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Erotika
La nuora porcella. Vol. I · Cap. 2
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Capitolo 2 di 10 10 min di lettura

La copia di tua madre!

non una figlia...ma una donna!

pennabianca
5 mesi fa · 1k letture · 0

«Papà, sei a casa? Papà, dove sei?»
Esco dallo studio e la trovo con in mano alcune borse e mi dice che sarà pronta in appena 30 minuti. Guardo l'orologio e mi rendo conto che anch'io dovrò prepararmi per uscire con lei. Mi faccio una rapida doccia, indosso dei comodi pantaloni di lino bianco ed una camicia a mezze maniche, perché fa molto caldo e quando raggiungo il salone, sento Silvia che mi urla che sta arrivando. Quando mi si presenta davanti, mi prende un groppo alla gola!
«Ma… ma… Oddio Sei bellissima! Gioia mia, sei la copia esatta di tua madre! Lei, alla tua età, era bellissima come ora lo sei tu!»
Lei mi guarda con occhi carichi di orgoglio. Fa un mezzo giro su sé stessa, per lasciarsi ammirare meglio. La guardo e sono emozionato. Indossa un semplice vestito di lino nero, leggero, ma, allo stesso tempo molto bello, che aderisce perfettamente alle sue splendide curve. Il seno, di una terza misura, preme sotto la stoffa del vestito. È un abito leggero senza maniche e sembra cucito addosso a lei. Mi si avvicina, mi abbraccia e mi fissa dritto negli occhi.
«Papà, ascoltami bene! Ti devo chiedere una cosa che posso chiedere solo a te! Ho visto con che occhi mi hai guardato e sono consapevole che la mamma ti manca da morire, ma, quello che voglio chiederti stasera, è un regalo speciale, qualcosa che solo tu mi puoi dare.»
La guardo commosso e, con un filo di voce, le offro la mia totale collaborazione.

«Amore mio, tu lo sai che puoi chiedermi di tutto! Ti chiedo scusa se sono emozionato, ma questa sera mi hai veramente tolto il fiato!»
Lei sorride, contenta, poi mi stringe ancora più a sé, sento il suo corpo premere contro il mio e questo mi provoca un certo turbamento.
«Poiché mi hai dato la tua totale disponibilità, quello che ti chiedo questa sera è di portarmi a cena con te, ma non come Silvia tua figlia, ma come se fossi Giulia, tua moglie! Mi hai appena detto che le somiglio come una goccia d'acqua, quindi, per cortesia, spegni la tua mente, lascia a casa il tuo cuore e fammi sognare!»
Ora sono davvero sconvolto! Dentro di me esplode un conflitto pazzesco! Nella mia mente la ragione lascia il posto alla follia! Solo per un istante cerco di ragionare, ma non serve a niente.
«Gioia mia, se mi chiedi una cosa del genere significa che vuoi veramente che io diventi pazzo! Dopo la morte di tua madre, ho visto lei in te ed ora tu mi dici che devo anche smetter di sognare prendere atto che sei qui, in carne ed ossa, come se fossi il tuo uomo? Ti rendi conto che è pura follia! Come potrei tenerti tra le braccia sapendo che sei mia figlia, mentre ti dovrei immaginare che fossi mia moglie?»
Non mi permette di aggiungere altro. La sua bocca si incolla alla mia, e la sua lingua entra di prepotenza fra le mie labbra e, quando incontra la mia, la follia diventa realtà! Non è un bacio quello che ci scambiamo, ma è amore allo stato puro! Sento il suo corpo schiacciato contro il mio e il suo ventre che preme contro il mio pacco, che si sta gonfiando in maniera pazzesca! Quando si stacca da me, mi fissa negli occhi e la sua voce è calma e pacata.
«Non mi fraintendere, amo e adoro Marco e sabato diventerà mio marito di cui sarò la moglie fedele, ma, lui, all'addio al celibato, mi ha tradito con una puttanella da quattro soldi. Sono consapevole che è tutta opera dei suoi amici, ma lui avrebbe potuto anche tirarsi indietro, invece ha voluto provare l'emozione dell'adulterio prima ancora di legarsi definitivamente a me. Sapevo che l'avrebbero fatto, ma speravo che lui, all'ultimo momento, si sarebbe rifiutato di fare sesso con lei, invece mi hanno detto che si è divertito alla grande.

Quando ne sono venuta a conoscenza, ho pensato di uscire da sola, una di queste sere, e di divertirmi con il primo che capitava, poi, ho riflettuto molto ed ho deciso che voglio pareggiare silenziosamente il conto con lui, con l'unica persona di cui mi fido veramente, di cui ammiro tutto e che amo profondamente. Questa sera voglio esser la tua donna! Non son sicura se riuscirò anche a fare sesso con te, ma almeno, fino a quando non torneremo in questa casa e, fino a quando non deciderò di voler stare anche fra le tue braccia per una sola notte, tutto quello che ti chiedo è di farmi sentire il piacere di esser corteggiata da un bellissimo maschio come te!»
La guardo veramente basito. Mi rendo conto che forse un barlume di speranza in questa follia, c'è ancora, perciò decido di stare al gioco.
«D'accordo, amore mio. Adesso usciamo e andiamo a cena come una splendida coppia di innamorati, anche se chi ci guarderà, penserà che sono il solito porco maturo e vecchio, che porta a cena una puttanella più giovane!»
Vedo un’espressione torva sul suo viso.
«Ma la vuoi smettere di definirti vecchio! Anche oggi, in chiesa, hai detto la stessa cosa, ma ti assicuro che tu sei molto più giovane di tanti giovani, che conosco! Credi che se fossi un vecchio decrepito e bavoso, verrei a cena con te? Io vado a cena con uno dei migliori, forse anche il più bell'esemplare di maschio che c'è in questa città! Questa sera ti devi considerare tale! Se tutti pensano che io sia la tua puttanella, questo mi riempie ancora più di orgoglio, perché significa che tu sei ancora un magnifico maschio, ancora appetibile!»
Usciamo e, mentre ci dirigiamo verso il ristorante, che scopro esser un posto unico e speciale, dove io e mia moglie Giulia andavamo a passare le nostre serate un po' speciali, le chiedo come mai abbia scelto proprio questo locale.
«L'ho scelto perché una volta ho chiesto a mamma per quale motivo, ogni volta che andavate in questo locale, quasi sempre restavate a dormire fuori. Quando mi ha spiegato il motivo, all'inizio non capivo questa stranezza, ma come ti ho detto ho riflettuto molto su come volevo passare questa serata e così, oltre al tavolo, ho prenotato anche una camera, considerando il fatto che potremmo esser alticci dopo cena.

Nell'ascoltare le parole della mamma, ho capito che non è solo un problema di strada di montagna particolarmente impegnativa, perché basterebbe, a cena, non bere esageratamente, ma perché la scusa del vino offriva a voi l'occasione di passare una notte diversa dal solito. Poiché ti ho chiesto che per questa sera voglio esser Giulia, e non Silvia, ho deciso che, vino non vino, dopo cena voglio andare in camera con te.»
Resto in silenzio, perché le sue parole hanno risvegliato in me meravigliosi ricordi. Mi vengono in mente le occasioni in cui io e mia moglie Giulia siamo andati in questo piccolo locale posto in cima a questa montagna, la cui strada è particolarmente impegnativa, fatta di curve e tornanti e, come ha detto Silvia, ogni scusa era buona per poter passare una serata da soli, immaginando di esser una coppia clandestina e questo era il nostro gioco preferito. Giunti al ristorante, entriamo e, come previsto, suscitiamo l'interesse di alcune coppie che ci osservano, vedo qualche sguardo malizioso e qualche sorrisetto ironico, che però mi riempie solo d'orgoglio. La cena è qualcosa di unico. Mi rendo conto che questa sera Silvia si è immedesimata nella parte di Giulia e, per tutta la durata della cena, Il nostro è stato un continuo scambiarsi di occhiate, carezze e dolci frasi d'amore. Mi sento profondamente a disagio e, nello stesso tempo, dannatamente eccitato. Quando siamo al dessert, mi rendo conto che, in due, non abbiamo bevuto neanche mezza bottiglia di vino e allora guardo Silvia e le chiedo come intende proseguire la serata.
«Vedo che sei stato molto attento a non bere, quindi, se per te non fa molta differenza, anziché dormire qui, vorrei tornare con te a casa.»
Faccio un mezzo sospiro di sollievo, perché penso che questa assurda follia in qualche modo si concluderà senza andare fino in fondo. Usciamo dal locale e riprendo la strada verso casa con lei che si sporge dal suo sedile e tiene la sua testa appoggiata alla mia spalla destra, mentre con la mano mi accarezza la coscia e, spesso, le sue dita indugiano sul mio petto. Ha sbottonato la camicia e le sue dita accarezzano il mio torace, mi stuzzica i capezzoli, procurandomi un particolare piacere.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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