“E tu, Sara, hai problemi di appuntamenti?” le chiedo.“No, nessun problema Paolo. Dimmi quali sono i nuovi programmi, allora.” risponde Sara.“Francesca non ha più urgenza di rientrare, quindi puoi fare il trattamento completo a entrambi, se vuoi!” le dico.“Va bene. Volete ricevere un massaggio dopo la depilazione? Per reidratare la pelle e lenire le eventuali infiammazioni?” ci chiede.Guardo Francesca con fare interrogativo, e ricevo un cenno di assenso. “Perché no?” è la mia risposta.“Ok. Allora avanti tutta”.
Approfitto del fatto che Francesca ne ha ancora per un po’ e mi metto a fare qualche telefonata di lavoro e a spostare una call che avevo fissato comunque per il tardo pomeriggio.
È una brutta giornata, là fuori, e qui da Sara si sta bene al riparo dalla furia degli elementi.
“It’s raining cats and dogs” dicono gli inglesi quando viene giù che Dio la manda.
Vado a cercare un bagno, ho bisogno di fare pipì. Apro una porta a caso, macchinari.
La successiva, un laboratorio da onicotecnica.
La successiva ancora dà su uno stanzone grande, le pareti drappeggiate di stoffa chiara, un grande futon poggiato su un tatami a sua volta appoggiato sul parquet di iroko. Solo alcuni mobili essenziali, una scaffalatura con asciugamani e teli, un’altra scansia piena di oli e un gran numero di candele da massaggio sparse lungo il perimetro della stanza. Un armadietto chiuso a vetrinetta completa il tutto. Decisamente non è il bagno.
La porta accanto alla sala con il futon è quella del bagno.
Bagno… si fa per dire. In realtà è una stanza poco più piccola di quella da massaggi, al cui centro c’è un tavolo largo quanto un letto a due piazze, tutto in maiolica, circondato da pareti di cristallo e sormontato da più doccioni e soffioni da doccia. In fondo, nascosti dietro una parete, ci sono i servizi igienici.
Pazzesco. Non ero mai stato nel nuovo studio, è veramente fantastico. Ed è enorme. Ci sono locali dedicati a trattamenti con i macchinari, ed una sala dedicata alle lampade abbronzanti. Saranno 500 metri quadrati, un’enormità. Però è bellissimo.
Rientro nella stanza dove sta Francesca. In quel momento è in posizione ginecologica, i piedi appoggiati sulle staffe del lettino, con un macchinario che spara vapore mentre Sara applica a mano una crema particolare, che poi ricopre con un panno caldo.
“Mi sono permesso di andare un momento al bagno e nel cercarlo ho fatto un giro. Premesso che il tuo centro è una piazza d’armi, ma a cosa serve quella struttura in bagno?” le chiedo.“Bagno? Ah, no, non è il bagno. O meglio, ci sono i servizi, ma quella è la sala hammam. Il tavolo che hai visto serve a fare il savonnage o i fanghi. Ti piace?”“Bello, ma non l’ho mai fatto. E tu Fra?” chiedo.“No, nemmeno io. Ho fatto dei bendaggi ai fanghi una volta, ma era una cosa un po’ rimediata, con i teli di cellophane ed un generatore di vapore attaccato. Non credo sia lo stesso” risponde.“Buona occasione per provarlo assieme, no?” interloquisce Sara. “Anzi, vi propongo una cosa. Visto che è quasi la mia inaugurazione, voi siete qui ed avete un po’ di tempo, facciamo un bel pacchetto completo. Ora finisco qui con Francesca, poi faccio te Paolo, poi facciamo un bel hammam e al termine un massaggio rilassante all’olio di argan. Va bene?”“Beh, va bene. Francesca, se sei d’accordo…” chiedo.“Mica male, si, mi piace l’idea di avere qualche coccola in più…”.“Aggiudicato allora. Paolo, inizia a spogliarti, Francesca ha praticamente finito. Francesca, non ti rivestire, infilati solo la vestaglietta e mettiti tranquilla.” E aiuta Francesca ad alzarsi dal lettino.
Mi spoglio e mi stendo sul lettino a mia volta.
“A pancia in giù per favore, facciamo schiena, glutei e cosce. Paolo, per le parti più grandi e meno problematiche userò la solita cera, sei d’accordo? Poi le parti delicate le facciamo con la sokkar, la pasta di zucchero.”“Come vuoi tu, Sara. Sono nelle tue mani.”
Inutile dire che il dietro è stata un’operazione facile. Ad un certo punto mi ha fatto mettere a quattro zampe per facilitare la pulizia della zona anale e perianale. Non nascondo che è una delle zone erogene preferite e, in certe occasioni, il loro sfregamento mi genera sostanziose erezioni. Ed anche questa volta non è stato diverso. Ma non mi scuso più, mi succede praticamente ogni volta, e Sara non ci fa più caso.Francesca invece lo ha notato. “Ah, ti piace, eh?” insinua mentre passa una mano a carezzare la natica.“Eh si. Difficile negare l’evidenza…” sghignazzo.“Ok. Paolo, girati pancia in su. Ora inizia lo strazio.” dice Sara.
Io non sono assolutamente peloso, anzi, diciamo che il mio torace e le mie cosce sono praticamente glabre. Ho un bel po’ di peli sulla pancia e sullo stomaco, ed ovviamente, sulle gambe e sulle braccia.
“Sulla pancia ti farà un po’ male, ma niente di che. Sono troppo lunghi per toglierli con la pasta, e ci metteremmo una vita. Userò la cera anche qui.” annuncia Sara.
E difatti, la cera calda inizia a prepararmi al fastidio dello strappo, decisamente intenso, almeno per me. Però sopporto. L’obiettivo è di arrivare a provare la famosa ceretta araba.
Ed arriva finalmente il momento.Sara prende una palletta di pasta di zucchero e la stende sulla parte. Poi, con gesto rapido, la solleva e la toglie, strappando e portando via il pelo.Fa così con metodo su tutto il pube, fino a che si dedica al pene.Lo prende in mano per bene, lo impugna e poi inizia a lavorare a piccoli pezzi. Inutile dire che dopo poco, non è più così manovrabile. Difatti, ho un’erezione generosa che non vuole scomparire. Francesca si alza, si avvicina e viene a vedere da vicino.
“Posso sentire come viene?” domanda a Sara con fare innocente.“Certo!” e nel frattempo lascia il pisello mentre Francesca la sostituisce nella presa e approfitta per accarezzarmi.La cosa mi eccita al punto tale che mi sento vicino a scoppiare.
Ma provo a concentrarmi sulla prossima dichiarazione dei redditi e ottengo l’immediata cancellazione dell’erezione. Ah, potenza dell’Agenzia delle Entrate!
Ora Sara ha terminato il suo lavoro. “Potrei farti un massaggino con l’olio ma tanto passiamo al hammam. Seguitemi”.
Francesca ed io la seguiamo mentre la seguiamo entrando nella sala massaggi che avevo visto in precedenza. C’è una porta che apre proprio sulla stanza del hammam, che non avevo notato prima.
“Ora toglietevi la vestaglietta e mettetevi sdraiati sul tavolo. Apro un po’ d’acqua calda per scaldarlo. Mettetevi comodi, vado a prendere il sapone.” E si allontana aprendo il camice e togliendoselo.
Rientra dopo un po’ reggendo in mano un contenitore. L’acqua calda ha iniziato a produrre vapore che ha appannato i cristalli.
Intravedo dall’altra parte Sara che si spoglia togliendosi i leggins e il top. Anche Francesca la osserva chiedendomi “ma che fa?”.“Boh. Forse si mette un costume per non bagnarsi.” dico io.
Ma dopo pochi secondi vediamo le luci spegnersi lasciando posto ad un lieve chiarore prodotto da piccoli led incassati sulla volta del soffitto sopra il tavolo. E mentre cerchiamo di abituarci alla nuova condizione, Sara entra nel hammam completamente nuda.
“Ora vi metterò addosso del sapone misto ad olio di oliva che spalmerò su tutto il corpo. Poi vi dedicherete uno all’altra e viceversa e vi insaponerete accuratamente tutta la pelle su tutto il corpo, capelli compresi. E quando dico tutto, intendo TUTTO, chiaro?” rimarca.
Seguiamo le sue indicazioni, lei controlla che la schiuma sia omogenea, intervenendo una volta sul seno di Francesca, un’altra volta sul mio pene, poi ancora sul pube di Francesca… poi ci dice: “Se vi fa piacere, potreste insaponare anche me…”.
Francesca ed io stiamo al gioco. Tutto sommato, la cosa è piacevole e Sara ha un bellissimo corpo…Mentre la carezziamo e spalmiamo il composto, Francesca mi bacia appassionatamente. È un attimo, il suo bacio scatena in me uno stato di eccitazione assolutamente visibile ed evidente.

