Tra ammiccamenti e scherzi passano il pranzo in mensa; poi l’ex segretaria lo guida a salutare i vecchi amici e conoscere i nuovi, mentre Ginevra prende posto nel suo ufficio e aspetta di parlare col suo quasi ex da soli, perché ha bisogno di chiedergli un ultimo incontro d’amore; il discorso di Loredana le ha ricordato che anche per lei quella è l’ultima occasione di averlo tutto per sé, prima che venga pronunciata la sentenza.
Ludovico osserva tutto e si informa quasi che dovesse quel giorno stesso riprendere un ruolo, non più di dirigente di un ufficio, ma di responsabile di tutta la struttura; l’Amministratore capo pensa che sia deformazione professionale, badare ai particolari e annotarsi mentalmente tutto; Loredana avverte uno strano presentimento che lui possa tornare alla sede di origine ma con funzioni più alte di quelle in cui l’ha lasciata.
Quando si fermano alla sala destinata alle attrezzature della vigilanza, Ludovico presta molta attenzione ai monitor di controllo interno; chiede quali spazi siano verificati; gli rispondono che il sistema di telecamere copre tutto, persino i bagni; proprio in quei monitor si vede un movimento particolare che induce al sorriso, se non proprio al riso, un poco tutti i presenti; si vede nettamente che un uomo e una donna si stanno appartando nei bagni per disabili.
Ludovico riflette ad alta voce che una multinazionale americana cancellerebbe immediatamente qualunque ipotesi di cooptazione, di fronte ad una vicenda del genere; di fronte alla perplessità di alcuni fa presente che una società puritana come quella americana concede tutta la privacy del mondo, ma punisce duramente i cattivi esempi o le sregolatezze in pubblico; il lassismo sui costumi dei dipendenti è lesivo anche della produzione, in definitiva.
Uno dei responsabili sindacali, che si è accodato, riconosce che anche il regolamento interno delle fabbriche serie prevede dure sanzioni per comportamenti poco consoni alla morale ed al buongusto; ammette che in quel caso un’inveterata abitudine a sorvolare sulle ‘gesta’ di un unico soggetto fa passare sotto silenzio alcuni episodi; quando il suo interlocutore si rende conto che il soggetto in questione è l’uomo alla radice della ‘fuga’ di Ludovico, zittisce di colpo e sparisce.
L’operatore chiede al capo se vuole seguire tutta la vicenda per verificare fino a che punto si spinga la spudoratezza di quel dipendente, Ludovico accenna di si con la testa e l’altro si attiva con zoom e angolazioni varie a seguire l’iniziativa illegale; Ernesto, perché di lui si tratta, ha agganciato una ragazza, che dai modi risulta chiaramente una neo assunta, e sta cercando di convincerla a seguirlo nei bagni per invalidi.
Ludovico fa osservare che ci sono già gli estremi per una denuncia penale, perché è un evidente caso di abuso di potere; non dimostrano, i due, passione o trasporto, intesa o amicizia; d’altronde, un maschio sano, se riesce a ‘imbarcare’ una ragazza disponibile, non la porta immediatamente nei bagni, ma le fissa un incontro in un posto migliore; in quel caso, più che di seduzione, è da ipotizzare un vero ricatto, l’imposizione di un superiore ad un inferiore debole.
Davanti agli occhi di maschi allupati, che sotto sotto invidiano il soggetto, il dirigente riesce a chiudersi nel bagno speciale con una ragazza molto ben messa, formosa ed elegante nella divisa di fabbrica; la abbraccia voluttuosamente e le passa le mani sule natiche ricche; l’operatore zooma con gusto voyeuristico sulle mani di lui che spaziano sul seno matronale, fatto uscire dal reggiseno elegante e palpato golosamente mentre la bacia voluttuosamente e le pianta il sesso tra le natiche.
La ragazza viene spinta contro la parete, a cui si appoggia con le mani, offrendo il sedere alla presa di lui che solleva la gonna sulle anche scoprendo le cosce un po’ tozze ma invitanti e il didietro monumentale; il maschio con una mano si apre i pantaloni, li fa scivolare a terra, tira fuori un sesso non eccezionale e la penetra a pecorina; copula per qualche minuto ed evidentemente non regge molto, perché scarica a terra una eiaculazione non ricca; l’altra si ricopre e scappa via.
Mentre escono dalla sala dei monitor, incontra il dirigente del personale che evidentemente è stato avvertito.
“Ciao Ludovico, sai queste cose purtroppo sono sempre capitate … “
“Non discuto; ma, se è vero che siete in trattative per entrare nell’orbita della multinazionale, mi sa che avete fallito …”
L’altro resta perplesso; tra le altre cose, gli è giunta voce che l’ex collega delle commesse sia stato indicato proprio come il plenipotenziario che dovrebbe trattare l’assorbimento nell’area di interesse della multinazionale; se dovesse far pesare quell’episodio, salterebbe un accordo che per la loro azienda vale il rilancio a livello internazionale; non sa che pesci pigliare; il gruppo degli operai è perplesso; ma è chiaro che la situazione è nera.
Lui intanto passa dall’ufficio della quasi ex moglie e dà un’occhiata interessata, si informa sulle attività, come ha fatto dappertutto, anche con l’ex marito della sua donna, a cui ha rivolto uno sguardo di mera supponenza ricambiato da uno di ironia malcelata; Ginevra vorrebbe parlare ma si limita a chiedere se cena con lei; lui la invita, come un tempo, alla trattoria sotto casa, come se d’un tratto il tempo si cancellasse e tornassero marito e moglie a cenare velocemente, senza muovere la cucina di casa.
Davanti ai cancelli che chiudono, si ritrovano da soli, faccia a faccia, un tantino imbarazzati; lei si avvia all’auto e lui la segue; nel percorso, lei si limita a sfiorare il ginocchio cambiando le marce qualche volta di troppo; lui risponde con una leggera carezza sul viso che lei riceve con grande emozione, al punto da avvampare; scendono davanti al locale e lui la guida con dolcezza, come faceva un tempo.
Il trattore li conosce bene; è lo stesso del loro tempo felice; ed è prodigo di affettuosità e raccomandazioni; propone una cena da innamorati, anche se sa della rottura tra i due; Ludovico gli sorride e accetta ringraziando; non gli dispiace essere carino con la moglie da cui l’indomani sarà definitivamente divorziato; stranamente, si sente molto disponibile e dolce nei confronti di lei ed è istintivamente portato a corteggiarla, come la vedesse per la prima volta.
E’ inutile dire che anche lei si sente coinvolta nell’atmosfera di grande emozione che si è creata, soprattutto in vista del discorso che vuole fargli; durante la cena, le carezze sfuggono volutamente e lei arriva a sentire la sua eccitazione sfiorando il membro da sopra al vestito, sotto la tovaglia; lui la guarda sospettoso.
“Loredana mi ha confidato che vi siete detti addio da vecchi amanti; ce la faresti a reggere anche con me una notte da innamorati o ti chiedo troppo?”
“Lo sai che è molto rischioso, alla vigilia della lettura della sentenza?”
“Non rischiamo niente; quello che è stato deciso tre anni fa vale ancora oggi; di più, abbiamo vite separate ormai; voglio solo un addio, solo una notte per noi, per chiudere un capitolo fondamentale della nostra vita.
“Non ti dico di no; ci sono delle condizioni a cui non posso sottrarmi; andremo a ‘casa nostra’, dopo la cena; se ci sono le condizioni, passeremo insieme l’ultima notte, sperando di non scannarci e di non pentirci.”
“Non ce ne pentiremo e non ci scontreremo; ho solo tanta voglia di te, delle tue carezze e delle tue parole.”
“Va bene; proviamoci.”
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