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Erotika
Emigranti · Cap. 8
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Capitolo 8 di 9 21 min di lettura

Emigranti – Trenta anni dopo 2

Oltre a scopare col figlio dl suo antico amante, la signora incontra un vecchio amico dello stesso , già a quel tempo evidentemente frocio, che la scopa anche se gay o, come lei preferisce pensare, da bisesuale abituato a prendere più che a dare; i due amanti le riproponngono intero l'amore che visse alla sua prima esperienza vitale

geniodirazza
1 anno fa · 309 letture · 0

“Ma scherzi?!?! Era insensibile e spietato. Fa’ conto che un’infinità di volte, mentre me lo metteva in mano, in bocca o nel sedere, si eccitava parlandomi delle ‘vedove bianche’ che al momento lo richiedevano e mi descriveva nei particolari quello che facevano; più ancora, mentre pompava con rabbia nel mio sedere, mi descriveva che cosa avrebbe voluto fare a quelle che ancora non gli si erano concesse.”

“Quindi, ti ha penetrato anche parlando di come voleva copulare con me … “

“Non puoi immaginare neppure quante volte! Eri diventata quasi la sua ossessione; ormai ogni giorno, da quando ti eri sposata, non faceva che contare i minuti che ci separavano dalla partenza di Antonio per potere avere campo libero con te.”

“Lo so, perché anche quella volta che vi ho ascoltato sul terrazzo parlò della cosa con estrema convinzione e ti confesso che non riuscivo a capire se stesse eiaculando perché ti pompava nel sedere o perché già sognava il mio, di sedere.”

“Un po’ tutte e due le cose; ma lui non aveva sensibilità e il mio sedere poteva anche identificarsi col tuo che non conosceva.”

Seba aveva ascoltato tutto e se ne andò stravolto; ma non me ne curai: in fondo, l’aveva meritato.

“A proposito di culi indifferenziati, ti è mai capitato di fare sesso anale con una donna?”

“Strana domanda. … Si mi è capitato e non me ne sono mai pentito; ma tu hai fatto quest’esperienza?”

“Si, ho provato anche questo: mi incuriosiva il fatto che uno, assolutamente e totalmente passivo, in certe occasione si eccitasse e penetrasse il compagno che, teoricamente, avrebbe dovuto essere solo attivo. Una sera andai in camera con tutti e due e, quando furono ben eccitati, il primo penetrò il secondo; io mi misi davanti, a trenino, e me lo presi nel sedere. Alla fine, al mio amico per poco non prendeva un infarto per avere penetrato una donna. Ma credo che siano solo pregiudizi; il piacere ha altre vie.”

“Stai suggerendomi una soluzione a tre?”

“Se si trovasse un terzo valido e disposto … “

E mentre lo dicevo, il mio sguardo andava a Sebastiano.

“Mi pare che il tuo obiettivo sia assolutamente fuori portata non è suo padre …”

Commentò Peppino.

“No, è meglio e peggio …“

“Che vuoi dire? E che ne sai?”

“Voglio dire che è meglio perché ha una dotazione che è una volta e mezza quella del padre, la sa usare meglio, apprende rapidamente e si adatta al nuovo. E’ peggio perché ha ancora una fodera di pregiudizi nel cervello e tocca a noi fargli chiarezza.”

“Scusa, ma tu che ne sai?”

“L’ho provato ieri sera, cominciando proprio da qui dove siamo adesso … e credo che stia maturando una coscienza e una conoscenza diverse …”

“Complimenti!!!! Sei veramente sorprendente! Posso fare un pensierino sulla tua ipotesi?”

“Quanto vuoi; e, quando avrai trovato una risposta, quale che sia, io sono disponibile: ho voglia di provocarti e di coinvolgerti.”

“E dici che questo non è amore?”

“Per il sesso, non per te; ed è anche amore per il piacere e per la curiosità nel piacere. Adesso vado a riposare. Ciao!”

“Vado a riposare anch’io. Ho la suite proprio accanto alla tua; ma mi trattengo a bere ancora un poco.”

Seba si è avvicinato con un’aria meno ostile e più incuriosita.

“Vado a riposarmi qualche ora; se per le sei e mezza non mi vedi giù, mi fai la cortesia di svegliarmi?”

“Ti porto anche il caffè, se non scendi prima?”

“Grazie, sei un tesoro. Ti lascio la porta aperta così sei libero di entrare.”

“Ciao”

Ed esco facendo un occhiolino a Peppino che sorride sornione.

Rientrata in camera, vado in bagno per struccarmi e lavarmi; indosso la solita vestaglietta di seta e mi stendo sul letto; mi libero anche della vestaglia e mi accarezzo un poco tutto il corpo.

Mi accorgo che ho copulato bene, per essere una vacanza; ma soprattutto che ho fatto le cose quasi come in un pellegrinaggio, esattamente quello che non volevo accadesse.

Però, a parte le emozioni legate agli appartamenti in sé e alla storia che raccontavano; a parte l’incontro inatteso con Donatella, le scopate con Seba sono certamente conseguenza del legame che inevitabilmente ho ancora con le mie radici.

E questo vale anche per Peppino, che certamente è improbabile come obiettivo sessuale, ma che comunque mi richiama alla mia vita passata.

Tutto, però, in questo viaggio sa di ricordo, di recupero, di vendetta o chissà ancora che; e non posso sottrarmi al piacere sensuale di godermi le situazioni, le persone, le parole e tutte le suggestioni intorno.

Penso alla prospettiva di serata e mi sorprendo a ipotizzare scene straordinarie di rapporti multipli per mettere insieme il passato e il presente, i protagonisti veri e i loro surrogati, il piacere del sesso e la voglia di recuperare quello che si pensa di aver lasciato dietro lo spalle.

Insomma, l’idea del membro di Seba che si incontra col sedere di Peppino e che tutti e due i loro membri si incontrano con la mia vagina e il mio sedere mi manda in brodo di giuggiole.

Mi trovo con la mano che ravana nella vulva quasi senza accorgermene e, quando ne prendo coscienza, mi do da fare a masturbarmi con infinita sapienza.

Mi interrompe il rumore della porta accanto che si apre: deve essere Peppino che va nella sua suite; non è solo, perché parla con Seba ma il tono è amichevole, quasi affettuoso: forse si sono chiariti.

Mi piacerebbe che il sogno si realizzasse.

Su questa dolce suggestione cado lentamente in deliquio e sprofondo nel sonno.

Mi sveglia l’odore dl caffè e, quando apro gli occhi, mi vedo completamente nuda sdraiata di traverso sotto lo sguardo acceso di Seba che mi fa.

“Ben svegliata; il caffè è pronto!”

Mi sollevo a sedere e per un attimo appoggio una mano sulla sua patta già gonfia in maniera evidente; mi ritraggo subito e prendo il caffè.

“Forse è meglio aspettare stasera!”

Mi dice con aria complice e discretamente esce dalla camera.

Sorseggiando il mio caffè, vado in bagno e mi ficco sotto la doccia; una sferzata d’acqua fresca è la sveglia migliore dopo un riposo pieno; per vestirmi decido di partire dal presupposto che la serata sarà piena e intensa: solo un abito lungo, di seta, legato in vita da una cinta della stessa stoffa che parte dai due lembi, attraversa la stoffa in un’asola e si richiude davanti; sotto, niente reggiseno, niente mutande; in pratica, se si scioglie il nodo della cintura, io rimango nuda completamente; ma è così disponibile che voglio essere stasera.

Scendo le scale tra gli sguardi più che ammirati di tutti, ospiti e personale, e qualche commento più o meno contenuto che sottolinea l’effetto della mia mise; Peppino è già al bar.

“Allora, che progetti hai? Ceniamo qui o hai altre ipotesi?”

“Facciamo tutto qui.”

La risposta contiene tutte quelle che avrei potuto desiderare: cena e dopocena in hotel; ‘con Seba’ speravo tra me e me; ma non potevo avere nessuna certezza.

“Prendiamo un aperitivo?”

“Si, ma andiamo a berlo in saletta.”

Peppino è decisamente una persona squisita e mi fa sentire bene; ci andiamo a sedere sull’ormai ‘solito’ divanetto per due e Seba viene a portarci da bere; in quel momento, Peppino viene convocato nell’ufficio e per qualche momento restiamo io e il giovanotto.

“Allora?! Cosa ne pensi?”

“Di cosa?”

“Non cercare di fare il furbo con me: so già che sei pieno di pregiudizi e che molte cose ti sono apparse sotto una luce completamente diversa. Adesso cosa ne pensi?”

“Posso raccontarti qualcosa di molto intimo?”

Faccio una smorfia per dire che parli liberamente

“Stamattina ho avuto una lunga chiacchierata con mia madre. Le ho detto che sapevo tutto della storia tua e di papà, le ho detto che ho fatto l’amore con te; si è inviperita e mi ha quasi aggredito; le ho confessato che farlo con te era stata solo un’alternativa a farlo con lei. Quasi non ci credevo; mi ha messo le mani nel pantalone e ha preso il mio sesso; senza parlare, le ho catturato la vulva da dentro alle mutande e ho voluto che ci masturbassimo a vicenda, esattamente come ho fatto con te ieri sera. Stasera, se non torno tardi, o al massimo domani mattina finalmente ci copulerò e credo che sarà il giorno più bello della mia vita.”

“Ne sono convinta e sono felice per te; credimi, a queste condizioni, non devi neanche pensare di tradire la tua fidanzata; ma lei è meglio che non sappia; non capirebbe. Invece è giusto che tu abbia capito e che abbia scelto per quello che a te pare il meglio.”

“Sai, ho parlato anche con Peppino; non riuscivo neppure a immaginare che ci fosse stata tanta intensità di rapporti tra lui e mio padre - che, detto tra noi, si è comportato veramente da porco, con lui, con te e con mia madre: ma questo è un altro discorso -; mi ha chiesto se stasera ero disposto a un incontro a tre con te e con lui; gli ho detto di si.”

Prendo una sua mano e me la porto sotto il vestito fino alla vagina.

“Sono così felice che, come puoi constatare, mi bagno solo a pensarci.”

“Ma sei completamente nuda!!!!”

“Certo, vi sto già aspettando.”

Peppino rientra e Seba educatamente si ritira.

“Problemi?”

Gli chiedo.

“No, l’avvocato sarà qui domani dopo pranzo ed ha carta bianca per chiudere con te; ho detto che ci sarò e valuteremo insieme.”

“Grazie, sei proprio un caro amico.”

Mi sporgo a baciarlo sulla guancia e faccio in modo da scivolare per un attimo sulle labbra, che accennano ad aprirsi.

Prima di andare avanti…

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