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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 3
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Capitolo 3 di 11 13 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 3 - A - Nicoletta 3

Nicoletta e sua figlia Laura si dnno il cambio nel letto e nel cuore di Marco

geniodirazza
1 anno fa · 330 letture · 0

Arroganze e prevaricazioni 3 - A - Nicoletta 3

Quando si sveglia, Nicoletta va in cucina e trova Marco che ha preparato il caffè; si siede con lui a berlo; nota una terza tazza e guarda lui con aria interrogativa; in quel momento arriva Laura e la madre è sorpresa.

“Ma non dovevi arrivare stasera!?”

“Sono arrivata ieri sera, ero in camera mia e ti ho sentito!”

“Ah, va bene hai sentito un litigio; e allora?”

“Mamma, sei un poco fuori di testa; spero che riesci ancora a ragionare; sei in totale errore e rischi grosso.”

“Perché mai?”

“Perché io fra tre mesi ho deciso che sceglierò con chi stare.”

“Come, non vuoi stare con tua madre?”

“Che lavoro fai? Che reddito hai? Hai un alloggio? Sei in grado di assicurarmi che completerò gli studi universitari? Chi ha pagato finora i miei studi, chi mi mantiene e chi mi ha mantenuto? Se Marco mi accetta ancora in casa sua, se mi fa usare l’appartamento che mi ha comprato in città, se mi paga ancora le tasse e i libri, io sto con lui; non ti fare illusioni; i tuoi pruriti di figa possono solo uccidere il mio futuro; ti è tutto chiaro, cara mammina?”

“Quindi il potere dei soldi vince ancora?”

“Soprattutto se lo si usa per fare del bene alla vedova di un caro amico ed all’orfana di lui per farla crescere al meglio; non so ancora quale fastidio abbiano dato a te quei soldi che sperperi senza criterio e rubi pericolosamente.”

“Io non rubo niente!”

“Ah, no? E chi ti da il diritto di usare un conto senza neppure farlo sapere al titolare?”

“Lui dice di amarmi e quindi me lo deve!”

“E tu rispondi sbattendogli in faccia le corna che gli fai con individui più squallidi di te!”

“Ragazze, calmatevi e ragioniamo. Nico, fra me e te è finita; fra tre mesi Laura sceglierà che fare, comunque vadano le cose, devi decidere il tuo destino; devi trovarti un lavoro e un alloggio perché, se non ti accoglie uno dei tuoi amanti, vai sotto i ponti o a battere su un marciapiede; non esagero; ti parlo di un’ipotesi realistica; non hai mai lavorato, non sai fare niente, non hai un curriculum, non hai specializzazioni; devi cercarti un lavoro umile.

Devi trovare anche una casa dove alloggiare tu da sola, se Laura resta con me, o tu e tua figlia, se la porti via come minacci da cinque anni, da quando pensi di farmi cornuto e ti comporti solo da troia; per quanto riguarda il denaro che mi rubi, i conti li faremo in un altro momento e non saranno a tuo favore; ti ho amato da prima che ti sposassi ed ho continuato ad amarti, anche quando non l’hai più meritato; la legge dice che si deve mantenere una moglie, non una compagna.

Ho fatto soldi e li ho usati per fare il meglio, anche per correggere gli errori che Alberto aveva commesso prima di morire; ho messo le mie energie al servizio tuo e di tua figlia; tu invece pretendi di avere diritto su tutto quello che è mio e non hai la più vaga idea di quanto sia assurda la tua pretesa; Laura ha ragione, stai male e sragioni; ti prego di tornare in te e di fare alcune cose che ti possono ancora salvare.”

“Cosa comanda di fare il potente padrone?”

“Laura, cerca di ragionare e decidi cosa farai; tua madre ha ancora il delirio di onnipotenza che l’acceca.”

“Mamma, ti accorgi che dici cose insensate?”

“Si; più me ne accorgo, più carico il peso; sto male; ma sto peggio quando me lo sbattete in faccia. Marco, cosa potrei fare per arginare la frana?”

“Se ti impegni a leggere le frasi con la serenità della logica, parlo; se rischi di falsare anche la verità, meglio che sto zitto.”

“No, parla; non dirò niente.”

“Posso ancora aiutarti e farti dare un lavoro nelle mie fabbriche; posso farti assegnare una casa tra quelle che faccio costruire per i miei operai; se esci dalla logica dell’oppressione e capisci che voglio aiutarti, ti indico con chi parlare per avere un lavoro e una casa; poi deciderai che fare; se continui a volere la guerra contro un oppressore, posso solo annunciarti che la sconfitta sarà pesante per te e per tanti altri.”

“Mi cacci via adesso o aspetti che Laura decida?”

“Non ho aperto io la questione; è stata tua figlia che ti ha invitato a discutere; grazie Laura, so che lo fai per salvare tua madre dalla rovina, comunque ti sono grato perché aiuti a fare chiarezza. Quando vorrai, deciderai tu; ho resistito cinque anni; tre mesi sono ancora sopportabili. Buongiorno.”

“Mamma, hai capito bene sull’orlo di quale burrone ti sei messa?”

“Anche se lo avessi capito, cambierebbe qualcosa?”

“Allora che farai?”

“Per ora vado avanti; quando ci sarà il terremoto, vedremo chi si salva.”

“Mamma, tutti, tranne che tu; mi dispiace, ma non riesco a farti ragionare; o sei gelosa, o sei suicida, insomma, non stai bene con la testa.”

“Lo amo, imbecille tu e lui; lo adoro; avrei voluto che si dedicasse a me e non alla figlia dell’amico morto; volevo che mi riservasse tenerezze, attenzioni; ho provato a tradirlo per vendetta; ho sbagliato e non so più tornare indietro. Morirò? Benissimo! Andrò a fare la puttana? Bene così; ormai non torno indietro; volevo il suo amore e ho perso tutto.”

“Mamma, l’amore si da, e anche gratis, non lo si impone, non lo si richiede a forza; anche lui ti ama; sta sopportando cose che qualunque tribunale condannerebbe a vita; mi dispiace; peggio per te, io voglio vivere, voglio laurearmi, non rinuncio al benessere che Marco mi garantisce; quando ti caccerà, resterò con lui; può darsi anche che prenderò il tuo posto nel suo letto, e non farò i tuoi errori.”

“Buono per te, figlia mia; io continuerò la mia vendetta fino al tuo compleanno; poi sarà quello che dio vorrà; se è destino che debba finire male, mi arrendo al destino, non a un uomo che non mi ha saputo amare.”

I tre mesi per il compleanno di Laura sono febbrili per tutti; Nicoletta non è ancora riuscita a decidere cosa fare della sua vita e resta ferma sulle sue pessime abitudini; sua figlia le ha comunicato che non intende passare neppure i fine settimana presso di lei e rinuncia a tornare dalla città; in definitiva, trova anche più comodo avere per se tutta la casa da giovedì a domenica, visto che il compagno sparisce anche lui per lo stesso periodo senza lasciare indicazioni di quello che fa e di dove va.

Vive in un limbo che sarebbe del tutto incomprensibile ad una persona normale, visto che è sola, lasciata a se stessa ma libera di scialare perché Marco non controlla le sue carte di credito e lei va a pranzo e a cena fuori ogni giorno, spesso in compagnia di amanti; trovandosi a fare le corna, con l’angoscia che da un momento all’altro il terremoto le farà piovere tutto addosso, lascia ogni remora e vive una decina di fine settimana in assoluta anarchia.

Neanche per un attimo pensa ad una storia tra sua figlia e il compagno, sicché non la sfiora neppure una vaga idea di quello che realmente avviene, e cioè che Marco il giovedì passa in ufficio la mattinata ma ad ora di pranzo monta in macchina e va ad incontrare sua figlia nell’appartamento che le ha messo a disposizione in città e che ormai è diventato quasi ufficialmente il loro particolare nido d’amore.

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’impegno è uscire dalla città e dirigersi ai laghi, ai monti o alle città d’arte, fermarsi per l’intero week end e godersi la natura e le bellezze monumentali; al tempo stesso utilizzano alberghi raccolti e dolcissimi per dare sfogo alle loro voglie d’amore che esplodono dopo anni di preparazione e dopo vicende anche molto dolorose che hanno segnato la loro storia.

Poche volte, in quei mesi, specialmente quando capitano giornate particolarmente brutte e piovose, che invitano a starsene chiusi al tepore del riscaldamento e al caldo delle coperte, si fermano nel nido d’amore tutto il tempo, facendosi consegnare pranzo e colazione da un apposito servizio, e trascorrono le giornate e le notti a scopare; Laura vuole imparare e praticare tutto quanto è possibile nel sesso; Marco la segue docilmente e le insegna tutto quello che sa.

La prima cosa che Laura chiede è l’inculata che era rimasta sospesa sin dal loro primo incontro; lui le spiega di cosa si tratti e le illustra anche le difficoltà che presenta far penetrare il cazzo nel canale rettale, previa un’ottima preparazione; poiché nel genere è autentico maestro, le prepara il forellino leccandolo a lungo, al punto di sentirlo spontaneamente dilatato al massimo prima di utilizzare il gel; usa le dita in numero progressivo per penetrare e ruotare, per consentire la massima dilatazione.

Prima di andare avanti…

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