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Erotika
Emigranti · Cap. 7
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Capitolo 7 di 9 23 min di lettura

Emigranti - Trent’anni dopo 1

Trent'anni dopo la signora borghese che è diventata la ragazza ingenua di una volta torna al paese e ne percorre come in processione i luoghi e gli eventi; incontra i compagni di bagordi del suo antico amante e il figlio di lui che somiglia tutto al padre; ci scopa con un entusiasmo rinnovato come da adolescente

geniodirazza
1 anno fa · 333 letture · 0

Emigranti - Trent’anni dopo 1

Sono passati ormai quasi trent’anni da quando me ne andai da San Rocco ripromettendomi di non farci più ritorno.

Nei primi tempi, non riuscii a trattenermi dal farmi viva di tanto in tanto, almeno nelle occasioni importanti (feste, ricorrenze ecc.) ma non pensai mai di andare fin laggiù.

Dopo una decina di anni mi chiamarono allarmati per dirmi che mia madre stava morendo; per un attimo pensai di montare in macchina e andare per il funerale; ma dall’ufficio mi fecero presente che il momento era particolarmente delicato per il lavoro e questo, unito al ricordo ancora bruciante degli inviti ad ‘avere pazienza e sopportare’ che avevano condizionato la mia vita, mi fece decidere a rinunciare.

Lo stesso discorso è valso qualche mese fa, quando mi hanno comunicato che anche mio padre se n’era andato; ho pianto anche qualche lacrima cocente - soprattutto perché erano le mie radici che si spezzavano - ma mi sono convinta che è meglio non inficiare l’attuale situazione di benessere per un rituale ormai lontano dai miei interessi come un funerale.

In pratica, la memoria di san Rocco diventa sempre più sbiadita e sommersa in tanti altri ricordi.

Ma la convocazione che mi è arrivata stamane, corredata da un ampio e articolato dossier, mi pone davanti a quesiti di natura diversa e più pratica.

Ne ho parlato con un mio amico avvocato esperto di burocrazia e anche lui mi ha consigliato, prima di cestinare, di riflettere almeno un poco.

La lettera è di un avvocato di San Rocco (già il fatto che al paese ci sia ora persino un avvocato mi pone di fronte ad una realtà impensata) che per conto di una famosa agenzia immobiliare nazionale mi chiede di incontrarci per valutare l’ipotesi di vendere la casa dei miei genitori (che è in pratica diventata mia) e la mia parte della casa acquistata con mio marito Antonio (che non vedo da trent’anni e del quale ho perso qualsiasi traccia).

Secondo il mio amico, trattandosi di un’agenzia immobiliare con interessi nazionali, non è da escludere che possa permutare i due ‘beni’ di san Rocco con un appartamento in città dove la stessa agenzia ha molte importanti proprietà edilizie.

Sarà che il ‘vile denaro’ muove più di qualsiasi altra cosa; sarà che, in fondo in fondo, l’idea di tornare sui luoghi della mia infanzia non mi fa poi tanto schifo quanto io proclamo; sarà che l’idea di qualche giorno in montagna, sfruttando le ferie non godute che ho ancora a disposizione, può rivelarsi una scelta utile e opportuna; sarà chissà cosa, comunque decido di fare una passeggiata a San Rocco.

Trent’anni sono molti e pesano sui cambiamenti; me ne accorgo dal percorso stesso, in autostrada per la parte principale e, verso la fine, con una provinciale ben tenuta ed un percorso montano non molto tortuoso.

Più ancora, ho il senso di quanto le cose siano cambiate quando arrivo nei pressi del paese e scopro che lo sviluppo edilizio ha quadruplicato almeno il numero delle costruzioni e che molte gru indicano lavori in corso in ogni dove, mi ricordo solo ora dell’esplosione di turismo che ha interessato la zona e che, evidentemente, è arrivato fino a San Rocco.

E’ agosto, il mese degli emigranti rientrati, della festa patronale e insomma delle abitudini legate alla condizione di paese di emigrazione.

Ma non c’è niente di quello che ricordavo: una strada asfaltata entra nel bosco sul percorso dell’antico sentiero, vaste aree di parcheggio si aprono all’ingresso del paese e insegne multicolori di ristoranti, alberghi, discoteche e pubs colorano il paesaggio urbano.

Mi sento, a dir poco, stordita dalle novità che mi esplodono letteralmente in faccia.

La cosa che maggiormente mi colpisce, però, è l’indicazione ‘Hotel Casa degli Spiriti’ con 4 stelle, proprio sulla vecchia casa degli spiriti.

Mi ci dirigo decisa e scopro che l’impianto strutturale dell’edificio è stato conservato, anche se innumerevoli interventi lo hanno modificato, ampliato e arricchito fino a farne una residenza di lusso con annesso un enorme parcheggio per gli ospiti.

Sistemo la macchina e mi dirigo alla reception.

Quando vedo il giovanotto al bancone per poco non mi prende un colpo: è la copia sputata di Nicola come è rimasto nella mia memoria.

Penso a una strana coincidenza favorita anche dalla suggestione del posto e delle memorie che richiama; chiedo una camera e consegno il documento, che il giovanotto porta a qualcuno in un ufficio dietro.

Da lì sbuca una persona - a occhio e croce della mia età, più o meno - che mi chiede.

“Cristina …?”

Accenno di si con la testa.

“Ma tu sei la moglie di Antonio …”

Preciso

“Ex. Ex moglie, da quasi trent’anni”

“E non ti ricordi di me?”

Lo guardo con meraviglia: proprio non mi dice niente il suo volto.

“Carmine … non ti dice niente il mio nome?”

“Ah, si: tu eri il grande amico di Nicola insieme a Peppino e a Checco, mi pare.”

“Vedo che ricordi bene; sono proprio io; e, per colmo di sorte, sai chi è questo giovanotto?”

“Quando l’ho visto mi ha ricordato Nicola trent’anni fa.”

“E infatti e Sebastiano, figlio di Nicola, ed ha venticinque anni.”

“Ciao”

Gli faccio; il ragazzo accenna un sorriso e abbassa lo sguardo quasi timido.

“Sei qui per gli appartamenti?”

Mi chiede Carmine, annuisco.

Sparisce nell’ufficio e Sebastiano mi chiede del mio bagaglio; gli dico che è in macchina; mi consegna una chiave e mi dice che è al primo piano.

Carmine torna fuori dall’ufficio e dice al giovane.

“Cristina prende la suite ed è ospite dell’hotel per l’alloggio ed anche per il vitto”

Lo guardo stralunata, ma mi rassicura.

“ Mi hanno detto dalla Direzione che tutto sarà considerato nell’accordo che si farà per gli appartamenti.”

“Vuoi dire che l’Agenzia è proprietaria anche dell’hotel?”

“Si, in pratica ha fatto lei tutti i lavori di ristrutturazione nel paese e sta lavorando per recuperare altri immobili.”

Nonostante tutto, la risposta mi pare convincente e accetto la proposta.

Sebastiano mi accompagna alla camera e noto che, sul percorso, non smette di guardarmi il sedere e le tette; osservo anche che un bozzo di notevole grandezza gli si è disegnato sul pantalone; ‘avessi venti anni di meno …’ mi viene di pensare; comunque, accenno a sculettare mentre sento sulle natiche il suo sguardo di fuoco.

Entrati in camera, restiamo per un attimo fermi in imbarazzo ambedue.

Poi lui rompe gli indugi.

“E’ vero che lei ha avuto una storia con mio padre?”

“Mi sembra assai strano che non fai altro che guardarmi il sedere e le tette, mi chiedi se ho fatto sesso con tuo padre e continui a darmi del lei. Seba - sta per Sebastiano ma mi piace di più - se non ti decidi a darmi del tu e a chiamarmi Cris - che mi piace più dell’aulico Cristina ed era anche il modo in cui mi chiamava Nicola - io non accetto di rivolgerti la parola come persona ma solo come cliente.”

“Hai ragione, Cris; scusa; ma qui non usa ed io non osavo tanto.”

“Pace fatta. In quanto alla tua curiosità, si ho avuto un anno di grande passione e di sesso sfrenato con Nicola quando ancora non era tuo padre. Ma non abbiamo mai dato a quella storia un risvolto diverso dalla grande avventura di puro sesso.”

“Mia madre però è convinta che è stato per colpa tua che papà ci ha lasciato.”

“Mi dispiace per tua madre ma non sa neppure fare i conti: quando lei ha conosciuto Nicola, io ero andata via da San Rocco alcuni anni prima e nessuno ha mai saputo - e nessuno lo sa anche oggi - dove fossi andata. Quindi, mi dispiace per lei ma non c’è stata nessuna responsabilità mia nella vostra vicenda.”

“Ti piace molto il sesso?”

“Posso assicurarti che ne ho fatte di tutti i colori, anche con ragazzi della tua età; che non me ne sono mai pentita e che non ne intendo rendere conto a nessuno.”

Prima di andare avanti…

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