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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 2
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Capitolo 2 di 11 15 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 2 - A - Nicoletta 2

Nicoletta rompe gli schemi ma passa il testimone a sua figlia Laura

geniodirazza
1 anno fa · 372 letture · 1

“Possiamo concludere che ci apparteniamo e che siamo fusi insieme?”

“Adesso sarebbe pericoloso venire dentro; per questo errore, nascesti tu … “

“Vuoi dire che mamma rimase incinta perché mio padre non si fermò e sborrò dentro?”

“Non te l’ha mai raccontato, tua madre?”

“No; ma tu che ne sai? Mica eri lì.”

“No, ero là vicino e Alberto mi disse tutto, subito dopo; fu anche una frecciata perché amavo Nicoletta e lui sapeva che avrei voluto esserci io al suo posto … “

“Quindi hai rischiato di essere sul serio mio padre?”

“Non è successo; per fortuna, aggiungo; altrimenti questo sarebbe un incesto … “

“Questo è amore; ce la fai a sborrare fuori?”

“Sì, senz’altro; ma forse il tuo piacere sarà dimezzato.”

“La metà di quello che ho provato mi basterebbe per una vita. Ti amo, lo sai?”

“Anch’io ti amo; quando starò per venire, ti avvertirò; se ne avrai bisogno, potrai aiutarti con le dita … “

“Non ci sarà bisogno, sto godendo già da adesso; quando uscirai per sborrare sul ventre urlerò che si sentirà in piazza … “

E’ così; quando avverte l’orgasmo montargli dai testicoli, lui avverte la ragazza che è già all’apice del godimento; quando lui si sfila di colpo e le scarica nell’ombelico uno tsunami di sborra, lei urla come un animale sgozzato e il suo piacere si diffonde per tutto l’edificio; si abbandona sul corpo di lei languido per l’orgasmo e, dopo qualche momento, prende a baciarla su tutto il viso; lei gli prende la testa e incolla le labbra in un bacio di immensa sensualità.

Lui si stacca e si stende supino accanto alla ragazza; lei, dopo un attimo, sgancia la mano che stringeva la sua e va in bagno a lavarsi sangue, sperma e umori dal corpo; lui fa lo stesso nel bagno di servizio; poi tornano a letto e si abbracciano con dolcezza; lei si accoccola languida contro il corpo dell’amato e deposita piccoli baci su tutto il petto, fin dove può senza spostarsi; il languore intenso suggerisce di non muoversi finché non avranno esaurito il piacere infinito che provano.

“Mi insegnerai tutto quello che c’è da sapere sull’amore?”

“Tutto quello che so; da sapere c’è tantissimo che non conosco; ma non tutto stanotte; questa è la nostra luna di miele, anche se voi la celebrate nei bagni; io l’ho consumata a letto, con la donna che amo più della vita e ti insegnerò quello che so, quando potremo vederci … “

“Già … bisogna inventarci qualcosa per eludere mamma, per non turbarla eccessivamente; se non vengo per i fine settimana, tu puoi raggiungermi in città; lì c’è un rifugio che può diventare nido d’amore … “

“Si; credo che tua madre, oggi come oggi, non si opporrebbe a nessuna tua assenza; le fa persino comodo; ed io posso senz’altro raggiungerti nel tuo alloggio universitario … “

“ … che tu hai comprato per me; quindi, non c’è niente da eccepire.”

“Si, ma possiamo anche fare qualche puntatina fuori città, andare in posti che ti piacciono …. Ci organizzeremo … l’importante è che ci amiamo, perché quello per me conta, amarti e sentirmi amato.”

“Quello lo avrai sempre; ti amo!”

Ricominciano; facendo appello anche a notizie apprese da amiche nei pettegolezzi e conversari all’Università, lei lo masturba a lungo e Marco reagisce resistendo alla pressione degli orgasmi; lui ricambia con ditalini dolcissimi e lei si lascia andare ad orgasmi anche rumorosi; lei gli fa notare che è in debito di un rapporto e accosta la bocca al cazzo; spetta a lei leccarlo ma non sa con esattezza cosa fare; si lascia guidare dolcemente e in breve gli fa un pompino meraviglioso.

Lui le succhia amorevolmente i capezzoli e la fa godere più volte; torna sulla figa e prende a leccarla; lei lo afferra per le ascelle se lo riporta sopra, prede in mano il cazzo e lo dirige alla vagina; ‘Ancora!’ suggerisce e lui la monta ancora; si ferma e le chiede se vuole provare da dietro, visto che ne ha parlato a proposito dei bagni; lei si sfila e si mette carponi; lui la penetra dolcemente e i gemiti di lei diventano il suono di una sirena ininterrotta, tanto sono frequenti.

La cavalca a lungo; quando sente che l’orgasmo è in arrivo, l’avverte, si sfila, deposita il cazzo sulle natiche e lascia esplodere la sborra; lei ha portato una mano sulla figa e gode; crollano l’uno sull’altro, esausti sul lenzuolo e stanno così aspettando che il respiro torni normale; quando si staccano, lui prende dal tavolino dei tovaglioli e pulisce il culo di lei dalla sborra; subito dopo, lei corre in bagno a lavarsi.

Prendono fiato e si sdraiano supini, vicini, tenendosi solo per mano, quasi ad evitare qualunque altra provocazione; l’orologio segna le due di notte; lui sa che da un momento all’altro Nicoletta farà ritorno dalla sua scopata del giovedì chiede a Laura come vuole regolarsi; lei ritiene che sia meglio non farle sapere che è già casa; puntualmente, la chiave gira nella porta e la donna entra con passo felpato; seguono i rumori in cucina e nel bagno.

Marco suggerisce a Laura di nascondersi dietro l’armadio; come aveva previsto, la compagna apre la porta e si affaccia in camera.

“E’ inutile che fai finta di dormire; lo so che sei sveglio e che mi stavi aspettando; vieni a letto con me?”

“Neanche se chiami l’esercito; da quanto non dormiamo insieme? Hai scopato bene?”

“Io si; tu ti sei masturbato bene?”

“Molte cose stanno cambiando; forse sarà bene che parliamo … “

“Se ti sei arreso e vuoi chiedermi perdono in ginocchio, si può fare … “

“E se invece ti stessi per distruggere?”

“Provaci; cornuto sei e cornuto resti.”

“Anche questo è da discutere; il concetto di cornuto impegna una parentela che non c’è; tu sei una troia che scopa con dei farabutti; io me ne fotto di te e dei tuoi amanti; ti avverto però che tra poco pagherai tutto, assai salato … “

“Ah sì? E perché?”

“Laura tra tre mesi avrà vent’anni; se decide di fare la fame con te, rinuncio anche a lei; se sceglie di stare con me la fame la vai a fare da sola.”

“Vedremo, vedremo, buonanotte.”

“Buongiorno; tu non torni mai prima dell’alba … “

“Vai al diavolo!”

Si allontana, sente che chiude la porta di camera; Laura torna sul letto con lui.

“Sta male; è fuori di testa; cosa credi che speri?”

“Forse in un miracolo; non vedo altre possibilità

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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