Sembri Alice nel paese delle meraviglie che dà corpo ai sogni e combatte guerre che non esistono; perché non accetti la proposta di una pace armata? Lui è fragile, nei tuoi confronti; non ti ama più, ma ti vuole ancora bene; non fare finta di non capire; non ti desidera, non ti considera la sua donna; ma ha ancora in te un’amica, una persona cara, una come me; tu invece cosa vuoi vendicare? Che non faceva sesso, quando lo facevi con un altro? Che non preveniva i desideri che non esprimevi?
E’ completamente folle, quello che stai facendo; vuoi massacrarti per dire che ti ha ucciso lui? Insomma, amica mia, cosa vuoi veramente?”
“In questo momento vorrei solo un poco di amore … “
“ … ma lo vorresti da lui … altrimenti ti cercheresti un uomo da amare, non caproni da cui farti sbattere; ma tu non sai cosa voglia dire amare, quindi non sai neppure cosa chiedere ad un uomo che ti ami.”
“Tu lo sai?”
“Sì; lo so, l’ho avuto e lo cerco ancora; io non voglio, come tu non vuoi, una mazza sbattuta in vagina da un caprone senza sensibilità; io voglio, e anche tu vuoi, una mano che ti sfiori delicatamente la vulva e ti titilli il clitoride, come sto facendo con te, adesso.”
“Che fai, Lory? … Oh, si … è questo che voglio ….. Ludovico lo sapeva fare da dio; hai imparato da lui?”
“Quando? Mentre eravamo in ufficio a lottare con le scartoffie? Non hai capito che ci ho fatto l’amore una sola vota? Si, quella volta me lo ha fatto a lungo e l’ho imparato a mie spese; è così che ti titillava lui, è vero? E’ questo l’amore che cerchi, no? Ernesto quando te l’ha dato? Mai, lo so; Gaia invece adesso sta urlando accanto a lui che la titilla, nel loro letto.”
“No, no, no!!!!!! Non deve; perché non è qui a farmi godere? Perché se n’è andato?”
“Perché sei stata un’imbecille e lo hai fatto andare via; non ci puoi fare più niente; ci sono io, adesso, e ti devi accontentare.”
“Allora fammi godere tu continua a masturbarmi; lui però dopo mi leccava a lungo … “
“Ginevra, anche io so leccare come lui; e mi piace, non sai come mi piace; poi però devi leccare me; capisci che stiamo scivolando nel territorio lesbico? Sei pazza, come sempre; ti avventuri in qualche cosa e non sai neppure quali pericoli corri.”
“Lo so che è pericoloso; ma tu sei intelligente, razionale e riflessiva come mio marito; con te il rischio è minimo … “
“Imbecille, adesso ti vuoi schiavizzare a me? Ma come diavolo ragioni? Dai, godi e smettiamo, perché anch’io sono stanca di vederti sfidare il pericolo e lasciarti travolgere.”
“Non hai capito e non vuoi capire; voglio amore, lo voglio da te; è come l’avessi da mio marito; dammi quello che puoi!”
L’ha tirata a se e ha spinto la testa sul ventre; Loredana non si perde d’animo, afferra tra le labbra il clitoride gonfio, succhia e lecca, mordicchia coi denti e la sente esplodere in un orgasmo feroce; accoglie in bocca lo squirt che lei fa esplodere nella bocca dell’amica, rivale, amante ideale e innamorata persa del suo uomo; si rilassa nella dolcezza del languore e le accarezza la testa delicatamente; l’altra si solleva e prende il telefonino.
“Ciao, amore, la cosa va per le lunghe.”
Rivolge il telefonino e inquadra la vulva bagnata di Ginevra.
“Non è meravigliosa? … Si è la moglie di Vico … non ci ho fatto sesso … Con lui ho fatto l’amore come non saprai mai fare tu … Stupido, ti amo da morire e so che mi ami … Con lui è stata un’altra cosa … Inquadrami la tua mazza … meravigliosa … Masturbati adesso … non sporcare le lenzuola … Domani sera ti rifai … Sì, ci ha copulato per anni ed è meraviglioso farla godere … No che non devi ingelosirti … Sei venuto? Sì, lo vedo che hai scaricato tutto sul ventre. Ti amo, stupido, e sono tutta tua. Ciao.”
Interrompe la comunicazione e guarda Ginevra.
“Hai fatto sesso per telefono?”
“Si, mia cara; tu hai interrotto una copula strepitosa, mi hai sequestrato e dovevo farlo godere … non fare una domanda stupida … non potevo farlo con Vico, perché l’ho avuto una sola volta e non mi perdevo in surrogati; l’ho amato con tutta me stessa, perché lo volevo da anni. Adesso mi resta solo il ricordo.”
“Se fossi entrata i intimità, avresti fatto l’amore anche con me e con lui?”
“Contemporaneamente? Se Vico mi avesse chiesto di copulare anche con te, anche con Franco, anche con Gaia, con chiunque, avrei fatto tutto quello che mi avesse chiesto; io volevo solo che fosse felice e che lo fosse con me. Tu non hai capito che l’amore è una cosa molto complessa che investe testa, cuore e sesso; per fare l’amore con l’uomo che per me valeva tutto, avrei fatto qualunque cosa … “
“Vuoi dire che faresti ancora qualunque cosa.”
“E’ qui che si rivela la distanza fra noi; io lo faccio anche con la testa; col cuore, ce l’ho in me ogni momento perché lo amo, davvero; con il sesso lo posso fare col mio fidanzato, che non si può accorgere del transfert; mi hai detto che l’hai sperimentato con l’avvocato caprone; ma lo posso fare anche con te; mentre ti succhiavo, avevo nel cuore e nella mente lui che mi succhiava; ed anche tu, non lo negare; con la testa, so che è irraggiungibile, perché è lontano e perché ha la sua donna che lo soddisfa.
Per questo, non posso dire che lo farei; se dovesse tornare da te e si creassero le condizioni, certo che lo farei, senza esitare; ma non tornerà da te, perché tu l’hai cacciato; e l’hai strappato anche a me e a tutte quelle che sognavano di passarci almeno qualche ora insieme.”
“Nella tua vagina c’è ancora il sapore del sesso di Franco?”
“Non mi sono lavata; è chiaro che c’è rimasto un vago sapore del suo sesso.”
“Non è una mazza piccola, ho visto.”
“Hai voglia di assaggiarlo?”
“Si, ma qui, adesso, dalla tua vagina … “
“Ginevra, ti accorgi quanto pericolosamente ti avvicini all’amore saffico?”
“No; voglio il sapore della verga che ti ha posseduto; la voglio da te che l’hai amato come fosse Vico; voglio insieme mio marito, la donna che lo ama e il fidanzato che la possiede.”
Mentre parla, l’ha spostata su di se e affonda la bocca nella vagina ormai grondante; ha davvero la sensazione di succhiare i tre sessi insieme.
“Cosa farebbe mio marito se ora fosse qui?”
“Sei dura! Non l’ho vissuto abbastanza; lo conosco bene però; forse verrebbe coi piedi sulla tua testa, si inginocchierebbe e mi penetrerebbe analmente, facendo scivolare il sesso sulla tua lingua se tu la sporgessi per prenderlo … dio che mi fai pensare … godo, maledetta, sto godendo all’idea di prenderlo nel retto mentre tu lo lecchi … ma tu stai sborrando nella mia bocca … anche tu stai godendo all’idea … ti odio … ti odio … l’hai cacciato via e invece potremmo essere qui, in questo letto, ad amarci tutti e tre … e odio anche Gaia che invece se lo gode da sola … “
“Sai Lory, mi piace chiamarti così perché ho sentito che lo faceva Vico; io non odio più nessuno; sono felice di avere goduto con te; non è amore saffico; è amore e basta; ho sbagliato tutto, vorrei tornare indietro ma non si può; aiutami a conciliare, anche se non possiamo più ricucire.”
“Cara, te l’ho già detto; se parli con l’avvocato dell’azienda, che è un carissimo amico tuo e di tuo marito, puoi farti guidare a proporre le offerte più convenienti per accettare la separazione consensuale; devi sperare che Giancarlo sia in tempo per cambiare la domanda; vai allo studio, firma la domanda consensuale, fissa con l’avvocato Cecere i punti dell’accordo e chiudi la partita; poi dovrai cercarti un compagno; e non sarà facile sostituire Ludovico; forse dovrai sperimentarne alcuni.”
“Dici bene tutto, tranne l’ultimo punto; non voglio sperimentare; se incontro quello giusto e decido di sperimentarlo a letto, lo faccio; se non sarò già certa, non azzarderò più un passo.”
“Senti, cara, adesso mi fai dormire? Domani dobbiamo lavorare, ricordi?”
“Va bene; grazie di tutto.”
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