Zio ho bisogno di un favore..

Capitolo 8 - ora si che ci si diverte!

Dentro di me penso che è vero: il futuro è proprio arrivato.

P
pennabianca

5 ore fa

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«Laura, vengo! Laura! Laura, ti sto sborrando dentro!»
Mi abbraccia e mi stringe forte. Mi blocca dentro di sé, mentre il suo corpo trema di piacere.
«Sì, ti sento! Sento il calore del tuo seme che sta riempiendo la mia vagina e questo mi fa impazzire di piacere! Vieni, riempimi tutta! Voglio chiudere gli occhi ed immaginare che, in questo momento, tu mi stia ingravidando!»
Restiamo uniti ed abbracciati, mentre mi svuoto dentro di lei, che mi tempesta il mio viso con tanti baci.
«Cosa mi son persa in tutti questi anni! Adesso capisco perché Tania e Cinzia abbiano voluto godere con un maschio come te: sei magnifico! È stata un'esperienza sconvolgente e di una lubricità unica, irripetibile. Sì hai capito bene; irripetibile! Non verrò mai più a cercarti, perché amo mio marito, perché, in tutti questi anni, questo di oggi è stato un sogno che ho realizzato, perché mi son resa conto che mia figlia, che ha molti anni meno di me, aveva avuto il coraggio e l'intraprendenza di farsi prima sverginare da suo padre, e poi di entrare nel letto di suo zio. Oggi non ce l'ho fatta più. Ti son venuta a cercare proprio perché volevo che succedesse questo. Lo volevo con tutte le mie forze ed ora che l'ho avuto, non ti cercherò più! Sei stato il mio sogno per tanti anni e, oggi che l'ho realizzato, ne sono soddisfatta, fiera, appagata e decisamente felice; però, per poterlo ricordare così, deve restare unico! Ti amo come sorella, ti amo come donna e, da oggi, ti amo anche come una femmina, che ha potuto godere e assaporare il piacere che sei capace di donare. Sono orgogliosa di tutto questo ed è per questo che ti adoro e ti ringrazio: il piacere che mi hai dato, per me è stato qualcosa di unico, estasiante.»
La guardo stupito, senza riuscire a trovar nessuna parola da dire e lei, dopo avermi dato un ennesimo bacio, si alza dal letto, si riveste velocemente, si gira, mi fa un cenno con la mano e se ne va. Resto sdraiato nel letto, mi rilasso e mi addormento. Quando mi sveglio è il primo pomeriggio, mi preparo per recarmi alla base dove devo fare uno degli ultimi due test del programma, che sto portando avanti.

Giungo alla base con un certo anticipo e trovo Stefania che sta facendo gli ultimi controlli, prima del "briefing" per il volo. Indossa un tailleur, giacca e pantaloni che, all’apparenza, sembra normale, ma addosso a lei, riesce a renderla conturbante e bella con eleganza. Parliamo del lavoro, anche se lei mi guarda con ammirazione. Riassumiamo insieme tutti i vari punti del progetto. Mentre stiamo parlando, improvvisamente si apre la porta e vediamo entrare Sophia, Thomas e Andrea. Noi due ci diamo uno sguardo, cercando di capire per quale motivo, all'improvviso, abbiamo la presenza dei nostri tre dirigenti, ma è Andrea che mi offre la spiegazione.
«Carlo, abbiamo deciso di venire ad assistere a questa che, tecnicamente, è l'ultimo, vero e proprio, test definitivo. In pratica è il più difficile, è il più complesso e, nello stesso tempo, quello che sancisce definitivamente l'effettiva validità del nostro sistema. Il prossimo test sarà ad esclusivo appannaggio della "Stampa di settore", che avrà lo scopo di far conoscere il prodotto ai fini della vendita, mentre, invece, quello di stasera, sarà il test certamente tra i più difficili, ed è per questo che vi vogliamo assistere dal centro di controllo.»
Lo guardo per un attimo, mi sento un po' sotto pressione, ma non ho tempo di replicare, perché Sofia aggiunge un ulteriore contributo al discorso.
«Noi tre siamo fiduciosi che questa sera porterai a termine anche questo importante, quanto definitivo test e, quindi, vorremmo sapere da te se hai riflettuto sulla nostra proposta, perché, dopo questa sera, dovremmo dare inizio al nostro programma. Siamo consapevoli che il test di questa sera è estremamente difficile e complicato, ma è assolutamente necessario per poter garantire, a chi lo acquisterà, la validità del prodotto al 100%.»
Li guardo e mi rendo conto che questa sera sono in ballo tante decisioni importanti, che cambieranno sicuramente il corso delle nostre vite e, così, prima di dare una risposta definitiva, decido ancora di prendere un po' di tempo.

«Sono consapevole della difficoltà di quest'ultimo test, ma sono anche abituato a vendere la pelle dell'orso solo dopo averlo catturato. Quindi, se volete scusarmi, ora vado a prepararmi per portare a termine il mio lavoro.»
Esco seguito da loro; percorro un breve corridoio e, mentre loro proseguono per la sala controllo, io esco da una porta laterale, che mi immette nel grande hangar dove è pronto il velivolo, che mi serve per testare l'intero sistema. Ci sono una decina di persone intorno al caccia e, quando sto per salire a bordo, sento il ticchettio di tacchi a spillo; mi volto e vedo Sofia, che viene verso di me. Discretamente le persone si allontanano pur continuando a divorarla con gli occhi. È di una bellezza sconvolgente: indossa un abito che sembra dipinto sul suo corpo, per quanto ne modella le forme; il suo camminare lento, rende il movimento decisamente lubrico, sensuale. Si avvicina a me, mi fissa dritto negli occhi.
«Un giorno o l'altro, dovrò trovare il coraggio di salire con te sul tuo uccellone.»
Sorrido al suo doppio senso e le rispondo a tono.
«Quando vuoi, sono a tua completa disposizione! Sta tranquilla che se ci salirai sopra e ti porterò così in alto che non vorrai più scendere!»
Ora è lei che sorride, mi fissa negli occhi e mi parla con un tono ancora più languido.
«Ti prego, fa molta attenzione, perché questa sera ci giochiamo il tutto! Sono consapevole che non mi deluderai e seguirò il tuo volo in sala controllo, incrociando le dita e facendo il tifo per te!»
Si allunga verso di me e mi sfiora le labbra in un bacio, poi si gira e, mantenendo le sue movenze sensuali, attraversa l'hangar e sparisce in sala controllo. Salgo a bordo e mi preparo al volo; mi rendo conto che questa sera sarà veramente dura, perché la prova cui dovrò attendere è davvero difficile, al pari di quella di un cecchino che dovrebbe colpire il bersaglio ad una distanza di sette/ottocento metri, senza l'ausilio del binocolo, ma utilizzando solo il suo occhio e la punta del mirino del suo fucile, facendo affidamento sulla sola sua esperienza e bravura. Questa sera, appena in volo, farò più o meno la stessa cosa, in quanto spegnerò tutti i sistemi presenti a bordo del mio caccia ed utilizzerò solo il sistema da noi progettato, per andare in buca, senza farmi beccare da possibili “nemici”.

Mi alzo in volo ed avvio la prova; dopo due ore, nonostante abbia corso il rischio di esser beccato, riesco a completare la missione e, immediatamente dal centro di controllo, rompono il silenzio radio e tutti si complimentano con me. Sento urla di gioia, ma, soprattutto, sento la voce di Sofia, che mi intima di rientrare alla base il più in fretta possibile.
Quando atterro, vengo accolto da una piccola folla di tecnici ed operai, che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, che applaudono e si congratulano con me, poi, d'un tratto, la folla si apre e vedo arrivare Sofia, Stefania Thomas e Andrea, che vengono verso di me, mentre vedo alcune persone che, in maniera discreta, si allontanano a bordo di lussuose vetture nere. Sofia mi stringe la mano davanti a tutti e si congratula con me.
«Complimenti, Carlo. Vedi quelle persone che se ne stanno andando? Sono una decina di acquirenti, che erano in sala controllo ad ammirare il tuo capolavoro e, senza saperlo, questa sera hai già venduto almeno una decina di prototipi. Non ti abbiamo detto nulla prima, per non farti sentire addosso la responsabilità di quello che stavi facendo, ma hai fatto veramente un capolavoro. Adesso, va a cambiarti, perché dobbiamo festeggiare con te, l'inizio di una nuova era!»
Soddisfatto, mi reco in una piccola camera, messa a mia disposizione; mi faccio una doccia veloce e, quando esco, nudo, con solo un asciugamani intorno alla vita, sento bussare alla porta e vedo entrare Stefania, con in mano uno smoking appeso ad una gruccia.
«Mister Thomas ti manda questo indumento, perché ha detto che il dress code del luogo dove andremo a cena, lo esige.»
Adagia il tutto sul letto, si avvicina a me e mi guarda quasi in attesa di un mio gesto o parola. Sento ancora l'adrenalina in circolo nel mio corpo e ho una voglia fortissima di scopare, come sempre capita ogni volta che torno da una missione; così, senza dir nulla, l'afferro per i fianchi, la tiro a me e le nostre bocche si uniscono in un bacio carico di passione. Immediatamente la sua mano scende in basso, scioglie l'asciugamano ed impugna il mio membro, già turgido. Si stacca, mi guarda un attimo negli occhi, poi si abbassa e porta la punta del mio gioiello davanti alla sua bocca.

«Accidenti, che bel cazzone! Dunque era vero quello che hanno raccontato le escort con cui sei andato a letto: che cioè sei molto dotato e, soprattutto, un vero toro da monta!»
Senza aggiungere altro, inizia un lavoro di bocca fatto di lunghe leccate e sapienti succhiate sulla punta, che hanno l'effetto di rendermelo ancora più duro. Ho voglia di scoparla, così, ad un tratto, la sollevo, le slaccio i pantaloni, li abbasso a metà coscia, la faccio girare piegata a 90 gradi, con le mani appoggiate al letto, mi posiziono dietro di lei, che si gira e mi guarda con ammirazione.
«Entra pure dove vuoi! Ogni mio buco è a tua completa disposizione! Dovunque vorrai entrare, per me sarà sempre e solo piacere!»
Glielo spingo con decisione davanti e, tenendola per i fianchi, inizio a pomparla con un ritmo molto elevato; lei ha subito un orgasmo, seguito da un altro così forte che le fa piegare le ginocchia. La sorreggo per i fianchi e, fatto un passo in avanti, la faccio inginocchiare sul letto, mentre continuo a pomparla: lei gode ancora.
«Sì, così, sbattimi tutta! Fammelo sentire fin in gola! Mi fa impazzire il maschio che mi monta così, come se fossi una vacca!»
Continuò a pomparla e lei continua ad aver un altro orgasmo, poi sento che ho voglia di svuotarmi nella sua bocca, così mi sfilo e lei immediatamente intuisce il mio desiderio: si inginocchia davanti a me, cinge la punta del mio cazzo con le sue labbra, mentre io mi sego velocemente e, un attimo dopo, le riverso in gola due generose bordate di crema che lei accoglie e ingoia, fino all'ultima stilla. Dopo di che, si alza in piedi e mi fissa in faccia.
«Grazie! Grazie per avermi fatto godere così intensamente; aggiungo che, da questo momento, il mio corpo sarà sempre a tua completa disposizione. Se vorrai sarò la tua escort, la puttana con cui potrai, tutte le volte che lo vorrai, svuotare le tue palle. Non ti chiederò nulla in cambio, nessun compenso, se non una copiosa sborrata nella bocca o in qualunque altro buco tu voglia. Ti chiedo solo questo.»
Senza aggiungere altro, gira i tacchi e se ne va. Pochi minuti dopo siamo tutti e cinque a bordo di una splendida limousine e, subito Andrea offre a me ed agli altri, un calice di benvenuto.

«Signori, questa sera, grazie alla bravura di Carlo, abbiamo fatto la storia e voglio brindare alla nascita della nostra nuova società, che, in qualche modo, produrrà sistemi di armi capaci di cambiare il concetto globale di guerra. Anche se la nostra è un'arma fondamentalmente d'attacco, sono certo che diventerà un deterrente tale da rendere questo mondo più incline alla pace.»
Mentre sto brindando, Sofia si gira verso di me e pretende un mio cenno in risposta alle loro proposte.
«Allora, Carlo, hai preso la tua decisione?»
Sorseggio ancora un po' di spumante e poi le rispondo.
«Sì, ho preso la mia decisione: accetto la vostra proposta, ma, voglio porre delle condizioni, che non ammettono censure.»
Thomas mi guarda e chiede di che si tratta; io gli rispondo che, di tanto in tanto, vorrei continuare a volare. Lui sorride e mi assicura che potrò contare di veder riconosciuto tutto ciò che chiedo.
«Non solo dovrai continuare a volare, ma dovrai anche addestrare, di volta in volta, una decina di piloti dei paesi che avranno acquistato il nostro prodotto; cosicché, a loro volta, quando torneranno nel loro paese, potranno insegnare ad altri come sfruttare al meglio la nostra invenzione. Considerato superato questo problema, io brindo alla nascita della nostra nuova società!»
Sofia che è seduta accanto a me, si gira e mi bacia in bocca.
«Finalmente, avrò qualcuno che mi farà volare su di un magnifico uccellone!»
Mentre parla vedo lo sguardo di Stefania, che si abbassa un po' rattristata, ma Sofia interviene all'istante.
«Smettila di rammaricarti! Mi è sembrato che, qualche minuto fa, in una certa stanza, anche a te sia stato offerto il test di ammissione e mi è sembrato che tu hai avuto modo di superarlo a pieni voti, quindi sorridi e sii ottimista!»
Gira la testa, guardando fuori le luci della notte che scorrono veloci oltre il finestrino; dentro di me penso che è vero: il futuro è proprio arrivato.

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