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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 11
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Capitolo 11 di 11 24 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 11 - D - Cornelia 2

L'improvviso rientro di Laura risolve molti problemi e porta l'atteso equilibrio che tutti volevano, nel lavoro e nelle famiglie.

geniodirazza
1 anno fa · 257 letture · 1

Arroganze e prevaricazioni 11 - D - Cornelia 2

In pratica, da quel momento comincia un nuova vita per tutti; Cornelia sistema il suo ambulatorio nell’ufficio a fianco a quello di Marco; Loredana si occupa della segreteria per tutti e due; spesso, alla chiusura, vanno via insieme e Cornelia si ferma da lui tutta la notte; Nicoletta, stretta tra i capricci della figlia e la nuova storia d’amore del ‘suo’ Marco con la psicoterapeuta, può solo vivere di sofferenze e attesa; Laura vegeta per inerzia e per la gravidanza.

Proprio la sua condizione obbliga la madre a chiedere a Marco di parlare; il monolocale non è più idoneo ad ospitare lei e sua figlia, sempre più bisognosa di attenzioni e di premure; gli chiede, quasi in ginocchio, di trovare un diversa soluzione; Cornelia e Loredana, a due passi, sentono tutto e la psicologa quasi lo aggredisce.

“Senti, Marco, tu sei convinto che questo figlio sia tuo; la certezza l’avrai fra qualche mese; ma il buonsenso suggerisce che te ne occupi adesso, da padre; Nicoletta e sua figlia hanno vissuto per anni in quella casa; qualunque possa essere la colpa che le attribuisci, non puoi evitare che almeno durante la gestazione lei stia nell’ambiente che vostro figlio vivrà dalla nascita, perché lei te lo scaricherà addosso e dovrai essere tu ad accudirlo; allora, il minimo della logica è riportarle nella tua casa; la tua camera resterà sempre tua e dei tuoi amori, ma loro potranno muoversi meglio e saranno sotto il tuo controllo.”

“Stai dicendo che dovrei farle tornare a casa mia?”

“Sto dicendo che devi prenderti cura della madre, del figlio che aspetta da te e della nonna che rimane comunque il tuo grande amore!”

Nicoletta è esterrefatta; mai avrebbe pensato che il sostegno le potesse venire dalla donna che occupa il cuore di Marco, un tempo, tanti mesi prima, suo personale appannaggio; accetta di buon grado l’abbraccio di Loredana che segnala così di concordare con l’affermazione dell’amica; Marco si rende conto che Cornelia usa esattamente la logica a lui tanto cara per metterlo all’angolo e dice a Nicoletta di traslocare da lui con la figlia.

Laura non è facilmente contenibile, ma da tempo si è abituata ai sotterfugi per sfuggire ai controlli di sua madre ed esercitare il suo sport preferito, i pompini e le seghe nei bagni; evita di scopare per via del pancione e dei rischi per il bambino; Nicoletta fa finta di non vedere e di non sapere; nel suo intimo, disprezza profondamente la figlia che, al tempo stesso, non può impedirsi di amare.

Alla fine di marzo, il bambino nasce ed è molto bello; Nicoletta lo accoglie come il salvatore e vorrebbe chiamarlo così, ma concorda con Marco che prenda il nome del nonno, Alberto, e che Salvatore sia il secondo nome; Laura ha l’aria di chi si è liberata di un fastidioso ingombro; come Cornelia ha previsto, Marco deve chiedere a Nicoletta di rinunciare al lavoro mal retribuito per starsene a casa a fare la nonna a tempo totale; la madre riprende le sue pessime abitudini.

Il test del DNA conferma che Alberto è figlio naturale di Marco che lo dichiara legittimo e sin dal primo giorno ne diventa schiavo e dipendente; inevitabilmente, si trova a passare ore a contatto di gomito con Nicoletta e a condividere le pene per la figlia che non si cerca un lavoro e vive parassitariamente una vita superficiale e vuota; l’annuncio arriva sorprendente ma non sconvolgente una mattina nell’ufficio di Marco.

Per una strana coincidenza, Cornelia sta ricevendo un’assistente sociale, per problemi di attribuzione di un figlio ad un’operaia che sta divorziando; è presente il legale dell’azienda; arriva anche Nicoletta col nipotino, perché pranzerà con Marco; piomba come un razzo Laura per annunciare che avrebbe passato di nuovo l’estate in crociera, con un altro spasimante, precisa, anticipando la battuta sferzante di Marco.

Nicoletta le chiede come farà col bambino; ha un padre legittimo, se ne occupasse lui; Cornelia chiede all’assistente sociale lumi su quella situazione; l’altra dice che la madre deve firmare una rinuncia all’affidamento a favore del padre; la mancanza di una figura femminile può essere ovviata con l’assunzione di una tata; sotto lo sguardo schifato dei presenti, Laura chiede il modulo e firma l’affidamento.

“Se il padre contrae un matrimonio, anche fittizio, quella ragazza perde il diritto all’affidamento.”

E’ il commento dell’assistente sociale; Marco getta uno sguardo circolare sui presenti, prende Nicoletta per le mani.

“Nico, te la senti di sposarmi?”

La poveretta rimane senza parole.

“Che aspetti a dire sì? Dopo anni di tira e molla, stai ancora a pensarci? Se dici di no, giuro che rompo il fidanzamento e me lo sposo io, il mio grande amore!”

Loredana non ci va mai leggera.

“Marco, io vorrei che me lo chiedessi per l’amore che c’è sempre stato tra noi, anche nei momenti più difficili; non solo per vincere ancora una scontro!”

“Te l’ho chiesto e ti rinnovo la proposta nella massima coscienza, perché lo voglio, perché sento che l’amore tra noi è più importante di qualunque cosa, perché voglio per mio figlio una madre vera; lo voglio anche perché due donne che amo e che mi amano mi hanno fatto un buco in testa ripetendomi che sei la donna della mia vita; è vero, Cornelia; è vero, Lory?”

Le due confermano; Cornelia prende Nicoletta per le mani e la bacia su una guancia; le sussurra qualcosa all’orecchio.

“Voglio sposarti, voglio essere tua moglie; sarò anche la madre di mio nipote; ma non chiedermi di odiare mia figlia o di abbandonarla a se stessa; sono stata una pessima madre; se voglio cominciare ad essere degna del nome, non comincio da Alberto, ma proprio da quella sciagurata di Laura.”

“Ti chiedo di essere buona moglie ed ottima madre; non odio nessuno e non voglio fare del male a nessuno. Mi vuoi sposare?”

“Si, voglio sposarti e voglio essere la moglie di cui hai bisogno, leale e di buonsenso.”

“Avvocato, fa le pratiche; nel tempo più breve voglio sposarmi e scrivere la parola fine a una storia finanche troppo lunga.”

“Se l’hai chiamato Alberto, hai solo ripreso dall’inizio questa storia che è cominciata con un Alberto, non lo dimenticare … “

“Ma lo sviluppo sarà diverso, ti assicuro.”

“Lory, non c’è più spazio, per noi, nella vita di Marco!”

“Lo dici tu; sono molto amica di Nicoletta; so che nel ‘buonsenso’ di cui ha parlato ci sono anche le ‘trasgressioni’ di suo marito con me e con te; non cambia niente, solo la camera dove dormirà Nicoletta, quando non sarà occupata.”

“Sei terribilmente simile al tuo capo; deve averti plagiata totalmente; anche dalle tragedie ricavate vantaggi, e non solo per voi; è vero, c’è spazio nel cuore immenso di Marco per i suoi grandi amori, quelli veri; a me basta avere il mio uomo e il mio figlio-nipote, che riempiranno la mia vita come non è mai stato finora. Marco, non lo capisci, perché non vuoi; ma sono felice da piangere; ti voglio vicino a me, sempre, perché sei il mio riferimento; saprai cancellare anche l’incancellabile, credimi.”

“E tu pensi che un imprenditore intelligente non le capisca queste cose? Forse ho impiegato un po’ di tempo; e Laura ha dato una spinta; ma già da qualche mese avevo voglia di dirtelo; sono riuscito a trattenermi e a nasconderlo, ma, da quando vivete in casa mia, sei mia moglie, e non l’hai capito.”

“Si, ma non hai fatto l’amore con me non ricordo più da quanto tempo .. “

Loredana ha smanettato a lungo sul computer.

“Senti, capo, un matrimonio che si rispetti impone per lo meno un viaggio di nozze; voi però avete un figlio a cui badare; ho pensato che la luna di miele potreste andare a trascorrerla in una località straordinaria, molto chic, per soli VIP, con tante barche milionarie nel porto turistico, le villette immerse nel verde della pineta, i grandi alberghi e una pletora di personaggi a passeggio sul lungomare; sto prenotando la villa per Nicoletta e Alberto; tu ci vai almeno per una settimana; per gli altri due mesi quando vuoi e quando puoi; conoscendoti, avrai modo di fare affari anche in vacanza; che ne dite?”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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