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Erotika
Sarò la vostra puttana! · Cap. 7
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Capitolo 7 di 8 17 min di lettura

Si scopre davvero tanto troia!

Anna sei più puttana di tua madre! Anna sei anche più troia di Flavia e ti assicuro che, ad esserlo più di lei, ce ne voleva davvero tanto!

pennabianca
4 mesi fa · 2.9k letture · 0

«Dunque lui era il corso con te? E allora, mi spieghi come mai venerdì mattina, quando son passata in banca, lui era dietro lo sportello e, quando son venuta a cercarti nel tuo ufficio, il tuo collega mi ha detto che ieri in ferie? Dunque, sei proprio sicuro che ti sto accusando di cose che non hai fatto? Paolo ti conviene stare zitto! Perché ciò che dici, potrebbe davvero esser usato contro di te! Smettila di arrampicarti sopra gli specchi, perché tanto, prima di tornare, mi deve sbollire la rabbia, altrimenti potrei esser tentata di fare cose di cui poi mi pentirei amaramente. Un'altra cosa, questa faccenda è tra me e te ed io ho fatto in modo di non coinvolgere né il mio né tuo padre, quindi, ti sarei grato se la questione rimanesse esattamente fra noi due. Al contrario non so come andrebbe a finire, considerando la stima e l'affetto che loro hanno per me!»
Resta in silenzio, senza aggiunger nulla e allora io gli auguro la buona serata.
«Adesso, mi cambio ed esco a cena; spero di trovare una simpatica compagnia, per passare il resto della serata.»
Lui fa un profondo respiro e mi supplica di non farlo.
«Anna, ti prego, non farlo! Anna, sono uno stupido! Anna, ho sbagliato! Anna, ti prego torna a casa. Ti prego, torna. Ti amo!»
Io non dico niente, chiudo solo la comunicazione e poi mi avvicino ai miei due uomini e chiedo loro cosa prevede il resto della serata. Loro mi guardano e si rendono conto che sono alquanto affranta, così mi chiedono se per me va bene ordinare delle pizze e restare a casa. Consumiamo velocemente la cena, poi li prendo per mano e andiamo in camera da letto, dove mi spoglio nuda; faccio spogliare anche loro e mi sdraio nel letto, tenendomeli stretti, abbracciati a me.
«Tenetemi stretta! Questa sera ho bisogno di sentire che mi volete bene! Questa sera sono solo Anna, una donna che si sente ferita dall'uomo che ama. Vorrei far sesso con voi in maniera sfrenata, forte, appagante, fino a stordirmi, ma sarebbe solo rabbia, mentre invece a me piace scopare con voi per il puro piacere di godere.»

Mi abbracciano e mi baciano, mi fanno tante coccole ed io lentamente mi rilasso; quando mi sento rasserenata, allungo le mani ed impugno le loro mazze, che, stimolate dalla mia carezza, cominciano a prendere consistenza e a diventare belle dure. Mi abbasso e le prendo in bocca, prima una e poi l'altra e, quando sono perfettamente in tiro, faccio sdraiare Piero sotto, salgo su di lui e me lo infilo tutto dentro, fino in fondo; poi mi giro e subito Bruno intuisce il mio desiderio: lentamente scivola dentro di me attraverso il foro posteriore ed io mi sento piena, stretta tra di loro e lascio che mi scopino con calma, con dolcezza, facendomi provare tutto il piacere possibile delicatamente, senza fretta. Dopo non so quanto tempo che ho goduto tra le loro braccia, si sfilano, mi fanno girare e metter di lato; in quella posizione mi ritrovo ancora i loro membri dentro, ma a ruoli invertiti. Piero, mentre me lo spinge tutto nel culo, mi sussurra da dietro la nuca che, per come ho punito mio marito, facendogli sapere che, in questo momento, potrei esser tra le braccia di un ipotetico amante, avrà su di lui un duplice effetto.
«Il primo, sarà quello di sentirsi punito in maniera esemplare e questo gli servirà da lezione per il futuro. Il secondo effetto sarà senz'altro ancor più sconvolgente del primo. Paolo, in questo momento, starà immaginando che tu, Anna, adesso sei tra le braccia di un altro e la sua rabbia, la sua gelosia, ben presto si tramuteranno in eccitazione e sentirà gonfiarsi il membro. L'unico modo che avrà, per alleviare la sua eccitazione e scaricare la tensione, sarà quella di masturbarsi furiosamente. È una punizione giusta, ma, soprattutto, è il primo passo che porterà te, Anna, ad avere il controllo su di lui. In questo momento lui dovrà imparare ad esser un cornuto e, quando avrà imparato la lezione, allora, forse, capirà che è stato un errore quello di tradirti di nascosto e, quando avrà espiato la sua colpa, solo allora comincerà ad assaporare il piacere di aver una moglie che sa esser più troia e puttana di tante altre.»
Ascolto le sue parole e, d'un tratto, vengo presa da una folle idea. Prendo il mio cellulare e chiamo Paolo, che mi risponde all'istante. Invito Bruno e Piero di restare in silenzio, mentre io comincio ad ansimare e a godere sotto le loro spinte; poi, d'un tratto, urlo che sto godendo.

«Vengo! Siete due maiali e mi state facendo venire! Coraggio, sfondatemi tutta! Fate sentire a quel cornuto di mio marito, che mi sta ascoltando, come è capace di godere quella vacca di sua moglie.»
Il tempo di godere e poi chiudo la comunicazione. Vedo lo sguardo compiaciuto di entrambi, che annuiscono ed hanno capito quale dura lezione ho impartito a Paolo e, poco dopo, squilla di nuovo il cellulare, vedo che è lui e rispondo.
«Anna, amore, ti prego, non riattaccare! Anna, voglio sentire mentre godi! Ho sbagliato a tradirti, ma adesso voglio sentir te che stai pareggiando il conto. Anna non chiudere, fammi sentire mentre godi! E voi, maschi che state montando mia moglie, fatela urlare di piacere. Sì, ammetto che sono un cornuto, ma, vi prego, chiavate mia moglie e fatela impazzire di piacere.»
Bruno sorride e si mette una mano sulla bocca, mentre adesso Piero mi sbatte dietro con più forza ed io, mentre godo, descrivo il piacere che sto provando.
«Sì, porco, così sfondami il culo! Sbattimi il tuo bel cazzone tutto fin in fondo! Dai, porco, voglio che me lo trasformi in una voragine! Me lo devi aprire così tanto che, quando quel cornuto che sta ascoltando proverà ad infilare il suo dentro, dovrà avvertire quanto me lo hai aperto, al pari di una galleria autostradale! Sì, dai, così, sto venendo! Oddio, vengo mentre mi sfondi il culo!»
Paolo ha ascoltato tutto ed urla a sua volta, incitando il maschio di rompermi il culo, in maniera decisamente oscena!
«Sì, da bravo, spaccala tutta! Voglio che le apri il culo in maniera tale che, per il futuro, quando vorrà prenderne altri, non avrà timore di sentir dolore. Voglio che glielo sfondi così bene che, quando tornerà a casa, dovrà esser ancora aperto come una voragine! Dai, amico, fai di me un cornuto con la moglie rotta in culo!»
Sono eccitata alle stelle e, sconvolta, afferro il cazzo di Bruno e me lo faccio spingere tutto davanti.
«Dai, bel toro, fa sentire a quel cornuto che mentre il tuo amico mi sfonda dietro, tu, adesso, completerai l'opera, sfasciandomi la fica. La voglio così aperta e slabbrata, che deve restare ben aperta per almeno una settimana. Dai, non esitare che questo cornuto non aspetta altro, che di sentire che stai montando la vacca di sua moglie in contemporanea con un altro; voglio urlare per il piacere che entrambi mi farete provare.»

Bruno mi entra dentro e comincia a muoversi insieme a Piero, in perfetto sincronismo, ed io raggiungo due orgasmi in rapida successione e, mentre sto venendo per la seconda volta, sento Paolo che urla che sta, a sua volta, sborrando!
«Amore, vengo! Amore, sto sborrando per te! Amore, ti immagino stretta fra due maschi e questo mi manda ai pazzi! Sono un pazzo! Uno stupido, un fesso ad aver trascurato una donna bella come te. Ma, soprattutto, è giusto che in questo momento venga reso cornuto! Dai, amor mio, continua a farti sbattere da chi in questo momento ti sta montando. Dai, urla ancora di piacere, che desidero venire ancora, mentre sento la tua voce da troia che gode!»
Ora entrambi mi pompano alla grande ed io urlo un ennesimo orgasmo; poi li incitò a venire ed a riempirmi tutta.
«Vengo, maiali! Mi state facendo godere tantissimo! Adesso voglio che mi riempite ogni buco! Sì, voglio sentire le vostre sborrate dentro di me! Paolo, mi stanno riempiendo come un bignè! Paolo, sono piena! Ho entrambi i buchi che tracimano, da quanto sperma mi stanno pompando dentro! Paolo, se fossi qui con me adesso, te la farei leccare tutta!»
Mentre entrambi si svuotano dentro di me, mi guardano affascinati nel sentir le mie parole e, nello stesso tempo, sento la voce di Paolo che sta urlando dall'altro lato del telefono.
«Sì, amore, fatti riempire! Amore, giuro che se fossi lì con te, adesso, mi inginocchierei ai tuoi piedi e mi metterei a leccare i tuoi buchi stracolmi della loro sborra! Amore, sto venendo ancora! Sto sborrando ancora, al pensiero dei tuoi buchi dilaniati, da cui tracima la loro crema bianca!»
Restiamo tutti e tre immobili, stremati. Allora prendo il telefono e saluto mio marito.
«Bravo Paolo, adesso posso sentirmi contenta e soddisfatta nel sapere che ti sei segato e sei venuto ripetutamente, mentre ascoltavi quanto piacere ho provato con altri maschi. L'unica cosa che non saprai mai è, se son qui veramente con altri due uomini, oppure sia stata tutta una fantasia che mi è piaciuto raccontarti per punirti! Per ora, buonanotte; ci vedremo martedì!»
Non aggiungo altro e chiudo la comunicazione.

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