Zio ho bisogno di un favore..

Capitolo 2 - nuove richieste e vecchi ricordi....

Nella vita nessuno nasce maestro e tutti dobbiamo imparare qualcosa.

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pennabianca

6 ore fa

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Giro lo sguardo verso Tania e decido che, se si deve giocare, sarà fatto secondo le mie regole.
«Ammesso e non concesso che accetti di provvedere a questa cosa, sia ben chiara una cosa: che tu, Tania, adesso prendi e te ne vai in camera tua, perché, in questo momento, l’incesto non è nei miei pensieri!»
Tania mi guarda sconcertata e cerca di obbiettare, ma si scontra con la mia assoluta determinazione.
«Ma… Cioè, io… Accidenti! Come hai fatto a scoprire che è stato mio padre? E poi, perché io… Dai, lasciami restare!»
Sollevo una mano e le indicò la porta. Lei fa un mezzo sorriso all’amica, poi raccoglie i suoi indumenti e se ne va. Mi giro verso Cinzia, che mi osserva molto titubante.
«Ora veniamo a noi signorina. Prima di tutto voglio metter in chiaro che, se andremo in fondo a questa faccenda, dovrà essere fatto nel pieno rispetto delle mie decisioni. Ogni cosa che non sarà fatta come dico io, comporterà immediatamente l’interruzione di questo progetto. Ora rilassati, perché non sarà questa sera che diventerai donna. Sei troppo tesa e nervosa e, se davvero vuoi che sia una cosa magica, da ricordare con tutta la tenerezza immaginabile, dovrai cominciare con il rispettare quello che ti dirò io e, soprattutto, dovremmo farlo in assoluta calma e serenità, cosicché, quando arriverà il momento, tu dovrai esser all’apice del piacere e dovrai sentir, dentro di te, il forte desiderio di avermi dentro. Ora rilassati e cerca di prendere confidenza sia con il mio corpo che con il tuo.»
Lei mi sorride, cercando di mascherare la tensione che ancora la domina. Io allungo una mano, le sollevo il viso ed appoggio le mie labbra alle sue. Quando la mia lingua preme fra le sue labbra, lei si tira un attimo indietro e poi abbassa di nuovo il capo.
«Scusami, ma non so baciare bene. Cioè, praticamente, non so fare nulla! Sento le altre che parlano tranquillamente di come lo prendono in bocca o se lo fanno sbattere dentro e godono, come matte, mentre io resto in silenzio, perché, fino al compimento dei miei 18 anni, i miei genitori mi hanno affidato ad una governante talmente severa, che, solo accenno del sesso, la faceva sclerare. Ovviamente, quando poi andavo a scuola, ero intimidita, dalla mia totale inesperienza e, per non far brutta figura, ho sempre rifiutato ogni tipo di avances.»
Decisamente resto alquanto sorpreso da questa sua confessione e, quindi, le sorrido per cercare di sdrammatizzare la situazione.
«Cinzia, smettila di scusarti. Nella vita nessuno nasce maestro e tutti dobbiamo imparare qualcosa. È successo a me, a Tania e a tutte le altre persone che ti ruotano intorno, di dover intraprendere qualcosa di cui non sapevano nulla. Non ti vergognare della tua inesperienza, ma parlane con me, apriti, confidati e non temere il mio giudizio, perché io non ti giudico, ma, al massimo, posso solo darti dei consigli, affinché tu possa vivere le tue esperienze in maniera bella e giudiziosa. Non sai baciare? Non c'è problema: dammi un bacio!»
Lei solleva il viso ed i suoi occhi sono più sereni: ora il suo bacio è più profondo e completo. Apre le labbra e la sua lingua viene a cercare la mia, intuendo subito il gioco e, mentre limoniamo, la mia mano va ad accarezzarle il seno; lei subito comincia a gemere per il piacere. Sento i suoi capezzoli indurirsi fra le mie dita, mentre la mia mano si inoltra sul ventre e scivola giù lungo la coscia, con lei che, apre le gambe e mi mostra la sua ostrica, già umida dei suoi umori.

Mi stacco da quelle dolci labbra e scendo giù a leccare e succhiare i suoi capezzoli, con lei che, presa dal piacere, stringe la mia testa sul suo petto, mentre mi dice che sta provando un piacere immenso.
«Continua, ti prego! È bellissimo! Non ti fermare!»
Le ho baciato lo stomaco e la parte superiore delle cosce; poi scendo giù, gioco con la punta della lingua anche sull’ombelico, mentre lei, d'istinto, apriva le cosce e mi offriva sua fica oscenamente pronta. Il suo aroma ha un profumo inebriante. Aspiro e vengo avviluppato da quell’odore di femmina vergine, ma in calore. Stava tremando di piacere. Quando la punta della mia lingua colpisce il bottoncino magico, lei, d’istinto, serra le cosce intorno alla mia testa, schiaccia con le mani la mia bocca sulla figa, mentre un gemito promana dalla sua.
«Ooooooh! Sì, ancora!»
Dopo un attimo, allenta la presa, mentre io comincio ad esplorare le pieghe di quella conchiglia profumata, che mi riempie di tanto piacere. È talmente sublime leccare quella giovane fica, ancora illibata, che quasi mi stordisce. Le basta poco per farle avere un vero e proprio orgasmo, che, improvvisamente, la fa irrigidire e godere in maniera sconvolgente.
«Oh, no! Vengo! Vengo! Mi fai venire! ORA!»
Un’ondata di piacere si riversa nella mia bocca. Raccolgo tutto fino all’ultima goccia di quel nettare prelibato, poi mi allungo di nuovo su di lei e, questa volta, è lei che viene alla ricerca della mia bocca. Ci uniamo in un bacio carico di passione, dove lei assapora dalle mie labbra anche il nettare che ho raccolto fra le sue cosce. Quando si stacca da me, lei mi guarda e, per un attimo, resta un po’ indecisa, poi inizia a spingersi verso il basso, ma io la fermo.
«Fermati un attimo. Guardami e dimmi: quante volte hai tenuto un cazzo in mano? E, in bocca, lo hai mai preso?»
Lei rimane titubante, poi, con un filo di voce, mi confessa che non l’ha mai fatto. Le sorrido e, con tutta la calma possibile, le elargisco alcuni consigli, che lei subito apprende e mette in pratica. Ora scivola lentamente sul mio corpo e, quando raggiunge il mio sesso, lo impugna e, con la lingua, scorre lungo tutta l’asta, arrivando giù, fino alle palle, che lecca su mio suggerimento. Poi lo accoglie in bocca e subito si rende conto che deve vincere il fastidio che le procura l'introduzione in gola. È brava, ci mette impegno e così, ad ogni affondo, riesce a trattenerlo un po' di tempo in più e, dopo ripetuti tentativi, alla fine riesce a trattenere in gola tutta la mia verga. Modestamente son munito di un bel cazzo, sia in lunghezza che in spessore, ma lei sembra intenzionata ad inglobarlo tutto, fino in fondo. Quando lo estrae, dopo averlo retto tutto in gola, i suoi occhi brillano e la sua faccia è congestionata, mentre sorride compiaciuta. Sono soddisfatto di questi suoi progressi, per cui la tiro a me e la bacio con passione.
«Per questa sera, può anche bastare. Ho solo voluto farti capire quali erano gli elementi in gioco: il piacere che io posso far provare a te e quello che tu fai provare a me.»
Lei mi guarda, ma non la vedo ancora soddisfatta.
«Ho capito, ma tu non sei venuto. Quando mi hai leccato fra le cosce, io ho avuto un orgasmo devastante, mentre ora tu ti sei accontentato di sentire come riuscivo ad accoglierlo tutto in bocca. Voglio farti godere. Spiegami cosa fare per farti venire, perché so che ai maschi piace molto quando vi riesce di riempire con il vostro seme la bocca di chi ve lo sta succhiando. Voglio che tu me lo insegni.»
Vedo nei suoi occhi una certa determinazione, mentre continua ad impugnare la mia verga, segandola con delicatezza. Allora le spiego come fare e lei subito inizia a succhiare il mio cazzo, facendolo scorrere dentro/fuori la sua bocca. Decido che non voglio restar passivo, così mi rigiro e la trascino su di me.
«Tu continua a succhiare; quando verrò, ingoia tutto, mentre io mi divertirò a farti provare lo stesso piacere. Inoltre se sentirai parlare di come si fa un 69, sappi che quello che faremo adesso è esattamente questo.»
Senza aggiungere altro, prendo a leccare quella giovane fica che sbrodola in una maniera impressionante. Nonostante la sua totale inesperienza, sento che si sta impegnando a fondo e, mentre le regalo un ennesimo orgasmo, che lei mugola a bocca piena, in risposta mi inonda il viso di nettare prelibato.
«Così non vale! Se mi fa impazzire così, non riuscirò mai a farti sborrare!»
Sorrido a quella sua osservazione per niente priva di fondamento, poi, le do un ennesimo consiglio.
«Se, e quando, provi piacere, devi restituirlo! Se io faccio godere te, tu devi far godere me.»

Serra le labbra sulla punta e comincia a succhiarlo in maniera assolutamente inarrestabile. Sento l’orgasmo che sta per esplodere nella sua bocca e decido che deve provarlo nello stesso istante in cui io la farò godere. Le torturo il bottoncino, quando sento che è di nuovo pronta ad esplodere in un orgasmo, le annuncio che le riempirò la bocca di sborra.
«Eccomi, sborro! Adesso, ingoia tutto!»
Mi scateno sulla sua fica, lei inizia a vibrare scossa dall’orgasmo, mentre, nello stesso istante, le schizzo generose bordate di sborra in bocca. Rimane un attimo immobile, poi sento che deglutisce e continua a leccare e succhiare. Quando il suo orgasmo ormai si è spento, la rigiro, la trascino su di me e le nostre bocche si uniscono di nuovo e ci scambiamo i fluidi, assaporando ognuno il piacere dell’altro.
«Sei stato meraviglioso! Mi hai fatto impazzire, con la tua lingua! Inoltre hai un buon sapore! Le altre dicono che quando i maschi sborrano loro in bocca, lo sputano, mentre a me è piaciuto tantissimo ingoiare fino all’ultima goccia. Ora mi sento pronta, perché non mi prendi e mi fai donna?»
La guardo e sento che il mio cazzo è ancora duro, con lei che ci sta sdraiata sopra. Senza aggiungere niente, sollevo un po’ le gambe e inizio strusciare la mia verga sul taglio della sua fica. Lei percepisce subito il gioco ed allunga una mano, cerca di afferrare il mio membro per infilarselo dentro, ma io la faccio desistere.
«No! Non adesso e non ora. In questo momento voglio che tu assapori il piacere di sentire la mia verga che scorre lungo il tuo sesso, ma che non ti penetra.»
Rispetta il mio volere e si muove gustando il piacere di quella masturbazione, che deriva dallo sfregare la sua fica contro il mio cazzo. Poi, sfinita, dopo un ennesimo orgasmo, si sdraia su di me.
«Grazie! Ciò che mi fai provare è qualcosa di veramente unico. Ho invidiato Tania, perché raccontava che, con suo padre, è stato qualcosa di meraviglioso, ma ora son sicura che anche farlo con te sarà bellissimo.»

L’abbraccio e le dico che è ora di dormire. Lei sorride, poi, con occhi languidi, mi chiede una cosa con voce dolcissima.
«Fino ad ora è stato tutto infinitamente bello. Però vorrei chiederti una cosa, ma, promettimi che non ti arrabbierai: faresti dormire qui con noi, anche Tania, per piacere?»
Le sorrido e annuisco; allora lei si alza quasi per andarla a chiamare, ma io la blocco e mi giro verso la porta.
«Dai, Tania, vieni dentro! Tanto lo so che sei dietro la porta e che ci stavi spiando.»
La porta si apre e Tania, con un sorrisetto ironico, sale sul letto e si sdraia accanto a me. Si gira verso l’amica e la guarda con occhi carichi di ammirazione.
«Hai capito che porcellina? Fa tanto la santarellina e poi, alla prima occasione, ti regala un pompino con l’ingoio da Guinness dei primati! Scommetto che ti è piaciuto tantissimo.»
Cinzia la guarda e gli fa la linguaccia, poi io metto pace tra le due e ordino di dormire. All’alba ci svegliammo tutti e tre insieme e subito loro si preparano, perché mi chiedono un passaggio verso scuola.
«Sì, vai alla base aerea, vero? Ci daresti un passaggio, tanto la scuola ti è di strada.»
«Ok, va bene, vuol dire che, a colazione, ci fermiamo in un bar.»
Tempo pochi minuti e le vedo tornare vestite in maniera alquanto provocante. Entrambe indossano una minigonna in jeans ed una semplice T-shirt, sotto cui si vede chiaramente che non hanno indossato reggiseno. Ai piedi sandali a zeppa, che inarcano il culo, facendole sembrare due puttanelle. Mi guardano, cercando di capire l’effetto che hanno su di me; io sorrido sfoggiando una certa ironia e poi ce ne andiamo.

 

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