«Laura, vengo! Laura! Laura, ti sto sborrando dentro!»
Mi abbraccia e mi stringe forte. Mi blocca dentro di sé, mentre il suo corpo trema di piacere.
«Sì, ti sento! Sento il calore del tuo seme che sta riempiendo la mia vagina e questo mi fa impazzire di piacere! Vieni, riempimi tutta! Voglio chiudere gli occhi ed immaginare che, in questo momento, tu mi stia ingravidando!»
Restiamo uniti ed abbracciati, mentre mi svuoto dentro di lei, che mi tempesta il mio viso con tanti baci.
«Cosa mi son persa in tutti questi anni! Adesso capisco perché Tania e Cinzia abbiano voluto godere con un maschio come te: sei magnifico! È stata un'esperienza sconvolgente e di una lubricità unica, irripetibile. Sì hai capito bene; irripetibile! Non verrò mai più a cercarti, perché amo mio marito, perché, in tutti questi anni, questo di oggi è stato un sogno che ho realizzato, perché mi son resa conto che mia figlia, che ha molti anni meno di me, aveva avuto il coraggio e l'intraprendenza di farsi prima sverginare da suo padre, e poi di entrare nel letto di suo zio. Oggi non ce l'ho fatta più. Ti son venuta a cercare proprio perché volevo che succedesse questo. Lo volevo con tutte le mie forze ed ora che l'ho avuto, non ti cercherò più! Sei stato il mio sogno per tanti anni e, oggi che l'ho realizzato, ne sono soddisfatta, fiera, appagata e decisamente felice; però, per poterlo ricordare così, deve restare unico! Ti amo come sorella, ti amo come donna e, da oggi, ti amo anche come una femmina, che ha potuto godere e assaporare il piacere che sei capace di donare. Sono orgogliosa di tutto questo ed è per questo che ti adoro e ti ringrazio: il piacere che mi hai dato, per me è stato qualcosa di unico, estasiante.»
La guardo stupito, senza riuscire a trovar nessuna parola da dire e lei, dopo avermi dato un ennesimo bacio, si alza dal letto, si riveste velocemente, si gira, mi fa un cenno con la mano e se ne va. Resto sdraiato nel letto, mi rilasso e mi addormento. Quando mi sveglio è il primo pomeriggio, mi preparo per recarmi alla base dove devo fare uno degli ultimi due test del programma, che sto portando avanti.
Giungo alla base con un certo anticipo e trovo Stefania che sta facendo gli ultimi controlli, prima del "briefing" per il volo. Indossa un tailleur, giacca e pantaloni che, all’apparenza, sembra normale, ma addosso a lei, riesce a renderla conturbante e bella con eleganza. Parliamo del lavoro, anche se lei mi guarda con ammirazione. Riassumiamo insieme tutti i vari punti del progetto. Mentre stiamo parlando, improvvisamente si apre la porta e vediamo entrare Sophia, Thomas e Andrea. Noi due ci diamo uno sguardo, cercando di capire per quale motivo, all'improvviso, abbiamo la presenza dei nostri tre dirigenti, ma è Andrea che mi offre la spiegazione.
«Carlo, abbiamo deciso di venire ad assistere a questa che, tecnicamente, è l'ultimo, vero e proprio, test definitivo. In pratica è il più difficile, è il più complesso e, nello stesso tempo, quello che sancisce definitivamente l'effettiva validità del nostro sistema. Il prossimo test sarà ad esclusivo appannaggio della "Stampa di settore", che avrà lo scopo di far conoscere il prodotto ai fini della vendita, mentre, invece, quello di stasera, sarà il test certamente tra i più difficili, ed è per questo che vi vogliamo assistere dal centro di controllo.»
Lo guardo per un attimo, mi sento un po' sotto pressione, ma non ho tempo di replicare, perché Sofia aggiunge un ulteriore contributo al discorso.
«Noi tre siamo fiduciosi che questa sera porterai a termine anche questo importante, quanto definitivo test e, quindi, vorremmo sapere da te se hai riflettuto sulla nostra proposta, perché, dopo questa sera, dovremmo dare inizio al nostro programma. Siamo consapevoli che il test di questa sera è estremamente difficile e complicato, ma è assolutamente necessario per poter garantire, a chi lo acquisterà, la validità del prodotto al 100%.»
Li guardo e mi rendo conto che questa sera sono in ballo tante decisioni importanti, che cambieranno sicuramente il corso delle nostre vite e, così, prima di dare una risposta definitiva, decido ancora di prendere un po' di tempo.
«Sono consapevole della difficoltà di quest'ultimo test, ma sono anche abituato a vendere la pelle dell'orso solo dopo averlo catturato. Quindi, se volete scusarmi, ora vado a prepararmi per portare a termine il mio lavoro.»
Esco seguito da loro; percorro un breve corridoio e, mentre loro proseguono per la sala controllo, io esco da una porta laterale, che mi immette nel grande hangar dove è pronto il velivolo, che mi serve per testare l'intero sistema. Ci sono una decina di persone intorno al caccia e, quando sto per salire a bordo, sento il ticchettio di tacchi a spillo; mi volto e vedo Sofia, che viene verso di me. Discretamente le persone si allontanano pur continuando a divorarla con gli occhi. È di una bellezza sconvolgente: indossa un abito che sembra dipinto sul suo corpo, per quanto ne modella le forme; il suo camminare lento, rende il movimento decisamente lubrico, sensuale. Si avvicina a me, mi fissa dritto negli occhi.
«Un giorno o l'altro, dovrò trovare il coraggio di salire con te sul tuo uccellone.»
Sorrido al suo doppio senso e le rispondo a tono.
«Quando vuoi, sono a tua completa disposizione! Sta tranquilla che se ci salirai sopra e ti porterò così in alto che non vorrai più scendere!»
Ora è lei che sorride, mi fissa negli occhi e mi parla con un tono ancora più languido.
«Ti prego, fa molta attenzione, perché questa sera ci giochiamo il tutto! Sono consapevole che non mi deluderai e seguirò il tuo volo in sala controllo, incrociando le dita e facendo il tifo per te!»
Si allunga verso di me e mi sfiora le labbra in un bacio, poi si gira e, mantenendo le sue movenze sensuali, attraversa l'hangar e sparisce in sala controllo. Salgo a bordo e mi preparo al volo; mi rendo conto che questa sera sarà veramente dura, perché la prova cui dovrò attendere è davvero difficile, al pari di quella di un cecchino che dovrebbe colpire il bersaglio ad una distanza di sette/ottocento metri, senza l'ausilio del binocolo, ma utilizzando solo il suo occhio e la punta del mirino del suo fucile, facendo affidamento sulla sola sua esperienza e bravura. Questa sera, appena in volo, farò più o meno la stessa cosa, in quanto spegnerò tutti i sistemi presenti a bordo del mio caccia ed utilizzerò solo il sistema da noi progettato, per andare in buca, senza farmi beccare da possibili “nemici”.
