stringersi alla persona che ama di un sentimento diverso da quello per suo marito, ma, di certo, più intensamente, più profondamente di quello che dovrei provare per lui.»
La guardo e sento una velata malinconia nelle sue parole, così la stringo, le do un bacio e le dico che possiamo dormire insieme, ma dovrò cambiare le lenzuola. Lei sorride e mi dice che non è il caso.
«Non cambiare niente. Dormire nelle stesse lenzuola dove un'altra donna ha goduto tra le tue braccia, mi fa sentire orgogliosa di sapere che sei un uomo stupendo ed un maschio meraviglioso; nello stesso tempo, mi stimola a voler far ancora sesso con te, per farti sentire la differenza tra lei e me.»
Nudi, ci mettiamo nel letto e subito lei si stringe a me; va ad impugnare il mio membro che dà segnali di risveglio, anche se ho già fatto sesso con un'altra donna.
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