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Erotika
Tre troie e un coglione · Cap. 4
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Capitolo 4 di 8 18 min di lettura

mai dimenticare il preservativo

un po’ di sana follia nelle giornate di joe lo porta a casa di raffaella.

Asiadu01
1 anno fa · 567 letture · 3

“Wow,” dissi con un mezzo sorriso, “questo è…

molto specifico.

Fantasia tua?”

Lei arrossì.

Si strinse nelle spalle.

“Beh…

forse.”

La guardai fisso.

Posai la birra sul tavolino.

Poi, con lentezza, le presi la bottiglia dalle mani.

“Allora forse dovremmo metterlo alla prova, no?”

Lei rise piano, nervosa ma eccitata.

“Sei scemo.”

“Sì.

Ma sono curioso.”

Con delicatezza le presi le caviglie, la feci sdraiare sul divano.

La sua pelle era calda sotto le dita.

Il suo sguardo, acceso.

Mi inginocchiai davanti a lei.

Sollevai il piede sinistro.

Le dita piccole, curate, la pianta liscia e morbida.

La guardai un’ultima volta.

Non disse niente.

Solo annuì.

E allora la lingua si posò sulla pelle.

Umida, lenta, precisa.

Una carezza che non era una carezza.

Un invito.

La leccai con calma, tra le dita, sulla pianta.

Sentii le sue dita piegarsi, la sua coscia contrarsi.

Un gemito.

Quasi impercettibile.

Ma c’era.

Le leccai tutto il piede, lentamente, con attenzione, come se ogni centimetro della sua pelle fosse una riga da leggere ad alta voce.

Sentivo il suo respiro farsi più irregolare, le dita stringersi sul cuscino, il petto salire e scendere.

Poi, senza dire nulla, iniziai a salire.

Baci lenti lungo la caviglia.

Poi il polpaccio.

Poi il ginocchio.

Le sue gambe si aprivano senza che glielo chiedessi.

Mi stavano invitando.

Arrivai alla coscia, la pelle liscia e calda, che tremava appena sotto la mia bocca.

Mi fermai all’interno.

Sfiorai con le labbra, con il fiato, con la lingua.

Lei si irrigidì.

Poi si abbandonò.

Alzai lo sguardo.

I suoi occhi erano socchiusi, la testa appoggiata al cuscino, le labbra leggermente dischiuse in un sospiro trattenuto.

Con una mano le sollevai appena l’elastico delle mutandine.

Uno sguardo.

Nessuna resistenza.

Mi infilai lentamente tra le sue cosce, il viso incastrato nel suo calore, nel suo odore, nel suo desiderio.

E sussurrai:

“Devo finire quello che ho iniziato.”

Lei sorrise.

Poi si arrese del tutto.

Le allargai le cosce con le mani, lentamente, lasciandole il tempo di tremare.

Era calda. Umida. Gonfia.

E completamente aperta a me.

Iniziai con la lingua, leccandola piano, con movimenti circolari, lenti, profondi.

Raffaella gemette subito, una voce rotta e roca che mi esplose nelle orecchie.

Poi passai alle dita.

Le affondai dentro, piano ma deciso, mentre la lingua insisteva più in alto, dove sapevo che le sarebbe esploso tutto dentro.

Si arcuò, le mani nei miei capelli, il busto sollevato, le gambe strette intorno al mio viso.

“Joe…

mio Dio…

così… così…”

Continuai.

Senza sosta.

Le dita che affondavano e uscivano, veloci, bagnate.

La lingua che non lasciava tregua.

Il mio viso, coperto dal suo piacere.

La sua pelle diventava rossa, bollente, i capelli sparsi sul divano, la voce sempre più alta, urlava senza più controllarsi.

Si lasciava andare.

Si stava arrendendo.

E io non volevo fermarmi.

Sentivo ogni contrazione.

Ogni scossa.

Ogni brivido che la attraversava.

Le mie dita la penetravano con forza, veloci, bagnate e profonde, mentre la lingua le martellava il punto più sensibile.

Il suo corpo iniziò a vibrare, la pancia contratta, le cosce strette attorno al mio volto.

“Sto venendo…

Joe…

non ti fermare, non ti fermare…”

Un urlo, uno solo.

Secco, profondo, disperato.

Il suo corpo si irrigidì.

Poi esplose.

La sentii venirmi in bocca.

Forte. Calda. Palpitante.

Rimasi lì, le labbra strette sul suo piacere, mentre lei si scuoteva sotto di me, spezzata e bellissima.

Quando finalmente si rilassò, crollò sul divano, ancora con le gambe divaricate, il respiro spezzato e il viso arrossato.

Mi guardò, con gli occhi socchiusi, e un sorriso stanco ma pieno.

“Tu…

mi rovinerai.”

Le sue cosce tremavano ancora sotto le mie mani.

Il respiro corto, la pelle lucida di sudore, il corpo ancora scosso da quell’onda che le avevo provocato.

Risalii lentamente lungo le sue gambe, baciandola ovunque, strusciando il mio corpo sul suo.

Le sentivo le dita affondare nelle mie braccia, come se volesse tenermi lì, dentro quella sensazione.

Mi portai su di lei.

Il mio viso a pochi centimetri dal suo.

Le nostre bocche si cercarono in un bacio rovente, senza più grazia o controllo.

Solo istinto, fame.

Le nostre lingue si intrecciarono in un limone animalesco, veloce, bagnato, famelico.

La baciavo mentre le afferravo il seno con entrambe le mani, stringendolo, accarezzandolo, giocando con i capezzoli induriti attraverso la stoffa sottile della canotta.

Lei gemeva ancora, mi graffiava la schiena, si spingeva contro di me.

Mi si arrotolava addosso.

Ogni bacio era più profondo.

Ogni tocco, più disperato.

Eravamo completamente avvinghiati, sudati, caldi, vogliosi.

“Sei pazzo…” sussurrò contro la mia bocca, senza nemmeno riuscire a staccarsi.

“No, sei tu che mi fai impazzire…”

le dissi, mentre le mordevo il labbro inferiore e sentivo il mio corpo spingere contro il suo, pronto a esplodere.

Le nostre pelvi si muovevano come se stessimo già facendo l’amore, nudi solo nella mente, ma con il corpo già fuso.

E lì, su quel divano sfatto, il nostro desiderio era diventato qualcosa di troppo grande per le parole.

Raffaella mi guardò negli occhi, con quel sorriso sfrontato che ormai conoscevo bene, ma stavolta… c’era qualcosa di diverso.

Si fece spazio sotto di me, mi spinse leggermente all’indietro, con le gambe ancora aperte, e si tirò su.

Poi, con le dita sottili, salì al bordo dei miei pantaloni.

Mi slacciò il bottone.

Tirò giù la zip con una lentezza calcolata.

Abbassò anche le mutande.

Rimase lì, in ginocchio sul divano, a osservarmi.

Il suo sguardo cambiò.

Da sfacciato a sorpreso.

“Cavolo, Joe…”

mormorò, genuinamente stupita, con un’espressione quasi affascinata.

Allungò una mano.

Mi toccò.

Le sue dita lo circondarono con delicatezza, quasi a esplorare.

Ci giocò piano, come se stesse scoprendo qualcosa che le piaceva più di quanto volesse ammettere.

Un tocco, poi un altro.

Un piccolo sorriso sulle labbra.

Poi mi tirò di nuovo verso di lei, mi afferrò per la nuca, e mi guidò sopra il suo corpo caldo.

Ci baciammo ancora, più a fondo.

E cominciai a strusciarmi contro di lei.

Forte.

Deciso.

Bagnato.

Le sue mutandine sottili erano umide, incollate alla pelle, e io spingevo il bacino contro il suo, mentre lei si aggrappava a me e si mordeva le labbra.

“Così… continua… voglio sentirti…”

Il mio respiro si fece più pesante.

Il suo corpo sotto di me si muoveva al ritmo del mio.

Non eravamo ancora uniti, ma sembrava già troppo.

Troppo caldo, troppo intenso, troppo bello.

Eppure non bastava.

⸻

“Dai Joe… scopami, ti prego…”

Quelle parole mi esplosero addosso come una fiamma viva.

Avevo le mani strette sui suoi fianchi, le mutandine tirate di lato, le dita che sfioravano quella sua intimità calda e scivolosa.

Il suo corpo si muoveva sotto di me, spalancato, impaziente, teso.

La guardai mentre si sfilava la canotta con un gesto fluido, e all’improvviso il suo seno si mostrò nudo, sodo, perfetto, con i capezzoli tesi e scuri, come se anche loro mi stessero implorando.

Il respiro ci tagliava il petto.

Io lo tenevo in mano, pronto a spingere dentro, a sentire tutto.

A toccarle l’anima.

Le sfiorai l’ingresso, la testa appoggiata lì, a un passo.

Lei spalancò le gambe ancora di più, mi baciò con tutta la bocca, le mani sulla mia schiena, già pronta a sentirsi piena.

Poi si bloccò.

“Joe… aspetta.

Hai il preservativo?”

Mi irrigidii.

Silenzio.

Il mondo si fermò.

Merda.

Mi guardò.

Io la guardai.

“No… non ce l’ho.”

Lei si coprì il viso un attimo, poi scoppiò a ridere piano, incredula.

“Ma dai… proprio ora?!”

Mi lasciai cadere di lato, ancora duro, ancora tremante, ancora pieno di lei.

Ero esausto, frustrato, divertito.

Lei si accoccolò contro il mio petto, ancora nuda.

Calda.

E intoccabile.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Asiadu01

giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01

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