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Erotika
Giochi Proibiti in Famiglia · Cap. 7
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Capitolo 7 di 9 22 min di lettura

triangolo con la sorella

un intenso e focoso triangolo con la vicina e la sorellona.

Asiadu01
7 mesi fa · 1.1k letture · 4

Federica emise un piccolo sbuffo, un suono che mescolava divertimento e finto fastidio. Si girò appena, i suoi fianchi nudi che continuavano a strofinarmi lentamente, mantenendo il mio cazzo in uno stato di ebollizione permanente. «Scusa, Gabry. Ma il secondo round era promesso a me. Non si possono cambiare le regole a metà partita, vero?»

Il suo sguardo scivolò su di me, avido, poi tornò su Gabriella, un lampo malizioso nei suoi occhi verdi. «Però... non voglio essere cattiva. C'è un posto per te. Un posto molto... speciale.»

Indicò il mio viso con un cenno del mento. «Siediti qui. Sul suo viso. E mentre io mi prendo quello che mi spetta di sotto... lui può lavorare là sopra. il Tuo piccolo fratellino,» aggiunse, e la sua voce diventò un sussurro carico di promesse, «ha una lingua... magica. Credo che tu ne rimarrai piacevolmente sorpresa.»

Un brivido mi percorse la schiena. L'idea di Gabriella, di Gabriella nuda su di me, di sentirla, assaggiarla... era troppo. Il mio cazzo si contrasse violentemente sotto le mani di Federica, che rise di nuovo, soddisfatta. «Visto? Anche lui la pensa come me.»

Gabriella era immobile, una statua di marmo imbarazzato. Le sue guance erano infuocate, le mani si stringevano le falde della vestaglia. Era così lontana dalla donna sicura e disinibita di Federica, e in quella sua timidezza c'era una purezza che mi spingeva a impazzire. Il suo sguardo incrociò il mio per un istante e negli occhi dietro gli occhiali lessi una tempesta: vergogna, desiderio, curiosità. Era combattuta, ma la voglia di cedere, di lasciarsi andare, era più forte.

Con un respiro profondo e tremante, le sue dita afferrarono la cintura della vestaglia. Un singolo, attimo di esitazione. Poi la sciolse.

La seta bianca le scivolò via dalle spalle, cadendo a terra in un sussurro silenzioso. E rimase nuda.

Era una visione. La sua pelle era più chiara di quella di Federica, quasi perlacea al chiarore della stanza. Il suo corpo era morbido, generoso. Le curve che avevo ammirato per anni, ora erano lì, a portata di mano. Le sue tette enormi, piene, con i capezzoli scuri e duri che puntavano verso di me. Il suo ventre morbido, le sue cosce sode e chiuse, e la sua figa, che intravedevo tra le sue gambe, coperta solo da un folto ciuffo di peli castani. Era la donna dei miei sogni, nuda e tremante nella stanza, pronta a fare ciò che Federica le aveva ordinato.

Con un'incertezza che la rendeva ancora più bellissima, si avvicinò al letto. Si girò, offrendomi il suo splendido fondoschiena, tondo e perfetto, mentre Federica le sorrise, la sua mano che continuava a masturbarmi con calma, quasi sadica.

«forza! Gabry. Siediti. Lui sta aspettando», la incitò Federica, la sua voce un sibilo seducente.

Gabriella salì sul letto, le sue ginocchia che affondavano nel materasso ai lati della mia testa. Il suo odore mi avvolse, un profumo di pelle pulita, di bagnoschiuma alla pesca e di qualcosa di più intimo, di più caldo, di più... Gabriella, probabilmente durante il nostro primo round aveva fatto una doccia. Era un odore che avrei riconosciuto ovunque, un odore che mi aveva fatto sognare e masturbare per anni.

Abbassò lentamente il suo corpo, e la sua figa si avvicinò sempre di più alla mia bocca. Vedevo ogni dettaglio. Le sue grandi labbra, carnose e scure. Le piccole labbra, più chiare, già umide e protese. Il suo clitoride, piccolo e duro, che spuntava dal suo cappuccio.

Poi il contatto. Caldo, morbido, bagnato. La sua pelle contro le mie labbra. Il suo sapore, dolce e salato, un sapore che non avevo mai immaginato.

Chiudo gli occhi e respiro, annusandola profondamente. È il profumo dei miei sogni diventato realtà. La mia lingua esce, esitante, e lecca le sue grandi labbra, sentendole tremare. È un sapore dolce, un sapore che mi ubriaca.

«Sì...» sibila Federica, la sua mano che stringe il mio cazzo, sentendolo pulsare. «Lecca quella figa. Leccala tutta.»

Le mie mani si alzano, afferrano le sue cosce morbide e sode, sentendo la sua pelle scaldarsi sotto i miei polpastrelli. La spingo verso il basso, sentendola avvicinarsi sempre di più. La sua figa si preme contro la mia bocca, e io mi perdo in lei.

Inizio a leccarla con più decisione, la mia lingua che si spinge tra le sue labbra, esplorando, cercando. Trovo il suo clitoride, piccolo e duro, e lo succhio, sentendola tremare di piacere. Un gemito esce dalle sue labbra, un gemito lungo e profondo, un gemito di puro piacere. È un suono che non avevo mai sentito, un suono che mi fa impazzire.

«Oh, Dio... Sì... Così...» geme Gabriella, il suo corpo che si contorce, le sue mani che si aggrappano alla testiera del letto. «Sì... Ale... Sì...»

Federica ride, un suono basso e vibrante che mi fa vibrare le palle. «Visto? Te l'avevo detto. La sua lingua è magica.»

Lei, nel frattempo, ha smesso di segarmi. Si alza, il suo corpo snello e sensuale che si erge sopra di me. Prende il mio cazzo, ancora sporco dei nostri succhi, e lo guida verso la sua figa, già bagnata e aperta. Senza avvisare, si lascia cadere, ingoiandomi tutto fino in fondo.

«Mmmh...» geme lei, il suo corpo che si irrigidisce per il piacere. «Sì... È proprio quello che volevo.»

Inizia a muoversi, i suoi fianchi che dondolano con un ritmo animalesco, una bestia che ha trovato la sua preda. Ogni sua spinta è più profonda, più forte. E io sono lì, in mezzo a loro, il mio cazzo che esplode dentro Federica mentre lecco la figa di Gabriella.

«Leccala, Ale! Leccala bene!» urla Federica, la sua voce roca di passione. «Voglio sentirla urlare! Voglio sentire la mia migliore amica urlare il tuo nome mentre la scopi con la lingua!»

Mi aggrappo alle cosce di Gabriella, tirandola ancora più addosso, il mio viso che sprofonda nella sua figa. Lecco, succhio, mordo delicatamente, seguendo gli insegnamenti di Federica, usando la mia lingua come uno strumento di piacere. Il clitoride, le labbra, l'entrata... la esploro tutta, sentendola reagire a ogni mia mossa.

«Oh, Dio! Ale! Sì! Sì! COSÌ!» urla Gabriella, la sua voce che si spezza, il suo corpo che si contorce in un orgasmo che sembra non finire mai. La sua figa pulsa contro la mia bocca, e io bevo i suoi succhi, sentendomi onnipotente.

Il mondo si ristringe. Non c'è più la stanza, non c'è più il letto, non ci sono più muri. Esiste solo questo. La mia bocca su Gabriella, il mio cazzo in Federica. Il mondo è un triangolo di sudore, gemiti e carne.

La mia lingua diventa una furia. Non lecco più, la violento. La spingo dentro il suo buco caldo e bagnato, la giro, la faccio danzare, sentendo le pareti della sua figa contrarsi, stringermi, succhiarmi. Il mio naso si preme contro il suo clitoride, e io lo strofino, un massaggio selvaggio e costante che la fa saltare su di me.

«AAAAH! ALE! DIO! SÌ! SÌ! COSÌ!»

Lei non è più la timida Gabriella che conoscevo. È una bestia urlante, un corpo che si contorce senza controllo. Le sue mani si sono staccate dalla testiera e ora si aggrappano ai miei capelli, tirando, spingendo, annegandomi nella sua figa. Non si vergogna più. Non ha più paura. C'è solo il piacere, un piacere così potente, così travolgente da farla impazzire. È rossa in viso, il petto ansimante, il sudore le bagna la fronte e cola lungo il collo. Urla come non l'ho mai sentita urlare, senza parole, solo suoni animali, gutturali, che mi dicono che la sto distruggendo nel modo più bello possibile.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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