Francesca si spoglia e rimane nuda in attesa delle ciabatte, poi si infila la vestaglietta e si distende sul lettino.
“A pancia in giù, per favore. Prima faccio gambe, cosce e glutei. E pure quel che c’è in mezzo (risatina!). Tanto mi pare che tu faccia la brasiliana, no?”“In realtà no, tengo sempre una piccola striscia davanti, ma mi piacerebbe cambiare. Che mi consigli?”“Non hai molti peli, non è che possiamo fare molto. Posso provare a cambiare un po’ ma lo vediamo quando siamo davanti. Qui, tanto, tolgo tutto, no?” puntando il dito contro lo sfintere ed il perineo.“Si si, li si. Non voglio nulla. Mi da’ fastidio” dice Fra.“Uh come ti capisco, io pure esco matta se c’è un solo peletto. Poi i miei sono neri e quindi un po’ più ispidi e con i leggins ed i pantaloni stretti, lo sfregamento è insopportabile, almeno per me. A te no?” chiese Sara.“Si. Soprattutto con il perizoma. Certi peletti piccoli piccoli mi infiammano da morire tutta la zona!”“Fammi vedere bene” disse Sara, prendendo la scialitica per illuminare al massimo la zona, per poi passare alla lente di ingrandimento illuminante. “Francesca, hai un bel po’ di peli incarniti qui sotto. Te li tolgo, se vuoi”.“Si grazie, mi fai un piacere da niente…” rispose.
Sara aprì un cassetto di una cassettiera in acciaio all’interno del quale c’erano almeno 30 pinzette di vari tipi, e ne prende una. Poi apre un altro cassetto pieno di specilli, ed ancora un altro con solo estrattori di punti neri e di cisti.
Poi con la mano guantata allarga le cosce di Francesca ed inizia a controllare con attenzione il tratto tra ano e vagina, stendendo la pelle con le dita mentre eliminava peli incarniti e doppi.
“Guarda qui!” ed inizia a tirare fuori una matassina di qualche millimetro di diametro piena di peli pubici sottili e lunghissimi… “Questo è una vita che ce l’hai”…Francesca annuisce e risponde “Si’, ora capisco perché mi dava fastidio…”“Beh, diciamo che chi ti ha fatto la ceretta non è che sia stata molto attenta…”“Se ti dico che me la fa sul tavolo della sua cucina??? Mi credi?” dice Francesca sorridendo “Però è sempre tanto buona e disponibile! E poi costa poco!” aggiunge.“Allora capisco tutto… e non mi meraviglio di nulla!” risponde Sara.Sara è una professionista che lavora come un chirurgo in una sala operatoria. Ho visto con i miei occhi mettere dentro l’autoclave per la sterilizzazione pinzette, specilli, forbicine, tronchesi…
Dato che ho tempo, do una sbirciata ai diplomi appesi al muro.
Tra un attestato di partecipazione e l’altro, oltre al diploma di estetista c’è, quasi nascosto, il diploma di laurea in scienze infermieristiche rilasciato alla dott. Sara Bernardi dal magnifico rettore della Sapienza, e accanto ad esso il diploma del “Master Universitario in Infermieristica Dermatologica clinica”.
Accidenti.
“Sara, ma tu sei laureata in scienze infermieristiche! E hai il master in dermatologia! Ma come mai fai l’estetista?”“Perché mi piace. E vuoi mettere come ti senti mentre stai depilando la passera di una donna che uscirà da qui pronta per una bella botta di sesso, invece di dover togliere una padella o sfilare un catetere?”In effetti, non fa una grinza.
“Ho notato che hai attrezzature e strumenti più da studio medico che da studio estetico. Come mai?”“Ti rispondo con un’altra domanda, Paolo. Tu andresti sereno da un dentista che ti cura con gli stessi specilli con i quali ha pulito la carie del paziente precedente dopo averli sciacquati con l’acqua?”“Beh no, che schifo!”“Ecco, per me è lo stesso. Ora ti spiego anche una cosa. Io non ho bisogno di lavorare. Sono ricca di famiglia e ho deciso di investire un po’ di soldi nella mia attività. Ecco perché vedi cose che non vedrai mai se non in una clinica estetica seria. La passione per l’estetica l’avevo prima della laurea in infermieristica. Poi, una volta laureata, mi sono resa conto che mi piaceva di più fare l’estetista e ho deciso di seguire il corso.La parte di esami di anatomia, fisiologia e patologie dermatologiche me l’hanno fatta saltare, perché con la laurea ed il master non avevo bisogno di studiarle, e ho speso tutto il tempo nell’imparare trucchi, massaggi, depilazioni, manicure, pedicure, tatuaggi temporanei… E poi, grazie ad alcune amicizie, ho seguito un sacco di corsi sui macchinari che vedi e anche su altri che non ho ma che mi interessava studiare.”
“Francesca, girati per favore. Ti faccio davanti”Francesca aveva il pube un po’ disordinato rispetto ad un paio di mesi prima. La striscia era stata sostituita da peli che partivano dalla linea nigra per allargarsi verso le fosse iliache.
“Che vogliamo fare? Strip, triangolo, freccia, punto esclamativo? Però sotto puliamo tutto, eh?” le chiese.“Posso dire la mia, Fra? A me piacerebbe a triangolo, piccolo però. Diciamo tre o quattro centimetri in alto e lungo fino a due centimetri dal clitoride. Che ne dici?” le propongo.
Nel frattempo Sara tira fuori una serie di maschere da applicare sul pube per delimitare l’area da depilare e le porge a Francesca perché scegliesse.
“Tu che ne pensi, Sara? Visto i pochi peli che ho e che andiamo verso l’estate, cosa mi consigli?”“Sinceramente rimarrei sulla landing strip, al massimo. Ma per lo più direi di togliere tutto. Hai un bel pube. E se vuoi, dopo faccio un trattamento speciale rigenerante che te la fa tornare nuova…” e fa l’occhiolino.“Dici? E va bene, riproviamo. Voglio seguire il tuo consiglio. Cos’è questo trattamento?” chiede Francesca.“È come la pulizia del viso, ma fatta al pube ed alla zona genitale. I brasiliani la chiamano vajacial, un misto tra vagina e facial…”“E vada per questo trattamento”.“Ma Sara, abbiamo tempo per farlo? Francesca alle 14 deve essere a Roma!” chiedo.“Penso di si. Mentre lei sta sotto bagno di vapore, io lavoro su te. In mezz’ora, quaranta minuti al massimo me la sbrigo. Però non integrale, facciamo solo pube, inguine, genitali e perianale, ok?”“E va bene. Però prendiamo fin da ora appuntamento per il resto tra 30 giorni, va bene?” le dico accomodante.“Si, certo, va bene!”“Scusa Paolo, mi dispiace. Per fare me hai rinunciato tu!” disse Francesca.“Ma no, tranquilla, mi fa piacere. E poi è interesse anche mio che tu sia ‘pulita’ lì sotto. L’altro ieri avevo la lingua che sembrava essere stata scartavetrata!”“Deficiente! Cretino! Stupido” mi apostrofa Francesca, tra il serio ed il faceto, mentre Sara ed io ridacchiamo.“Beh, però Paolo ha ragione, Francesca. Anch’io non sopporto leccare un pisello o una patata pieni di peli duri ed ispidi! Vuoi mettere?” interviene Sara mentre inizia ad eseguire i primi strappi con la pasta.“Ti faccio male, Francesca? Senti dolore?”“Assolutamente no. Non sento praticamente nulla, Sara. E poi devo dire che hai una mano fantastica”“Sentirai dopo, che mano!” ammicca Sara facendomi l’occhiolino.
Sono perplesso. Non capisco che messaggio mi stia cercando di dare. Ho la sensazione di essere stato messo ai margini di un gioco…
Sara continua a lavorare con la pasta con rapidi e precisi movimenti della mano, prima la distende, poi con un colpo secco del polso la stacca piccoli tratti di qualche cm a volta. Lentamente ma inesorabilmente il pube di Francesca è sempre più pulito.
Ora inizia a lavorare la zona delle grandi labbra. Il tipo di pasta implica un contatto molto più intimo rispetto alla ceretta o alla resina. È come un massaggio continuo delle parti e Francesca sembra goderne appieno, tant’è che i suoi capezzoli sono eretti, il respiro è un po’ più corto ed un lieve turgore caratterizza le grandi labbra ed il clitoride.
“Ti dà fastidio, Francesca?” chiede Sara.“Fastidio? Tutt’altro. È un qualcosa di totalmente diverso rispetto alle solite cerette. Ti dirò, è quasi piacevole!” risponde Francesca con un po’ di imbarazzo.“Dai, che dopo facciamo un bel massaggio e passa tutto!”.“Fra, ma se chiamassi e avvisassi che hai un problema per oggi?” le chiedo.“Non so, tesoro. Ora sento com’è la situazione. Mi passi il telefono?” mi risponde.Compone un numero e ascolto. Pare che non ci siano problemi, la collega della mattina non ha nulla da fare e può sostituirla anche fino al prossimo turno, per cui si può fare tutto senza fretta.

