Comincia per i due una fase di entusiasmo di vita che si trasferisce a letto, dove vivono ore meravigliose di amore e di sesso; Nicoletta rivela una natura calda che, intuita da giovanissima, esplode in tutta la virulenza della passione; scoperebbe sempre, in ogni posto, in qualunque situazione; gli succhia il cazzo anche mentre sta seduta sul water, fanno insieme la doccia e si titillano libidinosamente, non passa momento che non si accarezzino e si bacino in continuazione.
Anche Laura ispira a Marco un desiderio quasi fisico di rapporto; la ragazzina si è legata a lui profondamente, lo ha definitivamente sostituito al ricordo del padre che si fa con gli anni sempre più sbiadito ed ideale, nascosto in un angolo della coscienza; con Marco esprime la fisicità del suo bisogno d’amore, stringendosi a lui e alla madre ogni volta che riesce a sentirli concretamente vicini, si fionda nel lettone ogni volta che può, accarezza il padre putativo come una bambola pregiata.
A mano a mano che cresce, si fa sempre più vivo il desiderio di sentirlo sulla pelle, come vede fare a sua madre, gioca col petto, con le cosce, col ventre, carezza il viso e lo percorre, lo riempie di baci dappertutto; Marco si fa coinvolgere dalla passione della ragazza e non cerca di frenarla, ma ne favorisce apertamente i tentativi di stargli stretta addosso anche se deve stare attento che la durezza del cazzo non appaia evidente e non disturbi i loro giochi.
L’idillio va avanti per cinque anni durante i quali Nicoletta assume decisamente il carattere e l’atteggiamento della donna decisa ed esigente, che dal suo uomo pretende soprattutto tanto sesso e tanta passione, qualche volta in concorrenza con la figlia che gioca con lei a chi si impossessa di più del maschio di casa; Marco è profondamente legato alle due e non passa fuori che il minimo indispensabile per seguire da vicino e bene il suo lavoro.
Per il resto, preferisce stare in casa e tampinare la sua compagna anche quando sfaccenda; non è raro che le pianti il cazzo duro tra le natiche, da sopra i vestiti e il grembiule da cucina mentre lei bada alla salsa che cuoce; sa bene che è solo il preludio; subito dopo manderanno Laura nella sua stanza a studiare o a giocare e si scateneranno in una delle scopate che tutto il vicinato conosce, tanto alti sono gli urli di passione che gli orgasmi scatenano.
Altre volte è il turno di Laura a sequestrarlo, specie quando si siedono alla tele e lei va a sedersi sulla sua poltrona, fra le cosce, e sembra farlo apposta, a stuzzicare il cazzo contro il culetto duro e sodo per farlo eccitare; l’apice lo raggiunge quando, la domenica mattina soprattutto, si fionda nel letto grande tra i due e fa a gara con sua madre a chi si prende il maschio di casa; quasi sempre è Nicoletta a disarmare e a lasciare che la figlia si goda l’uomo come vuole.
Difficile capire quando scatti la reazione violenta di Nicoletta; di colpo, la lettura della convivenza si stravolge e lei si sente asservita ad una condizione che non le piace; sa di dipendere totalmente da Marco, dal suo lavoro, dal suo potere e, forse anche in conseguenza di discorsi strani uditi o fatti negli incontri con altre donne, comincia ad avvertire la sensazione di essere un semplice orpello al successo del suo uomo.
Non manca una punta di gelosia verso sua figlia, di cui Marco sembra apprezzare sempre più da maschio il seno acerbo appena accennato, le natiche che si fanno morbide e tonde, le cosce snelle ed eleganti; più che da una figlia putativa, la ragazza implicitamente adottata dall’amico morto, lui sembra preso fortemente da una gazzella giovane e irruenta che sta nascendo dalla bambina informe che era entrata nella sua casa.
Per tutto il liceo, lei non fa che parlare del compagno di sua madre come del suo amore unico e insostituibile, rifugge dalla frequentazione di compagni di scuola per rifugiarsi in braccio al padre putativo anche quando deve studiare; lo incita e lo costringe a fare shopping con lei e gli chiede di verificare e di toccare dal vivo l’intimo che sceglie solo per indurlo a palparle il seno e il culo, a carezzarle il viso o le cosce.
Non ha perso l’abitudine di sedersi tra le cosce davanti alla tele, ma adesso sembra accompagnare la seduta con manipolazioni ambigue alla figa e al cazzo; se si ferma al di qua del sesso è solo per una forma di educazione inculcata; da quando sua madre si è allontanata da Marco presa da altri interessi, sembra aver occupato tutto lo spazio e gestirlo come da protagonista della vita anche sessuale del compagno di Nicoletta.
Quando decide di iscriversi all’Università, ad Economia la facoltà più vicina agli interessi di Marco, lui non esita ad acquistare un miniappartamento per evitarle l’inevitabile trafila dei fuorisede; ma Laura non aspetta che il venerdì per prendere il treno, tornare a casa e scatenarsi per il week end ad amoreggiare platealmente col ‘suo’ Marco, incurante delle smorfie di fastidio di sua madre; non arrivano a fare sesso esplicito per una remora atavica; ma sono decisamente coinvolti.
Nicoletta è già da qualche anno che ha deciso di cambiare rotta; ormai qualsiasi atteggiamento del suo compagno le suona offensivo e provocatorio; ha deciso dentro di se che gliela farà pagare e con l’unico mezzo che sa di possedere per colpirlo duro, umiliarlo, offenderlo e sfruttare per il suo piacere quella ricchezza e quel potere che lui le impone come segno del dominio; decide che un paio di corna gli sta bene e che se dovesse accorgersene, non la lascerà per amore a sua figlia.
Sceglie il complice in questa sua vendetta e lo individua in un personaggio di scarsa rilevanza, un piccolo imprenditore di livello medio basso, assolutamente lontano da Marco; non le è difficile irretirlo in un’atmosfera di seduzione che lo sconvolge, considerata l’alta qualità della bellezza e del garbo; stabilisce che si incontreranno in un hotel a breve distanza; per completare l’oltraggio al tiranno, paga tutto con una carta di credito di cui il compagno la lascia libera di disporre.
E’ anche questo un gesto di libertà, perché è lei a pagare per le corna che fa al suo uomo; l’altro figura quasi come un ospite nella camera che lei paga; ci mette poco, a passare dall’entusiasmo per la scelta coraggiosa alla delusione, di fronte al caprone che l’uomo rivela di essere; non sono quasi neppure entrati in camera che lui l’ha avvinghiata con forza, la palpa e la maneggia come una bambola di gomma; prima ancora di spogliarla, l’ha sbattuta sul letto e le ha infilato in figa un cazzo di media - bassa dimensione che a malapena la solletica.
Manco a dirlo, niente a che vedere non solo con la dimensione della mazza di Marco che si fa sentire, e come, per tutta la vagina fino all’utero; ma soprattutto con il garbo e l’eleganza con cui prepara le scopate; con un sesso meno di quindici centimetri, Nicola le procura intensi fastidi picchiando come un maglio con l’osso pubico contro il suo; alla fine, si troverà con un grosso livido sull’inguine che sarà una prova inconfutabile dell’adulterio.
