«Luca voglio aiutarti, ma non ora; adesso non è possibile far quello che chiedi, perché non mi sembri abbastanza lucido e, magari domani, potresti sentirti pentito di avermi chiesto questa cosa, proprio perché avanzata in un momento in cui eri sotto l'effetto dell'alcol. Ti prometto che prenderò in seria considerazione la tua proposta, ma, per cortesia, parliamone a mente fresca tutti e due, anzi, tutti e tre, visto e considerato che anche lei è parte coinvolta in tutto questo discorso. Ti prego, figlio mio, ascolta il mio consiglio: adesso va a letto, dormici su e domani, quando la mente sarà più sgombra dai fumi dell'alcol, ne riparleremo e ti assicuro che troveremo una soluzione, ma senza forzare le cose ora, perché, come ti ho detto, domani potresti pentirtene.»
Mi guarda, scuote il capo sconsolato e si gira verso Simona, che lo abbraccia.
«Amore, ha ragione lui! Anch'io voglio fugare ogni dubbio nel tuo cuore, ma, ti prego, aspettiamo, tanto, un giorno in più o in meno, non farà nessuna differenza! Ti ha detto che è disposto a darti tutto il suo appoggio, ma anch'io ritengo che sia giusto che tutto questo avvenga quando ne siamo tutti ben consapevoli.»
Lui, dopo averla fissata negli occhi ed aver ascoltato le sue parole, si gira verso di me e mi guarda con aria molto seria.
«Mi hai promesso il tuo appoggio ed io lo voglio! Se mi dai la tua parola che manterrai l'impegno assunto adesso, aspetterò.»
Gli ribadisco tutta la mia disponibilità e lo invito ancora a andare a farsi una doccia, seguita da una bella dormita.
«Luca fa come ti ho detto: fai una bella doccia ed una bella dormita e domani venite tutte e due a pranzo a casa mia e riprenderemo questo argomento. Ti assicuro che non mi sottrarrò alle mie responsabilità e, soprattutto, spero che domani, finalmente, tu possa aver la certezza che questa ragazza ama solo te, come realmente penso che sia.»
I due si scambiano un'occhiata e lui inizia a spogliarsi e, dopo avermi fatto un cenno di saluto con la mano, se ne va in bagno. Simona mi accompagna verso la porta e quando sta per aprirla, mi guarda dritto negli occhi e sento nella sua voce un po' di titubanza.
«Sono giorni che sta rimuginando su questa cosa ed io non so più come comportarmi con lui.
Cosa succederà quando sarò di nuovo tra le tue braccia e sarò ben consapevole del fatto che tu sei uno splendido amante, mentre lui non è inferiore a te, ma è semplicemente meno esperto; mentre tu, da maschio maturo, sai chiavare una donna sfruttando la tua notevole esperienza e questo sicuramente farà la differenza ed a lui sembrerà che io, con te godo, molto di più. Paolo, non so cosa fare! Dovrò fingere di non godere con te oppure lasciarmi andare ed essere me stessa, consapevole del fatto che lui potrebbe interpretare quel mio comportamento come quello di una persona che sta impazzendo di piacere tra le braccia di un altro?»
Mi rendo conto della sua titubanza e cerco di rasserenarla.
«Stai tranquilla, a mente fresca, ragionerà in modo diverso e, forse, tutta questa storia è solo un momento dovuto alla forte sbronza. Se domani dovesse voler andare fino in fondo, ricordati che la soluzione migliore è sempre la verità e, quindi se dovesse succedere, cerca di esser te stessa, perché sarà compito mio fargli capire che la differenza tra me e lui è dovuta solo al fatto che io ho il doppio dei suoi anni.»
Lei mi saluta con un bacio sulla guancia ed io, con la mente piena di mille pensieri, rientro in casa e vengo accolto da un silenzio che quasi mi stordisce. Mi spoglio, mi metto nel letto, ma non riesco a dormire, così, vado nel mio studio e mi dedico al lavoro, ma la mia mente non riesce ad esser razionale, quindi lascio perdere. Alla fine torno a sdraiarmi sul letto e, seppur inseguendo i miei pensieri, alla fine, il sonno ha il sopravvento e mi addormento sfinito. Vengo svegliato a metà mattinata dal suono incessante del mio cellulare e, quando guardo lo schermo, vedo che è Silvia.
«Ciao, papà! Siamo arrivati a destinazione: il posto è meraviglioso! Grazie di tutto e, soprattutto, grazie anche a nome di Marco che ha apprezzato molto il pensiero.»
Per un attimo resto un po' stupito nel sentire le sue parole, poi sento la voce di lui che la chiama e lei mi saluta dicendo che è molto felice. Mi alzo, mi faccio una doccia e indossato solo un paio di pantaloncini e una t-shirt, mi siedo al computer per portar avanti il mio lavoro di progettazione, che necessita di uno sviluppo urgente. Dopo circa un'oretta che sto lavorando, sento suonare alla porta e, quando apro, mi trovo Luca e Simona davanti, che mi guardano; li invito ad entrare. Luca sembra molto nervoso, anche se, in qualche modo, cerca di controllare la tensione che lo attanaglia. Gli offro un caffè, accettano entrambi e mentre lo sorseggiano, lui, dopo aver scambiato un'occhiata con Simona, si gira verso di me e mi chiede se ho intenzione di mantenere l'impegno preso. Lo guardo, ha la faccia stanca, l'aria di chi ha dormito poco e male e, dentro di me, speravo che, sfumata la sbornia, la faccenda fosse passata in secondo piano, mentre, invece, mi rendo conto che a guardare le loro facce tutta questa storia dovrà avere un epilogo, comunque vada oggi.
«Luca, fermo restando che son convinto che Simona sia la persona giusta per te perché ti ama, se proprio vuoi andar fino in fondo a questa vicenda, ti dico che son sempre disponibile a dimostrarti che i tuoi dubbi sono infondati, ma, se comunque vorrai procedere, dovrai accettare tutto fino in fondo, qualunque sia l'esito di questa prova.»
Lui guarda Simona che tiene gli occhi bassi, poi si volta verso di me con tono calmo, ma deciso e ribadisce che vuole finalmente metter in chiaro tutto quello che c'è da chiarire. Faccio un profondo respiro, poi, prendo la mano di Simona e con decisione la porto in camera da letto. Luca ci segue in silenzio e, appena dentro la stanza, prendo il portafogli che sta sopra il comò, estraggo alcune banconote e le offro a Simona.
«Se non sbaglio questa era la cifra pattuita per questa prestazione. Se le tariffe non sono aumentate, accetta questa somma come compenso stabilito per quello che ora mi aspetto da te!»
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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