Mi chiamo Carlo, ho 45 anni e da dieci sono vedovo. Sono alto m. 1,85, spalle larghe, capelli brizzolati, occhi scuri, fisico asciutto, che riesco a mantenere con periodici allenamenti settimanali, sia in palestra che in piscina. Sono un tecnico collaudatore di prototipi sperimentali, un lavoro alquanto rischioso. Anche mia moglie faceva un lavoro molto rischioso: era medico ospedaliero nel reparto malattie infettive e, per questo, entrambi avevamo sottoscritto una polizza assicurativa sulla vita, che contemplava qualsiasi tipo di morte, ad esclusione del suicidio. Quando lei è deceduta, ho ricevuto un sostanzioso indennizzo che, tecnicamente, mi permetterebbe, se lo volessi, di fare una vita agiata e senza problemi, ma io preferisco ancora lavorare, perché è questo che tiene la mia mente occupata e, in un certo modo, non mi fa pensare al dolore della perdita. Ho un figlio che vive all’estero, sono il terzo di tre figli, ho due sorelle maggiori. Serena, la più grande, vive in America, per aver sposato un soldato della relativa base, che è a poca distanza da dove abitiamo noi; è felicemente sposata ed ha due ragazzi grandi, anche loro impegnati nel corpo dei marines; Laura vive poco lontano da casa mia, ha tre figli, il più grande, Marco, è attualmente impegnato in un lavoro di ricerca per l’Università in Sudamerica, mentre le altre due figlie, la più grande, Lisa, lavora come consulente finanziario in uno studio di commercialisti, e l'altra, più piccola, Tania, ha da poco compiuto 18 anni, sta completando le scuole superiori e sembra non aver nessun problema a sostenere gli esami di maturità, in quanto è una studentessa modello ed ha un carattere molto esuberante e divertente. È la classica ragazza solare, alta, snella, occhi chiari, capelli lunghi e biondi, labbra carnose, cosce lunghe ed un culetto a mandolino che lei evidenzia con mini mozzafiato e tacchi alti. I suoi seni sono di una terza piena, perfetta per la sua età ed armonica per il suo corpo. Il ventre è bello piatto e adora indossare camicie che non arrivano all'ombelico. Fra di noi c’è sempre stata una certa complicità e per questo mi piace tantissimo quando viene a trovarmi. Nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, è arrivata a casa mia assieme alla sua amica Cinzia. Cinzia è 18 enne come lei e, come lei, ha i capelli neri a caschetto ed un bel corpo.
Un seno di una bella quarta abbondante ed un culo a cuoricino che è la parte finale di cosce snelle e ben tornite. Le labbra, poi, sembrano invitino ad infilarci dentro un bel cazzo, da quanto si presentano morbide e sensuali. Appena entrata ha fatto le presentazioni.
«Ciao, zio, questa è Cinzia, la mia miglior amica; studia con me, nella mia stessa classe.»
La guardo con ammirazione.
«Piacere di conoscerti, Cinzia.»
Lei mi ha guardato con occhi non disinteressati.
«Il piacere è mio di fare la sua conoscenza.»
Giusto il tempo di stringerle la mano, che subito Tania mi abbraccia e mi spiega il motivo della sua visita.
«Zio, avremmo bisogno di un favore: potremo passar la notte qui con te Cinzia ed io? Sua madre e suo padre vanno fuori città per il weekend e lei non vuol restare sola durante questo fine settimana, che per noi è importante per continuare a studiare, in vista degli esami di maturità e sai bene che a casa mia non c'è posto per due.»
Mi guardano con un po’ d'ansia, in attesa di una mia risposta.
«Non vedo nessun problema, se lei resta in casa con noi. Io, domani mattina, ho un collaudo e voi due siete libere di fare ciò che volete. Credo che avrete scuola domattina, poi, qui tu sei di casa e, quindi, puoi pensar tu a tutto, anche per la tua amica.»
Immediatamente entrambe hanno fatto salti di gioia e, prima Tania, poi Cinzia, mi hanno lanciato le braccia al collo. Due momenti in cui ho sentito il loro corpo aderire al mio, soprattutto quello di Cinzia che, mentre mi abbracciava, ha spinto il bacino in avanti, alla ricerca del mio pacco che, seppur in modalità di riposo, deve esserle sembrato piuttosto grosso.
«Grazie zio, sei un tesoro! Vedrai che non ti daremo fastidio. Inoltre dormiremo insieme nella camera degli ospiti, quindi saremo molto discrete. Ci pensi tu ad informare la mamma? Lo sai che con me fa sempre tante storie.»
Io gli ho sorriso e le ragazze sono corse nella stanza degli ospiti, ridacchiando. Le ho sentite parlare tra loro e ridersela alla grande. Ho preso il telefono ed ho chiamato Laura, mia sorella.
«Ciao, sorellona! Come stai? Tania è venuta da me assieme alla sua amica Cinzia, dicendo che devono studiare per l’ammissione agli esami e, poiché i genitori della sua amica sono fuori città e a casa tua non hanno posto, mi ha chiesto asilo per il weekend.»
Mia sorella è rimasta subito stupita da quelle mie parole.
«Cosa? Ma stai scherzando, vero? Quando Cinzia si trattiene a casa nostra, dormono sempre insieme, quindi non vedo il problema. Inoltre, lei e la sua amica hanno sostenuto gli esami di ammissione circa una ventina di giorni fa ed entrambe sono state ammesse. Svegliati fratellino! Se son venute da te è perché tua nipote e la sua amica hanno in mente qualcosa che necessita della tua collaborazione. Lo sai che Tania, quando si mette una cosa in testa, è impossibile farle cambiar idea. Lo scorso anno si era messo in testa di insidiare suo padre e credo che ci sia riuscita in pieno. Se son venute da te, hanno in mente qualcosa che ti riguarda, quindi regolati di conseguenza.»
Ora sono io un po’ stupito.
«Ma dai! Sono solo due ragazzine! Che vai pensando?»
Lei mi risponde con un tono davvero duro.
«Ragazzine? Apri gli occhi, bello! Sono due puttanelle che usano già gli anticoncezionali e sanno di aver un corpo da sballo: girano in minigonna e tacchi alti, ben sapendo l’effetto che fa sui maschietti! Credimi, sono ben consapevoli della loro bellezza e la sfruttano a loro piacere. Però, non mi fraintendere; amo Tania perché rappresenta tutto quello che io averi voluto esser alla sua età, ma questo non glielo posso dire, perché già non riesco ad imporle un freno, così, immagina se lo sapesse! Tienimi aggiornata e grazie per prenderti cura di lei.»
Chiusa la telefonata con mia sorella, rifletto su tutta la faccenda e decido di regolarmi di conseguenza. Chiedo alle ragazze cosa vogliono per cena e mi rispondono che delle pizze andranno benissimo. Le ordino e, poco dopo, arrivano e le consumiamo insieme, fra risate e doppi sensi, cui fingo di non dar peso. Dopo cena ci siamo sistemati per guardare un film preso dalla ricca collezione di DVD che possiedo. Tra i vari generi le ragazze scelgono un horror, quindi stavamo guardando un film di Dario Argento. Mi sono ritrovato seduto sul divano, in mezzo alle ragazze.
