Capitolo 4 - nuove prospettive...e nuove emozioni...
Il vostro problema è che a voi piace mostrare tutto e subito...
5 ore fa
Guardo l’orologio e mi accorgo che sono quasi le 20:00, così vado in camera mia e, velocemente, indosso un paio di jeans ed una maglietta per esser pronto. Quando vedo le ragazze resto letteralmente stupito. Mi sarei aspettato un abbigliamento succinto e sexy, come lo erano in mattinata, invece, per andare alla festa di compleanno, indossano un semplice paio di jeans ed una maglietta, ai piedi delle semplici scarpette da ginnastica. Tutte cose più adatte per andare a scuola, non ad una festa di compleanno. Vorrei chiedere spiegazioni, ma è tardi, quindi prendiamo l’auto e, mentre le conduco a destinazione, mi faccio spiegare il perché di quell'insolito abbigliamento. È Cinzia che, giratasi verso di me, mi risponde in maniera del tutto serena.
«Siamo vestite in questo modo, perché alla festa non c’è nessuno che ci interessa. Questa mattina sapevamo che, passando con te al bar, che sappiamo esser frequentato da tanti bei ragazzoni, avremmo suscitato il loro interesse, così c’eravamo vestite esattamente come abbiamo letto nei tuoi pensieri: da vere puttanelle! Questa sera, invece, non ci interessa suscitare l’ammirazione di nessuno, perché i maschi che saranno a questa festa, sono solo dei boriosi coetanei, che non suscitano in noi alcun interesse.»
Il suo ragionamento fila liscio e, quindi, non aggiungo altro. Le lascio a destinazione, proprio nel cuore del centro storico e, poiché ho fame, lascio l’auto nel parcheggio sotterraneo del centro e faccio quattro passi lungo il corso, quando mi viene in mente un piccolo locale, dove andavo spesso con mia moglie. Nulla di speciale, una piccola osteria con pochi posti, dove però si mangiava molto bene. Quando entro, vedo che quasi tutti i tavoli sono occupati e la padrona, una bella signora, mi viene incontro e, quando le chiedo di voler mangiare qualcosa, lei sta per comunicarmi che non c’è posto, ma, improvvisamente, mi sento chiamare. Mi giro e vedo Stefania seduta ad un tavolo un po’ defilato e, per questo, non l’avevo notata. Viene verso di me e mi invita a sedere al suo tavolo.
«Non credevo che fossi libero a cena! Ti avrei invitato, questa sera. Come mai da queste parti? Non mi risulta che tu abiti in centro!»
La guardo e mi rendo conto che, in effetti, lei abita poco distante da dove ho lasciato le ragazze.
«Avevo un impegno in zona e, poiché è ora di cena, mi son ricordato di questo posto, dove venivo spesso con mia moglie.»
Il tempo di comunicare le nostre ordinazioni alla cameriera e lei, guardandomi dritto negli occhi, prende a dialogare con voce suadente.
«Voglio chiederti scusa per questa mattina. Non avevo nessun diritto di dire quello che ha detto. Purtroppo devo ammettere con me stessa che sei una persona molto interessante, ma, soprattutto, ho capito che sei una persona speciale. Purtroppo mi sono anche resa conto che non suscito affatto il tuo interesse e vorrei capirne il motivo. Tu non sei gay, perché a te le donne piacciono e, da quando è morta tua moglie, hai avuto solo sporadiche avventure o ti sei ridotto a pagare qualche escort per placare i tuoi bisogni, mentre dubito che le due ragazzine, che erano con te questa mattina, rientrino nel nuovo genere di donne con cui ti va di accoppiarti.»
La guardo e mi rendo conto che si sta letteralmente sdraiando ai miei piedi, pur di conquistare la mia attenzione.
«Non capisco perché una donna bella come te, perda tanto tempo dietro ad uno come me. Abbiamo un buon rapporto di lavoro, perché sei una persona intelligente, molto colta, istruita, molto educata e, per quanto concerne il lavoro, anche molto preparata e questo mi piace molto di te. Come donna sei anche una bella donna, che suscita ammirazione al suo passaggio e, sicuramente, molti degli uomini presenti nella base, farebbero carte false per aver la tua attenzione. Per questo non capisco perché stai dietro ad uno come me, che, ormai, dovresti aver capito che non ha alcuna intenzione di legarsi nuovamente con qualcuno. Ho sofferto troppo per la perdita di mia moglie e non voglio più provare un simile dolore.»
Vedo la malinconia nei suoi occhi, poi fa un profondo respiro e cambia discorso.
«Quello che volevo dirti stamattina in ordine al lavoro, è che la nostra azienda ha intenzione di mettere in produzione il sistema d’arma che stiamo testando. Sarà qualcosa di nuovo e di assolutamente tutto da organizzare, ed è per questo che il presidente, ha deciso di creare un gruppo di lavoro, totalmente nuovo. Ci sarà una nuova fabbrica, nuovi operai, nuovi dirigenti che dovranno supervisionare la costruzione di questo sistema d’arma, che sta avendo successo in tutti i paesi cui è stato proposto di adottare. Con gli ultimi test eseguiti oggi, hai dimostrato che è veramente qualcosa di innovativo e, dopo che avremo fatto il testo in notturna, il lavoro sarà completo. Vogliono te e vogliono anche me! Io dovrò supervisionare l’aspetto economico, mentre tu attenderai a quella della costruzione del sistema, perché lo conosci meglio di chiunque altro e dovrai anche studiare eventuali modifiche da apportare in base alle specifiche esigenze di ogni singolo paese che lo acquisterà. Si parla di un lavoro con stipendi a 6 zeri. È l’occasione per togliersi il casco, smettere di volare e pilotare una scrivania, dove i rischi sono di gran lunga inferiori ed i guadagni estremamente alti. La questione è che loro vogliono entrambi: o tutti e due assieme, o nessuno! Capisco che per te il danaro non sia un problema, ma valuta la questione sotto il profilo puramente personale: sarebbe un successo strepitoso, una soddisfazione ampiamente meritata da entrambi. Tu per averlo testato, io per aver seguito il programma. Promettimi che ci farai un pensierino e mi darai una risposta prima della fine degli ultimi test.»
La guardo e, mentre stiamo dando fondo a quanto ordinato, rifletto assiduamente su tutta la faccenda e, quando sto per chiedere ulteriori spiegazioni, improvvisamente vedo il mio cellulare vibrare e leggo il messaggio delle ragazze, che mi chiedono di andarle a riprendere. Rispondo semplicemente dicendo che mi trovo nel ristorante a poca distanza da loro, per poi tornare a guardare Stefania.
«È una proposta molto allettante e non sono sicuro di volerla accettare, perché mi piace volare.»
Lei mi guarda speranzosa, poi continua a parlare.
«Non prendere una decisione affrettata, pensaci ancora un po’. A tal proposito ti informo che mister Thomas, il nostro presidente, a giorni ti manderà un invito, come lo ha già inviato a me, a trascorrere qualche giorno del mese di agosto a bordo del suo yacht. Credimi, se ti arriva un simile invito, significa che per lui sei una persona molto importante, perché difficilmente invita qualcuno a bordo della sua splendida barca.»
Non aggiungo altro, perché, improvvisamente, davanti al nostro tavolo, si materializzano le due ragazze che, pur guardando in maniera un po’ ostile Stefania, con un tono di voce un po’ piccato, si scusano con me.
«Scusa, zio, non sapevamo che avevi un impegno galante, altrimenti non ti avremmo disturbato. Continua pure tranquillo la tua serata, mentre noi prenderemo un taxi per tornare.»
Intuisco il picco di gelosia nei loro occhi, mi alzo in piedi e mi giro verso Stefania.
«Scusami, ma per me è prioritario accompagnare queste due ragazze. Quanto al nostro discorso, lo riprenderemo appena possibile. Non ti garantisco nulla, ma ti prometto che ci penserò attentamente.»
Senza aggiungere altro, prendo entrambe sotto braccio e me ne vado. In auto, loro due restano in silenzio e sono io che rompo gli indugi e chiedo spiegazioni.
«Come mai siete venute via così presto dalla festa?»
Loro si scambiano un’occhiata ed è Cinzia che parla in tono calmo, ma deciso.
«C’erano troppi maschi stupiti e, soprattutto, mi son accorta che alcuni di loro stavano mettendo strane cose dentro i bicchieri che offrivano alle ragazze. Ho detto a Tania di non bere ed abbiamo deciso di lasciar la festa, perché, sicuramente fra poco, scoppierà un casino, in quanto una delle ragazze presente alla festa è la figlia di un ispettore di polizia e, sicuramente, se dovesse succedere qualcosa di strano, suo padre farà un bel casino. Per non rischiare, abbiamo deciso che era meglio andarcene.»
Le guardo e sorrido compiaciuto per la loro opportuna determinazione e prontezza di spirito, che le ha messe al riparo da una serata quanto mai deludente. Una volta in casa, decidiamo di andar a dormire; mentre sono in bagno a lavarmi i denti, le ragazze entrano e mi chiedono se possono dormire con me. Sono completamente nude e si sdraiano accanto a me nel letto una per lato; Cinzia appoggia la sua testa sul mio petto. La sua mano scivola in basso ed accarezza il mio sesso, che sta prendendo consistenza. La sua voce però è alquanto malinconica.
«Devi scusarci se ti abbiamo sottratto alla compagnia di quella signora, molto fine ed elegante. Si vede che era una bella donna e di classe.»
Mi guardano entrambe, aspettando la mia risposta.
«State tranquille che non è successo nulla; è solo una collega di lavoro. Per quanto riguarda l'eleganza e la classe, se la smetteste di comportarvi come due stupidelle, acquistereste un enorme vantaggio su di lei: siete giovani! Il vostro sbaglio sta nel voler stupire, piuttosto che aver classe.»
Loro si guardano un attimo negli occhi, poi scattano tutte due in ginocchio e Cinzia mi chiede ulteriori spiegazioni.
«Scusa, ma questa cosa non l’ho proprio capita! Cosa significa che noi rinunceremmo ad aver classe?»
Sorrido ironicamente, mentre fornisco la mia spiegazione.
«Il vostro problema è che a voi piace mostrare tutto e subito. Prendiamo l’esempio di questa mattina: siete entrate nel bar, mettendo tutta la mercanzia in mostra. Questa sera, la signora al ristorante era elegante, fine e intrigante. Sapete qual è la differenza? Che lei lasciava immaginare cosa aveva sotto il vestito: indossava forse delle autoreggenti, un reggiseno di pizzo o indossava, o meno, le mutandine? Con voi al bar, questa mattina, tutto questo intrigo, o coinvolgimento, non c’era, perché avevate messo già in mostra tutto quello che c’era da vedere, spegnendo il desiderio di scoprire di più. È tutta qui la differenza. Dovete imparare a fare un salto di qualità.»
Mi hanno ascoltato in silenzio, poi Cinzia si è volta verso Tania e le ha parlato, sorridendo.
«Hai capito, amica mia? Dobbiamo fare un salto di qualità: da puttanelle, dobbiamo diventare due escort!»
Ci mettiamo tutti a ridere, poi si sdraiano di nuovo appoggiate a me. La mano di Cinzia torna ad indugiare sul mio sesso, mentre Tania mi osserva in silenzio. Cinzia scivola in basso, la sua bocca si impossessa del mio sesso che è diventato sempre più duro. Le mie mani scorrono sul suo corpo e lei, mentre me lo succhia, comincia a gemere. Quando si rende conto che il mio cazzo è perfettamente in tiro, sale su di me e sento il calore della sua fica, direttamente sulla mia cappella. Muove il corpo in modo da farla scivolare avanti indietro e, ben presto, il piacere scorre dentro di lei. La sento gemere, vibrare, per poi spalancare la bocca ed esternare il raggiungimento dell'orgasmo.
«Vengo! È così bello godere su di te: mi sembra di impazzire!»
Si sdraia sul mio corpo, mentre ha ancora il respiro corto e gli occhi languidi. Mi bacia con trasporto e la sua lingua prende a giocare con la mia. La stringo a me, la metto sdraiata sotto di me. Ora sono io che mi muovo strusciando il cazzo sulla sua fica e, d'un tratto, faccio scivolare la punta fra le labbra di quell’ostrica fradicia di umori, che reclama il mio sesso. Muovo appena la punta senza affondare e guardo lei dritto negli occhi: mi sorride. Solleva entrambe le mani e mi bacia, mentre tiene il mio viso stretto fra le mani. Quando mi stacco da quel bacio, la guardo e, fra di noi, senza dir nulla, ci comunichiamo ciò che desideriamo. Continuo a muovere la punta del mio cazzo, facendolo scivolare sempre un po’ di più dentro di lei e ad un tratto mi rendo conto che sono vicinissimo all’imene.
«Fra poco, mi sentirai entrare dentro di te, proverai un senso di fastidio, di dolore e vorresti ardentemente che io uscissi da te, ma durerà solo un attimo, perché poi sarà solo piacere. Quando succederà non ti irrigidire, ma resta rilassata, perché sarà solo un attimo.»
Lei mi sorride e si stringe a me, mentre la sua voce rivela tutta la sua carica di desiderio.
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