Le avevo ancora davanti: Gabriella, che si lasciava accarezzare dall’acqua come se il mondo non esistesse… Federica, con quello sguardo che sapeva esattamente cosa stava facendo.
Mi girai su un fianco, una mano tra i capelli, e lasciai che la mente andasse dove non doveva. Gabriella, così rilassata, con il bikini bagnato che si incollava alla pelle. Federica, con il culo appena fuori dall’acqua, che mi prendeva in giro con quegli occhi da gatta.
Mi morsi il labbro, spostai lo sguardo sul telefono. Era lì, a portata di mano. Lo presi, distrattamente, e aprii Instagram.
Il cuore ebbe un sussulto.
Tre foto nuove. Appena caricate.
Pubblicate da Gabriella.
Le dita tremarono leggermente mentre cliccavo.
C’erano solo lei e il vino, ma bastava quello.
La prima foto la ritraeva in primo piano, con il calice in mano, gli occhiali leggermente abbassati sul naso e le labbra socchiuse in un’espressione casuale e irresistibile. Il bikini blu si vedeva appena, ma c’era. E il seno… tondo, alto, perfetto, sembrava voler esplodere fuori da quel triangolo di tessuto troppo piccolo.
La seconda era peggio.
O meglio… peggio per la mia autocontrollo.
Una foto intera, fatta da Federica senza dubbio. Gabriella in piedi nella vasca, il pareo ormai tolto, l’acqua che colava giù dalle gambe grosse e splendide. I fianchi larghi, il fondoschiena accennato da dietro.
E un sorriso che non sapeva di niente, eppure per me diceva tutto.
Feci uno screenshot.
Non ci pensai nemmeno un secondo.
Sentivo già il sangue pulsarmi forte ovunque.
Aprii la galleria, rimasi su quella foto.
Lo sguardo si perse nelle sue curve, nel seno umido, nei fianchi pieni, in quella bocca. La bocca di mia sorella.
Mi passai una mano sotto i pantaloncini, quasi con rabbia.
Chiusi gli occhi, inspirai.
E cominciai.
Il respiro divenne lento, pesante.
La foto di Gabriella, quella foto così semplice e sensuale, sembrava fatta apposta per me. Per farmi impazzire.
Ogni movimento era accompagnato da un pensiero sporco.
Io lì, nell’acqua con loro. Le mani sulle loro cosce. Gabriella che mi guardava con quegli occhioni castani e mi sussurrava all’orecchio con il suo accento napoletano ruvido e diretto.
Federica dietro, che rideva, che mi toccava senza pudore, mentre io affondavo sempre di più nel corpo di Gabri.
Continuavo a muovermi, il respiro sempre più corto, gli occhi incollati allo schermo del telefono come se da lì dipendesse la mia stessa esistenza.
Ogni dettaglio di Gabriella sembrava urlarmi contro.
Il seno bagnato, le labbra leggermente socchiuse, quel corpo morbido e pieno che conoscevo da sempre ma che non avevo mai visto così, esposto e sfacciato.
Le immagini scorrevano lente, e io… io non riuscivo a fermarmi.
Ero immerso in un piacere sordo, sfrontato, viscerale.
Pensavo di essere solo.
Come sempre, in quella casa dove i grandi non c’erano mai e noi facevamo tutto a modo nostro.
Ma qualcosa, fuori dalla porta, si stava muovendo.
Un silenzio insolito.
E poi dei passi.
Leggeri.
Quasi furtivi.
Gabriella era entrata in bagno per farsi la doccia, lo sentii chiaramente. L’acqua scorrere, la porta chiusa.
Federica… beh, lei doveva essere andata a casa sua a far la doccia.
O almeno, così pensavo.
La verità era un’altra.
Federica, era in camera di gabriella e annoiata dall’attesa, curiosa come solo lei sapeva essere, aveva notato la luce accesa nella stanza di fronte. La mia.
E la porta socchiusa.
Quel tanto che bastava.
Silenziosamente, a piedi nudi e ancora in bikini sotto il copricostume trasparente, si avvicinò.
Sorridendo tra sé, si affacciò con cautela.
E si bloccò.
La mano sullo stipite della porta.
Gli occhi pieni.
Io non la vidi.
Ero troppo preso.
Disteso sul letto, a torso nudo, con i pantaloncini abbassati e il telefono davanti agli occhi, mi davo piacere senza più ritegno.
I sospiri uscivano lenti, profondi.
Ogni tanto mormoravo il nome di Gabriella.
Il suo nome.
A bassa voce.
Come una preghiera proibita.
Federica restò lì, immobile, come colpita da un fulmine.
Vide chiaramente cosa stavo facendo.
Vide lo schermo del mio telefono.
E vide la foto.
Quella foto.
Gabriella, con il calice tra le dita e il bikini bagnato, così perfetta da sembrare irreale.
Un lampo passò negli occhi di Federica.
Sorpresa? Sì.
Shock? Un po’.
Ma soprattutto… divertita.
E forse anche eccitata.
Appoggiò piano la testa allo stipite, restando a guardare in silenzio.
Un sorriso malizioso le increspò le labbra mentre si passava una mano lenta sulle cosce.
Nessun rumore.
Solo il suono dei miei sospiri sempre più intensi, la luce calda della stanza, e gli occhi verdi di Federica fissi su di me.
Su di me e sul mio segreto più oscuro.
«Cosa fai, pervertito?»
La voce improvvisa mi gelò il sangue.
Sgranai gli occhi. Il cuore schizzò in gola come un pugno.
Mi voltai di scatto, ancora con i pantaloncini abbassati e il telefono in mano.
Federica era lì.
Appoggiata allo stipite della porta, le braccia conserte, un sopracciglio alzato e un sorriso che diceva tutto.
«Ti masturbi con le foto di tua sorella?» chiese con tono malizioso, quasi divertito.
Il mondo mi crollò addosso.
Mi coprii d’istinto, senza riuscire a parlare. Le mani tremavano, la gola secca. Avrei voluto sprofondare nel letto e sparire.
«Io… non è… non dovevi—»
«Shhh.» Fece qualche passo, chiudendo delicatamente la porta alle sue spalle.
Poi si sedette lentamente sul bordo del letto, accavallando le gambe con naturalezza, il copricostume trasparente che lasciava intravedere ogni curva.
Mi fissava. I suoi occhi verdi brillavano di una luce diversa.
«Non smettere…» sussurrò, con un tono basso, ipnotico. «Guarda ancora quella foto.»
Allungò una mano e me la strappò delicatamente dal telefono.
«Gabri è davvero bella, eh?»
La sua voce era morbida, lenta, velenosa.
E poi lo fece.
Senza preavviso, senza esitazione.
La sua mano fredda mi sfiorò, poi iniziò a muoversi piano.
Mi prese tra le dita con una sicurezza spiazzante, iniziando a masturbarmi con gesti lenti, profondi, quasi esperti.
Sussultai.
Un gemito mi sfuggì involontario.
«Oddio…»
«Ma guarda come tremi…» rise piano. «Piccolo verginello arrapato.»
Si chinò verso di me, il seno premuto contro il mio fianco, le labbra quasi all’altezza dell’orecchio.
«Da quanto ti masturbi pensando a lei? Dai, dimmelo…»
Scossi la testa, in preda alla confusione, ma il piacere che stava salendo era troppo.
Non avevo mai provato nulla di simile.
Le dita di Federica si muovevano esperte, decise, perfette.
Io ero teso, completamente in balìa di lei.
«Hai un cazzo davvero bello, sai?» mormorò, fissandolo senza vergogna.
«Chissà se riusciresti a soddisfarla davvero…»
Rise piano, mentre il suo polso accelerava leggermente.
«Magari dietro quei suoi occhiali, anche Gabri pensa alle stesse cose sporche che pensi tu.»
Fece una pausa, poi guardandomi negli occhi, aggiunse con un sussurro velenoso:
«E magari si masturba pensando a te.»
Il respiro si fece più corto.
Ero al limite.
E lei lo sapeva.
Lo vedeva.
«Guarda la foto. Guarda com’è bella…»
Mi avvicinò lo schermo agli occhi, tenendolo con l’altra mano.
«Ti piace la tua sorellina, eh? Dai… fammi vedere come finisci per lei.»
Non ce la facevo più.
Il respiro si era spezzato. Il corpo si tendeva in avanti, scosso da un piacere violento e improvviso.
E fu tutto troppo.
Un gemito mi sfuggì dalle labbra, strozzato, mentre venivo tra le dita di Federica, che non si fermarono nemmeno un secondo.
Mi stava masturbando ancora, con un ritmo lento, preciso, mentre i miei fianchi tremavano e le cosce si irrigidivano.
Lei lo guardò, il seme.
Poi sorrise. Quel sorriso sfacciato, sporco, che mi faceva impazzire.
«Mmm…»
E senza dire nulla, si portò la mano alla bocca.
Leccò piano, un dito alla volta, godendosi ogni secondo.
Chiusi gli occhi, incredulo. Il cuore mi batteva fortissimo.
«Che bravo…» sussurrò, guardandomi con aria complice.
«Questo… sarà il nostro piccolo segreto.»
Mi accarezzò il petto con un’unghia, tracciando una linea invisibile fino all’ombelico.
Poi si alzò dal letto con una lentezza sensuale, aggiustandosi il copricostume e dando una rapida occhiata allo specchio accanto.
Fece qualche passo verso la porta.
Poi si fermò.
«Ah, e non pensare che sia finita qui…»
Si voltò verso di me.
«Abbiamo appena cominciato, Ale.»
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giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01
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non vedo l'ora di leggere il prossimo
Voglio sapere cosa farà quella troietta della vicina😝
racconto interessante, non vedo l’ora che vada avanti.