Solo in quel momento mi accorgo che Sara è ricomparsa nel giardino e sta fissando la finestra o la porta che si trova sotto a dove sono io, palesemente confusa. Rimane un attimo ferma, indecisa, mentre la litigata furiosa tra Luca e la madre continua con diversi scambi di battute, poi si interrompe con lui che, più che sconfitto, sembra deciso a non dare troppo contro la donna, pone fine all’animata discussione. La ragazza nel giardino pare riprendere contatto con la realtà, scuotendosi leggermente, poi, con il movimento da gatta che ho apprezzato durante il nostro primo contatto, va a nascondersi dietro la pianta.
Un attimo dopo, Luca compare nel giardino dal lato inferiore della finestra. Anche se la luce è poca, è impossibile non notare che è decisamente furioso mentre avanza nel prato scalciando l’erba. Oltre il tronco della pianta fa capolino la testa di Sara, che sembra controllare che non ci sia nessuno in giro oltre al fratello e, una volta assicurata di ciò, esce allo scoperto, richiamandolo con un sibilo e il gesto di un paio di dita.
Non sembra affatto dello stesso umore del ragazzo.
Luca alza lo sguardo da terra, le spalle muscolose che passano dal mostrare rabbia e frustrazione a… non lo so… Cioè, sì, riconosco inconsciamente cosa significa quel cambio di posizione, ma in quel momento mi sembra… beh, fuori luogo, davanti alla propria sorella.
Sara, però, non dimostra avere la mia stessa opinione, e apre e allunga le braccia verso il fratello, il quale si getta su di lei. Si abbracciano… no, non si abbracciano semplicemente, si stanno coccolando, si…
«Cosa cazzo…» sibilo involontariamente, ormai catturata da quella scena così inaspettata. Non voglio crederci, ma proprio davanti ai miei occhi i due hanno iniziato a baciarsi sulla bocca… si stanno limonando, capisco, mentre il mio fiato sembra mozzarsi e i miei occhi si sgranano. «Cazzo…»
Mi appoggio dietro al muro, nascondendomi alla loro vista, ma mi è impossibile smettere di guardare. Luca ha spinto la sorella contro l’albero, le sta sbottonando i pantaloni e così lei fa con quelli del fratello. Smettono di baciarsi per guardare verso il basso, tra di loro, sorridendo. Sara ha letteralmente in mano l’uccello di suo fratello mentre i propri pantaloni sono a metà delle sue cosce. Lei ha l’inguine depilato.
Sono stupita dalle dimensioni del cazzo di Luca, è incredibilmente grosso: mi è possibile capirlo anche da qui, con la sola luce della Luna. Percepisco, nonostante abbia compreso cosa stanno per fare, un improvviso prurito tra le labbra della mia passera e un piacevole senso di eccitazione nella mia vagina a quella vista.
Sara sorride, sussurrando qualcosa al fratello; lui risponde, ma il suo ghigno è molto più animalesco. La mano destra spinge la testa della sorella contro il tronco dell’albero, bloccandola, la guancia destra contro la corteccia della pianta. Lei lascia andare l’uccello, ponendosi le mani dietro la schiena. Luca le solleva la maglietta e poi abbassa il reggipetto, mettendole in mostra i grossi seni che inizia a stringere con fervore. Incredibilmente, il cazzo sembra diventare ancora più turgido, grosso, ma non ne posso essere certa: un attimo dopo, con un movimento del bacino, lo stesso scompare tra le gambe della sorella.
Sussulto a quella vista: sono sconvolta, sapevo che sarebbe successo, ma mi era impossibile crederci. E, invece, Luca si struscia contro la sorella, sembra prendere la rincorsa piegando le ginocchia e poi si innalza, sprofondando nel sesso di Sara con una irruenza che mi lascia senza parole… mi sento male per lei di fronte a quella violenza.
Ma il viso della ragazza mostra tutto tranne che dolore o disprezzo: anzi, i suoi occhi luccicano e la sua bocca è aperta in un’espressione di piacere, di coinvolgimento che stride con quanto sta accadendo. Luca le si avvicina con la bocca all’orecchio sinistro e le sussurra qualcosa che, dal corrucciamento delle sopracciglia, non è certo d’amore.
La ragazza sembra ascoltare con intensità, come se si sforzi di rendere quelle parole ancora più forti, poi annuisce felice e soddisfatta, sussurrando qualcosa a sua volta. Luca, ulteriormente eccitato, la penetra con ancora maggiore vigore, sbattendola con una tale forza che mi aspetterei di sentire il suono attraverso il vetro della finestra.
Il mio fiato ha iniziato a frammentarsi, come se stia piangendo, uscendo al ritmo dei colpi del fratello nel sesso della sorella. Il desiderio che mi ha invaso sta montando fino a diventare insostenibile, un dolore fisico, l’equivalente di un’acquolina davanti ad un dolce in un momento di fame. La mia mano, che fino ad adesso si è accontentata di accarezzare i pantaloncini, scivola sotto gli elastici degli stessi e delle mutandine, trovando la mia fica bagnata e bollente, che implora di poter esplodere in un potente orgasmo.
Vorrei allontanarmi un istante per prendere il mio vibratore, ma ho paura che, come distolga lo sguardo, la scena incestuosa scompaia nel nulla al pari di una bolla di sapone. Non posso permettere che succeda, impazzirei se non mi darò piacere guardando Luca possedere con violenza la sorella tettona.
Non ho tempo di penetrarmi, non riesco: devo attaccare il mio clitoride, maltrattarlo, colpirlo, fotterlo come il ragazzo sta fottendo la figa di Sara. No, maledizione, il suo pensiero mi travolge, il suo cazzo deve scoparmi con forza, possedermi come se sia la sua sgualdrina, trovare piacere nella mia passera…
Tre dita irrompono dentro la mia femminilità rigurgitante desiderio liquido, sprofondando nel fuoco che sta consumando la mia anima. Mi sembra di infilarle in un forno, mi sembra di conficcarmele direttamente nella mente, mi sento mancare, mi manca l’equilibrio. Mi appoggio ad una spalla contro il muro e mi fotto con violenza, un suono viscido fuoriesce dalla mia fica schizzando gocce sul pavimento.
«Scopami, Luca…» lo imploro mentre un senso di nausea avvolge il mio petto.
Non posso staccare lo sguardo dai due nel giardino, dal fratello che sta scaricando nella sorella tutta la rabbia che esplode nella sua anima fottendola senza riguardo, continuando a bloccarla contro la pianta, devastandone la passera e malmenandone una grossa tetta; e la sorella, che più che eccitata o appassionata, sembra entusiasta di quanto le sta accadendo: una mano si è posata sulla propria bocca, ma quel poco del suo viso che riesco ancora a vedere, specialmente gli occhi, non può celare la felicità che la sta travolgendo. Sembra quasi onorata di essere scopata dal fratello.
Una parte di me, non posso negarlo, la invidia, mentre le mie dita continuano a possedermi, in un ruscellare di umori che colano lungo le mie gambe e riempiono l’aria della stanza di eccitazione e suoni liquidi. Pochi minuti dopo, un gemito di piacere sfugge dalle mie labbra, mentre un’ondata di calore attraversa il mio corpo, bruciando ogni mia energia e lasciando nelle mie fibre solo una sensazione di soddisfatta stanchezza.
Chiudo gli occhi, lasciandomi sostenere dal muro, mentre permetto al mio cuore di rallentare il suo battito impazzito. Mi sento quasi male all’idea di essermi ditalinata pensando ad un ragazzo che ha litigato con sua madre per colpa mia, e non certo prendendo le mie difese, e che per scaricare la propria furia ha scopato la propria sorella. Ma, al contempo, non posso che desiderarlo dentro di me, mentre usa il mio corpo per spegnere il furore che gli provoco.
La cosa mi confonde, mi stranisce… preferisco non pensarci. Riapro gli occhi e sbircio fuori dalla finestra: mi aspetto che abbiano finito, ma non è così. Ora Sara è inginocchiata davanti a Luca, e lui sta usando la bocca della ragazza per trovare piacere: le tiene ferma la testa, le dita tra le ciocche rosse e la pancia piatta e cesellata che sbatte contro il viso della sorella; lei stringe le chiappe di Luca, manipolandole come nemmeno lui ha fatto con le grosse tette della ragazza. Non posso evitare di pensare a lei che infila un dito nel buco del culo del fratello per aumentarne il piacere, frugandogli il retto alla cerca della prostata da accarezzare per farlo spruzzare come un idrante.
