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Erotika
La nuora porcella. Vol. I · Cap. 4 — la semplice verità!
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la semplice verità!

In passato, per un errore, ho cercato di rimediare facendone un altro, ancora peggio!

pennabianca
4 mesi fa · 2.276 parole · 10 min
769 letture

Vedo il suo volto che si illumina, poi mi prende sotto braccio e mi dice che vorrebbe offrirmi da bere, insieme a tutti gli altri. Accetto volentieri e, seduti allo stesso tavolino del bar, noto con piacere che, ripetutamente, il suo sguardo indugia su di me, quasi a volermi studiare o, più semplicemente, valutarmi da vicino, considerando che, da quando i nostri ragazzi stanno insieme, ci siamo visti, al massimo, due o tre volte, non di più! Dopo una decina di minuti, l'allegra comitiva decide di continuare la serata in un piccolo locale e, così, la comitiva si scioglie. Se ne vanno tutti così in fretta che, ad un tratto, Marina si guarda intorno e, stupita, scopre di esser stata lasciata a piedi.
«Accidenti! Mi hanno lasciato a piedi, e per di più hanno preso la mia auto! Ti rendi conto che mio figlio si è completamente dimenticato di sua madre? Dovrò chiamare un taxi, perché questa sera Antonio è andato a giocare a bocce e, quando lo fa lascia il cellulare in auto.»
Le sorrido e subito mi offro di accompagnarla.
«Ma quale taxi! Non hai bisogno di chiamare nessun taxi: ti accompagno io!»
Lei mi guarda per un istante, poi mi fa un'insolita proposta, che accetto volentieri.
«Forse ti stupirà la mia richiesta, ma, poiché non ti conosco abbastanza, mi piacerebbe trascorrere ancora un po' di tempo con te, se non hai altri impegni per la serata. Come ti ho detto, Antonio è a giocare a bocce e questo significa che tornerà molto tardi, perché dopo smesso di giocare, puntualmente passano il resto della serata in pizzeria a ridere e scherzare fino a tardi. Questa cosa mi fa un po' incazzare, perché domani suo figlio si sposa e, per una volta tanto, speravo che rinunciasse alla solita partita del venerdì. Ti dispiace far compagnia ad una vecchia signora come me?»
La guardo con occhi seri e le rispondo subito.
«Credo che mi dispiacerebbe molto far compagnia ad una vecchia signora, ma fortunatamente, qui davanti a me, ho una splendida donna che non è per niente vecchia! Mettiamo in chiaro una cosa: io accetto di farti compagnia, se tu prendi atto del fatto che non sei affatto vecchia, bensì una splendida donna che, se volessi esser sfrontato, direi che mi piacerebbe sedurre e, spudoratamente, aggiungerei di voler portare a letto!»

Vedo il suo viso illuminarsi e sorridere compiaciuta.
«Va bene, smetto di dire che sono vecchia, ma tu stai attento a far certe proposte tanto sfrontate, perché potresti trovare chi le accetta!»
Ora sono io che la guardo con occhi stupiti. Ci dirigiamo verso casa mia e la faccio accomodare, perché devo prendere il portafoglio con la patente e le chiavi della macchina. Appena entrata nel mio appartamento, lei si guarda intorno e si complimenta per come è arredato, pulito e queste osservazioni le fa mentre mi parla, stando a breve distanza da me. Ho una sensazione strana e, mentre la fisso, per un attimo, sento forte il desiderio di baciarla. I nostri occhi si incrociano a fissarsi per un lungo interminabile istante, poi lei solleva una mano, la mette dietro la mia nuca e mi attira a sé; le nostre bocche si uniscono. La sua lingua entra di prepotenza nella mia bocca, cerca la mia e con essa intreccia una danza erotica senza freno. È un bacio focoso, carico di passione. Mentre mi bacia, il suo corpo si stringe contro il mio e lei spinge il bacino contro il mio pacco, che si è gonfiato all'istante. Limoniamo per qualche minuto, mentre le nostre mani cominciano ad allungarsi ed esplorare i nostri corpi; rapidamente cominciamo a far cadere i nostri indumenti uno dopo l'altro. Quando le sfilo la maglietta, lei sgancia automaticamente il reggiseno e subito mi trovo le sue splendide mammelle davanti alla bocca. Mi avvento su di un capezzolo e lo succhiò avidamente, facendola subito gemere di piacere. Mi blocca il capo quasi ad impedirmi di smettere di succhiare quel bottone che ormai è diventato grosso e duro.
«Fermati: così mi fai impazzire! Adoro sentir la bocca di un uomo sui miei capezzoli e tu mi sembri un demone da come me li succhi!»
Mi stacco da lei, la prendo in braccio e, fatti pochi passi, la metto giù sul mio letto matrimoniale. Mi abbasso davanti a lei e, rapidamente, le faccio scendere i jeans fino alle caviglie e, sollevato un piede dopo l'altro, la libero dal suo indumento; d'improvviso mi trovo davanti alla faccia un mini perizoma nero, trasparente, sotto cui si intravede una bella fica carnosa, incorniciata da un serico triangolo di peli, che sovrasta il monte di Venere. Mi avvento sull'indumento e quasi lo strappo per la furia con cui lo rimuovo. Avvicino la mia faccia a quella fonte del piacere, che già emana un conturbante profumo di femmina in calore. La faccio metter seduta sul letto, sollevo le sue gambe e le faccio appoggiare i piedi sul materasso, mentre mi tuffo fra le pieghe di quell'ostrica che è già piena di miele profumato. Esploro ogni singola piega e, con la lingua, raccolgo il nettare che sgorga; poi, salendo in alto, scopro il suo bottoncino, che immediatamente stringo fra le labbra e lo succhio con vigore, facendola gemere di piacere.
«Che porco! Sei un porco meraviglioso! Adoro esser leccata! Sono anni che nessuno mi fa provare un simile piacere, perché quel coglione di mio marito non ama questa pratica! Dai, ti prego, continua! Fammi sognare!»
Continuo a leccarla come un abile formichiere e, ben presto, lei raggiunge il suo primo orgasmo, che mi esterna stritolando la mia testa tra le sue cosce.
«Oddio, mi fai venire! È pazzesco! Erano anni che non provavo il piacere di sentire arrivare un orgasmo grazie alla lingua di un maschio! Ti supplico, non ti fermare! Voglio godere fino in fondo questo piacere, che mi mancava da tanto tempo! Vengo! Paolo mi fai venire! Sto venendo!»

 

Fine del capitolo 4
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Scritto da
pennabianca
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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