“Non so se sei d’amianto; adesso ti voglio dentro e gradirei che sborrassi; poi possiamo continuare all’infinito!”
Le sale addosso, si sistema con le ginocchia fra le sue, divarica le gambe e le solleva; entra di colpo nella figa spalancata e lei urla di piacere; si ferma e lascia che sia lei a succhiarlo dentro; ‘scopami maledetto’ gli urla e lui la cavalca a lungo con determinazione, potenza e dolcezza; lei sente di toccare i vertici di tutti i paradisi del godimento; quando avverte che non ha più niente da dare ed ha bisogno di sosta, stringe le cosce e lo cattura.
“Non so che diavolerie combini per resistere così; voglio la tua sborra dentro, te lo ripeto.”
“Non preferiresti che ti montassi a pecorina o che ti inculassi, per esempio?”
“Se questa è un’occasione unica e irripetibile, percorri tutti i sentieri del sesso e sborra quando vuoi, una sola volta; se questo è un momento divino che mi consentirai di ripetere ancora, allora scopami in figa come stai facendo e come sei grande a fare; le altre volte mi percorrerai tutto il corpo, dal culo alle tette alla bocca; ma mi farai godere, come minimo quanto in questo momento; sei un amante straordinario e ancora non capisco quella stupida … “
“Amore, posso chiamarti amore e sentirmi innamorato in questi momenti? … Amore, io ci sarò quando ne avrai bisogno; ti darò sempre questo amore; è quello che ti fa sembrare diversi meccanismi che sono unici e uguali a se stessi.”
“Amore mio, e te lo impongo, non devo consentirtelo; sarebbe vero se dietro un cazzo non ci fosse un uomo, e che uomo; dammi l’amore che senti; solo nelle ore in cui saremo fusi nel corpo mi dovrai chiamare solo amore e mi dovrai amare; io farò altrettanto; non voglio un amante a scadenze fisse; ma, nei momenti che ti cercherò, perché avrò bisogno del tuo amore, mi basterà sapere che ci sarai; adesso amami con tutto te stesso, cuore, cervello e corpo.”
Passano alcune ore a scopare come se fosse la prima volta per tutti e due; Marco dimentica Nicoletta, le corna, le lotte; dimentica anche Laura e la disillusione per l’evidente tradimento di anni di coccole e di amoreggiamenti; dimentica persino che tutto deriva dall’errore commesso sottovalutando il gap della differenza eccessiva di età; capisce che la sua strada è un’altra e si abbandona alla lussuria con Ottavia come a un’ancora di salvezza.
Quando si rivestono, perché lei deve tornare a casa, finalmente si siedono a parlare del tema che aveva spinto Ottavia, la trattativa con gli ex amanti della sua compagna; lei non ha funzioni ufficiali, ma, conoscendolo di fama, ha voluto mettere le carte in tavola per capire a cosa mirasse la sua richiesta; lo avverte anche che la storia ha scombussolato alcune famiglie; lei ha diviso lo studio da quello del marito per non farsi travolgere dallo scandalo; ma non l’ha cacciato.
Come ha dimostrato proprio in quell’occasione, si è ripresa invece la sua libertà e la sua vita; Evelina, la moglie di Luigi che con lui gestisce una fabbrica, l’ha presa peggio di tutte; vuole chiedere la separazione legale e uscire dall’attività, a costo di tornare a fare l’operaia; è quella che conosce meglio il progetto abruzzese, ha preparato un nutrito dossier ma gli altri, arroganti e ottusi, non l’hanno degnata.
Marco la ferma; all’incontro, quei signori gli cederanno le azioni che possiedono, un quarto per ciascuno, e lui diventerà unico proprietario; se, come Ottavia dice, Evelina ha un progetto che merita attenzione lui è disposto ad esaminarlo e, se va bene, affidare a lei il compito di Amministrazione, altro che tornare operaia; è in grado di farglielo sapere? E’ ovvio che nessuno deve sapere niente prima che la transazione sia conclusa felicemente; la donna si limita a fare un numero e mette il vivavoce.
“Ciao, Evelina, sono Ottavia … sono a casa di Marco; mi ha appena fatto fare l’amore da dio; gli ho parlato del tuo progetto; è fortemente interessato e vuole parlartene; te lo passo.”
“Ciao Evelina, io della transazione so solo che fra qualche giorno entrerò in possesso di un’azienda importante in una regione nuova … “
“Io ne conosco tutti i particolari e sono certa di poterla portare ad essere leader in Europa nel settore; ha già una promessa di contributo e contratti che aspettano la firma … “
“Se divento proprietario, tu accetti di trasferirti e amministrare per conto mio?”
“Non vuoi prima esaminare i miei castelli in aria?”
“Te lo avrei chiesto dopo; immagino che accetteresti; allora domani, all’intervallo del pranzo, vieni da me con le carte; poi aspetteremo che tutto venga ratificato dal notaio e, a quel punto, ti nomino Amministratore e realizziamo la tua utopia.”
“Ottavia, lo sai che sto per piangere?”
“Fallo domani, davanti a lui poi fatti asciugare le lacrime coi baci e fatti portare in paradiso. Io ci sono appena andata ed era la prima volta che tradivo mio marito … “
“Anche per me sarebbe … no, sarà la prima volta.
“Ragazze, ma io conto qualcosa per voi?”
“Tutto, Marco; e non sai cosa significhi sentirsi libere e realizzate; io so che tu ed Evelina ce la farete; tu vincerai un’altra scommessa, ma lei finalmente apparirà per come è brava.”
“Ma sei bella almeno come Ottavia?”
“No, lei è più bella di me, in assoluto; io faccio bene la mia parte … “
“ … ma hai il vantaggio di essere sognatrice; mi sta bene, il mix; se tutto procede, ti prometto una visita agli impianti al momento della presa di possesso; la possiamo fare insieme … “
“E faremo insieme anche altre cose!”
“Brava Evelina; vedrai che ce la farai; auguri, amica mia!”
“Grazie, Ottavia, a domani, Marco.”
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