Quel giovane corpo è stato scosso da lunghi brividi di piacere e poi, dopo che se lo era gustato per bene, l'ho abbracciata e mi son rigirato, sdraiandomi sotto di lei, che si è ritrovata impalata sopra di me. Ho visto lo stupore disegnato nei suoi occhi, quando si è trovata impalata sopra la mia verga, sentendola tutta fino in fondo, perché la sua bocca si è spalancata senza emettere alcun suono, mentre la sua testa si è reclinata indietro, costringendomi ad afferrarla, per mantener il suo corpo in verticale sul mio. Ha avuto un orgasmo istantaneo, aveva gli occhi rovesciati, evidentemente l'orgasmo doveva averla stravolta. Per qualche istante è rimasta immobile, poi ha appoggiato le sue mani sul mio petto ed ha iniziato a muoversi su/giù sulla mia asta e, ogni volta che si lasciava ricadere, vedevo la sua bocca spalancarsi, perché, evidentemente, il mio membro giungeva a sbatter fino in fondo, provocandole un dolore/piacere particolare. Ha goduto altre due volte, e poi, sfinita, si è adagiata sul mio petto. «Che toro! Che toro magnifico! Mai nessuno, finora, mi ha scopato come te! Ad averlo saputo, sarei venuta a cercarti molto prima! Dai, continua, fammi impazzire ancora!» Dopo l’ennesimo orgasmo, mi son alzato in piedi, l’ho appoggiata ad un piccolo masso posto lì vicino e, in piedi, l’ho sbattuta con affondi duri. Anna ha sollevato le gambe e le ha annodate ai miei fianchi, appoggiandosi alla roccia con il culetto. Ha avuto un altro orgasmo e, dopo averlo urlato, mi ha baciato infilando la sua lingua nella mia bocca. «Vengo! Cazzo, vengo! Mi fai godere ancora! Sei sconvolgente! Un toro da monta! Uno stupendo toro da monta!» Ero stupito dalla facilità con cui riuscivo a farla godere, mentre sentivo che avrei potuto resistere ancora per molto, perché non ero ancora sazio del suo corpicino; allora son tornato ad affondare nel suo pancino, mentre la inchiodavo alla roccia. È venuta ancora ed ha abbassato le gambe, sembrava stremata. Mi sono tolto, l'ho girata, facendola appoggiare con le mani alla roccia ed ho preso a possederla da dietro. La tenevo stretta per i fianchi, pompandola con un ritmo notevole e, ad ogni spinta, quando il mio corpo sbatteva contro il suo, la sollevavo da terra, anche se solo per alcuni centimetri. Sfinita, si è arresa a gambe larghe davanti al mio nerbo, accogliendolo in quella sua fica fradicia e bollente.
«Mi distruggi! Mi sfondi! Nessun maschio mi ha mai chiavato come te! Sono tua! Il mio corpo è tuo! Fa di me quello che vuoi, ma continua a farmi godere sempre e ancora di più!» Mentre la pompavo da dietro, vedevo il suo forellino anale aprirsi e chiudersi ritmicamente e, così, ho avvertito forte il desiderio di penetrare anche quel buco. «Ti voglio prendere anche nel culo: te lo voglio aprire tutto!» Nel sentir quelle mie parole, si è girata ed ho notato una certa preoccupazione sul suo viso. «Ecco zio…Vedi, io… cioè, voglio dire… forse il tuo è un po' troppo grosso… Diciamo che, solo una volta, ho permesso che mi facessero il culo!» Ho fatto colare un po' di saliva lungo lo spacco delle sue natiche e, con il dito pollice ho preso a lubrificare quella rosetta grinzosa. L'ho sentita fremere un po', allora l'ho invitata a rilassarsi. «Rilassati! Cercherò di esser quanto più delicato possibile: te lo aprirò molto lentamente e con assoluta delicatezza.» Ho iniziato a premere con la cappella sul suo forellino e, muovendomi lentamente, un po' alla volta, son riuscito a scivolar dentro di lei. Aveva portato una mano dietro e, quando spingevo un po' di più, mi bloccava; quando però ha sentito che le mie palle andavano a sbattere contro la sua fighetta, ha esultato per la gioia. «Accidenti, zio! Me lo hai messo tutto nel culo! Ma sei davvero fantastico! Non ho sentito dolore, solo un po' di fastidio che, sicuramente, tra poco passerà. Dai, fottimi il culetto, fammi sentire come si gode anche con quello.» Ho preso a limare quel foro, che avvolgeva tutta l'asta, fasciandola come un guanto e, aumentando con una certa gradualità le escursioni dentro/fuori, son arrivato al punto che lo estraevo quasi tutto, per poi riaffondarlo con forza, facendola balzare su e godere di un piacere infinito. «Oddio, che bello! Continua, è bellissimo! Mi stai sfondando il culo! Più forte! Sfondamelo più forte! Sei fantastico!» Pomparle il culetto in quel modo, mi ha procurato molto piacere e, ad un tratto, ho sentito d'esser prossimo all'orgasmo, così ho preso a sbatterla più forte e, quando lei ha urlato ancora per un ennesimo orgasmo, ho iniziato a svuotarmi dentro di lei. «Piccola! Adesso, sto sborrando! Senti come te lo inondo questo culetto? Te lo riempio tutto!»
Lo ha percepito tutto e ne ha goduto ancora di più. «Oddio, lo sento! È bellissimo! Mi stai facendo un vero clistere bollente!» Ha lasciato che mi svuotassi dentro di lei, poi si è girata e si è inginocchiata davanti a me, ha afferrato ancora la mia mazza gocciolante dei suoi umori e del mio piacere e, senza nessuna esitazione, lo ha preso in bocca ed ha iniziato a ripulirlo in maniera incredibile. Ero basito dalla lussuria che riusciva ad esprimere questa giovane ragazza. «Cazzo, figlia mia! Ma quanti ne hai ciucciati per esser così brava?» Lei ha continuato ancora un po', poi si è alzata in piedi e, guardandomi dritto negli occhi, mi ha sorriso. «Ammetto di averne succhiati parecchi, ma presi dentro e, soprattutto, essermeli goduti come ho fatto con te oggi, posso dire che avanzano le dita d'una sola mano! Il piacere che ho provato con te oggi, per me è stata la più bella scoperta! Adesso so a chi rivolgermi, quando avrò voglia di godermi una chiavata che possa effettivamente dirsi tale.» L’ho abbracciata e tenuta stretta a lungo. Lei, da quel giorno, ha cominciato regolarmente a venire, una o due volte a settimana, a trovarmi, per farsi montare da me. Oggi è fidanzata, ma, malgrado questo, non disdegna di farsi una cavalcata con me, fino alla baita in montagna.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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