Vai al contenuto
Erotika
La nuora porcella. Vol. I · Cap. 4 — la semplice verità!
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

la semplice verità!

In passato, per un errore, ho cercato di rimediare facendone un altro, ancora peggio!

pennabianca
4 mesi fa · 2.276 parole · 10 min
769 letture

«Simona mi ha detto che, una volta, sei andato a letto con lei! Vorrei sentire la tua versione dei fatti, dopo che ho già ascoltato la sua.»
Resto decisamente basito. Guardo lui e poi volto lo sguardo verso di lei, che tiene il capo chino ed i suoi occhi sono umidi di lacrime. È evidente che tra loro è in atto una forte litigata, quindi cerco di evitare di buttar altra benzina sul fuoco.
«Sì, è vero! Una sera, ad una cena, mi son trovato una ragazza con i capelli rossi che corrisponde alla sua descrizione. Ammetto di aver fatto sesso con lei, ma poi me ne sono andato e non ho più avuto modo di incontrarla, se non ieri, quando, entrato in chiesa, l'ho vista al tuo fianco.»
Vedo il volto teso di Luca, la sua mascella serrata ed i suoi pugni chiusi. Mi guarda ha ascoltato le mie parole, ma non sembra soddisfatto.
«Mi ha detto che c'è stato qualcosa di particolare, quella sera tra voi due! Puoi esser più preciso?»
Lo guardo e mi rendo conto che devo trovar le parole giuste, perché, evidentemente, questa storia li sta devastando entrambi.

«Luca, quella sera, mi son trovato davanti una ragazza inesperta che, sicuramente, non faceva quel mestiere e, in effetti, mi ha detto che era la prima volta e, ingenuamente, mi ha riferito che il compenso della sua prestazione dipendeva dal mio indice di gradimento. Non so cosa mi sia preso quella sera, ma, dentro di me, ho pensato che una bella ragazza come lei non avrebbe dovuto fare quel mestiere, così ho deciso di darle una sonora lezione. Quando mi son accorto che era vergine nel lato B, ho preteso di esser il primo e ti assicuro che ha cercato in tutti i modi di dissuadermi dal penetrarla lì, ma sono stato inesorabile e anche brutale, al punto da farle capire che era la strada sbagliata quella che stava percorrendo. Ho avuto ciò che volevo e, uscendo ho raddoppiato il compenso, in quanto, essendo la prima volta, mi sembrava giusto darle di più. Non sono fiero di quello che ho fatto, ma spero che la lezione le sia servita. Ieri, in chiesa prima di uscire, dopo la prova, ha cercato di darmi una spiegazione, perché mi ha detto che è innamorata di te. L'ho incontrata questa mattina nel bar e, dopo aver ascoltato le sue spiegazioni, chiedi pure a lei cosa le ho chiesto di fare nei tuoi confronti.»
Luca si gira di scatto e guarda Simona, che, sempre tenendo la testa bassa, gli riferisce quale sia stato il mio desiderio.
«Mi ha detto che dovevo raccontarti tutto. È sembrata una cosa pazzesca e solo ora mi rendo conto che, per l'ennesima volta, tuo padre aveva ragione. In passato, per un errore, ho cercato di rimediare facendone un altro, ancora peggio. Sarebbe bastato ammettere con i miei genitori di aver sbagliato e di aver perso stupidamente i soldi giocando a carte, anziché vendere il mio corpo. La lezione che mi ha impartito quella sera è stata veramente importante, ma, ho avuto paura di perderti, ed oggi mi son sentita in dovere di seguire questo suo ennesimo consiglio. Oggi ho capito che la verità, qualunque essa sia, per quanto possa far male, è sempre l'opzione migliore!»
Guardo mio figlio e guardo Simona, poi, mi avvicino a lui e lo fisso negli occhi.

«Ha tenuto a dirmi che quella è stata l'unica e sola volta che l'ha fatto. Per un verso mi dispiace di esser stato io ad incontrarla quella sera. Col senno del poi, mi rendo conto che, forse, se fosse andata con un altro, sarebbe stato anche peggio. Non voglio dirti cosa devi fare, perché è una cosa che dovete decidere tra di voi, ma, se mi consenti un consiglio, ti dico di ragionare con lei e di tenertela stretta questa donna. Credo che, nella vita, abbia imparato due lezioni che sicuramente non dimenticherà più.»
Lui mi guarda ancora un po' sbalordito, io giro i tacchi e me ne vado. Quando rientro in casa, trovo Silvia che mi butta le braccia al collo e, dopo avermi baciato in bocca, mi osserva per un attimo e mi chiede il motivo della mia faccia scura. Cerco di sviare il discorso e lei mi bacia ancora; mi dice che la cena è pronta, se ho piacere di mangiare con lei. Seduti al tavolo, sembriamo una coppia di innamorati, perché lei è tutta coccole e premure nei miei confronti. Abbiamo appena finito di consumare la cena e, improvvisamente, comincio a sentire della musica provenire da fuori e chiedo a Silvia di accertarsi da dove provenga.
«Guarda un po', se qualche figlio di vicino esagera con l’impianto stereo!»
Lei che non sospetta nulla, si affaccia al balcone e, subito dopo, scoppia un applauso. Si gira e vede me dietro di lei, che sorrido e, allora, capisce ogni cosa. Marco è bravissimo e, con l'aiuto di un karaoke, le canta una decina di canzoni, che poi scopro esser un po' la colonna sonora del loro amore. Scendo tra di loro e, fra la ventina di ragazzi e ragazze che si son radunati per regalarle questa serenata, scopro, con estremo piacere, che c'è mio figlio Luca che tiene per mano Simona. Mi avvicino, li guardo e loro due vengono verso di me; Luca mi fissa dritto negli occhi e, con voce serena, mi parla.
«Grazie, papà! Ammetto di esser stato molto nervoso fin quando non ho avuto le tue spiegazioni, ma, soprattutto, ho capito il consiglio che mi avevi dato ed ho deciso di fidarmi di Simona.

È vero, ha fatto una gran cazzata, ma l’ha fatta con te e, considerando che sei un membro della mia famiglia, posso anche ritenerlo non un tradimento, anche perché, in quel periodo, non stavamo neanche insieme. Meglio tu che un altro che, magari, incontrandomi potrebbe giudicarmi un cornuto, mentre, invece, mio padre è certo che non sputtanerà mai la mia donna in giro.»
Li guardo, lì abbraccio e sorrido, assicurandogli che per me la storia è assolutamente dimenticata. Per circa una mezz'ora dura questa serenata, poi Silvia scende e abbraccia il futuro marito e, tutti insieme, si dirigono verso il bar che sta dall'altro lato della strada per una bevuta collettiva. Con un po' di stupore, scopro che, fra i partecipanti alla serenata, c'è anche Marina, la madre dello sposo. Ha accompagnato il figlio, più per necessità che per altro e, quando mi vede, si avvicina e mi saluta con cordialità.
«Ciao, Paolo! È un piacere vederti e, anche se la nostra conoscenza non è così profonda, ho sentito dire cose molto lusinghiere su di te e sono anche molto felice che i nostri ragazzi, alla fine, riescono a coronare il loro sogno d'amore.»
La guardo e noto che è una bella donna, anche se non veste in modo vistoso o provocante; è una donna con un fisico molto bello, asciutto e le curve al punto giusto; ha un gran bel seno che, come minimo è di una terza piena. Indossa dei jeans molto attillati, che le disegnano le forme addosso e, soprattutto, fasciano in maniera perfetta il suo magnifico culetto. Nella parte superiore, porta solo una t-shirt, che modella il suo splendido seno lasciando intravedere appena il segno del reggiseno. Ai piedi ha delle scarpe semplici, con poco tacco, anche se son convinto che, con dei tacchi alti, sarebbe ancor meglio valorizzato il suo splendido lato B!
«Ciao Marina, è un piacere vederti anche per me! Hai ragione, sono un orso, quasi asociale, ma, purtroppo, sto lavorando ad un progetto alquanto impegnativo, che interessa le nostre zone terremotate e che necessitano della costruzione di una strada, assolutamente indispensabile per risollevare l'economia della zona. Capisci, quindi, che mi rimane sempre poco tempo da dedicare alle relazioni sociali. Spero che mi perdonerai e anche Antonio spero che comprenderà bene la condizione in cui mi trovo.»

Indice dei capitoli
Cap. 5 →
Salva in una lista