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Telefonate pericolose · Cap. 2 — Telefonate pericolose 2 Ludovico, Ginevra e Loredana
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Telefonate pericolose 2 Ludovico, Ginevra e Loredana

Ludovico fa l'amore per un intero pomeriggio con la sua vogliosa segretaria; sua moglie decide finalmente di presentre domanda di assunine nella stessa azienda di suo marito, del suo amante e della moglie di lui, nonchè della segretaria, l'unica a sapere che lui staper trasferirsi altrove.

geniodirazza
1 anno fa · 3.934 parole · 18 min
291 letture

Si fermano in estasi e si godono la dolcezza del fallo in vagina; lei non si sente da nessuna parte; è viva solo là dove i due corpi sono fusi; ama senza riserve quel corpo che la solleva ad un paradiso mai ipotizzato; lui si limita ad avvertire il piacere di lei pulsare intorno al sesso dai muscoli della vagina che lo accarezzano, lo stringono, cercando di ‘mungergli’ l’orgasmo che lei vuole ad ogni costo e che lui trattiene perché ancora non sa se può liberamente; glielo chiede e lei lo rassicura che è protetta.

“Se anche non lo fossi, sarei felice di avere un figlio da te.”

“Non pensi alla responsabilità che dovrei avere io, poi?”

“Se avessi da te un regalo così definitivo, non te lo direi neppure; sarebbe solo e per sempre mio.”

“Se non mi giuri che non rischi una maternità imprevista, mi fermo e smettiamo!”

“L’utero è mio e me lo gestisco io; ti dice niente questo slogan? Sono protetta, non c’è rischio; ma non essere stupido; se voglio un figlio da un uomo e ci faccio sesso, anzi ci faccio un amore così immenso come quello con te, non ti carico certo di nessuna responsabilità; l’unico tuo dovere, adesso, è di farmi ancora sentire gli angeli del paradiso che ho appena sfiorato; poi mi dovrai sfondare dappertutto, solo quando mi avrai distrutta d’amore, ti lascio andare e torno ad essere la ‘signorina Loredana’ che ti stampa le fotocopie; ti è tutto chiaro, amore mio?”

“Ti odio, maledetta; se fosse successo una decina di anni fa … “

“Stupidone, dieci anni fa non ti potevi permettere una segretaria innamorata; prendimi e non chiacchierare.”

Passano la serata a fare l’amore; davvero lei gli chiede di penetrarla in tutti i modi, anche se la penetrazione anale le costa qualche doloretto; è così coinvolta nella passione che non se ne rende quasi conto; quando decidono che quell’incontro può bastare a dirsi l’amore che non si sono confessati per tanti anni, lui la riaccompagna a casa, con l’impegno che tutto resterà tra i ricordi più belli; si dirige al solito bar della solita combriccola, dove sa per certo che si stanno dicendo le solite cose.

Stavolta le chiacchiere non sono le stesse, perché Nicoletta ha confessato di avere fatto sesso in bagno con Ludovico, la volta precedente; ed ora le Erinni sembrano assatanate e tutte desiderose si assaggiare il ‘mostro’ di cui la donna ha parlato; glielo dice sua moglie che lo invita, apertamente, a ricambiare le corna; lui risponde che ha appena concluso una copula che è andata avanti tutta la sera, con una ragazza meravigliosa ed innamorata.

Come era prevedibile, sua moglie dichiara che sono solo fandonie per non ammettere che ama solo lei e non accetta di copulare con altre; Nicoletta gli fa osservare che con lei l’ha fatto; ‘è stato solo un’occasione pazza’ è il commento di lei che non accetta di ammettere che qualcosa si è rotto, nel matrimonio; Ludovico l’avverte che è stanco e che desidera andare a casa; se lei vuole ancora trattenersi, cercherà chi l’accompagni; dopo qualche esitazione, lei va con lui; ma tacciono per tutto il percorso.

Va a dormire nella camera degli ospiti e chiude a chiave la porta; Ginevra alza la solita coda ritta e si ritira in camera; la mattina seguente, alle sette, lui è sveglio e prepara il caffè; sua moglie è quasi altrettanto pronta; comunica che andrà con lui in ufficio per presentare la domanda di assunzione che lui le ha suggerito; coglie che deve essere stata convinta da qualcuno di cui si fida, ma non apre il dialogo perché non vuole obbligarla ancora a mentire e a vantarsi; il silenzio fra loro si taglia col coltello.

Arrivati in fabbrica, lei lo segue nel suo ufficio.

“Ciao Lory, come stai?”

“Ciao Vico, meravigliosamente! Buongiorno signora!”

“Le segretarie qui chiamano per nome i dirigenti?”

“Loredana non è un’impiegata qualsiasi, è la mia segretaria ed ha tutta la mia stima, l’amicizia e anche un poco di affetto.”

“E’ lei la donna che ami tanto?”

“No, signora; si sbaglia; io amo Ludovico; lui ama un’altra che non c’entra con l’ufficio o con la fabbrica.”

“Tu sai chi, allora.”

“Se anche lo sapessi, è un segreto ed io sono per l’appunto custode di segreti che non rivelo a nessuno.”

“Ti amano così tutte le impiegate?”

“Signora, non tutte; moltissime; se Ludovico non fosse così tenacemente sposato e fedele, anche se non credo che sia più a lei che si possa dedicare; se non fosse restio, adesso lei vedrebbe una fila di donne in attesa di ricevere almeno un gesto d’amore dal mio meraviglioso capo.”

“Sono tutti così indisponenti, qui, gli impiegati?”

“Perché non fai quello per cui sei venuta? Se ti va bene, lo scopri direttamente.”

“Non mi aiuti? Non mi guidi?”

“Per sentirmi accusare di un’altra prevaricazione? Grazie, no!”

“E’ vero; non ci avevo pensato … “

“Il giorno che penserai, io sarò vittima di un meteorite.”

“Sempre il solito cafone. Loredana mi può accompagnare lei all’ufficio personale?”

Loredana lo guarda per sapere se può; lui le fa cenno di andare.

“Decidono tutto i capi, qui?”

“Ginevra, se accetti quel lavoro, cerca di ricordare che le gerarchie si rispettano e le ribellioni significano licenziamento e impossibilità di trovare altri lavori.”

“Vico, scusami; ma tua moglie è qui per il posto di segretaria? Devo temere di perdere la mia destinazione?”

“Che cosa? Noooo, tesoro mio; lei ha già un dirigente davanti al quale si piega a novanta gradi molto volentieri!!!!!”

“Che significa questo discorso? Io non mi piego a nessuno!”

“Come fai a praticare coito anale? Lo fai in piedi o supina’”

“Cafone! Andiamo a quest’ufficio, signorina!”

Quando rientra, Loredana gli chiede perché sia stato tanto duro con sua moglie.

“Ha deciso con chi lavora?”

“Lo avevi predetto, con Enrico, il suo amante.”

“Lo sai già?”

“Lo sanno tutti; ormai è chiaro che fra voi è finita; per questo è stupido che ti ostini a trattarla male; divorzia; farai felici tante persone … “

“Ti sbagli; saremo felici solo io e Gaia.”

“Peccato! Sai quante ti vedrebbero volentieri libero e disponibile?”

“Qui in azienda?”

“Si; ma anche altrove, per quel che ne so; pare che fra le amiche di tua moglie si sia creato un certo fermento … “

“Lory, se ti confido un segreto, mi prometti la massima riservatezza’”

“Ti ho mai dato motivo di dubitarne?”

“No, ma questo è particolare, riguarda la mia vita privata … “

“Se non ti fidi, non parlare … “

“Dai, non essere stupida; io non resterò ancora a lungo qui.”

“Che significa?”

“Ho avuto un’offerta favolosa per andare a fare il supervisore per una multinazionale in Abruzzo; aspetto da un giorno all’altro la convocazione; ho chiesto a Gaia di venire con me; chiederemo il divorzio e faremo famiglia altrove.”

“Sono felice per te; ma io?”

“Tu sei in gamba; sarai la segretaria di chi prenderà il mio posto e ti farai valere.”

“Già; mi mandano un cretino e dovrò sopportarlo!”

“Ti manderanno uno nuovo ed inesperto; tu lo farai crescere e diventerai indispensabile; ma forse qualcuno dei capoccioni si renderà conto che deve promuoverti e diventerai responsabile di un ufficio delicato e importante.”

“Tua moglie sa di questo?”

“Solo tu sai; se viene fuori prima del tempo, saprò con chi prendermela.”

“Ti odio, come tutte le donne abbandonate; ma sono contenta, per te e per Gaia; vi meritate un poco di felicità, stupido amore mio.”

“Quando ti sposi?”

“Forse il prossimo autunno; tu non ci sarai, immagino.”

“Come farò per essere presente in spirito?”

“Mi manderai un regalo indimenticabile.”

“Hai già scelto l’abito da sposa?”

“No; ci vogliono tanti soldi e devo regolarmi.”

“Se mi convocano alle condizioni che hanno detto, ti regalerò l’abito più bello, che sceglierai tu stessa.”

“Stupido! Non sai che un abito bello costa migliaia di euro?”

“Certo. Sei tu che non sai che la liquidazione da qui varrà milioni e che il nuovo stipendio è a quattro zeri.”

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