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Erotika
Giochi Proibiti in Famiglia · Cap. 2
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Capitolo 2 di 9 23 min di lettura

Mentre lei dorme

Federica spinge Ale sempre più oltre, fino a farlo cedere del tutto. Con Gabriella addormentata accanto a loro, la provocazione si trasforma in un momento intenso e proibito, carico di desiderio e tensione.

Asiadu01
1 anno fa · 1.7k letture · 7

«Adesso sì che è il momento perfetto… per il tuo premio.»

E mentre io restavo immobile, incantato, eccitato, nervoso e incredulo, lei scese lentamente, facendomi sentire ogni centimetro del suo corpo caldo sul mio. Aveva deciso. E io ero già perso.

Federica, ancora adagiata su di me, si era girata verso di lei con un sorrisetto che conoscevo fin troppo bene. Lo stesso sguardo sfacciato e irriverente di sempre, quello che precedeva qualcosa di assurdo.

«Guarda com’è bella la tua sorellina,» sussurrò, il tono carico di malizia. Poi, senza esitazione, allungò una mano e con un gesto deciso sollevò lentamente la maglietta di Gabriella fino a scoprire completamente il suo petto nudo.

Rimasi immobile, senza fiato.

Il mio sogno proibito era lì davanti a me. Il seno di Gabriella, abbondante e morbido, sembrava ancora più perfetto in quella luce ovattata. Non riuscivo a distogliere lo sguardo, e Federica se ne accorse subito.

«Ti piace, eh?» mormorò. Si voltò verso di me, il sorriso appena accennato sulle labbra. «Ci hai pensato tante volte, ammettilo…»

Poi, come per sfida, le sfiorò lentamente un seno, accarezzandolo con delicatezza, lasciando che il gesto diventasse ancora più carico di tensione per me.

«Immagina solo se potessi toccarla…» sussurrò ancora, tenendo lo sguardo fisso sul mio.

Io deglutii a fatica. Le mani tremavano, il cuore correva come un treno impazzito. Federica mi prese il polso, lentamente, e lo guidò verso il seno di Gabriella, fermandosi a un soffio dalla pelle.

«Vuoi farlo?» mi chiese, la voce un alito caldo sul mio orecchio. «Sei così eccitato che tremi…»

Mi mordetti il labbro. Era come vivere un sogno contorto, proibito, assurdo. Eppure tutto sembrava irreale e perfetto in quel momento.

Il desiderio mi accecava. Ma restai lì, fermo, con il respiro spezzato e gli occhi incollati a lei.

Federica rise piano, tornando a sussurrarmi:

«Ti ho detto che avresti avuto un premio… e questo è solo l’inizio.»

Le dita tremavano, ma non mi fermai. Lentamente, con il cuore che batteva all’impazzata, accarezzai il seno morbido di Gabriella. La pelle era calda, liscia, e il solo contatto bastò a farmi mancare il fiato.

Era il mio sogno da sempre, e ora si realizzava in una dimensione assurda e impossibile. Sentivo la mano di Federica ancora stretta attorno al mio polso, ma poi mi lasciò fare. Lo sguardo che mi lanciò era pieno di complicità e di qualcosa di molto più sporco.

«Bravo il mio bambino perverso…» sussurrò, il tono compiaciuto e rovente. «Guarda come tremi. Ti eccita toccarla mentre dorme, eh?»

Deglutii a fatica, incapace di rispondere.

Federica, però, non smise. Anzi, sembrava ancora più presa da quella situazione. Senza staccare gli occhi da me, allungò la mano verso il mio basso ventre.

Mi sentii scoprire, quasi con violenza. Le dita sottili scivolarono sotto l’elastico dei miei pantaloncini, trovando subito la mia erezione, già tesa, calda, viva.

«Oh, ma guarda quanto sei duro…» mormorò, la voce un sussurro di piacere. «Tutto questo… per tua sorella? O per me?»

Non sapevo rispondere. Forse per entrambe. Forse per l’insieme perverso e assurdo di quella notte.

La sua mano iniziò a muoversi piano, con una lentezza studiata, mentre con l’altra continuava a tenere sollevata la maglietta di Gabriella, lasciandomi libero di guardare e toccare.

«Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto…» continuò, sempre più vicina, mentre il suo polso si muoveva in modo sempre più deciso. «E adesso… lascia fare a me.»

Mi sentivo sul punto di esplodere, intrappolato tra il desiderio, l’imbarazzo e la vertigine di quel momento.

Gabriella dormiva, ignara. E Federica, invece, era sveglia, presente, viva e più eccitante che mai.

Mi sentivo perso. Il respiro era affannato, le mani ancora tremanti su quel seno morbido che non avrei mai pensato di toccare. Ma fu Federica a dominare tutto. Come sempre.

Con un sorriso sfrontato, mi abbassò lentamente i pantaloncini, lasciandomi esposto a lei, completamente vulnerabile. Il suo sguardo si fece più oscuro, carico di fame e voglia. Si leccò le labbra, mordendosi l’angolo della bocca, poi mi sussurrò:

«Ora stai fermo. E goditi quello che ti sei meritato.»

Non feci in tempo a rispondere. Si chinò su di me con una naturalezza disarmante, e pochi secondi dopo la sua bocca calda mi avvolse.

Un gemito mi sfuggì dalle labbra, soffocato. Di fianco a me, Gabriella dormiva ancora, cullata dal vino, pacifica e bellissima. Il contrasto tra quel corpo addormentato e quello di Federica, che si muoveva con una precisione esperta e selvaggia su di me, era qualcosa che mi mandava fuori di testa.

Ogni gesto, ogni movimento, era un crescendo. Lei mi guardava da sotto in su, occhi accesi, divertiti e sporchi. Alternava ritmo e intensità, giocando con me, facendomi impazzire lentamente. Le mani mi trattenevano le anche, impedendomi di muovermi troppo, mentre la sua bocca faceva tutto il resto.

«Stai zitto…» sussurrò tra una pausa e l’altra, stringendo piano. «O la svegli, e allora sono cavoli tuoi.»

Io trattenevo i gemiti come potevo, mordendomi le labbra, gli occhi socchiusi, il cuore a mille. Ero in balia di qualcosa più grande di me. Di lei. Della notte. Della fantasia.

E sapevo che non avrei resistito ancora a lungo.

La sua bocca era diventata affamata, selvaggia. Si muoveva su di me con sicurezza e desiderio, mentre io a malapena riuscivo a respirare. Ero lì, sdraiato, con il cuore che batteva all’impazzata e Gabriella stesa accanto a me, beata nel sonno. Il contrasto tra la dolcezza del suo viso addormentato e la furia sensuale di Federica mi stava devastando.

Lei non mollava un secondo, affondava il viso su di me con voracità, ogni tanto sollevava lo sguardo e sorrideva, maliziosa, con le labbra lucide. «Che dici… pensi a lei anche adesso?» sussurrò, mentre la sua lingua tornava a tormentarmi.

Gemetti piano, incapace di trattenere tutto. Le mani mi tremavano, cercavo un appiglio nel lenzuolo, nei miei pensieri, ma non esisteva più nient’altro. Solo lei. Solo quel momento.

«Sei così facile da leggere…» rise sottovoce, senza mai fermarsi. «Guardi tua sorella e diventi più duro. Ma è con me che ti sciogli, vero?»

Sentii che non avrei resistito ancora a lungo. «Fede… sto per venire…» sussurrai con un filo di voce, quasi implorandola.

Lei si fermò all’improvviso, si leccò le labbra e si tirò su con una lentezza che sembrava studiata per farmi impazzire. Si voltò verso Gabriella, ancora addormentata supina, con la maglietta alzata che lasciava vedere quel fantastico seno.

«Allora vieni… ma su di lei.»

«Guardala. È quello che hai sempre desiderato, no?» sussurrò compiaciuta, afferrandomi e guidandomi con una mano.

Tremavo. L’immagine davanti a me era troppo, troppo per restare fermo, troppo per pensare. Bastarono pochi istanti e mi lasciai andare completamente, con un gemito spezzato, liberando tutto proprio lì, sulla pelle chiara di Gabriella, proprio dove Federica aveva voluto.

Lei rise piano, soddisfatta, e con un gesto teatrale si chinò su di lei.

«Adesso puliamo tutto…» mormorò con voce bassa e sensuale, passandosi lentamente la lingua sul seno della mia sorellastra, raccogliendo ogni traccia con una lentezza indecente.

Io restai steso, nudo, ansimante, incapace di dire una sola parola.

Quando sollevò lo sguardo, le sue labbra brillavano e il suo sorriso era più pericoloso che mai. «Questo era solo l’inizio. Buonanotte, Ale.»

Poi si sdraiò tra noi due, chiudendo gli occhi come se niente fosse.

E io restai lì, sospeso tra il sogno e l’inferno.

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Asiadu01

giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01

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