«Gioia mia, se continui così, perdo il controllo della situazione! Anche tua madre amava molto accarezzare il mio petto, esattamente come lo stai facendo tu, e poiché non mi sembra che tu ci abbia mai visto, la cosa mi riempie oltre che di curiosità anche di piacere.»
Lei sorride, mi dà un bacio sulla guancia e poi la sua voce languida mi procura altri brividi.
«Se ti confessassi un piccolo segreto, non è che te ne avrai a male? C'è stato un periodo, dai miei 16 ai 18 anni, in cui quasi ogni sera, quando voi due eravate a letto, io ero nascosta dietro la finestra della tua camera. Vi ho spiati più di una volta e, tante volte, ho sognato di esser al posto della mamma. Poi è arrivato Marco ed ho cercato in tutti i modi di smettere questa mia passione per voi due. Con la morte della mamma, più di una volta mi son vergognata di avervi spiato, ma, ultimamente, più ci penso e più mi rendo conto che invece ho avuto la fortuna di conoscere anche un aspetto del vostro rapporto che, diversamente, non avrei mai ottenuto. Tante volte, dopo che voi due avevate fatto l'amore, ho visto la mamma accarezzarti il petto e questa era una cosa che mi è sempre piaciuta.»
Appena giunti a casa, Il tempo di chiudere la porta e, mentre sto quasi per tirare un sospiro di sollievo pensando che la serata finalmente si concluderà così, lei si gira di scatto e, un attimo dopo, la sua bocca è di nuovo incollata alla mia. Dopo un attimo di stupore, non resisto alla tentazione di rispondere al suo bacio e ci mettiamo a limonare come due fidanzati. Subito lei, freneticamente, comincia a spogliarmi; io cerco, in qualche modo, un ultimo disperato tentativo di dissuasione.
«Amore, fermati! Silvia stiamo facendo una pazzia! Lo capisci che sei mia figlia? Mettiti un attimo nei miei panni e cerca di capire che, per me, è già difficile così. La tua bellezza è pari a quella della tua mamma e, in questo momento, sono profondamente combattuto, quindi, per cortesia, fermati!»
Non serve a niente. Mi apre i pantaloni e si inginocchia davanti a me, afferra il mio membro, impugnandolo con decisione.
«Che splendido gioiello, papà! Ammetto che vederlo così da vicino è ancor più bello di quello che riuscivo a vedere quando vi spiavo.»
Non aggiunge altro, spalanca la bocca e se ne infila più della metà in gola. Mi fa provare un'emozione così forte che quasi le gambe mi vengono meno e allora mi abbasso, la sollevo e la costringo a staccarsi, guardandola negli occhi.
«Adesso fermati un attimo! Ok, d'accordo, se vogliamo fare questa follia, facciamola bene!»
La tengo stretta a me e, senza dir niente, mi avvio verso la mia camera da letto. Una volta dentro inizio a spogliarla, senza mai guardarla negli occhi, perché sento dentro di me un conflitto tremendo e, nello stesso tempo, un'eccitazione che mi fa avere il cazzo così duro da farmi male. Nuda è ancora più bella! Resto veramente ammaliato dalla sua bellezza e, mentre ho ancora un attimo di indecisione, lei mi abbraccia e mi spoglia velocemente, mi spinge a mettermi seduto sul letto, dove mi fa distendere e subito dopo si sdraia accanto a me ma al contrario, iniziamo a fare uno dei 69 più belli della mia vita. Leccò il suo fiore e ne sfoglio ogni petalo, infilando la lingua dappertutto. Gode e geme di piacere, a bocca piena. Con estremo piacere le strappo un orgasmo, che la fa vibrare come la corda di un violino e, mentre il suo corpo è ancora scosso dai brividi di piacere, lei si rigira e, dopo avermi costretto a stare disteso, sale su di me, impugna il mio scettro e se lo appoggia alla sua ostrica, poi si lascia cadere lentamente, impalandosi su di me. Spalanca la bocca, mentre sento il mio membro che scivola tutto dentro di lei e la apre, mentre la riempie e la punta le sbatte con forza sul fondo; questo le procura un delirio di piacere, che lei è così sconvolta da non riuscire nemmeno ad urlare. Vedo il suo corpo ondeggiare e quasi cadere all'indietro; l’afferro prontamente e la trattengo ancora in verticale. Inarco le gambe e lei può, in qualche modo, appoggiarsi. Il suo viso è sconvolto dal piacere, i suoi occhi sono riversi all'indietro, la sua bocca è spalancata e il suo corpo trema in continuazione, scosso da spasmi di piacere incontrollati. Per alcuni secondi, rimane immobile, poi riporta la faccia in avanti, abbassa lo sguardo e mi sorride compiaciuta.
«Ho visto tante volte la mamma cavalcarti così e non mi ero mai resa conto di quanto potesse esser bello prenderti, stando in questa posizione. Ora capisco perché lei amava molto stare su di te! Papà, fammi impazzire! Lascia che il mio corpo assapori fino in fondo il piacere di esser posseduto da te!»
Inizia ad oscillare avanti e indietro e, contemporaneamente, inizia a godere in maniera continua, urla un orgasmo dopo l'altro senza soluzione di continuità. Io intanto ho sollevato le mani, ho afferrato i suoi splendidi seni e li ho impastati fra le dita, mentre con il pollice e l'indice mi son divertito a torturarle i capezzoli, strappandole gridolini di dolore/piacere, che sapevo bene quanto piacessero a sua madre.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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