Vai al contenuto
Erotika
Emigranti · Cap. 3
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 3 di 9 17 min di lettura

Emigranti 3

La ragazza, da ingenua, si trasforma i eserta scoatrice, aiutata dagli insenamenti di un forestale e di un maschio che lei ha puntato e che sarà il suo amante per tutto il tempo in cui suo marito sarà emigrato in Svizzera

geniodirazza
1 anno fa · 353 letture · 0

Emigranti 3

Naturalmente, dopo l’esperienza con Genny, la mia vita matrimoniale non fu più la stessa.

Intanto, passavo molto tempo in bagno a titillarmi la vulva come avevo imparato; e mi procuravo orgasmi violenti che a volte rischiavano di essere chiari a tutto il condominio per le urla che lanciavo godendo.

Di più, avevo appreso - indirettamente e casualmente - che tutta una serie di ortaggi potevano essere utili a sostituire un membro in certe funzioni.

Il godimento maggiore allora era masturbarmi con una carota, o con uno zucchino o con un cetriolo e poi servirlo in insalata ad Antonio, in maniera che almeno assaggiasse un vago sapore della vulva che maltrattava senza farla godere.

Perché, in realtà, lui non aveva mosso di un millimetro le sue abitudini: ogni notte mi montava addosso due o tre volte, infilava il sesso nella vagina, eiaculava e si addormentava; inutilmente avevo tentato di infilare in mezzo una mano per tentare di stimolarmi il clitoride mentre mi prendeva; anche pensare al sesso di Genny, mentre prendevo dentro il suo, non valeva.

Con pochi colpi veloci, arrivava all’orgasmo e se ne andava.

Ormai il desiderio di un rapporto convincente diventava quasi necessità fisica.

Purtroppo, Genny non era disponibile.

Per scelta categorica e prudenziale, non tornava mai ad incontrare le ragazze che aveva ‘svezzato’ col rischio di creare situazioni pericolose; Donatella fu chiara ed esplicita: se volevo ancora sesso, dovevo procuramelo altrove.

L’idea di sedurre Nicola non era molto peregrina, ma troppe indicazioni - implicite ed esplicite - segnalavano che era un giovanotto non molto affidabile e che, se non c’erano tutte le garanzie di segretezza, era meglio rinunciare.

Dalle ‘voci di piazza’ avevo saputo che qualche paesana aveva trovato sfogo con i ‘forestali’, agenti inviati periodicamente sul territorio con funzioni di controllo; ma le stesse voci aggiungevano anche che per qualcuna era finita assai male, quando i paesani se n’erano accorti, soprattutto per l’odio che tutti provavano per i ‘controllori’ che impedivano di andare nel bosco per legna, per frutti o per piccola caccia.

L’idea di sedurre un ‘forestiero’ però mi allettava parecchio, pur rendendomi conto dell’enorme pericolo che rappresentava.

E, comunque, meglio non pensarci perché non era ancora stagione di controlli e quindi di forestali neanche l’ombra.

Ma, come è noto, spesso il diavolo ci mette la coda; e, una mattina che ero andata per frutti nel bosco intorno al paese, il forestale apparve lì, con la sua bella divisa, mentre orinava allegramente dietro a un albero.

Ero troppo lontana, quando apparve; e non riuscii neppure a capire cosa stesse facendo; ma l’apparizione mi sembrò quasi un segno del destino e, istintivamente, presi ad ancheggiare mentre mi avvicinavo.

“Ciao, bella, dove vai?”

“In giro …“

“Scommetto che cerchi frutti vietati”

“Frutti?! Che frutti?”

Intanto eravamo arrivati ormai a contatto.

“Quelli che ti fanno così bella e soda”

Nel dirlo, il forestale aveva allungato una mano sul sedere che aveva palpato voglioso.

Sentii una vampa montarmi dalla vulva al cervello.

Allungai a mia volta una mano verso la patta e palpai il verga da sopra i pantaloni.

“Si vede che ne fai uso anche tu.”

L’altro non ebbe esitazioni: aprì la lampo e tirò fuori una mazza assolutamente fuori misura.

Lo guardai ad occhi sbarrati: ancora barzotto, il membro raggiungeva una misura ragguardevole, ma soprattutto era enorme la circonferenza che raggiungeva la dimensione di una lattina; con molta esitazione lo presi alla radice e lo sentii gonfiarsi nella mano; istintivamente, presi a masturbarlo e in un attimo me lo trovai immenso nella destra, totalmente scappellato e sormontato da una cappella di diametro surreale.

Il forestale non aveva perso tempo e, sollevata la gonna, si era infilato nelle mutande andando ad artigliarmi la vulva in cui aveva inserito due dita tozze e nodose che presero a titillare grandi labbra, vagina e clitoride insieme: ebbi un primo leggero orgasmo e, d’istinto, cominciai a menare il membro in una sapiente masturbazione.

Andammo avanti qualche minuto, lui a stimolare vulva con due dita dentro, mentre il pollice accarezzava l’ano e lo forzava delicatamente e io a mandare su e giù la pelle del sesso in una masturbazione magistrale; a un certo punto lui sussurrò.

“Attenta, sto per venire”

Raccomandai.

“Aspetta dammi tempo di venire anche io.”

L’altro accelerò il movimento della mano nella vulva.

“Ecco … ecco … vengo!”

Sussurrai e ci lasciammo andare insieme all’orgasmo.

Guardai ammirata l’asta che la mia mano sosteneva ma che copriva solo per una piccola parte e rimasi incantata ad osservare il primo spruzzo di sborra che andava a schiantarsi ad almeno tre metri da noi, seguito da altri cinque /sei spruzzi di pari intensità.

Quando ci ricomponemmo.

“E’ stato bello, ma io qui non ti ho mai vista”

Ammonì il forestale.

“E io non ci sono mai stata”

Ribadii, conscia solo adesso del pericolo corso.

Scappai via leggera ed allegra: vedere e toccare un sesso così grosso mi era piaciuto e anche molto; e me ne tornavo contenta di avere finalmente fatto qualcosa per la mia vulva, per me stessa.

Ma la gioia durò solo per poco.

Quando, a sera, Antonio mi salì addosso per la prima montata della notte, non potei sottrarmi ad un senso di fastidio; istintivamente, mi rifugiai nel ricordo di quel membro meraviglioso che avevo stretto per pochi minuti nella mano; mi tornò la visione dello schizzo di sperma ‘sparato’ a tre metri da noi e mi prese la nostalgia di sentirne almeno il sapore.

“Non tanto, ma almeno una leccata potevo darla.”

Riflettevo fra me e me; e decisi che la prossima volta non sarei stata così stupida; se necessario, mi sarei anche fatta sfondare il sedere da quella lattina!

L’occasione non arriva se non te la vai a cercare; ed io l’occasione per quel sesso volevo cercarla.

Per questo tornai ancora nel bosco, per frutti, nei giorni seguenti; purtroppo, sempre senza incontrare nessuno. Intanto, cercavo di capire come avrei potuto ‘incastrare’ Nicola senza correre rischi o creare problemi.

Sapevo che aveva voglia di possedermi (e anche alla grande) ed ora ero anche certa che ‘io’ volevo copularci.

Il problema era trovare il modo, il tempo e il luogo, soprattutto il luogo perché era quello che poteva creare problemi di essere visti, di destare sospetti e insomma, di creare casini.

C’era una casa, poco fuori del paese, la cui proprietà era molto controversa e che, per molti versi, apparteneva anche alla mia famiglia; degli ultimi proprietari si erano perse le tracce nel secolare flusso di emigrazioni; da piccoli la usavamo per giocarci; ma, dopo che si ebbe notizia di un caso di pedofilia avvenuto in una paese relativamente vicino, avevamo avuto l’ordine tassativo di non avvicinarci mai a quel posto stregato e maledetto.

Con questa fama, era quasi l’ideale - adattandolo un poco - per riceverci una amante clandestino.

In una veloce ricognizione, mi ero resa conto che una saletta giusta c’era, con un pagliericcio con delle coperte, un bagno non molto schifoso e perfino qualche sedia.

Individuato il ‘dove’ si trattava di stabilire il ‘come’ per poi decidere il ‘quando’.

Non trovavo percorsi semplici per contattare Nicola e proporgli di copulare.

Immersa nei miei pensieri, tornai per l’ennesima volta a passeggiare nel bosco, ufficialmente alla ricerca di frutti e funghi, in realtà con la speranza di incontrare ancora il forestale col sesso meraviglioso.

Solo adesso mi rendevo conto che non ci eravamo detti neppure il nome, presi com’eravamo dalla libidine della doppia masturbazione.

Comunque, il sentiero pareva deserto e non era molto prudente avventurarmi troppo verso l’interno.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 4

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista