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Arroganze e prevaricazioni · Cap. 1
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Capitolo 1 di 11 16 min di lettura

Arroganze e prevaricazioni 1 - A - Nicoletta 1

La rabbia d Nicoletta genera guerre

geniodirazza
1 anno fa · 1k letture · 0

Decide di ‘educare’ il caprone, lo frena e lo induce a spogliarsi con garbo, alternandosi a privare ogni volta l’altro di un capo dell’abbigliamento; le fa rabbia dover ricorrere alle conoscenze acquisite con il compagno a letto; ma è fin troppo evidente la differenza di classe tra le scopate e non vuole certo farsi trattare da bambola di gomma, mentre sta liberandosi, o almeno intende farlo, dal dominio di un dittatore.

Il caprone riesce a cogliere la dolcezza dei modi di lei e, poiché ha già scaricato la prima sborrata che gli premeva, la lascia fare; Nicoletta riesce a farlo ripartire e lo guida lentamente a scoparla come piace a lei, che in realtà è come la scopa Marco abitualmente; dopo che si sono denudati, aggredisce i capezzoli, li succhia e li mordicchia eccitandolo; lui reagisce ricambiando e, guidato da lei, riesce in breve a succhiarla a dovere e a provocarle un grosso orgasmo, compiacendosene con se stesso.

Subito dopo, lei lo aggredisce con un pompino da manuale; in piedi accanto al letto, con lei seduta sul bordo, gli succhia il cazzo con immensa abilità, leccando, mordendo e facendolo scorrere in gola, cosa non difficile viste le dimensioni, e mandandolo in visibilio con l’azione combinata della copula e della leccata, col risucchio e la masturbazione; lo ferma frequentemente, perché non vuole farlo sborrare subito.

Quando tocca a lui leccarla, lo deve quasi guidare passo passo per obbligarlo a usare la lingua delicatamente, le labbra per succhiare il clitoride e i denti per mordicchiare le labbra, piccole e grandi, fino a che ottiene l’orgasmo desiderato; poi si fa montare; visto che in figa non le da il piacere che cerca, prende il gel che ha portato, si gira a pecora, unge il culo e il cazzo e lo invita ad incularla; lui non crede a se stesso e si lancia con entusiasmo.

Nel culo il piacere è più intenso e vivo, finalmente sente il cazzo lungo il canale rettale e può mungerlo a suo piacimento, quello che la fa godere di più, è la coscienza che sta manovrando un maschio, o presunto tale, che ha fatto partorire a sua moglie quattro figli per la sua tendenza a scopare senza criterio; la sua soddisfazione è di avere un giocatolo umano a sua disposizione, anche se forse un oggetto di gomma l’avrebbe fatta godere di più.

Quello che sta domando non è un maschio che meriti; è semplicemente un caprone senza sensibilità; si sente quasi una nave scuola che insegna ad un troglodita cosa sia fare sesso intelligente e godere con passione; la sborra che le schizza nell’intestino comunque le dà una certa soddisfazione; lui, avendo a casa la moglie, non può trattenersi oltre una certa ora; lei potrebbe anche impegnare la serata; sarebbe un’ulteriore mortificazione al tiranno; decide di farlo sborrare in bocca e si rivestono.

Sulla strada del ritorno, avverte nel fondo della gola un sentore d’amaro nauseante; sa che il senso di colpa la sta aggredendo; teme anche possibili reazioni di Marco se e quando si accorgerà che l’ha tradito, ma decide di godere anche per questo; se dovesse cacciarla, ci penserà; mentre sta seduta sul water e lui si lava i denti, vede lo sguardo sul suo inguine e capisce che ha capito; ma non fa una grinza; lui si allontana disgustato e la ignora per tutta la notte.

La mattina seguente sente che parla col direttore di banca e capisce che sa; ma vuole che si pieghi a chiedere conto delle corna, per lo meno; Marco la ignora, come fosse un attaccapanni; lei fa lo stesso; ci ha riflettuto e sa che, se la caccia, lei si porta via Laura e lui ne soffrirebbe troppo; sa che accetterà il ricatto e la sopporterà o, finalmente, le consentirà di parlargli e di sbattergli in faccia la sua arroganza.

Non succede niente di quello che lei ha previsto, ma in realtà solo sognato e sperato; Marco sembra vivere in attesa del venerdì pomeriggio quando la ‘sua’ Laura tornerà dall’Università e sarà tutta per lui; quella volta, va addirittura alla stazione ad accoglierla e la porta a cena fuori, in un ristorante per innamorati; sua figlia gli dirà poi che è stato delizioso, veramente innamorato cotto e che lei ha deciso che, quando si farà sverginare, sarà Marco a farlo.

Intanto, la figlia è lo strumento di ricatto che ha contro il compagno e decide di riempirlo di corna; non vuole un amante fisso, perché l’uomo che ama è sempre lo stesso e non conosce nessuno in grado di sostituirlo; ma si farà un harem di maschi, si prenderà tutta la passione che cerca, li schiaccerà ai suoi piedi e sarà come umiliare il suo oppressore; a quel punto, che lui ami sua figlia e tratti lei peggio di un mobile non le interessa; l’unica cosa importante è umiliarlo.

In quella assurda situazione di sospensione di ogni rapporto umano scorrono cinque anni; Marco si concede ogni tanto con lei una scopata senza storia e senza amore; ha dimenticato ogni gesto d’affetto; sembra vivere cinque giorni della settimana in attesa del week end che potrà trascorrere col suo amore vero, la splendida Laura che è diventata ormai una donna di eccezionale bellezza, dolce e sensibile come l’uomo che le dato l’imprinting.

Forse è anche calda come sua madre, vista la passione con cui si attacca al ‘suo’ Marco e si struscia su di lui per fargli sentire il seno fremente, il ventre caldo e la figa vogliosa; le sue manovre mirano anche a sentire il cazzo del maschio che avverte abbastanza nettamente, nonostante gli abiti; a sua madre ha assicurato che non ha avuto rapporti di nessun genere con maschi ed aspetta solo di offrire la verginità all’uomo che ama.

Nicoletta sorride alle dichiarazioni della figlia, mentre pensa ai quattro maschi che ha scelto per avere ogni giorno, da lunedì a giovedì, la sua razione di passione alternativa, espressa col dominio totale su maschi di scarsissima consistenza; dopo la prima esperienza, ha stabilito che Nicola è ‘l’uomo del lunedì’ e, settimanalmente, lo incontra allo stesso posto, con meccanismi identici e con uguale spirito.

Quello che è riuscito a modificare, è stato l’atteggiamento nel sesso; l’uomo si è rivelato più duttile del previsto, è rimasto avvinto nella rete di lussuria che lei gli ha teso e adesso, incontrandosi, ha imparato a farla godere con garbo, cominciando da baci lussuriosi e avvolgenti, godendosi lunghissimi, sapienti ed elaborati pompini, leccandole prima di ogni scopata la figa in lungo e in largo e, prima delle inculate che lei predilige, leccandole il culo con passione devota.

Prima di andare avanti…

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