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Erotika
Il Vecchio Torchio · Cap. 1
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Capitolo 1 di 6 22 min di lettura

Capitolo 1

Nadia giunge a Il Vecchio Torchio, dove conosce chi vi lavora e il loro segreto.

William Kasanova
1 anno fa · 804 letture · 2

«Quella ragazza è innamorata di Luca…» mi rendo conto, e allo stesso tempo mi torna alla mente la mia mano che ha posato su un suo seno e il bacio che mi ha dato forse un’ora prima. Quel pensiero, l’emozione che quel gesto improvviso mi ha infuso torna ad infiammarmi l’anima, sconvolgendomi ancora più. Inconsciamente, mi mordo il labbro inferiore mentre mi rendo conto che vorrei essere in mezzo a loro due, con Luca che mi fotte violentemente e Sara che mi lecca in mezzo alle chiappe… O anche voltata dall’altra parte.

L’immagine di Luca che viene mi strappa dai miei pensieri. La mia attenzione viene completamente calamitata dal ragazzo che solleva la testa alle stelle, gli occhi chiusi e le labbra spalancate, i denti serrati come in un ringhio. Spinge il bacino contro il volto della sorella, lo ritrae lentamente, lo spinge di nuovo verso di lei, il lungo cazzo bagnato, che luccica di trasudo vaginale e saliva nella luce della Luna, che scompare completamente tra le labbra di Sara. Lo sguardo della ragazza è di pura devozione, fisso sul volto del ragazzo, palesemente adorante, come se farsi fottere dal fratello sia un privilegio.

Luca, infine, smette di muoversi, resta immobile dentro le fauci della sorella, sebbene sia scosso da brividi in ogni muscolo visibile. Soffoca un gemito roco, rilassandosi visibilmente dopo qualche secondo, chiudendo gli occhi e la bocca. L’unico gesto di amore che gli vedo fare e accarezzare i capelli di Sara mentre sfodera il cazzo dalle sue labbra, ora privo della sua virilità che avevo ammirato prima, portandosi appresso un fiume di saliva e sborra collosa e piena di bolle d’aria che, sconfitto dal proprio peso, si spezza e cade sulla maglietta di Sara e sul suo maestoso seno scoperto.

Il volto della rossa è radioso mentre contempla suo fratello mettere via il suo grosso cazzo nei pantaloni con una certa difficoltà, inghiottendo quanto ha in bocca sollevando la testa e deglutendo. Lui non le riserva più un solo sorriso, uno sguardo: riposto il suo strumento di piacere e chiuso il bottone dei jeans, se ne va come se non fosse successo nulla, come se non si fosse appena scopato sua sorella.

Lo osservo con un misto di desiderio, eccitazione e disprezzo. Ma il disprezzo che provo nei suoi confronti, mi rendo conto costernata, quell’idea che lui usi il mio corpo per il suo piacere, che mi fotta senza che abbia il minimo rispetto verso le mie emozioni, quel suo grosso e lungo cazzo che sprofonda nella mia fica grondante e nella mia bocca famelica per svuotare la sua rabbia dentro di me, non fa che rendermi ancora più desiderosa ed eccitata. Stringo le mie cosce, comprimendo le grandi labbra come se stia per defluirne la mia anima…

Luca scompare oltre il bordo inferiore della finestra, un rettangolo giallo si allarga sull’erba del prato disegnando una figura umana, poi si restringe, facendola scomparire. Sollevo lo sguardo su Sara, rimasta in giardino, accanto all’albero che ha fatto da sfondo a quell’incesto: si è rimessa in piedi, e, fissandosi il seno, passa un dito sullo sperma che vi è caduto sopra. Lo raccoglie con il polpastrello, quindi se lo succhia come se fosse goloso gelato alla vaniglia che, sbadatamente, ha fatto cadere dal cono che stava degustando con piacere. Non posso distogliere la mia attenzione dalla sua ricerca di ogni goccia del seme di suo fratello in mezzo ai grossi seni, sui capezzoli, sulla maglietta sollevata al collo.

Scaccio con fatica, e inutilmente, l’immagine di me intenta ad aiutarla, stringendole le bocce, passando la lingua sulla pelle e poi porgendole in bocca la sborra con un bacio, il seme che si scioglie nelle nostre salive, le labbra che si…

La mia mano destra è scivolata, mi rendo conto solo adesso, di nuovo nel mio sesso, le dita accarezzano il mio clitoride che, tanto sono eccitata, sembra grosso quanto il cazzo di Luca, sensibile quanto una ferita aperta. Mi fa male toccarlo, ogni sfioramento è doloroso quanto una bastonata, ma non posso smettere. Devo godere di nuovo, devo liberarmi di questo desiderio oppressivo che mi sta costringendo le membra, che mi sta opprimendo la mente come una droga. Quella zoccola di Sara, che si fa fottere da suo fratello, che si riduce ad un pezzo di carne dove il ragazzo può sfogare la sua libido, mi ha eccitato oltre ogni mia immaginazione. Inginocchiata, sottomessa e…

Non posso impedirmi di sporgermi e sbirciare fuori dalla finestra, cercare la ragazza dai capelli di fuoco e il seno prosperoso, usare la sua vista mentre si pulisce dai fluidi di suo fratello, suggendoli come se fossero una leccornia di cui è golosa per eccitarmi fino al piacere. È ancora in mezzo al prato, in piedi, il seno scoperto, la maglietta sollevata sotto il collo, e…

L’eccitazione che, fino ad un istante prima stava assediando la mia anima e la mia mente, scompare, evapora come umidità su un metallo arroventato dal terrore quando i miei occhi incontrano quelli di Sara. La ragazza mi fissa, sorride leggermente, un sorriso al tempo stesso beffardo e complice. Solleva una mano all’altezza del suo volto, e il movimento delle dita in segno di saluto è come se stessero rovistando nelle mie viscere che si stanno liquefacendo.

Resta un attimo a guardarmi, nemmeno mi stia leggendo nella mente, nemmeno sia intenta a controllare attraverso la finestra quanto ho goduto guardandoli chiavare come degli animali, poi, soddisfatta, si avvia lungo il prato e anche la sua siluetta si profila sull’erba per un istante, prima di essere inghiottita dalla casa e scomparire dalla notte che si sta facendo sempre più fitta.

Sento le mie gambe cedere all’improvviso, mi accorgo di non aver respirato per diversi secondi. Faccio un paio di passi all’indietro e, nell’unica illuminazione dello schermo del tablet, cado seduta sul copriletto.

«Porca puttana…» gemo, sconvolta, gli occhi strabuzzanti ed un freddo che invade le mie membra abbandonate dal fuoco dell’eccitazione.

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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