Mi dispiace dirlo, ma sai che non so tacere; temo proprio che la signora sia qui per rompere i coglioni come sempre; ma stavolta spero proprio che non trovi la solita anima pia che si fa sfruttare in cambio di qualche calcio in faccia che prima o poi vi rifilerà, alla prima prossima occasione.”
“Lory, per favore non essere dura come sempre.”
“Scusami, Nicoletta, in fondo non sono neppure cazzi miei; ma, credimi, sono stufa di vedere recitare sempre la stessa scena; purtroppo, secondo me, tua figlia non è cambiata, non vuole cambiare e non cambierà mai; lei è ancora quella della vita leggera contro gli imbecilli che preferiscono la pesantezza del lavoro; adesso, devi solo aspettare che ti racconti quali guai ha combinato per mezzo mondo e che alla fine versi le solite lacrime finte per intenerirti.”
Laura fa un cenno e dall’ombra si avanza un bel ragazzo di una trentina d’anni.
“Nicola, questa è mia madre e quel bambino è suo nipote-figlio; ti ho già detto che l’ho partorito io; ma ho rinunciato all’affidamento ed è stato assegnato al padre che mia madre ha sposato. Mamma, lui è Nicola, il mio fidanzato.”
“Il tuo fidanzato?!?!?! E’ la prima volta che usi una definizione del genere … “
“Si, Lory; ed è il primo segnale che sono qui non per combinare guai, come hai previsto in base all’esperienza che hai fatto; ma per chiedere aiuto, come hai detto bene; ho bisogno dell’aiuto del mio patrigno, se vuoi definirlo così, perché abbiamo bisogno di lui per mettere su famiglia.”
Loredana balza letteralmente in piedi, per la meraviglia della novità; Cornelia aguzza l’attenzione; il tono pacato e sommesso di Laura le suggerisce che davvero qualcosa di nuovo c’è, in quella donna.
“Marco è andato a comprare il gelato; dovrebbe essere qui a momenti; avete bisogno di rinfrescarvi, tu e Nicola?”
“Si, il viaggio non è stato semplice e il suo catorcio di automobile non ha nessun comfort; se non vi disturba, vorremmo anche metterci il costume e approfittare della giornata al mare.”
“Se parli con questo tono, è chiaro che siamo tutti pronti a chiederti scusa per l’accoglienza che ti ha riservato Loredana. Nicola, io sono Cornelia, psicoterapeuta e dipendente di Marco, il marito di Nicoletta e nume tutelare di Laura; lei è Loredana, da qualche settimana socia di Marco; non è come si è proposta; è un’amica meravigliosa, anche e soprattutto della tua fidanzata; la villa è affittata da Marco per se, per la famiglia e per le amiche del cuore; tu a questo punto sei, almeno provvisoriamente, della famiglia; muovetevi liberamente; il tuo, diciamo, suocero è persona straordinaria e non aggredirà Laura.”
“Grazie, Cornelia; lo so che Loredana è ben altra persona; mi è nuova la promozione, ma so che l’ha ampiamente meritata; da sempre è la vera suggeritrice di Marco ed è fin troppo leale e chiara; ma io le voglio bene e lei lo sa.”
“Già!!!! Infatti, per testimoniare la tua amicizia, hai abbracciato solo tua madre e hai ignorato i mobili intorno!”
“Perdonami; sono troppo emozionata!”
Abbraccia calorosamente le due donne e si apparta con il fidanzato in bagno; arriva intanto Marco, ma nessuno gli fa cenno delle nuove presenze, per non privarlo della sorpresa; poco dopo, i due escono dal bagno e lui rimane di sasso, soprattutto incantato dalla forma splendida di Laura che sfoggia un elegantissimo bikini minimo sul corpo statuario e abbronzatissimo; non pronuncia una sillaba e si limita a stringerla tra le braccia; forse è anche molto emozionato
“Ciao patrigno; sono ancora la tua pupilla?”
“Chi è questo bellissimo giovanotto? Quali nuove rogne mi porti?”
“Nicola, questo è Marco, marito di mia madre, padre di mio figlio, padrone e despota di un impero di cui le signore presenti, io compresa, sono l’harem privato; Marco, lui è Nicola, l’uomo di cui mi sono innamorata e che, se mi dai ancora il tuo aiuto, conto di sposare presto.”
“Sono felice di sentirti fare discorsi che non siano il sesso leggero; di che avete bisogno?”
“Io di un lavoro; Loredana ha perfettamente ragione; la mia laurea non serve a nulla se non ho la spintarella giusta; finora la mia ricerca ha ottenuto solo rifiuti e proposte oscene anche per me; lui è laureato in legge e abilitato alla professione; lavora in uno studio di negrieri che lo mettono a fare fotocopie per una miseria; se ci aiuti ad uscire da questo imbuto, svoltiamo e ti liberi di me.”
“Senti, Nicola, nel nostro ufficio legale c’è un posto che si è liberato da poco, perché un giovane avvocato ha scelto la libera professione; ti va di farti schiavizzare da tuo suocero per uno stipendio rispettoso del tuo lavoro?”
“Sai già che Loredana adesso ha facoltà di decidere al mio posto? Adesso la sua poltrona è quella accanto alla mia, dietro la scrivania del padrone e despota.”
“Ho saputo e ne sono veramente felice; è una donna eccezionale e riuscirà a pilotare anche nostro figlio ad essere despota come suo padre! Nicola, che ne dici?”
“Chi devo abbracciare, per ringraziare?”
“Abbraccia sempre e solo me; tu non sai quanto io abbia tiranneggiato il despota e quanta pazienza sa avere con me; gli potrei anche chiedere di mantenerci a sue spese, se fossi della pasta che vorrebbe lui!”
“Sfrondati i termini eccessivi, usati solo con affetto, credo di avere capito abbastanza; Loredana, posso darti del tu o devo chiamarti signora e usare il lei?”
“Un bell’uomo come te, se mi chiama signora, mi offende.”
“Lory, tra le grandi novità, ho imparato ad essere egoista e gelosa; non appuntare lo sguardo sul mio fidanzato; poi mi farai da testimone di nozze, ma ti comporterai impeccabilmente.”
“Ma io mi sposo prima, il prossimo autunno; e il mio testimone sarà Marco, a costo di portarlo all’altare con una pistola alla nuca.”
“Toglimi una curiosità; come mai non lo hai sposato tu?”
“Perché da sempre lui ama Nicoletta e sua figlia; siete in due; impossibile battervi! Parliamo di cose serie; c’è un nostro vecchio commercialista che a mesi va in pensione per limiti di età; te la senti di mettere le mani sul suo archivio, riordinarlo e rilevare tutta la sua attività? Marco, sto pensando al vecchio Attanasio; anziché cercare chi lo sostituisca, mando allo sbaraglio Laura; ce la fa sicuramente … ”
“E se va in crisi?”
“E noi che ci stiamo a fare? Le diamo una mano, rimettiamo tutto in ordine e abbiamo la certezza di un riferimento in famiglia.”
“Socia, adesso le decisioni le prendi tu … “
“Bene, è andata; ragazzo, tu alla fine delle vacanze vieni a lavorare da noi; Laura mette in ordine lo studio e inizia l’attività; manca qualcosa?”
“Sì; manca il peggio; Laura, Alberto è mio; tu il figlio te lo fai con Nicola; non dico che devi dimenticarlo; sei la madre naturale; ma guai a te se cerchi di riprendertelo; questo figlio sarà nostro per sempre. Chiaro?”
“Mamma, sono stata così pessima madre e tu sei stata così meravigliosa che puoi solo avanzare tutti i diritti; è chiaro che voglio vedere spesso il mio bambino - fratellastro; ma non muoverò un dito per sottrartelo; con quello che abbiamo passato, anzi con quello che ti ho fatto passare, è il minimo che ti devo; una sola cosa non è cambiata in me; vi voglio bene, in modi diversi, a tutti, a te sopra ogni cosa, al mio amore di sempre Marco, a Loredana che è stata il fantasma presente a correggermi e a rimediare e a Cornelia che pesa più di quanto vorrei ammettere. Voglio cominciare un nuovo capitolo.”
“Con una lunga e bella vacanza in panciolle, arrangiata perché adesso siamo in troppi per la villa, ma, finalmente, felici.”
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