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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 10
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Capitolo 10 di 11 15 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 10 - D - Cornelia 1

Cornelia entra nell'harem di Marco e indica Nicoletta come moglie ed erede; tutte convergno o volrli uniti e coppia felice

geniodirazza
1 anno fa · 251 letture · 0

Mentre siedono al tavolo di cucina, Nicoletta rimprovera aspramente alla figlia che aveva tentato comunque di fare l’amore pur essendone stata vivamente sconsigliata dal ginecologo perché le sue condizioni non lo consentivano; la ragazza, come è ormai suo solito, fa spallucce; Marco è costretto a farle presente che anche le sue condizioni di gestante suggerirebbero di fare molta attenzione al sesso; la ragazza continua a fare orecchie da mercante.

Decidono di pranzare alla trattoria sotto casa; Marco avverte le due sue ex donne che con Cornelia si è stabilita una relazione impegnativa e che farebbero bene a tenersi lontane da loro due se vogliono evitare rogne pericolose; Laura stringe i pugni rancorosa, Nicoletta lo rassicura che non avrà fastidi da loro; mentre pranzano, si avvicina al tavolo Francesco, uno degli operai della fabbrica, il sindacalista più combattivo ed acceso.

Saluta tutti con amicizia, perché anche nella contrapposizione dei ruoli ha una grande stima per Marco; chiede a Cornelia se è lei la psicoterapeuta che ha lanciato la proposta dell’ambulatorio di sostegno psicologico in fabbrica; lei gli dice di si e lui ne approfitta per comunicare enfaticamente a Marco che nella prossima assemblea sindacale vuole portare quella proposta ed indicare proprio lui come l’imprenditore in grado di avviare un progetto innovativo e importante.

Marco chiede lumi e Cornelia gli spiega che stanno ipotizzando di creare piccoli ambulatori per gli operai delle fabbriche da assistere anche per problemi che si riferiscano alle situazioni umane e familiari; fa osservare che il tema è delicato perché comporterebbe enormi investimenti; Cornelia e Francesco, accalorati, gli obiettano che, con un orario limitato, un piccolo spazio e tanta buona volontà si potrebbe realizzare un’ottima iniziativa e che, se la sua fabbrica fosse la prima, molti si accoderebbero.

Marco chiede di andare al sodo e quantificare, considerati i prezzi astronomici degli analisti per seduta; Francesco illustra la proposta, secondo la quale per due giorni a settimana poche ore per giorno, potrebbe inquadrare Cornelia come un dirigente di media levatura; per il locale, l’ufficio di Loredana potrebbe essere usato in quella funzione; scherzando, Marco osserva che quell’ambiente comunica col suo ufficio e potrebbe spesso sedere sul divano dell’analista.

Concretamene, garantisce che, sulla fiducia nel sindacalista, che conosce serio e professionale, e su quella in Cornelia, alla quale offre disponibilità illimitata, è pronto a far approvare dal Consiglio quella proposta; parlerà con Loredana per farla trasferire nel suo ufficio e occuparsi delle due funzioni contemporaneamente; sa che l’amicizia tra le due sarà la spinta giusta; Francesco esulta, Cornelia sorride sorniona, Laura è livida dal rancore, Nicoletta la calma.

Dopo pranzo, si separano; mamma e figlia se ne vanno insieme; Marco raccomanda a Nicoletta di tenere d’occhio le intemperanze della ragazza; lei assicura che sarà vigile e che, fino al parto, almeno, la frenerà ad ogni costo; Laura sbuffa platealmente ed afferma di essere in grado di badare a se stessa; Cornelia manifesta con le espressioni del volto tutti i suoi timori per un personaggio tanto difficile; Marco le chiede cosa intenda fare.

“Io fino a domattina sono libera di me stessa; se ti va, continuiamo la nostra conoscenza.”

Si avviano a casa di lui e si preparano a vivere un’altra notte di grande passione; lei ha da chiarire alcune cose.

“Marco, a proposito del progetto di Francesco, sei davvero convinto di quello che gli hai detto o era solo l’entusiasmo per questa fiammella d’amore che ti spinge a volermi vicina?”

“Posso chiamarti solo Lia? Bene, quando mi innamoro, e di te mi sto innamorando, io faccio andare avanti il cuore e solo dopo mando il cervello a controllare; quando lavoro, il cervello si è avviato prima che il cuore possa palpitare; chiedi a Loredana e qualcosa saprà dirti. Con Francesco la ragione aveva già esaminato il tutto, prima che mi impegnassi; il fatto che tu possa venire a lavorare a fianco a me, mi può solo fare felice; ma viene dopo l’innovazione in fabbrica; il discorso tra me e te prenderà la piega che vorremo; ma succederà solo dopo.”

“Invece lo facciamo da adesso; abbiamo vissuto una notte da paradiso e stiamo per viverne un’altra, spero; la fiammella dell’amore è accesa; ma io non sarò mai la tua compagna; non vivrei mai con te perché non sono come Loredana che ti vuole emulare e superare; e ne ha tutto il diritto e il talento; io voglio il tuo amore senza problemi, essere l’amante nell’armadio se preferisci; quindi, non pensare né a convivenza né a divorzio.

Amo molto la mia libertà e il mio matrimonio, così com’è, è perfetto; ciascuno è libero di tradire quando e come vuole; io sono più selettiva ed ho scelto di abbandonarmi a te; e ti voglio, con tutto il cuore, con tutto il sentimento di cui sono capace; ma ti voglio anche con tutta la passione che mi ispiri; il sesso mi piace e con te è meraviglioso farlo; per questo, ti dico che voglio essere la tua amante ma non la tua compagna; quando uno dei due si stancasse, la rottura non avrebbe conseguenze.

Se hai bisogno di un compagna, studiati meglio Nicoletta; professionalmente, ti dico che è un donna combattuta; ti ama da oltre venti anni; per cinque anni è stata meravigliosa come compagna; poi ha commesso un errore grave e lungo; ma sta pagando quell’errore e non desidera altro che tornare quella di prima dell’errore; sta male, con questo desiderio che la tormenta e con una figlia che ha perduto completamente; lei è la compagna giusta per te.

Non credere che le voglia lasciare campo; sono pronta a cacciarla dal tuo letto, per occuparlo io, o di arrivare alla spartizione, se necessario; ma lei è la donna che puoi avere come compagna; io sono più che felice se accetti l’esperimento, per quelli che ci lavorano con me, compreso Francesco; ma anche per avere un ambulatorio da dove la sera, a fine lavoro, posso venire qui con te e passare infinite notti come quella che abbiamo vissuto e quella che ci prepariamo a vivere.

Adesso basta con le parole e andiamo a fare l’amore, ma tanto tanto tanto.”

Lo fanno; la mattina seguente, nei posti di lavoro, tutti possono leggere sui loro visi che hanno avuto una notte di grande impegno e di grande felicità.

Prima di andare avanti…

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