Vai al contenuto
Erotika
Arroganze e prevaricazioni · Cap. 6
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 6 di 11 15 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 6 - C - Laura 1

Laura prende definitivmente il posto della madre; ma impiega poco a tradire

geniodirazza
1 anno fa · 277 letture · 0

Arroganze e prevaricazioni 6 - C - Laura 1

Quando rientra in sede, gli basta poco per essere informato che Laura, una volta sverginata e abbandonata l’immagine della figlia devota, si è scoperta una vena imprevedibile di assoluta impudicizia; ha cominciato a frequentare, nell’ambiente universitario, i gruppi più scalmanati di giovani assertori di una libertà incontrollata, che spesso e volentieri scivola e decade nel più squallido libertinaggio; la convinzione diffusa è che fare sesso sia un’attività piacevole, leggera e non soggetta a vincoli.

L’idea di Marco è invece che faccia sesso a go go alle sue spalle, incurante di ogni rispetto anche a chi le garantisce la sopravvivenza; anzi, con un comportamento assai vicino a quello che aveva avuto la madre, sfrutta le sue disponibilità contro di lui; è evidente che non prova nessun sentimento per chi aveva detto di amare, prima come padre putativo poi come uomo; ed anche lui sente il disamore come leva principale nei rapporti con la ragazza.

Accetta di incontrare a pranzo Nicoletta per parlarne; la poveretta sembra cadere dalle nuvole, perché davvero ha scarse notizie della figlia; le chiede scusa se adotta criteri drastici; in sua presenza, ordina alla banca di bloccare la carta di credito che le ha lasciato e tutti i carichi di spesa che arrivassero; passa solo qualche ora e la donna va nel suo ufficio a dirgli che la ragazza l’ha chiamata, non essendo riuscita a parlare con lui che ne ha bloccato il numero.

Le fa rispondere che certe cose si discutono faccia a faccia, non per telefono; le fa imporre di essere a casa della madre il venerdì seguente per mettere tutte le carte in tavola; Laura appare sconvolta dalla novità e assicura che ci sarà; non appena si trovano nel monolocale, lui perentoriamente si fa consegnare le chiavi del suo appartamento; l’altra esita un poco, poi esegue; chiede perché le ha bloccato i finanziamenti.

“Perché dovrei finanziarti?”

“Per consentirmi di laurearmi; dicevi che era un debito morale con mio padre … “

“E tu non hai debiti morali con nessuno? Il tuo pensiero leggero ti autorizza a prendere quello che ti pare senza rendere conto a nessuno?”

“Non ti amo più; non sono disposta ad accettare la tua condotta di vita tutta logica e buonsenso; voglio vivere la mia vita e non sarai tu a impedirmelo!”

“Laura, fai attenzione perché il terremoto da me provocato mi ha ridotto a chiedere l’elemosina del perdono. Stai facendo lo stesso errore.”

“Tu eri la compagna e gli hai fatto le corna; io non sono nessuno e scopo con chi mi pare!”

“Hai già chiarito; io dispongo dei miei beni come mi pare; se non sei nessuno, non ti devo niente; poiché sono un uomo con  principi e valori, voglio rispettare il mio impegno morale, MORALE capisci; tu che giustifichi con la leggerezza l’estrema immoralità pretendi di venirmi a chiedere conto degli impegni morali che ho con l’amico morto; ho deciso di rispettarli al minimo sindacale perché non meriti altro.”

“Quale sarebbe questo minimo sindacale?”

“Tu usi un appartamento che è di mia proprietà; se lo fai diventare un bordello per scoparci coi tuoi amanti, non hai un documento per provare che puoi tenerlo; te lo riprendo in un’ora e ti faccio sfrattare per legge; alla memoria di Alberto devo il pagamento delle tasse universitarie e dei libri dove dovresti studiare; poiché sono ancora molto legato alla memoria di tuo padre e a tua madre, ti passo il minimo per la sopravvivenza.”

“Laura, Marco non ha nessun dovere nei tuoi confronti; io lo ricattavo con te, tu non credere di poterlo ricattare con la memoria di tuo padre; rischi la stessa fine, forse anche peggiore.”

“Va bene; come pensi di fare?”

“Questa è una scheda prepagata; ci sono 750 euro; li rinnoverò ogni mese e con quelli dovrai vivere e permetterti il bar e i bagni dove ti fai le scopate che ti fanno sentire tanto importante ma ti rendono solo una puttana che la da gratis.”

“Mamma, possiamo arrangiarci qui da te, stasera? Capo, molte grazie per la beneficenza che mi fai in nome di un vecchio amico; ma sei vecchio e i tuoi modi non valgono per una giovane come me. Così, ti risparmi un sacco di corna e rispetti la tua morale della quale io faccio a meno volentieri.”

“Nico, se vuoi, è valido l’invito a cena in trattoria, ma solo per te; con certe puttanelle non mi faccio vedere in giro.”

“Scusami, Marco; non me la sento di lasciarla; forse ha bisogno di parlare con qualcuno … “

“Va bene; alla prossima occasione … Ciao.”

“Non sai quanto avrei voluto cenare con te; ma la vita non è mai come la sogniamo; e lo sto imparando a mie spese.”

“Dovresti insegnarlo a Laura; ma non è facile insegnare, specialmente a chi non vuole imparare.”

Comincia il biennio più duro per quasi tutti; per Laura è quello che la porterà alla laurea; sul piano scolastico lo affronta con piglio e determinazione; gli ultimi scontri con Marco in parte le hanno chiarito che cammina sul filo di un rasoio; una sola défaillance e potrebbe andare in fumo tutta una carriera; non ci tiene affatto e si impegna a mantenere il ritmo degli esami e il livello di votazione.

Sul piano della vita quotidiana, la stretta radicale che il suo tutore ha imposto al contributo la obbliga a fare salti mortali; molto spesso è costretta a rivolgersi a sua madre, pur sapendo che vive con quasi meno di quanto può lei; per vie strane e segrete, riesce a farle avere sottobanco quanto le basta per arrivare a fine mese; in cuor loro, sanno che è Marco a farle arrivare le integrazioni, ma nessuna delle due lo ammetterebbe mai.

E’ sulla vicenda dei comportamenti che le cose vanno malissimo; del gruppo di amici che frequenta, soprattutto al bar quando può, lei ha scelto l’ala dei ‘leggeri’, quelli che guardano alle cose con il massimo disimpegno; non confesserebbe mai che essere stata tanto innamorata dell’ex compagno di sua madre l’ha portata a rinnegare l’amore tout court; per questo si è incancrenita nella pratica del sesso veloce nei bagni; di usare la casa, non ci pensa neppure, memore delle minacce.

Sa anche che tra gli amici solo pochi ne condividono le idee; molti la condannano apertamente; ma ha preso quella strada ed è determinata a stare lontana dall’amore; la paura di cadere nel vortice della passione per Marco la induce a negare tutto, ad ogni costo, ad affermare a voce alta un libertinaggio che all’inizio non sentiva ma che ora è per lei una forma di ninfomania.

Per Nicoletta è durissima, la vita; deve mettere insieme, se ci riesce, il pranzo e la cena, con mille euro al mese, per fortuna senza affitto che le paga Marco; ha solo il camice da operaia, fornito dalla fabbrica, per coprire pochi stracci poveri tenuti con la massima cura; non sa più chi sia un parrucchiere o un’estetista, usa pochissimo trucco e insomma si è trascurata al punto da risultare, se non brutta, ameno sciatta.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 7

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista