Zio ho bisogno di un favore..

Capitolo 7 - adesso è il momento della verità...

Da tanto di quel tempo che desidero averti dentro ed ora voglio sentirmelo scivolare lentamente dentro...

P
pennabianca

5 ore fa

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Ad un tratto si solleva, si inginocchia davanti a me e le sue labbra vanno a serrarsi intorno alla mia asta, mentre la sua lingua mi tortura la punta, facendomi gemere di piacere. Ho un’erezione alquanto repentina e, appena lei sente che sono perfettamente in tiro, si alza e si siede su di me, impalandosi. Le scivolo dentro senza nessuna difficoltà, perché è bagnata fradicia. Mentre inizia un saliscendi che la porta a godere in poco tempo, mi abbraccia e mi stringe a sé, mentre il mio viso è completamente immerso fra i suoi seni. Succhio e mordo i suoi capezzoli, facendola godere ancor di più, mentre mi urla il suo piacere.
«Mi fai venire! Mi fai venire ancora! Carlo, GODO!»
Serra le sue braccia intorno al mio collo e le sue gambe intorno alla sedia, per restare bloccata con il mio cazzo dentro di sé. Assapora l’ennesimo orgasmo, poi si stacca e mi guarda negli occhi, mentre mi parla.
«Voglio bere il tuo seme! Voglio sentire che mi inondi la bocca!»

Lentamente si solleva, si sfila la mia verga dalla fica completamente inzuppata dei suoi umori. Si inginocchia e prende a leccarmela, facendo incetta di tutto ciò da cui è coperta. Poi la afferra con entrambe le mani e, mentre la masturba, succhia con forza la punta, fin quando avverto di esser prossimo al piacere; lei lo capisce perché ha sempre tenuto il suo sguardo fisso nei miei occhi. Improvvisamente il mio corpo si tende e le riversa in bocca una generosa quantità di sborra, che lei raccoglie e ingoia senza perderne una sola goccia. Dopo aver pulito perfettamente il mio cazzo, si solleva di colpo e si siede di nuovo su di me, mentre mi abbraccia e bacia.
«Vorrei star sempre con te! Invece oggi devo tornare a casa mia, sapendo che l’unica persona con cui vorrei stare è lontana da me. Sono consapevole di esser troppo giovane per te, ma, ti prego, non ti dimenticare di me! Tu sei e resterai sempre la persona più importante che io abbia mai conosciuto nella mia vita»
Restiamo ancora abbracciati, quando sento la porta di casa che si apre ed entra Tania. Ci osserva per un lungo istante, mentre noi la guardiamo con aria interrogativa. Si vede che è stanca, alquanto sbattuta ma felice. Si siede accanto a noi e, mentre le offro un caffè, Cinzia la tempesta di domande.
«Allora? Com’è stato a dormire con lui? Ti sei fatta scopare? Dai, non tenermi sulle spine! Racconta!»
Lei sorbisce a lungo il suo caffè, poi si gira verso di noi e la sua voce risuona di una felicità incredibile.
«È stato bellissimo! È un’amante superlativo! Per esser un giovane, scopa davvero bene! Quasi come te zio! Cioè: nessuno è in grado di batterti, però lui è ben dotato e, soprattutto, è molto resistente. Cazzo! Ho la netta sensazione di essermi innamorata! E vuoi sapere una cosa, mia cara amica: anche lui è già pazzo di me?»
Fatta colazione, lei va a riposarsi, mentre io e Cinzia andiamo a fare una passeggiata. Mentre camminiamo lungo la riva del fiume, dove c’è un percorso verde, lei, per un po', rimane in silenzio, mentre io cerco di riflettere sul futuro. Ad un tratto, lei si gira verso di me e poi, dopo un’attenta riflessione, mi chiede consiglio.

«Ho già completato gli studi ed ora dovrò andare all’università per studiare medicina. Vorrei chiederti una cosa: mancano circa una quarantina di giorni prima che io mi trasferisca in un’altra città: vorrei chiederti, prima che ciò accada, passare con te quanto più tempo possibile. Non ti devi sentire in obbligo verso di me, ma, durante questo periodo, vorrei sentire d'esser speciale per te, come tu lo sei per me.»
La guardo un po’ stupito e mi rendo conto che Cinzia si sia presa una cotta per me e, quindi, cerco in qualche modo di limitare i danni.
«Cinzia, quello che tu mi chiedi è bellissimo e son sicuro che qualunque altro uomo ne sarebbe immensamente lusingato. Sono però altrettanto sicuro che, se passiamo una quarantina di giorni insieme, per te sarà ancor più difficile il distacco. Io non posso esser il tuo futuro, al massimo sono solo il momentaneo presente. Se vogliamo passare dei giorni insieme, sono d’accordo, ma deve esser qualcosa solo ed esclusivamente a motivo di sesso.»
Lei sorride, mi butta le braccia al collo. Mi assicura che sarà solo sesso, perché quando se ne andrà a vivere da un’altra parte, vorrà esser una donna completa ed esperta, in tutto e per tutto. Rientrati a casa, le ragazze raccolgono le loro cose e io le riporto a casa. Prima lascio Tania, poi mi dirigo verso la villa dei genitori di Cinzia. Giunto al cancello, lo supero e, mentre percorriamo il viale, vedo dietro di me, la vettura del padre di Cinzia. Scesi nel piazzale, lui mi viene incontro e mi saluta cordialmente.
«Carlo, come stai? È un piacere rivederti. Se hai un minuto, vorrei chiederti una cosa.»
Annuisco, lui mi invita ad entrare, mentre rivolge un breve saluto alla figlia, che lo guarda e, dopo avergli sorriso, sparisce. Entriamo nello studio ed una cameriera bionda ci porta due caffè. Mentre lo sorseggio, lui mi parla con tono sereno e pacato.
«Sono a conoscenza del fatto che vi mancano due test per completare il collaudo dei sistemi d’arma che hai testato per quella importante società che l’ha costruito. Presumo che, a breve, il tuo lavoro sia terminato. La mia azienda va cercando una figura di spicco per inserirla nei suoi quadri dirigenziali ed io avrei pensato a te per quello che concerne un nuovo progetto.

Il lavoro sarebbe impegnativo, ma, nello stesso tempo, molto gratificante e, soprattutto, ben remunerato. Aggiungo che, per svolgerlo, sarebbe però necessario spostarsi di frequente da un posto all’altro del mondo. Mi piacerebbe molto averti al mio fianco in questa nuova impresa.»
Ascolto con attenzione le sue parole, mentre osservo quest’uomo che un mio amico, che lo conosce bene, lo ha definito una persona appena sotto uno scalino a Dio. Non è solo una questione di potere o immagine, è anche un uomo dal carattere molto forte e determinato, e la sua proposta non è evidentemente fatta in maniera superficiale, ma sicuramente ben ponderata.
«Andrea la sua proposta è interessante e sicuramente merita un approfondimento ed un’attenta valutazione. Non ti nascondo che ho ricevuto anche un'altra proposta, che sto valutando attentamente. Avrei bisogno di qualche dettaglio in più prima di prendere una decisione definitiva.»
Lui mi sorride, poi continua il discorso.
«Sono a conoscenza del progetto che ha in mente di realizzare mister Thomas ed ero sicuro che avrebbe offerto a te una parte importante nella sua realizzazione. Aggiungo che il nostro progetto è consequenziale al suo, in quanto realizzeremo insieme ciò che tu hai testato con i tuoi voli di prova. Quindi, o lavorerai per me o per lui, l’azienda sarà la stessa e, in ogni caso, sarai parte integrante dello stesso progetto.»
Sorridendo e, quanto mai lusingato da quelle sue parole, rispondo:
«Quindi, se ho ben capito poi si formerebbe una società per la realizzazione del sistema che ho collaudato io? Questo semplifica un po’ le cose, perché, in un certo senso, ho piacere a lavorare per te e, nello stesso tempo, anche per lui, e la cosa non mi dispiace.»
Lo saluto e me ne torno a casa. Appena dentro, vengo accolto dal silenzio di questa dimora che, fino a questa mattina, era resa vivace dalle voci delle ragazze, mentre ora è avvolta da un silenzio cupo e triste. Mi rendo conto della mia solitudine e, per non pensarci, mi dirigo in ufficio e, una volta acceso il PC, mi applico a completare l'intero rapporto sul mio lavoro.

Dopo circa una mezz'ora che sono intento a scrivere i dettagli del lavoro, sento suonare alla porta e quando apro trovo Laura, mia sorella. Per un attimo resto stupito nel vederla davanti alla porta, la faccio entrare e noto che mia sorella non è seconda a nessuno quanto a procacia. Ha due anni più di me, alta, più o meno quanto me, bionda, occhi scuri, un bel seno di una quarta abbondante; il suo fisico longilineo, nonostante le due gravidanze, ne fanno una bella donna che, sicuramente, non passa inosservata per strada. Indossa uno splendido vestito di lino bianco, sotto cui è visibile l'intimo, anch'esso bianco.
«Ciao, sorellona! A cosa devo il piacere di averti qui?»
«Passavo da queste parti ed ho deciso di venir a prendere un caffè da mio fratello!»
La faccio accomodare e, mentre preparo la moka, lei mi segue in cucina; sedutasi su una sedia, accavalla le gambe, mettendo in mostra le sue splendide cosce, già abbastanza abbronzate. Ho notato che quel gesto l'ha eseguito in maniera lenta, cercando di recepire la mia reazione.
«Mi è giunto all'orecchio che mia figlia abbia preso una bella sbandata per un ragazzo. Ho provato a chiederle qualcosa, ma, naturalmente, lei si è chiusa a riccio ed io non vorrei che, ora che deve sostenere gli esami di maturità, abbia la mente distratta da altro. Visto che hai un forte ascendente su di lei, vorrei chiederti se gentilmente le facessi capire quanto sia importante questa fase della sua vita.»
La guardo ed avverto una velata malinconia nella sua voce, così, mentre le offro il caffè, i nostri occhi si incrociano per un lungo interminabile istante. La scollatura del suo vestito mi offre una bella panoramica del suo seno e sento il membro indurirsi nei pantaloni.
«Son sicuro che Tania non farà sciocchezze e, soprattutto, son sicuro che Philip farà di tutto perché lei superi brillantemente gli esami. In ogni caso, farò in modo di parlar con lei, tanto per farti star più tranquilla.»
Lei si alza in piedi per appoggiare la tazzina e, ancora una volta, i nostri occhi si incrociano. Mi guarda, solleva una mano e mi fa una carezza sul volto, mentre la sua voce ora è veramente malinconica.

«Sei davvero diventato un bell'uomo! Ora capisco come due ragazzine, appena diciottenni, possano desiderare un maschio come te. Anch'io, tanto tempo fa, ti ho desiderato, ma ormai sono a un passo dai 50 e comincio ad esser vecchia.»
Allargo le braccia e la stringo a me. La mia bocca si incolla sulla sua e le nostre lingue si inseguono in una danza erotica sconvolgente. È un bacio lungo e desiderato, carico di passione, di desiderio, di voglia a lungo repressa. Quando si stacca da me, abbassa gli occhi e la sua voce è quasi un sussurro.
«Scusami! Capisco che son troppo vecchia per un bel maschio come te, che ha assaporato la carne fresca e tenera di quelle due puttanelle. Ancora una volta son arrivata tardi.»
La prendo per mano e, senza dir nulla, la porto in camera mia, in un attimo la spoglio e mi trovo davanti l'esatto fisico che avevo immaginato, quello di una bella quarantenne che, sicuramente, farebbe impazzire più di un maschio. Anche lei mi spoglia e, seduta sul letto, mi attira a sé, impugna il mio scettro e, per un attimo, lo osserva, solleva lo sguardo e sorride.
«Non puoi capire quanto ho desiderato questo momento da tutta una vita! Avevo notato che eri ben messo, ma devo ammettere che, vederlo da vicino, è tutta un'altra cosa!»
Un attimo dopo, incomincia a passare la lingua lungo tutta l'asta e scivola giù fino alle palle, per poi risalire fin sopra il prepuzio, che lecca e lubrifica abbondantemente. Se lo assapora per bene, ingoiandolo ripetutamente fin in fondo, dimostrando di esser ben capace di inglobarlo tutto. La lascio divertire un po', poi la spingo sul letto, mi sdraio e mi infilo tra le sue cosce, inizio a restituirle il piacere facendo scorrere la mia lingua lungo tutto lo spacco, dal clitoride fino al buco del culo, che sento fremere quando viene stimolato dalla punta della mia lingua. Geme a bocca piena e mi succhia ancor più forte. Mi rendo conto che potrei finire con un bocchino, così mi fermo, la rigiro e la metto a cosce aperte sotto di me, appoggio la punta tra le labbra della sua vagina ormai fradicia e, quando sto per entrare dentro di lei, per un attimo mi blocca.

«Aspetta un momento: è tanto di quel tempo che desidero averti dentro ed ora voglio sentirmelo scivolare lentamente dentro. Entra piano, nella maniera più lenta ed esasperante possibile, perché voglio godermi ogni singolo centimetro di questo tuo meraviglioso membro, mentre scivola dentro di me.»
Appoggio la punta e comincio a far un leggero avanti e indietro, scivolando sempre un po' più dentro, per poi sfilarlo completamente e ricominciare da capo. Senza fretta, impiego quasi una decina di minuti per entrare tutto dentro, fin in fondo. Gode e viene nello stesso istante in cui schiaccio il mio corpo contro il suo e lei si rende conto che son tutto dentro di lei.
«Oh sì, finalmente! Sapessi quanti anni ho desiderato questo momento! Sapessi quante notti ho sognato di sentirti sopra di me, come adesso! Non puoi immaginare quante volte mi son masturbata, pensando al piacere che avrei provato nel sentirti arrivare fino in fondo, sbattere contro il collo dell'utero con il tuo splendido cazzone ed urlare il mio piacere. Dai, fammi impazzire! Lo so che non sono come le ragazze che ti sei appena scopato, ma, per una volta, fa impazzire anche a me!»
Continuò a muovermi piano, mentre lei adesso socchiude gli occhi, spalanca la bocca senza emetter alcun suono, mentre viene incontro ai miei movimenti, spingendo il corpo in alto, in modo da farsi sbattere con colpi sempre più forti e vigorosi. Viene due volte, rapidamente, poi mi attira a sé e mi bacia, mentre i suoi occhi si riempiono di lacrime di gioia.
«Non ti fermare! In questo momento sono in paradiso e non voglio abbandonarlo! Ti prego, non ti fermare, continua a farmi provare queste sensazioni che attendevo da anni! Dai, prendimi con tutta la tua forza e poi inonda il mio ventre, come ho sempre desiderato. A volte ho sognato anche di farmi ingravidare da te e, anche se ora non è possibile, voglio comunque sentire il tuo seme espandersi nel mio ventre, chiudere gli occhi ed immaginare che mi stai fecondando!»
Aumento il ritmo e la sbatto sempre più forte; lei ha un nuovo orgasmo e, d'un tratto, solleva le gambe e le annoda dietro la mia schiena; ha un ennesimo orgasmo ed io, in quel momento, mi svuoto dentro di lei.

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