Quando unge ano, canale rettale e cazzo con il gel apposito, scelto anche per le proprietà di leggera capacità anestetizzante che possiede naturalmente, è chiaro che la voglia della ragazza è al punto massimo della potenza; spingere la mazza fino in fondo comporta solo qualche leggero intoppo ed una sosta quando forza lo sfintere; alla fine Laura si sente nel corpo una mazza di oltre venti centimetri che sembra spaccarla in due e che invece le provoca un immenso calore sessuale in tutto il corpo.
Le pratiche a pecorina sono quasi naturale conseguenza; la ragazza coglie così in concreto quello che significa quando le sue amiche dicono che sono state scopate così da sconosciuti in un bagno, contro un albero o contro il cofano di un’auto; il piacere che le dà la mazza quando entra in figa e le palle che sbattono contro il ventre è immenso; quando lui le spinge nel culo il pollice di una mano o le dilata il buco spesso con due dita, la sua goduria diventa incommensurabile.
Marco le insegna a cavalcare all’amazzone, faccia a faccia, quando la bacia o prende contemporaneamente in mano i capezzoli e li titilla per accentuare il piacere dell’orgasmo; oppure, di spalle, quando lui si dedica alla schiena e al culo con lascive carezze e penetrazioni nell’ano di dita diverse, provocandole intensi orgasmi; quando si siede sullo stomaco e stringe il cazzo fra i seni, la lascia un poco disorientata; poi coglie a volo, si fa spingere il cazzo in bocca e pratica insieme spagnola e pompino.
Divertendosi molto a confrontare le abitudini di generazioni, la invita alla masturbazione e al pompino sempre più elaborati, ricordandole che sono le pratiche più diffuse e semplici nei bagni e nel carsex; lei avverte una nota di preoccupazione perché ha già osservato molto spesso le amiche sparire nei bagni e tornare gioiose per aver fatto una sega, un pompino o averlo preso in figa a pecorina; la stessa scena ha visto nei cortili dell’Università.
Capisce che il gap generazionale a quel punto gioca a sfavore di Marco, che teme che lei possa lanciarsi in quel genere di piacere e diventare per lui un’amante improponibile, specie se impara a farlo alle sue spalle e contro di lui; non è in grado di garantire che così non sarà, perché forse qualcosa dalla madre ha ereditato e l’idea di qualche cornetto irrilevante non le dispiace molto; per il momento, vive ancora l’ansia dell’amore unico e fedele.
La vigilia del suo ventesimo compleanno cade, per fortunata coincidenza, di giovedì; Marco l’avvisa che sarà lei, stavolta, a venire da lui, in abito da sera, e che le offrirà una cena degna dell’occasione; si trovano alla stazione, monta in macchina con lui e vede che si dirige ad un hotel a qualche chilometro di distanza; deve aver predisposto tutto perché gli assegnano un tavolo a breve distanza dalla reception.
Vede comparire sua madre, all’improvviso, con accanto un signore più o meno della sua età; l’atteggiamento è, inequivocabilmente, quello di una coppia di amanti clandestini; guarda Marco e si sente bloccare il cuore; Nicoletta sta passando alla reception una carta di credito Marco la blocca a voce.
“Nico, che fai? Paghi con una mia carta di credito?”
“Marco, che ci fai qua tu?”
“Festeggio i venti anni di Laura … direttore, come fa lei ad accettare una carta di credito senza verificare la titolarità?”
“Lei chi è, scusi?”
Esibisce un documento di identità e lo invita a controllare sia la titolarità della carta che l’elenco dei soci di maggioranza.
“Oh, mio dio, mi scusi ingegnere, non sapevo che lei fosse socio di maggioranza; la signora sono anni che paga con questa carta di credito … “
”E lei non si è mai preso la briga di avvertirmi; mi stampi la lista delle somme addebitate su questa carta nei cinque anni passati e l’elenco dei beneficiari, insieme a quello della signora … “
“Marco che significa tutto questo?”
“Avvocato, ti prendi tu la briga di spiegare?”
“Nico, questo è un furto; stai pagando, hai pagato sempre con soldi non tuoi; non è neppure tuo marito e non avete conti comuni; adesso Marco può denunciare te e tutti noi per furto continuato; il direttore è stato sorpreso a commettere irregolarità da un azionista di maggioranza; stai distruggendo sei famiglie, la tua, le nostre e quella del direttore.”
“Cosa vuoi farci, Nico, è la potenza della legge, questa, non del denaro; sei una ladra come i tuoi amanti e complici; come tali, finirete in galera.”
“Marco, scusa, da avvocato so avviare anche transazioni e pacificazioni; c’è una piattaforma su cui discutere, oltre allo scandalo e alla vergogna?”
“Non mi pare che la troia con cui ti accompagni abbia il senso della vergogna; sono cinque anni che non vi vergognate; io sono un imprenditore e sono ben abituato a trattare; so già cosa offrire; se sottoscrivo un documento in cui dichiaro di avere autorizzato la mia compagna ad usare liberamente la carta, il reato non sussiste e nessuno si fa male; io metto questo, sul tavolo; voi cosa potete proporre? Non pensare a figa per figa perché di figa non ho nessun bisogno; amo una donna e sono un compagno fedele, non come la tua amante in comproprietà con gli altri … “
“Cosa possiamo offrirti in alternativa alla denuncia?”
“Io sono un impresario, lavoro per azioni, per contratti, per commesse, per concorsi, per incarichi; se avete qualcosa di concreto, utile e equivalente al valore materiale e morale del danno che mi avete arrecato, sono disposto a discutere davanti a tecnici e responsabili.”
“Stai pensando all’Abruzzo?”
“Io penso spesso e volentieri all’Abruzzo; è una regione che amo e dove vorrei impiantare qualche interesse.”
“Puoi darmi un appuntamento?”
“A te non do neppure i calci che meriteresti; parla col mio ufficio; fai fissare una tavola di trattative e ne riparliamo. Addio.”
“Bene, io vado a casa.”
“Nico, quale casa?”
“La m … la tua; posso andarci?”
“Dammi la chiavi di casa; non ti ci voglio; ci entrerai solo con me o con Laura, dopo che avrai chiesto il permesso come qualunque mendicante.”
“Va bene, vado in centro, allora.”
“Con che cosa?”
“Con la macchina … tua.”
“Consegnami le chiavi e guai a te se la tocchi per errore. Forse il tuo amante può darti un passaggio a casa sua e ospitarti là … non puoi, eh? Sarà piacevole analizzare la cosa con l’avvocato tua moglie, sai?”
“Io vado; quando sarà fissato l’incontro sarai avvertito. Buonasera a tutti.”
“Io che faccio, ora?”
“Resti a cena con noi, mamma.”
“Laura! Sei qui?”
“Lo hai sentito, ha scelto il posto ideale per festeggiare il mio compleanno … “
“Ma non è domani?”
“Si, ma la cena l’abbiamo anticipata. Siediti e mangia con noi. Marco, tu permetti vero?”
“Certo; se festeggi anche con tua madre posso solo esserne contento. Ragazzo un altro coperto al tavolo.”
“Ingegnere, mi perdoni; se trovate un accordo e lei firma quel documento, la mia posizione risulta sanata.”
“Direttore, lei ha commesso una grave leggerezza; se firmo quel documento, il reato sparisce ma la sua leggerezza resta; forse me ne dimenticherò alla prossima riunione degli azionisti di maggioranza.”
“Direttore, non stia a preoccuparsi; Marco è un uomo generoso; la lezione era ai due bastardi e a mia madre in particolare; lei non corre nessun rischio, perché i pecoroni si piegheranno e lui la smetterà di recitare il ruolo del potente cattivo.”
“Signorina, mi permette di far preparare una torta speciale per il compleanno?”
“Certo; grazie … Mamma, hai sentito il terremoto? Chi c’è rimasto sotto?”
“A quanto pare, solo io!”
“No, ci siete rimasti in cinque; le quattro coppie scoppieranno, quando la cosa verrà a galla; il prezzo che pagheranno è milionario; capisci adesso che il tuo compagno non ti ha mai torto un capello, anche quando hai meritato di essere massacrata?”
“Sai fare davvero male, quando vuoi!”
“Non hai visto niente … “
“Marco, cosa vuoi dire?”
“Che siamo ancora all’interno dell’umanità; se volessi una vendetta sanguinosa le cose andrebbero assai peggio … “
“Puoi provare questa affermazione?”
Chiama un cameriere e gli da indicazioni; arriva al tavolo un signore distinto.
“Ingegnere, le porto gli omaggi del capo.”
“Grazie, Francesco, ricambi pure; ho bisogno di un listino per un oltraggio grave, che costi avrei?”
“Soluzione finale 100, viaggio in carrozzella 75, tatuaggi indelebili 50, ripassata dura 30 e ripassata ordinaria 10. Avete un’indicazione’”
“No, era solo curiosità mia. Grazie. Saluti al capo.”
“Un mafioso che parla di uccisioni, azzoppamenti, sfregi permanenti e cazzotti vari?”
“Tu quale sceglieresti, per te?”
“L’amore quanto vale?”
“Non è in listino; è dentro di noi.”
Com'è finora?
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