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Telefonate pericolose · Cap. 6
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Capitolo 6 di 8 17 min di lettura

Telefonate pericolose 6 Ludovico torna a scopare con Loredana, alla vifìgilia delle nozze.

Alla vigilia del divorzio, Ludovico torna in città e Loredana gli impone di passare a letto un pomeriggio, per salutarsi definitivamente ma con tutti i crismi della passione; lo fanno senza problemi e si ritrovano ancora più uniti di un tempo, anche coi limiti delle situazioni, lei sposata e lui innamorato perso di Gaia e della loro figlia.

geniodirazza
1 anno fa · 270 letture · 0

Passa il ricevitore a lei che parla un poco con la donna che intende tradire; chiariscono che non è solo amicizia che tracima nel sesso, avverte anche lei che è incinta e felice con il marito; chiude la telefonata con gioia evidente sul volto, arricchita dalla condizione particolare che ne altera in qualche modo i tratti; finalmente sono liberi di baciarsi voluttuosamente, in piedi, accanto al divano; lei lo guida dolcemente verso la camera e, sul percorso, comincia a spogliarlo.

Deposita garbatamente sulla poltrona l’impeccabile abito da funzionario, cravatta compresa; si trovano ai piedi del letto che lui è rimasto in slip e calzini; lei è ancora tutta costretta nella divisa di funzionaria; gli propone uno strip, lo fa sedere sul letto e si spoglia lentamente, lussuriosamente; lui è incantato dalle forme di lei che lo stato di gravidanza, peraltro poco evidente, rende più rotonde ed appetitose, ricche di un fascino che non saprebbe precisare.

Quando lei resta in reggiseno e perizoma, la attira a sé, la afferra per le natiche piene, rotonde, morbide; le appoggia il viso sul grembo, quasi a baciare l’embrione di figlio che aspetta; lei gli carezza la nuca e spinge la testa contro il ventre, la abbassa delicatamente verso la vulva; la lingua scatta spontaneamente e va a leccare le grandi labbra, oltre il filo del perizoma; le sfila l’indumento, mentre lei sgancia il reggiseno e lascia libere le mammelle gonfie, attraenti, tutte da amare.

Loredana si siede a fianco a lui e si rovescia sul letto; Ludovico scende in ginocchio fra le gambe e le solleva in alto, oltre il bordo del letto; la vulva è davanti ai suoi occhi e alla sua bocca; appoggia le gambe intorno alla testa, sulle spalle, e affonda nel piacere libidinoso del basso ventre; lecca come un affamato le grandi e le piccole labbra, a lungo, coprendole di una patina di saliva; afferra tra le labbra il clitoride e succhia, mordicchia, lecca e titilla finché lei urla il primo orgasmo.

“Ha un sapore nuovo, la tua vagina; deve essere la maternità; l’ho verificato anche quando Gaia rimase incinta di Vittoria; gli umori vaginali cambiano sapore, diventano più aspri, più intensi, è come baciare una donna tutta nuova.”

“Se ti dà fastidio, puoi smettere …”

“Darmi fastidio?!?!? Tu sei matta; ti adoro, adoro il tuo sapore, l‘odore della tua vulva, l’afrore di sesso che emani; voglio il tuo squirt, in viso, in bocca, dovunque; anche questo è il tuo amore e lo voglio tutto … “

“Lo sai che rischi di farmi divorziare da mio marito? … “

“Dovrei considerarti una cretina totale, per pensarlo; tu stai semplicemente abbandonandoti a quello che consideri un addio e sai benissimo che noi non ci separeremo mai più; il nostro amore è strano, equilibrato, controllato, contenuto ma infinito; io e te tradiremo sempre i nostri coniugi, senza problemi di convivenze o di matrimoni; questo è amore autentico … E se per caso io tornassi qui, come ti regoleresti?”

“Amore, tu torna ed io divento la tua amante fissa, col beneplacito di mio marito e della tua compagna.”

“Ma Gaia potrebbe non essere d’accordo … “

“Si convincerà non appena vi trascinerò in questo letto tutti e due e vi amerò entrambi.”

“Sembri decisa e sicura; ce la farai a coinvolgerla?”

“Con Ginevra ce l’ho fatta!”

“Hai fatto l’amore con la mia ex? Com’è stato?”

“Ti ricordi che studiavamo insieme? Lei era a secco da mesi, dopo che te n’eri andato e lei aveva mandato al diavolo l’ameba; vedevo che era in astinenza e le proposi una ‘caccia al maschio’; accettò e andammo a raccattare due ragazzi in una città vicina; mentre copulavamo in quattro su questo letto, mi trovai a scambiare con lei effusioni, prima dolci poi sempre più sensuali, finché fu come fossimo sole a succhiarci capezzoli e vagina, a titillarci vulva e ano … “

“Non usaste giocattoli adatti?”

“Perché? Avevamo le mazze dei due che ci riempivano mentre ci amavamo da lesbiche, eccitandoli persino!”

“Credi che Gaia, così fideistica, ci starebbe?”

“Rifiuterebbe un amplesso con te mentre mi succhi l’anima dalla vagina?”

“Non lo so; se dovessi trasferirmi qui, potremmo riparlarne … “

“Mi sa che mi stai suggerendo qualcosa … “

“Vuoi fare l’amore o ci dedichiamo alle ipotesi impossibili? Bada che abbiamo solo alcune ore, prima del pranzo; poi devi andare al lavoro … ”

“Sei tu che provochi i discorsi invece di darmi tanto sesso e tanto amore!”

“Maledetta, vieni qui … “

Porta la bocca di lei sulla mazza ritta contro il cielo e sposta il corpo fino ad avere davanti la vulva ormai bollente; si tuffa col viso tra le cosce e aggredisce direttamente l’ano palpitante.

“Aspetta; una cosa per volta; ora ti succhio io; poi mi farai impazzire ancora!”

Gli ha stretto la testa tra le cosce per fermarlo e si dedica alla fellazione; lecca e succhia i testicoli, lasciandosi accarezzare il viso dal fallo duro come cemento; si perde a lungo tra le saporose leccate e l’ingoiare i testicoli, uno per volta, e succhiarli quasi per farlo eiaculare direttamente dalla prostata; sposta la lingua sulla mazza e la percorre intera, dalla radice alla punta; masturba il sesso con una mano e si infila in bocca il fungo notevole della cappella, lo conduce delicatamente con la lingua.

“Ce l’hai veramente bello grosso; è una gioia mangiartelo; quasi quasi ti eviro!”

“ … e ti perdi la gioia di riceverlo nel ventre … “

Lo spinge in fondo, fin oltre l’ugola e rischia conati e soffocamento; lui vibra come una molla; sente il piacere avvolgerlo; la blocca e riprende a leccare e succhiare dal monte di venere all’osso sacro, insalivando vulva, perineo e ano; si sofferma a lungo a penetrare con la punta della lingua vagina e ano; lei sente solleticate tutte le fibre dell’apparato sessuale ed esplode, per due volte, in un orgasmo che la sfinisce; si abbatte su di lui senza mollare il sesso dalla bocca.

Si amano molto, e a lungo, in quel modo; poi Loredana si stacca decisamente, si stende supina, apre le braccia e lo invita a montarla; lui si inginocchia fra le gambe divaricate, accosta la cappella al sesso e si ferma; le chiede se è protetta; gli ride in faccia, sorpresa; gli ha appena fatto sapere che è incinta, non può inseminarla una seconda volta; se lo tira addosso e il fallo penetra con violenza fino in fondo.

“Oddio, non ricordavo che potesse far male, la tua piuma d’oca! … Non te l’hanno mai detto? Sei straordinario; hai una mazza capace di sventrare; eppure le tue penetrazioni sono più delicate di una piuma; è la prima volta che me lo fai sentire così violentemente!”

“L’ho detto che mi stravolgi? Ti accontenti di una eiaculazione nell’utero?”

“No, amore mio; in queste due ore mi sbudelli dappertutto; nonostante le tue allusioni, questo per me potrebbe essere l’ultimo meraviglioso amplesso con l’uomo che amo da anni; tu, prima di rivestirci, mi avrai sventrato davanti, dietro, sopra e sotto. Ti è chiaro, grande amore mio, che ti voglio tutto, stamattina?”

Mantiene le promesse, la donna; nell’arco delle due ore si fa possedere in vagina e nel retto, lo succhia a lungo e gli strappa, dopo quelli che ha preso in vagina e nel retto, un altro orgasmo esaustivo in bocca; si trovano, a ridosso dell’una, stremati sul letto da una copula che ha esaurito tutte le possibilità di passione e di amore; si guardano allo specchio e rilevano borse agli occhi spaventose; ridono di gusto all’idea della faccia di chi devono incontrare.

E’ Ginevra, la prima a rendersi conto che sono reduci da una sessione d’amore particolarmente vivace; chiede discretamente a Loredana se hanno fatto l’amore; lei le risponde che è stato un addio meraviglioso, degno del ‘loro’ Vico, che intanto sta parlando con la sua donna, quasi a rendere conto di ogni passo; lo deridono un poco e precisano, Ginevra che il suo Ermanno è in missione ad una sede toscana e rientrerà l’indomani, Loredana che suo marito rientrerà in serata e lo aspetta.

Prima di andare avanti…

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