Vai al contenuto
Erotika
Arroganze e prevaricazioni · Cap. 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 2 di 11 15 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 2 - A - Nicoletta 2

Nicoletta rompe gli schemi ma passa il testimone a sua figlia Laura

geniodirazza
1 anno fa · 372 letture · 1

Arroganze e prevaricazioni 2 - A - Nicoletta 2

Per non renderlo ‘l’amante’ unico e alternativo, ha preso a scopare con un suo collega, Luigi, un piccolo imprenditore che gestisce l’attività con Evelina, la moglie energica e intelligente; da lui si prende le coccole e le tenerezze; non vale niente, a letto, come ha immediatamente dimostrato, anche per una dotazione ben misera che mai potrebbe dare il piacere che cerca; allora il gusto è quello della libidine mentale di passeggiare, carezzarsi, baciarsi e farsi mille moine prima di finire a letto.

Usa il suo pisello, non può definirsi altrimenti, per sollazzare con qualche titillamento il clitoride e l’ano, perché comunque il suo punto di forza è diventato l’inculata, nella quale Marco, ottimo insegnante, ha perfezionato la sua tecnica, dopo che i due insieme, il defunto marito e l’attuale compagno, avevano ‘aperto la strada’ sfondandole il retto ad appena diciassette anni, durante un memorabile falò in spiaggia, un’estate meravigliosa di un tempo dimenticato.

Comunque, al di là delle nostalgie, Luigi è l’amante che ha ridotto a piccolo slave dei suoi capricci e si fa guidare in posti nuovi e sconosciuti, allacciati come ragazzini, scambiandosi un’infinità di baci e di carezze; spesso cenano, a carico del ‘cornuto’ Marco e si concedono lunghe serate di titillamenti, dai quali ritorna sempre con uno strano senso di leggerezza, quasi che quegli incontri non pesassero sul palco delle corna che va facendo.

Il mercoledì è la giornata dedicata a Giuseppe, Beppe per gli amici, l’unico la cui mazza, sui diciotto centimetri al massimo dell’erezione, meriti una qualche attenzione; il limite è la rapidità di eiaculazione che rende ogni scopata una mezza avventura per intuire quando l’orgasmo si avvicina e deve intervenire a imprigionargli i coglioni per frenarlo ed indurlo a far durare un poco più a lungo le singole scopate; in compenso, è molto resistente ed è capace di scoparla anche quattro volte ad incontro.

Dei quattro è quello che meno la lascia disgustata per l’inutilità dell’avventura adulterina che potrebbe anche risparmiarsi se avesse il buonsenso e la calma per rendersi conto che sta combattendo una guerra senza nemici, sbagliata nei presupposti e nei metodi e soprattutto pericolosa per molti gravi errori che commette; Marco non ha nessuna delle colpe che gli attribuisce, è vittima di un ricatto biologico dettato dall’amore per sua figlia e viene trattato come pezza da piedi da individui miseri e indegni.

In questo senso il peggiore è l’amante del giovedì, Sandro, avvocato; dovrebbe essere in grado, se solo usasse un minimo di lucidità, di capire che, registrandosi col suo nome accanto alla signora che usa la carta di credito di un terzo con cui non ha nessun legame giuridico, commettono una frode passibile di gravi pene; ma anche lui, irretito nel fascino perverso di Nicoletta, non resiste alla tentazione di quel corpo giovane e tonico che gli chiede sesso a go go, senza rischi e senza contropartita.

Si limita a darle quello che vuole usando con gusto il cazzo per penetrare la bella signora in tutti i buchi, farglielo sentire dappertutto e godersela alla grande; neppure lo frena l’idea che sta tradendo un amico che non ha nei suoi confronti che benemerenze perché lo ha aiutato spesso a scegliere in qualche suo investimento; e non si preoccupa di sua moglie, avvocato anche lei, e penalista per di più, con la quale divide anche lo studio.

L’andazzo prosegue per anni; e Nicoletta neppure bada al fatto che, ormai, Laura non è più sotto la sua responsabilità, che è libera di scegliere di restare con Marco, al di là di qualunque certificato di anagrafe, e privarla quindi dello strumento di ricatto col quale tiene avvinto mani e piedi il compagno; la sua sicumera le proibisce di pensare che qualcosa possa svilupparsi in forme diverse da quelle che lei ha in mente.

Prosegue imperterrita, nella determinazione che solo quando Marco si inginocchierà ai suoi piedi e diventerà succubo della sua volontà, lei gli perdonerà di averla ingannata trascinandola con la figlia nella sua casa alla morte del marito; ha perso ormai ogni lucidità, non ha nessuno a cui rivolgersi per confessare le sue pene e si crogiola nella sua rabbia, facendola crescere ogni giorno, ad ogni incontro che lei stessa sa inutile e perverso.

E’ un giovedì qualsiasi e, come sempre, Nicoletta è fuori con l’avvocato col quale vivrà una nuova serata di sesso selvaggio; Marco è tornato dal lavoro e nella cucina vuota sta cercando di capire cosa deve fare per cenare da solo; Laura piomba in casa assolutamente inattesa; l’indomani non ha lezioni ed ha scelto di passare una giornata in più col suo amore, per coccolarselo al meglio; lo trova affranto in cucina; un sorriso lo illumina quando la vede.

“Marco, che ci fai qui triste e solitario? Mia madre dov’è? Dio, non mi dire che è con uno dei suoi amanti!”

“Non ci fare caso; ormai è così e ho abbracciato la croce. Non ho niente per farti da cena; vuoi che andiamo alla trattoria sotto casa e mangiamo qualcosa?”

“Andiamo pure a cenare; ma poi ti devo fare un discorso assai serio e lungo; questa situazione deve sciogliersi, prima o poi.“

Scendono nella piazza, vanno alla trattoria dove da anni vanno spesso a pranzo o a cena e passano un’oretta a farsi moine da eterni innamorati, sbocconcellando e scambiandosi cibo, sorseggiando vino e approfittandone per darsi piccoli baci casti e leggeri; che siano innamorati, appare evidente anche ai rari clienti distratti; che lui stia male e sia macerato da un dolore interno appare evidente alla ragazza che non apre il discorso in quella sede.

Quando vanno sopra, però, prepara il caffè, che bevono comunque anche la sera, e lo serve sul tavolo di cucina; invita lui a sedersi e decide che sia il momento della verità; sa che sua madre da anni ormai non è più fedele a Marco; lei evita gli incontri nel fine settimana, per non esporsi al rischio di farlo sapere a sua figlia, ma sa con certezza, da molti indizi evidenti, che ha uno o più amanti che incontra nel corso della settimana; gli chiede quello che sa.

Marco spiattella che Nicoletta ha almeno quattro amanti, che incontra settimanalmente, dal lunedì al giovedì, in un albergo che lui conosce benissimo; che, quello che è peggio, paga con la sua carta di credito conti che ammontano a centinaia di migliaia di euro; non conosce i motivi che l’hanno indotta a scegliere quel comportamento; sospetta che, ad un certo punto, si sia sentita parassita e mantenuta; per reazione ha accusato lui di prevaricazione.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 3

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista