Immagino la scena, con la sua sciarpa svolazzante ed i sandali a tacco alto sulla moto del figlio che svicola in mezzo al traffico caotico mentre lei gli urla nelle orecchie di andare piano e di stare attento. E nel contempo, immagino con una punta di gelosia gli sguardi allupati che si posano sulla sua schiena nuda e sulle cosce in mostra dagli spacchi laterali degli ampi pantaloni, che noto solo ora mentre la guido verso le toilette.
“Fammi compagnia, non lasciarmi da sola” mi chiede.“Ma veramente è la toilette delle signore” le dico.“Ma mi devo solo truccare un momento. Anzi no, approfitto, devo andare un attimo in bagno. Tienimi la borsa, faccio in un momento, devo solo fare pipì” aggiunge con molta naturalezza e con un tono intimo e coinvolgente.“Però devi aiutarmi, devi slacciare la tuta dal collo.” mi chiede.
Imbarazzato per la situazione, le scosto i capelli e slaccio il gancetto che chiude il cinturino attorno al collo e che trattiene il corpetto della tuta. Senza ritegno, questo cade giù mettendo in mostra il suo seno nudo. E mentre entra nel cubicolo del WC, si abbassa anche i pantaloni evidenziando l’assenza di qualsiasi altro indumento. “Wow!” me ne esco a mezza bocca, sorpreso e ammirato.
“Non avevo slip del colore giusto, solo bianchi o neri e non mi andava si vedessero in trasparenza, e ho deciso che era meglio non mettere nulla. Perché, sto male? Si vede qualcosa?” mi chiede mentre si siede sulla tazza senza nemmeno aver accostato la porta.“Beh, adesso si vede tutto, non che non ne sia felice, sia chiaro!” butto lì a mo’ di complimento.“E comunque no, non si vede nulla e stai benissimo. Complimenti”.
Sento rumori fuori della porta di ingresso e accosto la porta del cubicolo mettendomi all’angolo per far capire che sono in attesa. In quel momento entra Giovanna che mi stava cercando.
“Mi hanno detto che eri qui in compagnia di una bella signora” insinua. “Problemi?”“No, nessun problema. Ho accompagnato Francesca alla toilette che aveva bisogno di aiuto. Anzi, visto che ci sei tu, io esco, aiutala tu per cortesia” le dico, e continuo “Francesca, qui fuori c’è Giovanna e ti aiuta lei a richiudere la tuta, se serve. Io sto qui fuori dal bagno nell’androne.” ed esco senza attendere risposta.
Devo raccogliere le idee. Francesca è arrivata come un tornado ed ha spazzato via in un amen tutte le mie certezze ed il mio risentimento verso di lei. Non solo, mi ha lasciato letteralmente senza parole per il suo look e la sua apparente familiarità nei miei confronti. Cosa vuole da me? Credevo avesse un altro e che non volesse ulteriori pensieri. Pensavo che avesse fatto una scelta pentendosi di avermi frequentato un po’.
Però, il fatto che mi avesse cercato con tanta insistenza e la scenata di gelosia per telefono mi avevano fatto riflettere a lungo. Alla fine, le domande erano: che cosa mi aspettavo da Francesca? E soprattutto, cosa provavo per lei?
Alla prima non avevo coraggio di rispondere. Alla seconda, replicava violentemente il mio corpo, vittima dei feromoni emanati da questa creatura pazzesca. Evidentemente il mio corpo voleva ardentemente questa persona e lo starle vicino mi induceva un’eccitazione tremenda, sentivo il cuore battere forte, il sangue scorrere nelle vene assieme a violente scariche di adrenalina, il tutto accompagnato da una pulsione al basso ventre che prometteva erezioni potenti, se non mi calmavo.
Mentre pensavo a tutto questo, dalla porta escono Francesca e Giovanna, apparentemente in piacevole conversazione.
“Mi avevi parlato di Francesca, ma non mi avevi detto di quanto fosse bella e così naturalmente elegante!” mi dice Giovanna mentre prende sottobraccio la mia amica.“Anche tu, Giovanna, sei una bellissima donna. E ti dirò, sono molto invidiosa del fatto che si vede che tra voi c’è molta intimità” replica Francesca ammiccando con l’occhio.“Eh, Paolo è stata un’occasione persa, ahimè. L’ho conosciuto troppo tardi, altrimenti non si sarebbe sposato la sua ex” butta lì, ricordandomi quando c’eravamo conosciuti appena dopo essermi fidanzato con la mia ex moglie Francesca, sua intima amica. Rammento le battute e le scenate di gelosia da parte di Francesca perché mi ero permesso di fare il galante con Giovanna in sua presenza, e che ci fu un raffreddamento della frequentazione proprio a causa di questo piccolo battibecco.
“Beh, ora è libero, no? Intendo, è diventato terreno di caccia libera” butta lì, intendendo evidentemente segnalare che non voleva facilitare in alcun modo la concorrenza.Ahi! In un attimo ho visto due donne misurarsi, tirare fuori gli artigli entrambe e l’una soccombere immediatamente alla nuova alfa. A sottolineare ciò, Francesca mi prende sottobraccio e si stringe a me segnalando che io ero di sua proprietà. Punto.
Cerco di smorzare la tensione prendendo con l’altro braccio Giovanna e conducendole entrambe verso la sala. “Andiamo, lo spettacolo sta per ricominciare e dobbiamo entrare” dico ad entrambe cercando di assumere il controllo momentaneo della situazione.
Entriamo nel locale della sfilata, Francesca ed io prendiamo posto in seconda fila nei posti a noi riservati e assistiamo allo spettacolo che per me, onestamente, aveva perso qualsiasi interesse preso com’ero a pensare a quanto stava accadendo.
Al termine della manifestazione ci ritroviamo nel fumoir mentre attendo che si unisca a noi Giovanna.
Solo due minuti e compare con un comune amico e ci dice: “Allora, abbiamo una prenotazione qui vicino. Dobbiamo chiamare per far aggiungere un posto per Francesca, sperando che abbia ancora disponibilità”.“Alla peggio ci stringiamo un po’, dai, oppure cerchiamo un altro posto. No?” affermo speranzoso di stemperare un evidente attacco di gelosia.“Vedremo. Certo che potevi avvisare prima, no?” mi rinfaccia con tono secco mentre scocca un’occhiata assassina a Francesca la quale risponde con altrettanta secchezza “Beh, se ci fosse un problema, possiamo sempre andare da un’altra parte noi due, no?” e mi guarda con occhio intrigante e foriero di promesse.“Dai, non credo sia un problema. Dammi il numero che chiamo io” dico accomodante cercando di riprendere in mano la situazione che stava per uscire di controllo.“Cercalo tu, io ora ho da fare” risponde sorridente ma abbastanza fredda. Si vede che nel frattempo ha maturato un risentimento verso di noi.“Va bene, ora lo faccio. Fra, accompagnami fuori che c’è meno casino” mi rivolgo a Francesca prendendola sotto braccio e accompagnandola verso l’uscita.“Sai che c’è? Fanculo il ristorante, Giovanna e tutti gli altri. Andiamo da me, ti preparo una cenetta coi fiocchi, se ti va. Devo solo passare un attimo al supermercato per prendere qualcosa di fresco. Cosa preferisci, carne o pesce?” le chiedo.“Ma dai, quel che vuoi. Mi va benissimo un’insalata!” mi risponde, accettando l’invito.“Vada per l’insalata, allora!” le rispondo.
Arriviamo a piedi al supermercato, sono solo quattro passi. Prendo due buste d’insalata, una busta di uvetta, una scatola di ananas e delle noci sgusciate, poi mi fermo al bancone della carne e chiedo al macellaio di prepararmi mezzo chilo di corona di fassona macinato almeno tre volte. Metto nel carrello anche una scatola di uova, aceto balsamico, olio di semi, limoni e una bottiglia di Rosso di Montefalco.
Francesca mi guarda con aria interrogativa ma le dico di aspettare e vedere, e le chiedo: “Ti piace la carne? E la maionese? Sei allergica a qualcosa?” al che mi risponde che è allergica solo al lattosio e intollerante al glutine. Non ho preso né latte, né burro né pane o pasta per cui sto tranquillo. Non avrà crisi alimentari a causa mia, almeno stasera.


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