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Erotika
Giochi Proibiti in Famiglia · Cap. 5
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Capitolo 5 di 9 16 min di lettura

La piscina si scalda

il clima è alle stelle, federica pronta come non mai a usare tutte le sue carte per rendere questa serata indimenticabile.

Asiadu01
1 anno fa · 1.2k letture · 4

Gabriella la guardò, ferita. «E quindi la tua soluzione sarebbe… giocare con lui? Con Ale? Davanti a te?»

Federica sbuffò e si voltò un secondo verso di me. «Lo stiamo già facendo. E sai perché? Perché lui ti desidera da una vita, Gabri. E tu… tu fai finta di non accorgertene, ma lo senti eccome. Ti fa paura, ti eccita, ti manda in confusione.»

Gabriella scosse il capo, ma i suoi occhi parlavano più delle sue parole. «Io non… non posso. Non così.»

«E allora inizia a chiederti perché ti sei strusciata su di lui, nuda, ansimando contro il suo petto, con quegli occhi che gridavano “tocca ancora”.» Federica le si avvicinò, il tono più basso, più caldo. «Ti stavo aiutando. Ero pronta a fermarmi se mi avessi chiesto. Ma tu non l’hai fatto, finché non ti sei accorta che ti piaceva.»

Gabriella si strinse nel telo, mordendosi il labbro. «E allora? Io non sono come te. Non riesco a godermi certe cose senza… sentirmi in colpa. Senza pensare.»

Federica sorrise appena, ma stavolta c’era più amarezza che sarcasmo. «Io lo so bene che tu sei diversa. Ma credimi, io non lo faccio per scherzo. Lo faccio per noi. Per sbloccare qualcosa che, in fondo, anche tu vuoi.»

Gabriella trasalì, il cuore in gola, ma non parlò. Restò lì, a respirare piano, tra orgoglio ferito e un desiderio che non riusciva a cancellare.

Io ero immobile. Incollato a quella scena, alle loro parole, ai loro sguardi. Non sapevo se dovevo parlare o aspettare… ma il mio corpo rispondeva già.

Federica allora si voltò verso di me, lentamente, e con un sorriso languido si avvicinò al letto. «Ora ti faccio vedere cosa succede quando qualcuno lo si vuole davvero, Gabri. Me lo prendo. lo faccio stendere e lo faccio impazzire. Con la bocca, con le mani, con tutto.»

Fece una pausa, lo sguardo di fuoco. «Lo guarderai mentre lo faccio mio. E magari… ti verrà voglia di unirti. O forse no. Ma stavolta non mi fermerai.»

Si abbassò verso di me, il respiro caldo sulla pelle. «non sai quanto volevo scoparmelo in questi giorni, ma volevo lasciarti la sua verginità. però ora me lo scoperò davanti a te.»

Gabriella restò in silenzio. Immobile. Ma quegli occhi parlavano. E gridavano.

Io deglutii, mentre il cuore mi batteva nel petto come se volesse sfondarlo.

Federica si era appena inginocchiata davanti a me, i suoi occhi brillavano di eccitazione e sfida. Mi guardava dal basso con quel sorriso malizioso che conoscevo fin troppo bene. Non serviva dire nulla: il suo sguardo faceva tutto.

Le sue dita scorsero lentamente lungo il mio ventre, poi afferrarono la mia eccitazione con una naturalezza sfacciata. Gabriella era lì, a pochi passi, nuda come noi. La sua espressione era un misto di shock, rabbia e qualcosa che non riuscivo a decifrare… forse curiosità, forse desiderio, o forse paura di sé stessa.

Federica mi provocava anche con le parole, senza mai staccarmi gli occhi di dosso:

«Chissà da quanti anni tua sorella non assapora qualcosa di così… vivo», sussurrò, pur mantenendo un tono morbido, quasi divertito.

Poi lanciò un’occhiata a Gabriella. «Tu che dici, Gab? Ti ricordi almeno com’è sentirne uno tra le labbra?»

Gabriella non rispose. Ma il suo viso era rosso, il respiro affannato, e non era solo per l’imbarazzo. Era qualcosa di più profondo, una crepa che si era appena aperta.

Io ero lì, immobile, completamente in balìa di Federica che continuava a toccarmi con lentezza, sapendo perfettamente cosa stava facendo, e cosa voleva ottenere… da entrambi.

Gabriella fece un passo indietro, ma non distolse lo sguardo. Le tremavano le mani, il respiro era corto, e capii che qualcosa dentro di lei stava crollando. Non era solo rabbia. Era il crollo di un muro che lei stessa aveva alzato.

Federica cominciò a muoversi lentamente, con la sua solita maestria. I suoi gesti non erano affrettati, ma carichi di una consapevolezza sensuale che mi travolse. La sua lingua, la sua bocca, il suo respiro caldo… Tutto contribuiva a una sensazione avvolgente, intensa, quasi ipnotica.

Chiusi gli occhi per un attimo, sopraffatto dalle sensazioni, poi li riaprii. E li trovai: quelli di Gabriella. Fissi su di me.

Lei non riusciva a guardare via. Era come paralizzata. Ma nel suo sguardo c’era qualcosa che non avevo mai visto prima. Un conflitto feroce. Rabbia. Desiderio. Forse anche un pizzico d’invidia.

Federica si fermò un istante solo per parlare, senza smettere di accarezzarmi.

«Guarda come lo sto facendo impazzire… e tu? Tu ti limiti a reprimere tutto. Ma il tuo corpo urla, Gabri. Si vede.»

Gabriella fece un mezzo passo verso di noi, poi si bloccò. Il viso rosso, gli occhi lucidi, le labbra strette.

«Sei una stronza, Federica.» sibilò, ma non se ne andò.

Io ero lì, al centro di quel turbine, senza fiato, le mani strette sui bordi del letto. Non sapevo se provare vergogna, eccitazione, o tutte e due le cose insieme.

E in quell’istante, capii: qualcosa tra noi tre era cambiato per sempre.

Il suo sguardo era fisso sul mio mentre la sua bocca si muoveva lenta, sicura, studiata. Ogni gesto era calibrato per farmi impazzire. Ogni sguardo, ogni carezza con le labbra era un colpo ben assestato al mio controllo già precario.

Federica non era semplicemente provocante. Era una maestra del desiderio. Ogni tanto sollevava lo sguardo verso Gabriella, con quel sorriso malizioso che era più una sfida che una battuta. Lo faceva apposta, lo capivo. Voleva coinvolgerla, voleva trascinarla dentro quell’onda che stava travolgendo anche me.

«Lo vedi, Ale?» mormorò, sollevandosi per un attimo e accarezzandomi il petto con la punta delle dita, bagnate e lente. «Lo senti come mi piace? Come ti sento…» La sua lingua passò lenta sulle labbra, come per assaporare ancora.

Gabriella non diceva una parola. Ma era lì. Immobile. Tesa. Come se ogni fibra del suo corpo stesse combattendo qualcosa che non poteva più ignorare.

Poi Federica si alzò, con un’eleganza lenta e predatoria. Mi prese per il mento e mi guardò come se avesse aspettato quel momento da sempre.

«Voglio che tu sia pronto. Perché adesso non ti tolgo più solo il respiro…»

Si voltò appena verso Gabriella e sussurrò: «Hai avuto la tua occasione. Io ora me lo prendo tutto.»

Mi fece stendere lentamente sui cuscini ammassati a terra, salì a cavalcioni sopra di me, i capelli sciolti che le ricadevano sulle spalle. Le sue mani mi afferrarono con decisione, guidandomi in una posizione inevitabile, ineluttabile. I nostri corpi si sfiorarono, incastrandosi con naturalezza, in un gioco di respiri spezzati e sguardi che parlavano più delle parole.

Mi sorrise, abbassandosi piano.

«Ora… è il momento che mi prenda la tua verginità.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Capitolo 6 senza votare

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Scritto da
Asiadu01

giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01

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Commenti 1

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  1. birichino91

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