Va in cucina e, per la prima volta dopo un tempo che sente infinito, si dedica ala preparazione del pranzo per loro tre; per loro, appronta le pietanze che sa amate infinitamente dalla ‘sua famiglia’ e vi mette tutto il cuore; ogni tanto si terge una lacrima che non sa dire se di rimpianto per quel che è stato o se di gioia per una soluzione almeno accettabile; specialmente l’amicizia che Marco le conferma ad ogni piè sospinto l’aiuta a credere che i nuvoloni forse passeranno.
In un momento di stasi per tutte e due, chiede alla figlia se si sente sicura delle sue scelte; Laura è decisa nel ritenere la migliore, la scelta che ha fatto; ma non le può nascondere che certo rigore logico di Marco talvolta l’imbarazza, nel confronto con la mentalità giovane dei suoi amici, più propensi a seguire l’istinto che il buonsenso; il gap dell’età è forte ed incide molto; spera di non farsi prendere la mano.
Nicoletta non può che farle presente che ha assistito dal vivo al suo fallimento; evitasse di fare lo stesso percorso, ricordasse che con Marco il fulcro vitale della convivenza sono la sincerità e la lealtà; la figlia non riesce a rassicurarla che non cederà al fascino del piccolo inganno, specie se sarà per episodi di scarso valore; assolutamente inutile ribadirle che lealtà e sincerità valgono per le piccole e grandi cose; teme che sua figlia stia per perdersi ma non può farci niente; è il suo sangue che urla, forse.
Il fine settimana passa tra piccole incombenze, prima fra tutte la presa di possesso, da parte di Nicoletta, del monolocale che le appare gradevole e idoneo; subito dopo il pranzo della domenica, lui trasporta la compagna alla nuova casa e la figlia alla stazione; per la prima volta avverte un senso di angoscia di fronte alla casa vuota; in cucina, Nicoletta ha lasciato la cena da passare al microonde, ma non ha nessuna voglia di pensare; crolla sulla poltrona.
Non riesce neppure a rilassarsi; il campanello di casa lo sveglia; va alla porta e, dallo spioncino, riconosce Ottavia, la moglie dell’avvocato; le apre in camicia e ciabatte; la accoglie con garbo e si scusa per la mise da riposo; lei è sicura e decisa, gli chiede un caffè e, mentre lo prepara, si toglie la giacca ed esibisce una vaporosa camicetta che lascia trasparire un reggiseno rosa su un seno prorompente e sodo.
Mentre prendono il caffè, squilla il telefonino; è Laura che lo avverte che è arrivata e tutto procede bene; sente rumori di fondo molto vivaci, chiede dov’è; quando la ragazza, parlando quasi con difficoltà, gli dice che è al bar con gli amici, capisce di colpo l’errore che ha commesso, cedendo all’entusiasmo per una ragazzina; quasi a confermare che la distanza è emersa tutta e di colpo, lei gli ribadisce che per un giovane il sesso è cosa leggera e facile; stacca la comunicazione e si dedica ad Ottavia.
Si è distesa sulla poltrona, ha tirato su la gonna e lui riesce a penetrare con lo sguardo fino al perizoma perso nelle pieghe del sesso; gli chiede se era la ragazzina di cui è innamorato; lui ribatte che è la figlia della ex compagna a cui è legato da antico affetto e che sta dimostrando assai meno amore di quanto sempre dichiarato; cominciano a beccarsi sul gap generazionale e sull’enormità dei quasi venticinque anni di differenza; non può che ammettere.
“Tu hai bisogno di una donna in grado di apprezzare valori come lealtà amicizia e passione … “
“Ma sai esattamente che cosa ha combinato sua madre … “
“Una rondine non fa primavera; se non cerchi l’amore eterno, hai molte frecce al tuo arco; sei assai appetibile per tantissime e mi piaci immensamente, ma non vivrei una vita matrimoniale con il rigore, con il buonsenso, con la logica indefettibile che usi normalmente; ti chiederei passione, trasporto, amore durante le ore trascorse insieme; poi amicizia, rispetto e correttezza.”
“Sei venuta per proporti per una sessione di grande amore?”
“Cosa te lo fa pensare?”
“Il bellissimo reggiseno che sottolinea un seno meraviglioso, una linea di gambe e di fianchi perfetta; un perizoma che è un invito a fare l’amore; se sei venuta a conoscere il vostro avversario, sei bene attrezzata per concupire, oltre che per conoscere.”
“E se anche fosse? Ti turba l’idea di armonizzare la logica ineccepibile con l’entusiasmo di una passione momentanea?”
“No; basta la chiarezza e tutto si fa possibile.”
“Mi manca la chiarezza?”
“No, hai quella ed anche il fascino; so che faremo l’amore, anche perché il momento è quello giusto; parliamo della vertenza prima o dopo?”
“Non c’è da parlare; ti porteranno le azioni e l’impresa in Abruzzo sarà tua; firmerai la liberatoria e non avranno paura di finire in galera; si stanno già separando e pagano in famiglia. Che c’è da valutare ancora?”
“Quanta chimica c’è tra noi, quanto amore sei disposta a dare e a ricevere, chi fa il primo gesto.”
Lei si alza, lo solleva in piedi, gli slaccia la camicia fino a scoprire il torso, lo avviluppa in un bacio sensualissimo, gli fa ruotare in bocca la lingua in tutte le direzioni e intanto gli passa le mani a palma larga su tutta la pelle finché artiglia i capezzoli e li stritola fra le dita; lui risponde sfilandole la camicetta e il reggiseno, si fionda sul seno e succhia avidamente i capezzoli grossi e duri di eccitazione; con l’altra mano le solleva la gonna e infila un dito in figa.
Mentre lui la masturba saporitamente, lei ha già aperto il pantalone ed ha tirato fuori il cazzo che si ferma ad ammirare quasi sorpresa; ‘Uhmm’ borbotta davanti allo spettacolo; si abbassa a terra e lecca la cappella; Marco vuole che la scopata sia degna della persona; la tira su e la guida dolcemente alla camera; la spinge a sedere sul bordo del letto, sfila insieme pantaloni e slip e le offre la mazza davanti agli occhi.
Lei cambia decisione e comincia a leccare dai testicoli, strappandogli gemiti di piacere; si dedica poi alla mazza e la percorre con la lingua in lungo e in largo, mentre con una mano la masturba per tenerla ritta e in tiro; appoggia la punta alle labbra e comincia a succhiarla dentro; si sente che ha familiarità con una mazza notevole, ma il maggiore spessore la induce a soste, movimenti e sforzi diversi dal solito; lui allunga una mano fra le cosce e le titilla il clitoride.
Gli orgasmi di lei sono continui e sempre più forti, sempre più densi e liquidi; arriva persino a squirtare; la fa spostare sul letto, le monta sopra a sessantanove e succhia anche lui clitoride e culo; si rovesciano finché lui, finito sotto, ha davanti il culo maestoso, con l’ano grinzoso e provato; lei affonda in gola il cazzo; blocca con le cosce il movimento in figa; poi si ferma, allenta la presa e lascia succhiare lui; vanno avanti a lungo; lei sborra in continuazione; lui regge il ritmo e non raggiunge l’orgasmo.
