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Telefonate pericolose · Cap. 2
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Capitolo 2 di 818 min di lettura

Telefonate pericolose 2 Ludovico, Ginevra e Loredana

Ludovico fa l'amore per un intero pomeriggio con la sua vogliosa segretaria; sua moglie decide finalmente di presentre domanda di assunine nella stessa azienda di suo marito, del suo amante e della moglie di lui, nonchè della segretaria, l'unica a sapere che lui staper trasferirsi altrove.

geniodirazza
1 anno fa · 291 letture · 0

“Davvero? Allora avrò l’abito più bello, regalatomi dall’uomo più grande che io abbia conosciuto.”

“Ragazza, torniamo al lavoro, adesso?”

Ginevra comincia a lavorare come segretaria del suo amante, ma non lega con le altre segretarie; ai punti di ristoro, quando le altre fanno circolo per spettegolare, è sempre emarginata; solo Loredana cerca di inserirla nella cerchia; l’argomento dei pettegolezzi sono ovviamente le tresche che si stringono nell’ambiente di lavoro; molte volte sente parlare di Ludovico e del suo grande amore; è quasi naturale chiedere a Loredana perché suo marito desti tanto interesse.

“Ginevra, tu non sai niente né di fabbrica né di tuo marito; tutte sappiamo che il tuo capo è anche il tuo amante; sei tu che non sai che nessuno ha mai accettato le avances che fa a tutte perché è un parolaio e un pallone gonfiato; ma neppure sai che mi invidiano tutte perché sono l’unica che è andata a letto con Ludovico; tutte vorrebbero, come me, avere almeno una serata a cena con lui e poi a fare l’amore da dio.”

“Diamine, anche le amiche al bar sembrano sbavare per lui; che diavolo ha il suo modo di fare l’amore?”

“Chiedilo a Esmeralda; lei lo ha incastrato a sua insaputa … “

“Scusa, Esmeralda, quand’è che hai incastrato Ludovico?”

“Sei gelosa retroattivamente?”

“No; non so nemmeno di che si tratta … “

“Ricordi per caso, due anni fa, quella festa in maschera nella villa in collina?”

“Certo; ricordo che ero mascherata da Arlecchino; mio marito aveva un costume da cavaliere … “

“ … e fu concupito da una dama del Settecento nel chiostro del giardino … “

“Tu come lo sai? Lui me ne parlò come di un fatto a sorpresa e si pentì molto di avermi tradita.”

“Quella dama ero io!”

Il mormorio è confuso; dichiarare davanti alla moglie che aveva fatto sesso con suo marito, per le altre obiettivo difficile, rende poco credibile il racconto; Ginevra le chiede di mostrare l’ombelico; l’altra, perplessa, solleva il top e mostra l’ombelico sotto il quale spicca il tatuaggio di una rosellina.

“Confermo ufficialmente che Esmeralda ha fatto sesso con mio marito in quella serata … Ludovico non ha dimenticato mai e ricorda sempre quella ragazza con la rosa tatuata sotto l’ombelico; complimenti; è stata la copula bella che racconta lui?”

“Bella?!? Indimenticabile, vorrai dire; anni dopo, ancora mi sento sventrare da una piuma!”

“E’ stato così particolare?”

La curiosità scatta e tutte vogliono sapere.

“Quando lo vidi con sua moglie, innamorata come ero del nostro capo, decisi di provare a concupirlo, nonostante lei; ce ne volle, ma riuscii a farmi accompagnare in giardino; lo baciai credendo di sconvolgerlo e dopo due secondi ero lì che sbavavo sotto la sua lingua che mi inondava la bocca, mentre il suo sesso meraviglioso mi batteva come il batacchio d’una campana sul ventre; i costumi favorivano il contatto e dopo due secondi colavo come una fontana.

Decisi che volevo farci l’amore, a costo di essere licenziata; mentre mi faceva risuonare in testa le campane coi suoi baci sul seno, allungai la mano e sentii il fallo; giuro che c’era da svenire; una mazza meravigliosa, dolcissima; gli aprii con difficoltà i pantaloni e me ne impossessai; lui mi succhiava i capezzoli, mi leccava le aureole, mi mandava in paradiso; giuro che ho sentito il suono delle arpe angeliche, quando infilò la mano sotto le gonne e mi afferrò la vulva.”

“Che diavolo aveva di così particolare?”

“Non chiedere, ragazza; non ci sono risposte; io l’ho vissuto qualche sera fa; quando ti tocca il clitoride, dai di matto, riesce a procurarti orgasmi che non troverai mai più; tu ne sai qualcosa, Ginevra.”

“Per otto anni ha passato almeno tre ore della serata a titillarmi, prima di sbattermi dentro il suo mostro!”

“Non l’hai neppure sentito, nemmeno quando di sfondava e ti lacerava tutta … “

“E’ stato così anche per te, Lory?”

“Si; e quando ti sussurra anche una volgarità ci mette tanto amore che non vorresti tacesse mai.”

“Zitte voi, che ci avete fatto l’amore in un letto; lasciate parlare Esmeralda, perché lei ha vissuto la sveltina che ciascuna di noi vorrebbe … ragazza, continua e farci godere mentalmente!”

“Cosa vi posso raccontare? Quando ce l’hai vicino perdi il senso della realtà, lui è amore puro che ti scatena i sensi; non c’è né amore né sesso, è un tutt’uno che ti sballa; anch’io sono stata riempita e dilatata da lui; non ero una verginella e ne sapevo di sessi; ma quello giocava coi miei punti erogeni come un batuffolo per il talco, come un cuscinetto per la cipria, come una piuma d’oca; mi ricordo solo che ero in estasi, mentre lui mi penetrava, stesa per terra, in un chiostro buio.”

“Quindi ti eri innamorata?”

“No; io stavo facendo, anzi credevo di fare, solo sesso occasionale; era lui che ci metteva tanto amore che ne venivo coinvolta senza neppure rendermene conto chiaramente … “

“Ora capisco anche Nicoletta … “

“Ginevra, chi è Nicoletta?”

“Una mia amica del bar; l’altra sera disse di avere ricattato Ludovico e di essersi fatta possedere da lui nel bagno; noi non le credemmo ma anche lei disse che in una copula veloce le aveva fatto vedere il paradiso. Ma non capisco come abbia potuto costringerlo a copulare in un bagno.”

“Cara mogliettina odiata, da me soprattutto, deve avere scoperto chi è la donna che ama e per tacere lo ha obbligato ad accoppiarsi; solo per difendere quel segreto il mio capo cederebbe ad un ricatto.”

“Tu sai chi è la donna che ama?”

“Certo che lo so; che segretaria sarei, se no? Ma non ti dirò mai niente perché noi i segreti sappiamo difenderli; l’unica cosa che ti posso dire, per rispetto ad una cordiale nemica, è che stai sbagliando tutto e l’hai perso, forse per sempre.”

“Lory, perché non mi dici tutto quello che sai?”

“Perché tu ti sei rovinata da sola; perché non ci sono margini di ricucitura; perché tu continui la tua storia con quell’ameba; perché io adoro il mio capo e sono con lui, contro di te; ho un milione di perché, se non dico tutto; potresti e dovresti essere tu a capire e a cercare i ripari prima della frana … “

“Se non si abbassa ad ammettere che valgo più di lui in qualcosa, può anche andarsene col suo nuovo amore!”

“Lo farà, Ginevra; anzi, sta per farlo … Ho detto già troppo … Esmeralda, ma gli hai mai detto niente di quell’episodio?”

“E se poi mi fa licenziare?”

“Sei proprio scema; Ludovico, l’uomo più intelligente e generoso del mondo, ti farebbe licenziare perché gli confessi che avete avuto una serata d’amore? Posso parlargliene io?”

“Se mi fa licenziare, ti ammazzo!”

“E se si ricorda di te con gioia?”

“Ti offro una pizza!”

Mentre stanno rientrando alle scrivanie, Ginevra la ferma per chiederle.

“Sai qualcosa sul fatto che sta per lasciarmi?”

“Non devi interrogare una maga; ti resta pochissimo tempo, se vuoi salvare qualcosa; ma ci vuole tanta, tanta, troppa umiltà e tanta intelligenza; se vuoi, puoi salvare il matrimonio; se non lo fai, considerati libera e sforzati di vivere con uno stipendio mensile che oggi ti basta per una reggiseno e uno slip combinati.”

“Che ne sai tu dei miei combinati?”

“Li paghi tu? … No, li pago io dai suoi conti; il tuo stipendio non basta per una confezione, credimi!”

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geniodirazza

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