Serra le labbra sulla punta e comincia a succhiarlo in maniera assolutamente inarrestabile. Sento l’orgasmo che sta per esplodere nella sua bocca e decido che deve provarlo nello stesso istante in cui io la farò godere. Le torturo il bottoncino, quando sento che è di nuovo pronta ad esplodere in un orgasmo, le annuncio che le riempirò la bocca di sborra.
«Eccomi, sborro! Adesso, ingoia tutto!»
Mi scateno sulla sua fica, lei inizia a vibrare scossa dall’orgasmo, mentre, nello stesso istante, le schizzo generose bordate di sborra in bocca. Rimane un attimo immobile, poi sento che deglutisce e continua a leccare e succhiare. Quando il suo orgasmo ormai si è spento, la rigiro, la trascino su di me e le nostre bocche si uniscono di nuovo e ci scambiamo i fluidi, assaporando ognuno il piacere dell’altro.
«Sei stato meraviglioso! Mi hai fatto impazzire, con la tua lingua! Inoltre hai un buon sapore! Le altre dicono che quando i maschi sborrano loro in bocca, lo sputano, mentre a me è piaciuto tantissimo ingoiare fino all’ultima goccia. Ora mi sento pronta, perché non mi prendi e mi fai donna?»
La guardo e sento che il mio cazzo è ancora duro, con lei che ci sta sdraiata sopra. Senza aggiungere niente, sollevo un po’ le gambe e inizio strusciare la mia verga sul taglio della sua fica. Lei percepisce subito il gioco ed allunga una mano, cerca di afferrare il mio membro per infilarselo dentro, ma io la faccio desistere.
«No! Non adesso e non ora. In questo momento voglio che tu assapori il piacere di sentire la mia verga che scorre lungo il tuo sesso, ma che non ti penetra.»
Rispetta il mio volere e si muove gustando il piacere di quella masturbazione, che deriva dallo sfregare la sua fica contro il mio cazzo. Poi, sfinita, dopo un ennesimo orgasmo, si sdraia su di me.
«Grazie! Ciò che mi fai provare è qualcosa di veramente unico. Ho invidiato Tania, perché raccontava che, con suo padre, è stato qualcosa di meraviglioso, ma ora son sicura che anche farlo con te sarà bellissimo.»
L’abbraccio e le dico che è ora di dormire. Lei sorride, poi, con occhi languidi, mi chiede una cosa con voce dolcissima.
«Fino ad ora è stato tutto infinitamente bello. Però vorrei chiederti una cosa, ma, promettimi che non ti arrabbierai: faresti dormire qui con noi, anche Tania, per piacere?»
Le sorrido e annuisco; allora lei si alza quasi per andarla a chiamare, ma io la blocco e mi giro verso la porta.
«Dai, Tania, vieni dentro! Tanto lo so che sei dietro la porta e che ci stavi spiando.»
La porta si apre e Tania, con un sorrisetto ironico, sale sul letto e si sdraia accanto a me. Si gira verso l’amica e la guarda con occhi carichi di ammirazione.
«Hai capito che porcellina? Fa tanto la santarellina e poi, alla prima occasione, ti regala un pompino con l’ingoio da Guinness dei primati! Scommetto che ti è piaciuto tantissimo.»
Cinzia la guarda e gli fa la linguaccia, poi io metto pace tra le due e ordino di dormire. All’alba ci svegliammo tutti e tre insieme e subito loro si preparano, perché mi chiedono un passaggio verso scuola.
«Sì, vai alla base aerea, vero? Ci daresti un passaggio, tanto la scuola ti è di strada.»
«Ok, va bene, vuol dire che, a colazione, ci fermiamo in un bar.»
Tempo pochi minuti e le vedo tornare vestite in maniera alquanto provocante. Entrambe indossano una minigonna in jeans ed una semplice T-shirt, sotto cui si vede chiaramente che non hanno indossato reggiseno. Ai piedi sandali a zeppa, che inarcano il culo, facendole sembrare due puttanelle. Mi guardano, cercando di capire l’effetto che hanno su di me; io sorrido sfoggiando una certa ironia e poi ce ne andiamo.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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